il tempo scorre fra le dita. Tra il pollice e l'indice scorre la sabbia che si accumula al fondo della pagina. La mano rappresenta una delle mudra più usate nel prânâyâma yoga (Jnana Mudra). Questo gesto accompagna anche la meditazione.

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Febbraio 2007 Archives

02.02.07

Info multimediale e diritto d'autore

Il 30/01/07 la sera, su skype mi arrivano inviti a scaricare quattro foto. Collaboro con il mittente da anni nel contesto di Digitale Allmend, un'associazione che si impegna per "garantire l'accesso di tutti ai beni digitali e il loro sviluppo". Quindi accetto. Le foto mostrano il Politecnico di Zurigo, con il logo della Microsoft proiettato più volte sopra. Il mio amico scrive: http://www.youtube.com/watch?v=ABVewMnwzz0, l'URL di un breve filmato della stessa cosa. Ha appena fatto sia le foto sia il filmato con il cellulare, dice. Io: "E hai anche organizzato la proiezione?" Lui: "No: è stata la Microsoft" e aggiunge http://www.inf.ethz.ch/news/events/details/index?id=833, il programma di un evento avvenuto lo stesso pomeriggio, organizzato dalla Microsoft, con, per le 17.45, "Surprise". -

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11.02.07

Discutere per segni "di filosofia, geomanzia e cabala"

Chattando con Roberto Ellero di lingua dei segni e metafisica, mi è venuto in mente un episodio del Pantagruele di Rabelais:

In quei giorni un grandissimo dotto chiamato Thaumaste udendo la voce e fama del sapere incomparabile di Pantagruele, venne dal paese d'Inghilterra con la sola intenzione di vedere questo Pantagruele e conoscerlo, e provare se il suo sapere fosse veramente tale quale la rinomanza. Infatti, giunto a Parigi, si recò dal detto Pantagruele che abitava nel palazzo San Dionigi e in quel momento passeggiava pel giardino con Panurgo filosofando alla maniera de' Peripatetici. Entrando trasalì tutto di paura in vederlo così grande e grosso; poi lo salutò cortesemente secondo l'uso e disse:
"(...) udendo la fama del tuo sapere tanto inestimabile, ho lasciato patria, parenti, casa e mi sono qui condotto non badando alla lunghezza del viaggio, al disagio del mare, alla novità delle contrade, per te vedere, e con te conferire d'alcuni passi di filosofia, geomanzia e cabala, su cui ho qualche dubbio che tiene il mio spirito insoddisfatto. I quali se tu mi saprai chiarire, mi rendo fin da oggi tuo schiavo, io e tutta la mia posterità, ché altro dono non ho ch'io stimi bastante per la ricompensa. Questi dubbi redigerò per iscritto e lo farò sapere a tutti i sapienti della città affinché davanti ad essi domani pubblicamente ne disputiamo. Ed ecco la maniera com'io vorrei si disputasse: io non voglio discutere pro e contra come fanno i folli sofisti di questa città e d'altrove. Similmente non voglio discutere alla maniera degli Academici, per declamazione, e neanche per numeri come faceva Pitagora e come volle fare Pico della Mirandola a Roma; voglio disputare solo per segni, senza parlare; poiché le materie son tanto ardue che le parole umane non sarebbero atte a chiarirle a mio piacere. Piaccia perciò alla Magnificenza Vostra trovarsi domani alle sette del mattino nella grande sala di Navarra".
Questo discorso finito, Pantagruele gli disse onorevolmente:
"Signore, delle grazie che Dio m'ha concesso vorrei, per quanto è in mio potere che a nessuno fosse negato il beneficio; poiché tutto viene da lui ed è sua volontà che la celeste manna dell'onesto sapere sia moltiplicata quando si trovino persone degne e idonee a riceverla. E poiché nel novero di queste, tu tieni nel tempo nostro, come ben m'accorgo, il primo posto, ti notifico che a qualunque ora mi troverai pronto a soddisfare, secondo le mie deboli forze, le tue richieste, quantunque dovrei apprendere più io da te che tu da me. Ma, come hai proposto, noi conferiremo insieme di tutti i dubbi e ne cercheremo la soluzione fino in fondo al pozzo inesauribile nel quale diceva Eraclito esser la verità celata. E lodo grandemente la maniera di discussione da te proposta, cioè per segni, senza parlare; poiché ciò facendo tu ed io intenderemo e saremo salvi dai battimani che soglion fare i sciocchi sofisti quando si discute e nel forte della discussione. Domani dunque non mancherò di trovarmi nel luogo e all'ora assegnati; ma ti prego che tra noi non sia conflitto, né tumulto, e che non cerchiamo né onore, né applausi, ma la verità sola".

Rabelais, Pantagruele, capitolo XVIII "Come qualmente un gran dotto d'Inghilterra volendo discutere contro Pantagruele, fu vinto da Panurgo."  Citazione ripresa da Gargantua e Pantagruele, traduzione di Gildo Passini - Formiggini editore, Roma 1925.

 

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