il tempo scorre fra le dita. Tra il pollice e l'indice scorre la sabbia che si accumula al fondo della pagina. La mano rappresenta una delle mudra più usate nel pranayama yoga (Jnana Mudra). Questo gesto accompagna anche la meditazione.

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Ciechi e copyright di opere numeriche

La diffusione sempre crescente delle opere numeriche crea diverse problematiche di copyright che le leggi sul diritto d'autore (LDA) affrontano come possono.

Ad esempio, a causa dei trattati OMPI del 1996, WIPO Copyright Treaty (WCT) e WIPO Performances and Phonograms Treaty (WPPT), diversi paesi hanno introdotto nella loro LDA il divieto di eludere (circuire) protezioni numeriche anticopia di tipo "Digital Rights Management" (DRM). Tuttavia, per continuare a garantire i diritti degli utenti, in particolare di quelli con disabilità, e per rispondere alle necessità di biblioteche ed archivi, hanno aggiunto diverse restrizioni a questo divieto (cioè casi dove l'elusione delle protezioni DRM è consentita). Però nella paura che queste restrizioni portino a duplicazioni non autorizzate, vi hanno aggiunto una serie di limitazioni.

È difficile per i cittadini di adempire all'obbligo di conoscere la legge di fronte a questo garbuglio. Però c'è una categoria che capisce particolarmente bene queste problematiche: i ciechi, che le vivono in prima persona, e i cui contributi alle discussioni di questi ultimi anni sul copyright sono stati preziosissimi. Alcuni esemp:

Maggio 2007: revisione della LDA svizzera

Anche in Svizzera, nel 2007, è stata rivista la Legge sul diritto di autore. La bozza presentata al Parlamento mirava ad un equilibrio tra le restrizioni e le limitazioni alle restrizioni del divieto di eludere le protezioni DRM. Tuttavia, i rappresentanti dell'industria dei contenuti digitali - in particolare IFPI Svizzera e AudioVision Schweiz - hanno fatto un lobbying "massiccio" ("massgeblich" come dichiara l'IFPI stessa) per un divieto assoluto di questa illusione.

Tra le diverse azioni intraprese dalla società civile per opporsi a questo lobbying è stata particolarmente efficace la dichiarazione di Bernhard Heinser a nome di diverse associazioni ed iniziative di/per ciechi ed ipovedenti (vedi Statement wegen Urheberrecht - Schutzausnahme - Umgehungsverbot, 8 maggio 2007; ripreso con traduzione italiana in Dichiarazione di Bernhard Heinser su diritto d'autore - misure di protezione - divieto di elusione) dove egli spiegava perché i ciechi devono poter usare testi senza protezioni numeriche.

Agosto 2007: "Video on Demand" della SRG SSR Idée suisse

In agosto 2007 la SRG SSR Idée Suisse, che ragruppa le radio e televisioni svizzere di servizio pubblico lanciava l'offerta commerciale Video on Demand (VOD). A maggio, durante la conferenza INPUT 2007 a Lugano, il suo direttore Armin Walpen l'aveva presentata come uno dei modi di finanziamento del futuro per il servizio pubblico avrebbe potuto attingere. Si trattava di offrire agli utenti la possibilità di visionare un video prodotto da/per la SRG per due giorni, a un prezzo relativamente basso. Dopo i 2 giorni, il video sarebbe stato fatto scomparire dal loro computer via DRM.

Subito dopo il lancio di VOD, Digitale Allmend aveva posto

(continua)

Il Premio Möbius incoraggia l'inaccessibilità web

Il 3 ottobre 2009 sono stati annunciati a Lugano i vincitori del Premio Moebius Multimediale. L'annuncio degli organizzatori specificava che  il "Grand Prix Möbius Suisse 2009 - Patrimonio culturale" era stato assegnato al sito del m.a.x. museo - Chiasso www.maxmuseo.ch, perché

"Riesce a sintetizzare immediatamente, in maniera naturale e con linguaggio coerente, l’identità del museo e del mondo di Max Huber."

Ciò che dice il sito sull'idendità del museo e del mondo di Max Huber sta qui:

Il m.a.x.museo è stato fondato il 12 novembre 2005 da un comitato di fondazione con lo scopo di divulgare la cultura del design e lasciare traccia alle generazioni future del lavoro di Max Huber, uno dei più significativi grafici svizzeri.
L'aspirazione del museo è quella di costituire un ponte tra il passato e le nuove generazioni di grafici e designer e programmare delle mostre al fine di diffondere il messaggio artistico di Max Huber. Abblamo intenzione di organizzare soprattutto mostre di grafica per dare a tutti la possibilit'a di avere una visione del mondo del 'design'.

Nemmeno un link alle - pochissime - immagini di opere di Huber nel sito, né a risorse esterne. Come se la giuria, nell'incapacità di trovare una giustificazione concreta all'assegnazione del premio a quel sito, avesse ripiegato su un cliché tuttofare preconfezionato.

Inaccessibilità

Per la citazione dal sito del museo sopra, ho dovuto utilizzare una cattura di schermo, perché il contenuto del sito viene esclusivamente proposto in un filmino flash, www.maxmuseo.ch/museo.swf, inserito in pagine web. Di conseguenza, in qualsiasi punto del sito, la sintesi vocale utilizzata da una persone cieca produrebbe soltanto:

“Page has three frames and no links m.a.x.museo colon plus forty-one left paren zero right paren ninety-one six hundred eighty-two fifty-six fifty-six dash Internet ExplorerFrameFrame end.FrameFrame end.FrameFrame end.”

(o equivalente in altre lingue, a seconda dell'impostazione della sintesi vocale). Vale a dire, per quanto riguarda il contenuto informativo, essa riuscirebbe a leggere soltanto ciò che sta nel meta-tag "titolo" del sito: nome e numero telefonico del museo .

Inoltre, come si vede dalla cattura di schermo, i link sono in grigio pallidissimo su fondo bianco. Di conseguenza il sito non esclude soltanto i ciechi, ma anche gli ipovedenti.

Paradossi

Certo, le numerose e madornali violazioni della fruibilità e dell'accessibilità per i disabili nel sito www.moebiuslugano.ch del premio Möbius (a cominciare dai contenuti testuali presentati in un'immagine senza descrizione alternativa tramite l'attributo alt nella home page), accuratamente mantenute attraverso gli anni malgrado ripetute segnalazioni, suggeriscono che il diritto dei disabili di accedere all'informazione non sia una priorità per gli organizzatori.

Però la cosa strana è che il presidente della giuria è il professor Paolo Paolini, che insegna all'Università della Svizzera Italiana (USI) un Master’s course in Design of Interactive Applications for Cultural Heritage: pensa davvero che www.maxmuseo.ch sia da dare in esempio ai suoi studenti?

Inoltre, il professor Paolini è co-autore, con i suoi colleghi dell'USI Elisa Rubegni, Alberto Terragni and Stefano Vaghi, di “Accessibility for Blind Users: An Innovative Framework” (Springer Verlag, 2008). L'abstract del saggio dice:

…La tesi principale di questo saggio, che si concentra sugli utenti ciechi, è che le raccommandazioni (come quelle del W3C) non bastano a garantire l'accessibilità reale ["actual accessibility"] che definiamo come la possibilità per gli utenti di "leggere" il sito web e di "navigare attraverso di esso" in modo efficace. Una conseguenza del nostro approccio è l'enfasi sul design come mezzo di raggiungere l'accessibilità reale e sulla fruibilità ["usability"] da parte degli utenti ciechi, come principale criterio di valutazione.

(la traduzione è mia)

Veramente, Rendere il contenuto comprensibile e navigabile era già uno dei due Principi per una progettazione volta all'accessibilità nella versione 1.0 delle Linee guida per l'accessibilità ai contenuti del Web del W3C, e Fornire all'utente funzionalità di supporto per navigare, trovare contenuti e determinare la propria posizione. fa parte degli scopi elencati nella sezione Utilizzabile della versione 2.0.

Ciononostante, ben venga il tentativo del professor Paolini e dei suoi colleghi di andare oltre queste linee guida del W3C. Però nell'accettare che la giuria assegnasse il premio Moebius per il patrimonio culturale  al sito www.maxmuseo.ch , il professor Paolini ha davvero adoperato quel "principale criterio di valutazione" del  "design"per raggiungere l'accessibilità e la fruibilità da parte degli utenti ciechi"?

Se è una scelta politica...

Gli altri siti che erano in lizza per il premio:

sono tutti leggibili con la sintesi vocali. Alcuni sono addiritura correttamente strutturati con headers H1, H2, ecc. e hanno una mappa del sito, consentendo così a chi usa la sintesi vocale di navigarci agevolmente. E sono tutti più ricchi di contenuti di www.maxmuseo.ch,

Che l'assegnazione del premio a quest'ultimo sia il risultato di una scelta politica, di una specie di eccezione culturale alla francese che si tradurrebbe nell'obbligo per la giuria di premiare un sito ticinese?

Sembra rafforzare la verosimiglianza di questa ipotesi una stranezza che riguarda l'edizione precedente del premio. Nel 2008, il premio per il patrimonio culturale era stato assegnato a kunstpanorama.ch, il sito perlomeno sanamente testuale della Kunsthalle di Lucerna, e una menzione speciale era andata ad un altro sito inaccessibile perché tutto in flash, cacticino.net, del Centro di Arte Contemporanea di Bellinzona.

Ne fanno fede la pagina web.archive.org/web/20080511213956/http://www.moebiuslugano.ch/annun.html, (l'annuncio dei vincitori 08 nella versione salvata l'11 maggio 2008 nell'Internet Archive ) e i post sul premio Moebius 2008 in kultpavillon.ch, il blog di kunstpanorama.ch.

Però la pagina dedicata ai premi 2008 sul sito del Premio Möbius dice il contrario, cioè che il premio è andato a cacticino.net e la menzione speciale a kunstpanorama.ch.

... è una scelta controproducente

Se si tratta di una scelta politica, è una scelta controproducente.

I motori di ricerca non possono indicizzare i contenuti flash

In effetti i siti in flash come www.maxmuseo.ch, e cacticino.net non solo escludono i ciechi ma i loro contenuti non possono venire indicizzati dai motori di ricerca.

Ad esempio, poco fa cercavo informazioni su una bellissima mostra dedicata alll'opera di Bruno Munari che avevo visto al m.a.x. museo nel 2008. Le parole chiave max museo munari immesse in Google producono risultati dove sì, una pagina del sito del museo figura per prima. Ma questa pagina - http://www.maxmuseo.ch/en/museo.html - non dice nulla della mostra in questione. E se si tenta con la cache Google di questa pagina, c'è un messaggio che dice: “This is Google’s cache of http://www.maxmuseo.ch/en/museo.html. It is a snapshot of the page as it appeared on 16 Jul 2009 22:32:17 GMT. (…) These terms only appear in links pointing to this page: max museo munari“:.cioè le parole chiave che avevo usato per la ricerca appaiono soltanto in link verso quella pagina, non nella pagina stessa,

Gli smartphone non possono leggere i siti in flash

Inoltre, i siti in flash come www.maxmuseo.ch, e cacticino.net non possono essere aperti dagli smartphone. Questo rende la loro premiazione particolarmente strana, considerando che nelle tavole rotonde del 2008 e del 2009 che hanno preceduto la loro premiazione, gli intervenenti - in parte membri della giuria - hanno sottolineato il trend verso l'uso di quei telefonini piuttosto che del computer per navigare ed interagire online.

In riassunto

Conferire il premio per il patrimonio culturale a siti flash come quelli distinti dalla giuria del Premio Möbius significa dare ai loro committenti la falsa impressione che essi siano cose valide ed utili, mentre in realtà si tratta soltanto di gingili magari carini, ma non indicizzabili correttamente dai motori di ricerca, non utilizzabili col telefonino - e soprattutto insultanti per le persone disabili.

Lasciate che tutti accedano agli e-libri - petizione

Traduzione della Petizione Allow Everyone Access to E-Books sostenuta dalla Reading Rights Coalition Rivolta all'Authors' Guild


Quando Amazon rilasciò il lettore di libri elettronici Kindle 2 il 9 febbraio 2009, la ditta annunciò che quel lettore avrebbe letto
e-libri ad alta voce utilizzando la tecnologia "text-to-speech"(sintesi vocale). Sotto la pressione della Authors' Guild, Amazon ha poi annunciato che avrebbe conferito agli autori e agli editori la possibilità di disattivare la funzione text-to-speech per qualsiasi dei, o per tutti i, loro e-book disponibili per il Kindle 2.

La Reading Rights Coalition, che rappresenta le persone che non possono leggere testi stampati, protesterà contro la minacciata rimozione della funzione text-to-speech dal Kindle 2 dell'Amazon davanti alla sede principale della Authors' Guild a New York, 31 East 32 Street, il 7 aprile 2009, dalle 12 alle 14. La coalizione comprende organizzazioni che rappresentano ciechi, dislessici, persone con problemi di apprendimento o di rielaborazione, persone anziane la cui
acuità visiva sta scemando, persone con traumi alla spina dorsale o che hanno subito un ictus. e molti altri per i quali l'aggiunta del text-to-speech al Kindle 2 aveva ripromesso per la prima volta un accesso facile, ad ampio raggio ["mainstream", cioè non una tecnologia assistiva mirata a una data categoria], a oltre 245'000 libri.

Firmate la petizione qui:

http://www.thepetitionsite.com/1/We-Want-To-Read

***

Fine della traduzione. Questa petizione spiega anche il contesto del mio post precedente, Non boycottate gli e-book per il Kindle di Amazon,

Però la petizione si concentra sull'essenziale: sullo scandalo di un'associazione di autori che, pretendendo che la sintesi vocale sia una rappresentazione audio e quindi soggetta al pagamento di ulteriori diritti, e ottenendo che Amazon ceda su questo punto, mette a rischio l'accesso allo scritto delle persone cieche e con disabilità di lettura.

Il mio post precedente invece era solo un'arrabbiatura contro i grulli che si sono comperato il Kindle, hanno comperato gli e-libri per il Kindle, e mo' mugugnano perché Amazon non vende tutti gli e-libri per il Kindle a meno di $10. Quando invece ci sono problemi ben più seri sia con il Kindle e le sue protezioni digitali, sia con gli e-libri del Kindle che funzionano solo sul Kindle, sia soprattutto con la vigliaccheria di Amazon nell'aver ceduto alla Authors' Guild a proposito della sintesi vocale.

Ma l'Amazon andrà attaccata dopo per queste nefandezze. Per ora conviene far capire alla Authors' Guild che l'uso della sintesi vocale non può essere equiparato alla rappresentazione audio, e che la loro avidità nel sostenerlo si potrebbe ribaltare contro di loro. Da qui la petizione della Reading Rights Coalition, e l'importanza che venga firmata da tutti coloro che credono nei pari diritti nell'accesso ai libri e alla conoscenza.

Non boycottate gli e-book per il Kindle di Amazon

Non boycottate gli e-book per il Kindle di Amazon che costano più di $9.99.

Boycottate Kindle, il lettore di e-book di Amazon.

Aggiornamenti in tempo reale sulla repressione in Pakistan

Il 3 novembre 2007, il presidente-generale Musharraf proclamava lo stato di emergenza in Pakistan che avrebbe portato alla sua caduta pochi mesi dopo.

Oggi il presidente Zardari lo sta emulando, cercando di mettere a tacere l'opposizione politica e i difensori dei diritti umani. In particolare, sta provando ad impedire la Lunga Marcia per richiedere il ristauro dell'autorità giudiziaria legittima prevista per domani 12 marzo: divieto di raduni di più di 4 persone, numerosi arresti di politici, giuristi e militanti dei diritti umani.

In risposta, questi militanti hanno creato l'aggregatore sotto, che raduna notizie mandate via twitter - quindi anche via telefono cellulare - sulla repressione. L'aggregatore ha anche un RSS feed al quale è possibile abbonarsi.

Per ulteriori informazioni e commenti, vedi Long March LIVE updates sul blog Teeth Maestro, 11 marzo 09.

Viva la tecnologia Web 2.0 - ma quella appropriata, per favore

Roberto Ellero mi segnala la pagina dell'Inaugurazione del 141° anno accademico di Ca' Foscari. Con encomiabile spirito di economia, il magnifico rettore  Pier Francesco Ghetti ha deciso di spostare la cerimonia online.

Ma perché con 3 video su YouTube?

A un certo punto, il rettore parla di documenti scaricabili da una pagina web. L'URL appare - non cliccabile. Con la funzione commenti di YT, la si poteva fare cliccabile [1].  Ma il vero punto è che non hanno senso video di 3 persone inquadrate da mezzobusti Tiggì anni 50.

Bastava l'audio con la trascrizione, e i documenti menzionati dal magnifico rettore - tutte cose che si potevano mettere iin una sola pagina dell'Internet Archive, dov'è possibile specificare il tipo di licenza di utilizzo e da cui tutti possono scaricare tutti i file - invece che di rafforzare ulteriormente il quasi monopolio del provider commerciale Google.

***

Altro caso: faccio parte di un gruppo di discussione sulla traduzione in collaborazione e sull'insegnamento delle lingue. Un altro membro ci sottopone il video Making IT, or Faking IT? dove Gavin Dudeney dice sì un sacco di cose pertinenti sulla deplorevole riluttanza degli insegnanti di lingue ad utilizzare strumenti online. Però questo video è una cattura di schermo di una presentazione di diapositive, con la sua voce off, con tanti errrhhh e altre esitazioni.

In effetti è difficile concentrarsi quando si fa un tutorial video in cattura di schermo e c'è bisogno allo stesso tempo di far andare avanti le diapositive. Ma soprattutto è assurdo imporsi questa difficoltà quando esiste la possibilità dello slidecasting, cioè di caricare la presentazione dia e il file audio, e di sincronizzarli dopo: è molto più facile ripulire il solo audio dalle esitazioni che non un video. E di nuovo, con uno slidecast - ad es. su Slideshare o su myPlick - si può scegliere la licenza di utilizzazione, e si può consentire agli utenti di scaricare sia le diapositive sia il file audio. Inoltre, il testo delle diapositive appare sotto lo slidecast.

***

Per il magnifico rettore Pier Francesco Ghetti, pazienza, è della generazione segnata dalla TV unidirezionale, quindi è normale che la sola cosa che capisca del cosiddetto Read/Write Web sia il video unidirezionale di YouTube, per giunta in versione monomediale, cioè ignorandone le funzionalità di commenti e di sottotitolazione. Anche se è strano che nessun suo collaboratore gli abbia suggerito una forma meno arcaica.

Ma uno come Dudeney - che fa la morale agli insegnanti sul loro conservatismo e sulla necessità che pensino "fuori dalla scatola" della loro formazione tradizionale per esplorare come gli strumenti Web 2.0 possano arricchire le loro lezioni e renderle più partecipative - dovrebbe razzolare un po' meglio.

Lodati siano il Web 2.0, il Read/Write Web e i loro ricchi strumenti. Ma per l'amor del cielo, non fissiamoci su quelli che consentono soltanto di scimiottare la TV.

[1] Aggiornamento 08.03.09: ho cancellato la frase "Con la funzione commenti di YT, la si poteva fare cliccabil"  perché Roberto Ellero mi ha giustamente fatto notare che nei commenti ai video YouTube non si possono fare link. In realtà non intendevo i commenti ai - e sotto i - video, bensì le annotazioni che si possono fare sul video, come Roberto spiega e illustra in Annotare video su YouTube. Però persino in quelle annotazioni, mi accorgo adesso che è soltanto possibile fare dei link ad altra roba YouTube, non a siti esterni. Ragione di più per esplorare altre soluzioni Web 2.0 invece di confinarsi a YT.

Copyright Webmultimediale e strumenti di disseminazione

Copyright

La notizia di copyright a destra delle pagine del sito principale Webmultimediale.org recita:

"E' vietata la riproduzione totale o parziale del layout e dei contenuti (testi, immagini, filmati) su carta, supporti tecnologici (CD-ROM, DVD, siti Web, ...) e altro per ricavarne lucro, o per distribuirlo come proprio o per qualsiasi altra motivazione, senza il consenso scritto del responsabile del sito."

Mentre per quelle di questo blog dice:

"This weblog is licensed under a Creative Commons License.
Solo alcuni contenuti in Webmultimediale sono rilasciati con licenza Creative Commons: leggi le note legali."

Spiegazione:

I contenuti della parte principale sono frutto di un'esplorazione originale, spesso in collaborazione con artisti, del potenziale creativo di strumenti informatici che vengono sviluppati dagli altri membri di Webmultimediale.org. Di conseguenza le pagine della parte principale formano un tutto: da qui la necessità di chiedere l'autorizzazione preliminare per qualsiasi riuso.

Invece mi limito ad adoperare la versione autorizzata di questi strumenti, che tutti possono utilizzare tramite la parte "videoshare" del progetto, Webmultimediale.it - ed altri strumenti altrettanto disponibili a tutti. Quindi non avrebbe senso mettere ciò che ne faccio in questo blog sotto un copyright restrittivo.

Strumenti di disseminazione

Questo post nasce dalla costatazione che mentre un tempo ci voleva una certa competenza tecnica per riutilizzare i video della parte principale, oggi sarebbe facilissimo farlo tramite certi strumenti anch'essi utilizzabili da tutti: Vodpod.com, ad esempio, che consente di inserire - tali quali o quasi - in una sola operazione e con pochissimi click del mouse -  video ospitati su migliaia di piattaforme, non soltanto in Vodpod.com stesso, ma in blog, reti sociali ecc. Vedi Where can I find videos to collect? nelle FAQ di Vodpod.

Allora - a scopo soltanto illustrativo - ho violato il copyright della parte principale per vedere se persino io ci riuscivo - e visto che sì, ho avvertito Roberto Ellero, proponendo di cancellare  l'esempio di violazione tramite Vodpod quando lo avrebbe visto. Lui mi ha suggerito invece di lasciarli online e di scrivere questo post.

Esempio:

Tali possibilità di ampia disseminazione di un video sono utilissime in molti casi: ad esempio per i video prodotti da militanti per i diritti umani in paesi sotto dittatura, per i quali una diffusione sul maggior numero possibile di piattaforme permette di eludere i blocchi della censura statale. In effetti, quando avevo sottotitolato il video Missing in Pakistan il 30 novembre 2007, Roberto Ellero aveva aggiunto nel post il codice di inserimento per consentire ad altri di riutilizzare quella versione altrove (vedi il post con il video e il codice di inserimento).

Però una diffusione del genere, senza il contesto originale, non è appropriata per i video della parte principale di Webmultimediale.org, per i motivi indicati sopra.

Sottotitolare video: smil, subrip?

Questo post deriva dalla preparazione di un altro che ho scritto per il blog di Innovate: Three Video Captioning Tools. I tre strumenti presentati sono MAGpie, DotSUB e Overstream.

C'è una prima ovvia differenza tra MAGpie e i due altri: MAGpie è un programma che si istalla sul computer, DotSUB e Overstream sono strumenti online che offrono anche lo hosting del risultato.

Ma un'altra differenza forse più importante è che i file di sottotitoli prodotti con MAGpie sono file .txt, poi sincronizzati col video da un file "perno" .smil, mentre per DotSUB e Overstream i file di sottotitoli prodotti sono file .srt ("SubRip).

Poter creare un file .srt è  bello, certo:

  • è più facile trasformare un file .srt in .txt per SMIL che viceversa se lo devi fare a mano (esistono strumenti di conversione ma per ora non ne ho ancora trovato uno per Mac)
  • una volta che hai creato un file .srt con DotSUB, lo puoi riutilizzare per sottotitolare un video su Overstream e viceversa

Inoltre, puoi addirittura riutilizzare quel file .srt per sottotitolare direttamente un video che hai caricato su YouTube poco tempo dopo il tutorial di Roberto Ellero, Annotare video su YouTube. Però il CC era già possibile da tempo su Google Video.

Vedi la prova che ho fatto in Re: Accessible Radio for the Deaf and Blind: Cheryl Heppner:

Per vedere i sottotitoli in francese o in italiano aggiunti, far partire il video, poi passare col mouse sul triangolino in basso a destra del player, poi sulla freccina a sinistra del simbolo CC, poi clic sulla lingua.

Ma questa differenza SMIL/SubRIP ne comporta altre: quando uso dei file .txt di sottotioli per SMIL, so cosa contiene e dov'è il il file .smil che li coordina al video. Mentre quando uso dei file .srt di sottotitoli su YouTube, DotSUB o Overstream, non lo so.

Un'altra differenza riguarda gli standard. SMIL è approvato dal W3C. E SubRip? Non sarebbe più semplice usare un solo formato? Vedi, sulla complicazione di questa proliferazione di formati, https://wiki.mozilla.org/Accessibility/Caption_Formats.

Segue la trascrizione dei sottotitoli del video sopra: sarebbe ingiusto e stupido ridurre la dichiarazione della signora Heppner sulla sottotitolazione radio a semplice esempio del CC con YouTube. Intendo tornare sul tema in un altro post.

Continua la lettura del post "Sottotitolare video: smil, subrip?" »

leggi i post precedenti:  1  |  2  |  3 

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