Una volta, durante un dibattito, Orson Welles ha dichiarato:
You know, there's been some talk here tonight about directors, as though they were a separate breed. And I'm afraid I have to take exception to that.
I believe that directors are all of them actors, just as I believe that most writers are actors.
There never was a community of people who got together and said: "Why don't we have a theater? We need a theater! Where are the actors?"
That never happened in the history of the world. A few hams got together and said: "let's get up on the stage and do something".
In the caves, somebody stood up and told a story. Nobody said, "let's have a story" until they'd heard a story", you know?
Traduzione:
Stasera, si è parlato dei registi, come se fossero una razza a parte. E mi spiace, ma non sono d'accordo.Sono convinto che tutti i registi siano attori, proprio come sono convinto che la maggior parte degli autori siano attori. Non è mai esistita una comunità di persone che si sono riunite e hanno detto: "Perché non abbiamo un teatro? Abbiamo bisogno di un teatro! Dove sono gli attori?" Questo non è mai successo nella storia del mondo. Alcuni estroverti si sono incontrati e hanno detto: "saliamo sul palco e facciamo qualcosa".Nelle caverne, qualcuno si è alzato e ha raccontato una storia. Nessuno ha detto: "Ascoltiamo una storia" prima di aver sentito una storia, capite?
Questa dichiarazione di Welles è citata all'inizio di "Theatre of the Imagination", una trasmissione radiofonica del 1988 dedicata al Mercury Theatre. moderata da Leonard Maltin con attori del Mercury Theatre, che si può riascoltare dalla pagina The Mercury Theatre On the Air di Kim Scarborough. (1)
Orson Welles ha egregiamente raccontato storie sia come attore sia come regista di cinema - però rimane insuperato come narratore radiofonico. E da The Mercury Theatre On the Air si possono riascoltare quasi tutti i suoi adattamenti per la radio (2). Quello più noto è The War of The Worlds (La guerra dei mondi), tratto dal libro di H. G. Wells (lo script della trasmissione si trova in http://members.aol.com/jeff1070/script.html), che aveva precipitato l'America nel panico il 30 ottobre 1938. Welles aveva 23 anni, e aveva cominciato a fare teatro radiofonico quando ne aveva 19.
Se Welles avesse quell'età oggi, verosimilmente, si sarebbe anche buttato nel teatro multimediale web...
(1) file audio della sola citazione di Welles: welles_stories.mp3; sottotitoli italiani sincronizzati per QuickTime della citazione welles_storie_it.qt.smil ; clip con l'audio e i sottotitoli filmati: http://www.youtube.com/watch?v=zls1_eQnRE0.
(2) ma se li volete scaricare tutti, Kim Scarborough vi prega di farlo via BitTorrent.
Aggiornamento 20.1.07: forse ho trovato una piattaforma che fornisce un codice per l'inserimento di video che non venga cassato qui per inaccessibilità ;-) blip.tv. Provo a copiarlo tale quale qui per ora
Aggiornamento 2: l'aggiornamento sopra si è incrociato con un e-mail di Roberto Ellero dove mi forniva una variante accessibile del codice fornito da youtube.com (cioè senza il tag deprecato "embed"). Quindi adesso aggiungo anche questo
Grazie, Roberto!
Errata 22.02.07:
- a proposito del player blip.tv (quello più in cima qui), Roberto Ellero mi ha scritto che, rispetto al codice del player di you tube che non riuscivo a inserire, "il codice di blip è ancora più deprecabile perché fa uso di javascript"
- a proposito del secondo player: si tratta del player di webmultimediale.org con dentro lo stream di you tube, e non di una variante accessibile del player di you tube come avevo scritto.
Non cancello il player blip.tv perché su un blog, non si nodifica a posteriori la sostanza di un post senza che si veda la modifica (secondo i puristi, non si correggono nemmeno senza indicarlo gli errori di battitura dopo la pubblicazione). E non vedo come potrei utilizzare strike (strike) su un player video.
Inoltre, quell'errore è stato formativo per me e lo potrebbe essere per altri: blip.tv - ma vale per molti altri servizi web 2.0 - è di una usabilità molto attraente: puoi chiedere la ripubblicazione automatica su un altro blog e su Internet Archive, il codice fornito per la ripubblicazione manuale include automaticamente anche la descrizione, l'upload di file è veloce, ecc.
Ma se il prezzo di queste amenità Web 2.0 è un codice sorgente che viola le normative del W3C che consentono la fruizione di una pagina con qualsiasi browser, c'è un problema, ed è grosso. Però visto che persino la mia alfabetizzazione in html puro è molto carente, a fortiori non sono in grado di capire come funzionano tecnicamente i javascript, purtroppo.







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Commenti (2)
"Se Welles avesse quell'età oggi, verosimilmente, si sarebbe anche buttato nel teatro multimediale web..."
Una domanda, Claude:
che cos'è il teatro multimediale web???
Posted by M.Antonella | 24.11.11 22:40
Posted on 24.11.11 22:40
Buona domanda: in effetti il teatro è nato multimediale comunque, ben prima dell'uso spesso gratuito di schermi televisivi e di proiezioni di film in sottofondo che veniva spacciato come introduzione del multimedia nel teatro negli anni 80.
Quando ho scritto quel posto, mi pare che stavo pensando all'adattamento per il Web che Marco Pernich e Roberto Ellero avevano fatto di "Il grande nudo rosso": vedi webmultimediale.org/il_grande_nudo_rosso. Lì, oltre alla registrazione video dello spettacolo adattata, c'è anche un secondo video con la traduzione in lingua dei segni, e sottotitoli in italiano e in inglese: è l'utente a scegliere cosa vuol attivare o disattivare, a farsi la sua versione a partire degli elementi a disposizione.
Altro esempio, sempre su queso sito: Dio era tra noi, l'adattamento per il Web dell'opera rock indie del gruppo Malazeta, con il cantante in lingua italiana dei segni Antonio Pellegrino e la Compagnia teatrale dell'angelo, sempre giocando sui due video.
Posted by Claude Almansi
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25.11.11 14:55
Posted on 25.11.11 14:55