Premessa
Non sono una fan incondizionale del multimedia, anzi. Ho quasi 55 anni, la mia formazione di base è stata linguistico-letteraria, e ciò che ho imparato sui computer e sul web l'ho imparato in liste di discussione dove il "simple text" era obbligatorio. Poi ho fatto a lungo dell'attivismo nell'internet da cybercafe, poi con una connessione modem a 56 kb/s.Quindi quando capitata su una home page inutilmente in flash senza possibilità di saltare al sommario, quando istituzioni della pubblica amministrazione spediscono "newsletter" sotto forma di allegati in PDF resi inutilmente mastodontici da fotografie di eminenti personaggi, quando sento o leggo "un'immagine vale mille parole" - la mia prima reazione è di sfoderare la pistola ad acqua (nel mondo virtuale, questo si traduce in e-mugugni come "A picture is worth a thousand words!" "Yup, in kilobytes" , oppure come il blog egovernment failures)
Tuttavia, come ha detto Lawrence Lessig a Wikimania 2006: We increasingly need to recognize that writing words is the Latin of our modern times. And the ordinary language of the people, the vulgar language of the people is not words, it's this, video and sound (1). E in questa nuova volgata stanno apparendo opere divertenti e appassionanti (2), che fanno rivivere la cultura dello scambio, del centone (oggi, si parla di remix o di mash-up) che era stata soffocata nel 20esimo secolo.
Accessibilità - captioning
Questo revival della condivisione attraverso l'espressione multimediale "bottom-up" è appassionante quanto è pizzoso il multimedia a priori, "top-down". Però l'uso del multimedia comporta rischi di esclusione:
quello vecchio della frattura numerica, anche se sta diminuendo, non è scomparso, e la frattura viene peggiorata dall'uso del multimedia.
Poi c'è la frattura linguistico-culturale: un testo in una lingua che non si conosce, o che si conosce male, può essere tradotto da programmi come gli strumenti per le lingue di Google o Babelfish; il risultato è di solito così pieno di strafalcioni da essere impubblicabile, però permette di farsi un'idea generica del contenuto. È impossibile utilizzare questi programmi di traduzione con l'audio o il video
Infine e soprattutto, le immagini, i file audio e video utilizzati da soli non sono accessibili a persone con vari tipi di disabilità.
Per questi motivi, il primo punto di controllo del primo livello delle Linee guida per l'accessibilità web del W3C (3) prescrive di:Fornire un equivalente testuale per ogni elemento non di testo (per esempio, mediante "alt", "longdesc" o contenuto nell'elemento stesso). Questo comprende: immagini, rappresentazioni grafiche di testo (compresi i simboli), zone di immagini sensibili, animazioni (ad es. GIF animate), applet e oggetti programmati, arte ascii, frame, script, immagini usate come richiamo per elenchi, spaziatori, bottoni grafici, suoni (azionati con o senza l'intervento dell'utente), file di solo audio, tracce audio di video e video. (4)
sottotitoli inseriti in un video sono meglio di niente, ma non sono un "equivalente testuale":
"Cows with Guns", con sottotitoli
Musica e parole: Dana Lyons; animazione: Bjørn-Magne.
Il captioning sincronizzato sotto il video (o per il solo audio) invece sì, e inoltre non invade l'immagine stessa.
Instantanea del filmato Amleto per il Web con captioningsu webmultimediale.org. © 2007 Roberto Ellero
Veramente il captioning lo ha spiegato Luca Mascaro (vedi http://lucamascaro.info) il 30.12.2006 nella lista di discussione Webaccessibile in Svizzera, suggerendo di provare MAGpie, e indicando la pagina Come rendere accessibile un filmato e il sito webmultimediale.org, entrambi di Roberto Ellero, per gli approfondimenti. Prima non avevo ben capito la differenza tra captioning e sottotitoli.
Trascrizione
Però avevo già una lunga esperienza della trascrizione di contenuti audio.
Senza timing
Quando ero adolescente trascrivevamo i testi delle nostre canzoni preferite in "collaborazione a distanza". Hardware: giradischi e matita con gomma; supporto: carta. Qualcuno cominciava, lasciando dei buchi dove non capiva, poi a scuola passava il foglio a un compagno che cercava di riempire i buchi.
Con timing
Poi ho trascritto varie interviste fatte da mio marito Guido Almansi. All'inizio con:
una lettera 22 Olivetti verdolina
da http://www.designandfun.com/lettera_22_pistacchio.htm
e un mangiacassette un po' come questo:
da http://www.x1.ltd.uk/brettstuff/
In seguito abbiamo avuto una macchina da scrivere elettrica (wow, si poteva visualizzare un'intera riga di testo prima di stamparla)
Poi nel 1984 un Mac 256k gonfiato a 512k come questo:
da http://en.wikipedia.org/wiki/Macintosh
poi un Mac Plus, poi un Mac LC3, però utilizzavo sempre un mangiacassette per l'audio. Il mangiacassette è più comodo e rovina meno il supporto del giradischi, però è piuttosto impreciso nel rewinding.
Trascrizioni per Tam Tam
Dal 2002 ad ottobre 2006 sono stata responsabile della formazione di ADISI. A partire da ottobre 2003, ADISI ha prodotto Tam Tam, una trasmissione radiofonica sulla società dell'informazione. La prima serie (2003-2004) era trasmessa da Radio Fiume Ticino, quelle successive da Radio Fiume Ticino e da Radio R3iii. Inoltre le puntate, corredate da una scheda di approfondimento, erano riascoltabili/scaricabili dalle pagine Tam Tam.
A partire della seconda serie, Giovanni Rengucci (presidente di ADISI) si occupava della registrazione e del montaggio tecnico, e del doppiaggio (quando l'intervista avveniva in un'altra lingua) e della ri-registrazione delle domande.
Io contattavo gli ospiti, concordavo con loro i temi delle puntate, li intervistavo e preparavo la scaletta per il montaggio e la scheda di approfondimento.
Nel caso di interviste in lingue straniere, facevo anche la trascrizione e la traduzione per il doppiaggio dell'intervista - però utilizzando il computer per l'audio: prima un Sony Vaio, poi quando non ha più funzionato, da febbraio 2006 un iMac G3 del 2000 (regalatomi da mio fratello quando è passato a un G4):
da: http://en.wikipedia.org/wiki/IMac#iMac_.28Slot_Loading.29_.28aka_iMac_G3.29 (però il mio è blu petrolio, non indigo)
All'inizio utilizzavo il player normale del computer (Windows Media Player sul Vaio, iTunes sul Mac) e Writer di Open Office per scrivere. Per un certo tempo ho fatto delle tabelle un po' come quelle di MAGpie per il timing delle scalette, però ci ho rinunciato perché non era molto comodo per la lettura ad alta voce, quindi ho semplicemente indicato l'inizio e la fine di ogni parte. Queste trascrizioni/traduzioni erano soltanto strumenti interni.
Però a novembre 2005 ho scoperto i wiki di wikispaces.com, e ne ho utilizzato uno: così gli intervistati potevano controllare la trascrizione; inoltre wikispaces consente di caricare dei file oggetti fino a 10Mb, così era possibile avere anche l'audio delle interviste in lingua originale: Vedi Dubreucq Audioblog, ad esempio .
Audacity
Poi ad aprile 2006, ho voluto trascrivere il podcast di una conferenza di Cory Doctorow sul Digital Rights Management In questa conferenza(5) Doctorow parla molto velocemente. Dopo aver passato 1 ora a trascrivere pochi minuti di audio con iTunes, ho deciso che o imparavo ad utilizzare Audacity (che avevo installato poco prima) in 1 ora o rinunciavo. Ho imparato ad utilizzare Audacity, un programma libero di editing per l'audio, che è molto preciso per il timing.
Audacity con Mac OSX, da http://audacity.sourceforge.net/about/screenshots
Podcast Noi Media
Il 9 ottobre 2006, avevo intervistato per Tam Tam Ruth Hungerbühler, docente di comunicazione radiofonica all'Università della Svizzera Italiana, e Theo Mäusli, archivista della RTSI, a proposito del convegno Heard-Seen: The Audiovisual Heritage and the Science e preparato la scaletta per il montaggio della trasmissione, che doveva andare in onda il 17 ottobre, ultima data possibile prima del convegno (27-28 ottobre). Però il 15 ottobre il presidente di ADISI, dopo aver interrotto la collaborazione con me il 14, ha annunciato in http://adisi.ch/tamtam/ la sospensione del programma.
Il 16 ho chiamato gli organizzatori del convegno per scusarmi della cancellazione della trasmissione. Mi hanno suggerito di vedere se potevo pubblicare le interviste altrove. Le avevo fatte in mono con un semplice dittafono Olympus WS-100, quindi era esclusa la RTSI a causa dei loro standard di qualità. Allora ho aperto un podcast presso http://podhost.de e l'ho chiamato Noi Media perché è la traduzione di We Media, il titolo del libro di C. Willis e S. Bowman, a c. di J.D. Lasica, e "We Media" è anche utilizzato per descrivere la cultura degli strumenti web di creazione e di condivisione di contenuti - e perché il nome noimedia era disponibile per l'URL (6). Il bello del podcast rispetto alla trasmissione radiofonica è che non ci sono limiti di durata, non c'è bisogno di fare un' "outro" alla fine per chi avesse perso l'inizio, e soprattutto si può fare un link a una trascrizione/traduzione invece di doppiare l'audio nel caso di contenuti in lingua straniera. Finora la sola puntata in lingua straniera è stata Nancy Willard intervistata da Steve Hargadon: la sicurezza online, con relativa trascrizione/traduzione in Willard Internet Sicuro.
MAGpie + podcast
Però dopo la spiegazione di Luca Mascaro sul captioning e su MAGpie (vedi MAGpie, trascrizione sopra), l'ho intervistato a proposito dei suoi post Il livello di qualità del web e Se la pubblica amministrazione incontra il modello del web 2.0 ... . Ne ho fatto il captioning con MAGpie: vedi Luca Mascaro - la qualità del web per la puntata e la pagina mascaro qualita del web (trascrizione + file .qt.smil e .qt.txt scaricabili dalla parte "download"). Dopo un po', ho utilizzato Audacity invece del player di MAGpie, dove i centesimi di secondo che sfilano a tutta velocità come nel cronometraggio di una gara sciistica nel player mi distraevano.
MAGpie + video
Poi ho utilizzato MAGpie per fare il captioning di una breve intervista di Charles Nesson a David Levin nel contesto del corso Evidence At Large di Harvard. File video: http://cyber.law.harvard.edu/~nesson/levinintro.mov, captioning inglese : levinintro.qt.smil - captioning italiano: levintro_it.qt.smil. Anche qui, ho rinunciato al player di MAGpie e utilizzato invece iMovie. Veramente sarebbe bastato QuickTime Player, o qualsiasi player che sia possibile fermare e far ripartire con la barra spaziatrice.
In riassunto
È importante ed utile trascrivere i contenuti multimediali. Il captioning - almeno con MAGpie - semplifica molto la trascrizione, e soprattutto l'uso simultaneo del contenuto multimediale e della trascrizione.
Però la trascrizione prende tempo di per sé, a prescindere dei mezzi tecnologici che la possono facilitare. Ci vuole del tempo per raggiungere una velocità di crociera, e dopo un paio d'ore - almeno nel mio caso - il rendimento si abbassa. Nel caso di contenuti lunghi, conviene probabilmente fare il captioning in team, suddividendo la trascrizione, poi scambiandosi le varie parti per la revisione, e finalmente utilizzando le varie parti della trascrizione per produrre un captioning unico.
Note
(1) traduzione: "È sempre più necessario riconoscere che scrivere parole è il latino della nostra era. La lingua normale della gente, la volgata della gente non è fatta di parole; è questo: video e audio" (Lawrence Lessig: "The Ethics of the Free Culture Movement". Wikimania 2006, 4 agosto 2006). Un intero video della presentazione di Lessig può essere visualizzato e scaricato da http://mefeedia.com/entry/750853/ (altra ripresa in http://video.google.com/videoplay?docid=-1926631993376203020). In Larry Lessig: Fighting for Free Culture, Andy Carvin da un riassunto della conferenza e propone una registrazione audio. L'uso che fa Lessig del multimedia in questa presentazione è di un'efficacia impressionante - qualcuno è disposto a farne il captioning bilingue con me?
(2) Vedi ccmixter, odeo, starfrosch.ch, blip.tv, you tube, google video ecc.
(3) Traduzione di Roberto Scano.
(4) Come mi ha fatto notare Roberto Ellero per e-mail, questa citazione andrebbeintegrata con altri punti di controllo e con riferimenti alle normative:http://www.webaccessibile.org/argomenti/documento.asp?DocID=546. Di questi aspetti normativi mi è capitato di parlare fra l'altro in questa intervista: http://www.webaccessibile.org/argomenti/documento.asp?DocID=605 che si trova anche, pure con captioning, su Google video:
http://video.google.it/videoplay?docid=-7920353756581562880 (con sottotitoli realizzati da me prima della funzione CC di Google video, che si vede invece qui in versione multilingua: http://video.google.it/videoplay?docid=-8226581489861733163)
(5) La conferenza è riascoltabile/scaricabile dal messaggioTalk at Olin College (8 marzo 2006) del blog di Doctorow, craphound.com. La mia trascrizione si trova in Doctorow's DRM talk.
(6)Le interviste a Ruth Hungerbühler e a Theo Mäusli si trovano rispettivamente in http://noimedia.podspot.de/post/noi-media-convegno-heard-seen-a-lugano-27-81006/ e in http://noimedia.podspot.de/post/radiotelevisione-come-servizio-pubblico-archivio-rtsi/.













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