il tempo scorre fra le dita. Tra il pollice e l'indice scorre la sabbia che si accumula al fondo della pagina. La mano rappresenta una delle mudra più usate nel pranayama yoga (Jnana Mudra). Questo gesto accompagna anche la meditazione.

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Lasciate che tutti accedano agli e-libri - petizione

Traduzione della Petizione Allow Everyone Access to E-Books sostenuta dalla Reading Rights Coalition Rivolta all'Authors' Guild


Quando Amazon rilasciò il lettore di libri elettronici Kindle 2 il 9 febbraio 2009, la ditta annunciò che quel lettore avrebbe letto
e-libri ad alta voce utilizzando la tecnologia "text-to-speech"(sintesi vocale). Sotto la pressione della Authors' Guild, Amazon ha poi annunciato che avrebbe conferito agli autori e agli editori la possibilità di disattivare la funzione text-to-speech per qualsiasi dei, o per tutti i, loro e-book disponibili per il Kindle 2.

La Reading Rights Coalition, che rappresenta le persone che non possono leggere testi stampati, protesterà contro la minacciata rimozione della funzione text-to-speech dal Kindle 2 dell'Amazon davanti alla sede principale della Authors' Guild a New York, 31 East 32 Street, il 7 aprile 2009, dalle 12 alle 14. La coalizione comprende organizzazioni che rappresentano ciechi, dislessici, persone con problemi di apprendimento o di rielaborazione, persone anziane la cui
acuità visiva sta scemando, persone con traumi alla spina dorsale o che hanno subito un ictus. e molti altri per i quali l'aggiunta del text-to-speech al Kindle 2 aveva ripromesso per la prima volta un accesso facile, ad ampio raggio ["mainstream", cioè non una tecnologia assistiva mirata a una data categoria], a oltre 245'000 libri.

Firmate la petizione qui:

http://www.thepetitionsite.com/1/We-Want-To-Read

***

Fine della traduzione. Questa petizione spiega anche il contesto del mio post precedente, Non boycottate gli e-book per il Kindle di Amazon,

Però la petizione si concentra sull'essenziale: sullo scandalo di un'associazione di autori che, pretendendo che la sintesi vocale sia una rappresentazione audio e quindi soggetta al pagamento di ulteriori diritti, e ottenendo che Amazon ceda su questo punto, mette a rischio l'accesso allo scritto delle persone cieche e con disabilità di lettura.

Il mio post precedente invece era solo un'arrabbiatura contro i grulli che si sono comperato il Kindle, hanno comperato gli e-libri per il Kindle, e mo' mugugnano perché Amazon non vende tutti gli e-libri per il Kindle a meno di $10. Quando invece ci sono problemi ben più seri sia con il Kindle e le sue protezioni digitali, sia con gli e-libri del Kindle che funzionano solo sul Kindle, sia soprattutto con la vigliaccheria di Amazon nell'aver ceduto alla Authors' Guild a proposito della sintesi vocale.

Ma l'Amazon andrà attaccata dopo per queste nefandezze. Per ora conviene far capire alla Authors' Guild che l'uso della sintesi vocale non può essere equiparato alla rappresentazione audio, e che la loro avidità nel sostenerlo si potrebbe ribaltare contro di loro. Da qui la petizione della Reading Rights Coalition, e l'importanza che venga firmata da tutti coloro che credono nei pari diritti nell'accesso ai libri e alla conoscenza.

Non boycottate gli e-book per il Kindle di Amazon

Non boycottate gli e-book per il Kindle di Amazon che costano più di $9.99.

Boycottate Kindle, il lettore di e-book di Amazon.

Aggiornamenti in tempo reale sulla repressione in Pakistan

Il 3 novembre 2007, il presidente-generale Musharraf proclamava lo stato di emergenza in Pakistan che avrebbe portato alla sua caduta pochi mesi dopo.

Oggi il presidente Zardari lo sta emulando, cercando di mettere a tacere l'opposizione politica e i difensori dei diritti umani. In particolare, sta provando ad impedire la Lunga Marcia per richiedere il ristauro dell'autorità giudiziaria legittima prevista per domani 12 marzo: divieto di raduni di più di 4 persone, numerosi arresti di politici, giuristi e militanti dei diritti umani.

In risposta, questi militanti hanno creato l'aggregatore sotto, che raduna notizie mandate via twitter - quindi anche via telefono cellulare - sulla repressione. L'aggregatore ha anche un RSS feed al quale è possibile abbonarsi.

Per ulteriori informazioni e commenti, vedi Long March LIVE updates sul blog Teeth Maestro, 11 marzo 09.

Viva la tecnologia Web 2.0 - ma quella appropriata, per favore

Roberto Ellero mi segnala la pagina dell'Inaugurazione del 141° anno accademico di Ca' Foscari. Con encomiabile spirito di economia, il magnifico rettore  Pier Francesco Ghetti ha deciso di spostare la cerimonia online.

Ma perché con 3 video su YouTube?

A un certo punto, il rettore parla di documenti scaricabili da una pagina web. L'URL appare - non cliccabile. Con la funzione commenti di YT, la si poteva fare cliccabile [1].  Ma il vero punto è che non hanno senso video di 3 persone inquadrate da mezzobusti Tiggì anni 50.

Bastava l'audio con la trascrizione, e i documenti menzionati dal magnifico rettore - tutte cose che si potevano mettere iin una sola pagina dell'Internet Archive, dov'è possibile specificare il tipo di licenza di utilizzo e da cui tutti possono scaricare tutti i file - invece che di rafforzare ulteriormente il quasi monopolio del provider commerciale Google.

***

Altro caso: faccio parte di un gruppo di discussione sulla traduzione in collaborazione e sull'insegnamento delle lingue. Un altro membro ci sottopone il video Making IT, or Faking IT? dove Gavin Dudeney dice sì un sacco di cose pertinenti sulla deplorevole riluttanza degli insegnanti di lingue ad utilizzare strumenti online. Però questo video è una cattura di schermo di una presentazione di diapositive, con la sua voce off, con tanti errrhhh e altre esitazioni.

In effetti è difficile concentrarsi quando si fa un tutorial video in cattura di schermo e c'è bisogno allo stesso tempo di far andare avanti le diapositive. Ma soprattutto è assurdo imporsi questa difficoltà quando esiste la possibilità dello slidecasting, cioè di caricare la presentazione dia e il file audio, e di sincronizzarli dopo: è molto più facile ripulire il solo audio dalle esitazioni che non un video. E di nuovo, con uno slidecast - ad es. su Slideshare o su myPlick - si può scegliere la licenza di utilizzazione, e si può consentire agli utenti di scaricare sia le diapositive sia il file audio. Inoltre, il testo delle diapositive appare sotto lo slidecast.

***

Per il magnifico rettore Pier Francesco Ghetti, pazienza, è della generazione segnata dalla TV unidirezionale, quindi è normale che la sola cosa che capisca del cosiddetto Read/Write Web sia il video unidirezionale di YouTube, per giunta in versione monomediale, cioè ignorandone le funzionalità di commenti e di sottotitolazione. Anche se è strano che nessun suo collaboratore gli abbia suggerito una forma meno arcaica.

Ma uno come Dudeney - che fa la morale agli insegnanti sul loro conservatismo e sulla necessità che pensino "fuori dalla scatola" della loro formazione tradizionale per esplorare come gli strumenti Web 2.0 possano arricchire le loro lezioni e renderle più partecipative - dovrebbe razzolare un po' meglio.

Lodati siano il Web 2.0, il Read/Write Web e i loro ricchi strumenti. Ma per l'amor del cielo, non fissiamoci su quelli che consentono soltanto di scimiottare la TV.

[1] Aggiornamento 08.03.09: ho cancellato la frase "Con la funzione commenti di YT, la si poteva fare cliccabil"  perché Roberto Ellero mi ha giustamente fatto notare che nei commenti ai video YouTube non si possono fare link. In realtà non intendevo i commenti ai - e sotto i - video, bensì le annotazioni che si possono fare sul video, come Roberto spiega e illustra in Annotare video su YouTube. Però persino in quelle annotazioni, mi accorgo adesso che è soltanto possibile fare dei link ad altra roba YouTube, non a siti esterni. Ragione di più per esplorare altre soluzioni Web 2.0 invece di confinarsi a YT.

Copyright Webmultimediale e strumenti di disseminazione

Copyright

La notizia di copyright a destra delle pagine del sito principale Webmultimediale.org recita:

"E' vietata la riproduzione totale o parziale del layout e dei contenuti (testi, immagini, filmati) su carta, supporti tecnologici (CD-ROM, DVD, siti Web, ...) e altro per ricavarne lucro, o per distribuirlo come proprio o per qualsiasi altra motivazione, senza il consenso scritto del responsabile del sito."

Mentre per quelle di questo blog dice:

"This weblog is licensed under a Creative Commons License.
Solo alcuni contenuti in Webmultimediale sono rilasciati con licenza Creative Commons: leggi le note legali."

Spiegazione:

I contenuti della parte principale sono frutto di un'esplorazione originale, spesso in collaborazione con artisti, del potenziale creativo di strumenti informatici che vengono sviluppati dagli altri membri di Webmultimediale.org. Di conseguenza le pagine della parte principale formano un tutto: da qui la necessità di chiedere l'autorizzazione preliminare per qualsiasi riuso.

Invece mi limito ad adoperare la versione autorizzata di questi strumenti, che tutti possono utilizzare tramite la parte "videoshare" del progetto, Webmultimediale.it - ed altri strumenti altrettanto disponibili a tutti. Quindi non avrebbe senso mettere ciò che ne faccio in questo blog sotto un copyright restrittivo.

Strumenti di disseminazione

Questo post nasce dalla costatazione che mentre un tempo ci voleva una certa competenza tecnica per riutilizzare i video della parte principale, oggi sarebbe facilissimo farlo tramite certi strumenti anch'essi utilizzabili da tutti: Vodpod.com, ad esempio, che consente di inserire - tali quali o quasi - in una sola operazione e con pochissimi click del mouse -  video ospitati su migliaia di piattaforme, non soltanto in Vodpod.com stesso, ma in blog, reti sociali ecc. Vedi Where can I find videos to collect? nelle FAQ di Vodpod.

Allora - a scopo soltanto illustrativo - ho violato il copyright della parte principale per vedere se persino io ci riuscivo - e visto che sì, ho avvertito Roberto Ellero, proponendo di cancellare  l'esempio di violazione tramite Vodpod quando lo avrebbe visto. Lui mi ha suggerito invece di lasciarli online e di scrivere questo post.

Esempio:

Tali possibilità di ampia disseminazione di un video sono utilissime in molti casi: ad esempio per i video prodotti da militanti per i diritti umani in paesi sotto dittatura, per i quali una diffusione sul maggior numero possibile di piattaforme permette di eludere i blocchi della censura statale. In effetti, quando avevo sottotitolato il video Missing in Pakistan il 30 novembre 2007, Roberto Ellero aveva aggiunto nel post il codice di inserimento per consentire ad altri di riutilizzare quella versione altrove (vedi il post con il video e il codice di inserimento).

Però una diffusione del genere, senza il contesto originale, non è appropriata per i video della parte principale di Webmultimediale.org, per i motivi indicati sopra.

Sottotitolare video: smil, subrip?

Questo post deriva dalla preparazione di un altro che ho scritto per il blog di Innovate: Three Video Captioning Tools. I tre strumenti presentati sono MAGpie, DotSUB e Overstream.

C'è una prima ovvia differenza tra MAGpie e i due altri: MAGpie è un programma che si istalla sul computer, DotSUB e Overstream sono strumenti online che offrono anche lo hosting del risultato.

Ma un'altra differenza forse più importante è che i file di sottotitoli prodotti con MAGpie sono file .txt, poi sincronizzati col video da un file "perno" .smil, mentre per DotSUB e Overstream i file di sottotitoli prodotti sono file .srt ("SubRip).

Poter creare un file .srt è  bello, certo:

  • è più facile trasformare un file .srt in .txt per SMIL che viceversa se lo devi fare a mano (esistono strumenti di conversione ma per ora non ne ho ancora trovato uno per Mac)
  • una volta che hai creato un file .srt con DotSUB, lo puoi riutilizzare per sottotitolare un video su Overstream e viceversa

Inoltre, puoi addirittura riutilizzare quel file .srt per sottotitolare direttamente un video che hai caricato su YouTube poco tempo dopo il tutorial di Roberto Ellero, Annotare video su YouTube. Però il CC era già possibile da tempo su Google Video.

Vedi la prova che ho fatto in Re: Accessible Radio for the Deaf and Blind: Cheryl Heppner:

Per vedere i sottotitoli in francese o in italiano aggiunti, far partire il video, poi passare col mouse sul triangolino in basso a destra del player, poi sulla freccina a sinistra del simbolo CC, poi clic sulla lingua.

Ma questa differenza SMIL/SubRIP ne comporta altre: quando uso dei file .txt di sottotioli per SMIL, so cosa contiene e dov'è il il file .smil che li coordina al video. Mentre quando uso dei file .srt di sottotitoli su YouTube, DotSUB o Overstream, non lo so.

Un'altra differenza riguarda gli standard. SMIL è approvato dal W3C. E SubRip? Non sarebbe più semplice usare un solo formato? Vedi, sulla complicazione di questa proliferazione di formati, https://wiki.mozilla.org/Accessibility/Caption_Formats.

Segue la trascrizione dei sottotitoli del video sopra: sarebbe ingiusto e stupido ridurre la dichiarazione della signora Heppner sulla sottotitolazione radio a semplice esempio del CC con YouTube. Intendo tornare sul tema in un altro post.

Continua la lettura del post "Sottotitolare video: smil, subrip?" »

Menabò blues

Un tempo, una volta spedito il testo di un libro all'editore, c'erano da una parte le bozze del testo e dall'altra il menabò, che mostrava come sarebbe stato impostato il libro (vedi articolo Menabò su Wikipedia). Le bozze si suddividevano tra le prime bozze, con il testo in continuo, e le bozze impaginate secondo il menabò. 

Nel contratto per il libro, spesso l'editore minacciava multe lievi  per correzioni importanti nelle prime bozze, e più care  nelle bozze impaginate se le correzioni dovessero cambiare il numero di righe, imponendo una modifica del menabò. Quindi gli autori erano attenti a fornire un testo il più definitivo possibile, e a rileggere molto accuratamente le prime bozze.

Negli anni 80, la diffusione dei programmi numerici di trattamento di testo ha un po' modificato questo percorso: il menabò è sì diventatao automaticamente adattabile al cambiamento nel numero di righe nel testo numerico fornito dall'autore in caso di correzioni dopo la consegna - però il menabò e le correzioni su bozze rimanevano.

Oggi invece, quasi tutti si possono permettere di acquisire trattamenti di testo con possibilità di impaginazione più raffinate che consentono l'editoria fai-da-te (Pages della Apple, ad esempio, ma ci sono anche soluzioni libere e gratuire): gli autori si possono avvalere di un distributore come Lulu.com, dove si carica la versione PDF del libro in una pagina dalla quale gli interessati lo possono ordinare, oppure distribuirloo da soli.

Però per ottenere un libro bello, cioè funzionale, la procedura non è cambiata: prima si finalizzano il contenuto e la struttura logica delle parti e sottoparti;  soltanto dopo si inserisce il contenuto nel  "menabò". Non va saltata la prima tappa, soprattutto se il testo è lungo e se l'impaginazione è complessa (e ancora di più se ci sono diversi autori). Inserire un contenuto ancora in fieri nell'impaginazione definitiva per vedere come verrà fuori può essere tentante, ma è bloccante - un po' come verniciare e incorniciare una tela dopo il primo schizzo, o mettere nel forno per ore un maialino neonato vivo con una mela nella bocca e il prezzemolo nelle orecchie per vedere come verrà fuori quando sarà abbastanza cresciuto per essere mangiato.

Calatrava e accessibilità - 2 sett. 08

In Calatrava: dichiarazioni alla stampa, Roberto Scano propone il video delle dichiarazioni fatte alla stampa da Santiago Calatrava il 2 settembre 2008. Sotto, in audio con sottotitoli in italiano e inglese (tramite myPlick.com, che consente di sincronizzare una presentazione in diapositive con un file audio), la parte di queste dichiarazioni che riguarda le proteste delle associazioni di disabili. Perché "sottotitoletur et altera pars", ma anche perché così è più facile ritrovare le parole esatte utilizzate in una dichiarazione.

(Trascrizioni in italiano e in inglese come testo continuo nella seconda parte del post

Continua la lettura del post "Calatrava e accessibilità - 2 sett. 08" »

Il ponte, l'uovo e il dondolo

Le informazioni e discussioni circa il Ponte di Calatrava e l'aggiunta di un'ovovia che lo dovrebbero rendere accessibile alle persone in carrozzella (vedi bookmark Diigo in merito) ricordano una vignetta classica sulla progettazione (circolava già negli anni '70 tra i progettatori dell'UNDP):

Dondolo con 3 assi e 2 corde appeso a un ramo d'albero Dondolo con 2 assi e 3 corde appeso a un ramo d'albero
Come proposto dallo sponsor del progetto Come specificato nella richiesta di progetto
Dondolo con 1 asse e 2 corde per terra, legato al tronco dell'albero Dondolo con 1 asse e 2 corde appeso a rami opposti di un albero
Come disegnato dall'analista capo Come prodotto dai programmatori
Dondolo con 1 asse e 2 corde appeso a rami opposti di un albero, tagliato per far passare il dondolo, e la cui parte sopra poggia su 2 stampelle Copertone appeso a un ramo di un albero
Come implementato sul sito dell'utente Ciò che l'utente desiderava

Fonte: Tire Swing Cartoon, nelle pagine di Fred Tepfer sul sito della University Of Oregon - il quale è architetto e progettatore, specializzato nel'accessibilità e nell'universal design.

Calatrava Bridge in Venice inaccessible in wheelchair: petition

Context

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The picture is from Calatrava impicati and is under an attribution - non commercial - share alike Creative Commons license.

This is about a real-life divide: Venice (Italy) has a new-fangled bridge by controversial architect Calatrava, who also committed other bridges, in Dallas for instance. See Spanish Fly - Dallas turns rape to romance with Calatrava bridges by Jim Schutze, Dallas Observer,December 18, 2003:

...The proposed Calatrava bridge or bridges in Dallas will be, after all, suspension bridges over a freeway and a narrow drainage ditch. Their true nature, in architectural terms, will be as follies. An architectural folly, according to the Shorter Oxford English Dictionary, is "any costly structure considered to have shown folly in the builder." The mental state of folly is defined by the OED as "the quality or state of being foolish, want of good sense, weakness or derangement of mind." That about nails it. ...

And so Venice is going to have its own Calatrava's - or rather Mayor Cacciari's - folly too.

The bridge was meant to be very solemnly inaugurated on Sept. 18, 2008, with the President of the Italian Republic attending. However, this ceremony was cancelled due to the protests of associations of people with disabilities, in particular of the Un ponte per tutti petition, because the bridge violates national accessibility norms, as it includes glass-covered stairs that exclude people in wheelchairs.

In a way, the petition has reached its goal: there won't be a solemn inauguration on Sept. 18. However, Mayor Cacciari, while recognizing the "errors" made in choosing that bridge, has also heaped insults on the associations of people with disabilities for having prevented the ceremony, arrogantly claiming that he hasn't even listened to them ("le associazioni che hanno protestato non le ho nemmeno sentite" - Il Gazzettino di Venezia, quoted in Calatrava: ponte Potëmkin? by Roberto Scano, Aug. 28, 2008).

One way to help Mayor Cacciari understand that his explicit contempt for people with disabilities is not alright might be to go on signing the Un ponte per tutti petition, adding comments. Hence the translation below.

For more information on the issue, see the links collected under the Cacciari_accessibilità tag on del.icio.us.

Translation of the petition

From: firmiamo.it/unpontepertutti:

This petition aims at making public administrations sensitive to the respect of norms in force concerning architectural obstacles. Concretely,this petition is about Calatrava's bridge in Venice, the fourth bridge on the Canal Grande due to be inaugurated on September 18, 2008, in the presence of the President of the [Italian] Republic.

With this petition we request that the official inauguration (in the presence of the President) be postponed until the auxiliary means (the so-called "ovovia" [1] inorder to enable people with disabilities to cross the bridge like everybody, i.e. to be able, like all citizens, to use this alternative solution to public transportation (for the journey from the train station to Piazzale Roma, a tourist pays Euro 6.50].

We therefore request from:

  • the Mayor of Venice, Prof. Massimo Cacciari
  • the President of the Republic, Giorgio Napolitano

that they postpone the official inauguration in the presence of the President of the Republic until the work is actually usable by all citizens.

This petition does not intend to prevent the opening of the bridge for the citizens, but to only enhance its inauguration when it will actually be accessible (as foreseen, morover, by the norms in force).

[1] "egg-way" - pictures of the project in Ponte di Calatrava, costruito il telaio della cabina dell'ovovia (problems: the "ovovia" crossing will take 17 minutes), and technical problems are delaying its inauguration to an unconfirmed date [N. of T].

leggi i post precedenti:  1  |  2  |  3 

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