(Progetto Libri Tattili Liceo artistico G. De Fabris) (Riprese video e montaggio a cura di Roberto Ellero - www.webmultimediale.org) Voce fuori campo: Progetto per una favola tattile per bambini non vedenti o ipovedenti del liceo artistico De Fabris, di Nove. Sara: Allora, innanzitutto questo filo - abbiamo trovato degli oggetti qualsiasi, comunque e li abbiamo messi a distanza circa di 10 cm. l'uno dall'altro. Gli oggetti li abbiamo trovati veramente a caso, e dopo abbiamo inventato la storia. (voce narrante 1): Un giorno, camminando, trovò Timo, l'animaletto ruvido, che piangeva. "Perché piangi, Timo?" chiese Molla. "Perché il mio pelo è troppo ruvido e nessuno mi vuole." Così partirono insieme alla ricerca di fortuna. (voce narrante 2): Un tempo lontano, quando non c'erano ancora le orchestre con gli strumenti, I violini erano i venti. E i cavalli che galoppavano nella prateria, i tamburi della batteria. insieme all'acqua del ruscello che fuggiva via. Intervistatrice: Facciamo un percorso a ritroso: Sara ci mostra come un portauovo può raccogliere questa storia e poter essere donata, perché gli oggetti scelti sono stati 6, 6 che potessero essere contenuti in un incarto che si trova, anzi viene gettato via abitualmente. Quindi tutti gli oggetti di scarto formano, con un po' di pazienza e di fantasia, un bellissimo libro tattile che può essere letto dalla mamma o da qualcuno, insomma, che è vicino alla persona, al bambino. E poi, in modo molto semplice può venire chiuso e può essere donato e anche conservato. Sasso: Nel campo della disabilità, abbiamo visto, ci sono veramente tante cose da fare. Forse è un campo lasciato un po' ... a volte messo da parte. E dunque l'idea, cos'è? Di provare, anche con delle cose che noi buttiamo via, a creare una favola. Dunque noi non ci accorgiamo, ma buttiamo via delle favole: questo è stato un po' l'inizio. E allora, però, è molto difficile, perché noi ragioniamo con la vista, no? E quando vogliamo fare qualcosa a delle persone, vogliamo dargli il meglio di quello che noi abbiamo nel cuore, dunque, ragioniamo nel far vedere delle cose. Ma qui, bisognava fare un passo indietro, perché la vista non c'è. E dunque, i primi esempi tattili, capire la superficie delle mani come può essere, cosa può toccare. E dopo, a caso, cominciare a sommare delle piccole cose, e dopo dargli il significato. Silvia: Diciamo che con questa esperienza, ho scoperto che da un oggetto, possono venire fuori tante cose e questa cosa mi ha veramente fatto scoprire un'esperienza nuova. Perché non avrei mai immaginato che comunque, da un oggetto qualsiasi che si trova in casa, in giro, cioè, potesse venire fuori veramente una storia bella e interessante. E poi, quello che mi ha colpita di più è che, comunque, usando la fantasia, tutti siamo riusciti a ricreare una storia propria con la nostra immaginazione. E così mettendo insieme tanti materiali, anche questi - questo poteva ricordare comunque la durezza, la violenza, perché comunque punge, cioè ti può riportare ad altre cose. E anche questo, la riproduzione del mare, è anche rumore. Intervistatrice: Fammi sentire il mare. (rumore di mare prodotto passando con la mano su onde di plastica) Intervistatrice: Va benissimo. Intervistatrice: Professoressa, io vedo che in questo libro esprimete la narrazione nella parte Braille, nella parte di testo, diciamo, originario, quindi, con le parole, e nella parte tattile. Sasso: Beh, c'è da dire una cosa, che comunque il concorso richiedeva la traduzione in Braille. Intervistatrice: Di quale concorso...? Sasso: Il concorso "Di che colore è il vento", che è un concorso internazionale, sì. Intervistatrice: Ora incontriamo le mani di Veronica che ci raccontano e ascoltano nello stesso tempo, un libro tattile: la parte finale del progetto della 4a E del Liceo Artistico di Nove, diretto dalla professoressa Adriana Sasso. Eccoci, alle mani di Veronica e al loro racconto. Veronica: Allora questa storia è intitolata "L'elefante del Re" ed è una storia cinese. E qui ho strutturato la legenda, in cui si vedono i personaggi che saranno poi presenti nel corso della storia. Intervistatrice: Cosa ti è rimasto, alla fine di questo percorso da gennaio a maggio, di questa esperienza con il tatto? Veronica: Beh, è stato molto impegnativo, e soprattutto, entrare in un mondo così diverso è stato molto difficile. All'inizio creavo gli oggetti secondo la mia visione delle cose, quindi creando omini con una faccia, un corpo, delle braccia, delle mani. Dopo mi sono resa conto che era troppo complesso e serviva a me, ma non ai bambini. Quindi ho cambiato completamente modalità di rappresentazione. Sasso: E quello che è stato attentissimo ai nostri problemi, in particolare è stato l'Istituto Configliachi di Padova, e in particolare la Dottoressa Maria Teresa Busatto: abbiamo avuto alcuni incontri con lei. Questo è un centro molto importante nel Veneto, perché traduce in Braille tutti i testi necessari alle scuole di 1o grado e anche di 2o grado. E lei è stata - no gentilissima, di più - perché in ogni caso gratuitamente, è il caso di dirlo, con molta attenzione, ha fatto la trasposizione in Braille: loro hanno un computer, praticamente, hanno... loro scannerizzano, scannerizzano per esempio il testo che gli ho portato, e dopo, con un floppy, lo immettono in un computer Intervistatrice: Ecco questo è il risultato! Sasso: Eccolo qua, questo è il risultato: vengono fuori questi fogli in trasposizione Braille del testo. Intervistatrice: La vera storia del paese delle bugie, raccontata da Ilaria: Ilaria: Ti voglio proprio raccontare una storia. Tanto tempo fa, per le vie di un paese, trovai in un sacco di patate, quattro rane grosse e tonde, e un riccio innamorato di una spugna, e un cespuglio pieno di palline che, guarda caso, se ne stava da solo con un serpente e un bastoncino. E c'era anche un piccolo granchietto che trascinava un polipo con la chela. Ve ne ho raccontato abbastanza? Ebbene, c'era un anello troppo grande per un solo dito, e un'anatra che non poteva muoversi perché aveva la barba troppo lunga. C'era anche una mosca con enormi baffi, e una pecora filava la sua stessa lana, e nulla pareva più giusto. Strane storie! Ma non finisce di certo qui. Ho trovato tre ovetti covati da un pulcino e due pesci stanchi che riposavano in un grande prato. In quel paese, le farfalle sono più grandi dei gatti. Apri la finestra perché le bugie possano volare via. Voce fuori campo: I libri stanno per lasciare la scuola, verso il concorso internazionale. Ciò che resterà impresso nei ragazzi è la capacità di ascolto e narrazione (indirizzo ecc. del Liceo) che materiali di scarto e il tatto possono creare, esplorando altri linguaggi oltre la vista e la parola. (Progetto Libri Tattili - Liceo artistico G. De Fabris) (Riprese video e montaggio a cura di Roberto Ellero - www.webmutimediale.org