il tempo scorre fra le dita. Tra il pollice e l'indice scorre la sabbia che si accumula al fondo della pagina. La mano rappresenta una delle mudra più usate nel pranayama yoga (Jnana Mudra). Questo gesto accompagna anche la meditazione.

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Multimedia per imparare le lingue?

Dal 16 al 20 aprile mi sono ritrovata ad insegnare il francese in un contesto universitario a Lugano, dopo 15 anni.

 15 anni fa, al Magistero di Arezzo, utilizzavo pochissimo il multimedia, almeno quello video: la mancanza di videoregistratori (ce n'era uno in aula magna, mi pare) era un ottimo pretesto per non farlo.

Beh, una volta, sì, ho utilizzato un video al Magistero. La sera prima avevo registrato al volo la conferenza stampa indetta da Mitterrand per annunciare l'operazione Desert Storm, durante la prima guerra del Golfo. O piuttosto per dirne il meno possibile, violando spudoratamente la grammatica per creare nebbia tra decisioni prese e incertezze Il mio primo pensiero è stato "Stupenda illustrazione per una lezione sulle ipotetiche." E il secondo: "Sei proprio una stronza: verranno ammazzate migliaia di persone in questa pazzia e tu pensi alla grammatica." Allora invece ho chiesto l'aula magna sul mezzogiorno e ho messo un foglio sulla porta per dire che chiunque fosse interessato poteva venire a vedere il video. 


Mostrare un video in classe per una "lezione di comprensione orale" mi mette a disagio. È contro natura, o almeno è profondamente maleducato costringere varie persone che stanno nello stesso luogo a badar ai discorsi dell'effige di gente che non c'è invece di parlare tra loro. All'università, gli studenti fingono educatamente di ascoltare e pensano ai cavoli propri. A scuola media, ma anche a liceo, i ragazzi si difendono con battute, lancio di palline di carta ecc.

Certo, molti albanesi hanno imparato e imparano l'italiano soltanto guardando la RAI, anche se le due lingue sono completamente. Però scelgono loro di farlo, scelgono le trasmissioni, e le guardano come vogliono, stravaccati sul divano o sdraiati sul tapeto, e possono insultare il politico o il presentatore. È molto diverso.

E cos'altro potevi fare con un video tradizionale su videocassetta, salvo guardarlo? Certo, una volta uno studente di prima liceo ha fatto un montaggio dissacrante di varie puntate di MacGyver, che odiava, e ci siamo tutti divertiti un mondo. Ma era difficile rielaborare una videocassetta.

CosÌ quando ho saputo di avere l'incarico per un corso intensivo di francese di 4 giorni e mezzo all'USI, preparatorio al loro corso di Master in Intercultural Communication, ero divisa tra quella mia vecchia allergia per le lezioni col video, e il fatto che oggi, fare un corso interamente basato su testi scritti è altrettanto peregrino della scelta del papà di Montaigne di tirarlo su in latino.

 Però appunto: se il video è diventato la nuova scrittura, la conseguenza è che c'è molta più scelta, e che è molto più facile ridimensionare il video a mezzo per fare altre cose. Non avevamo abbastanza tempo per dedicarci a collage pertinenti o impertinenti, altrimenti, lo avrei proposto. Invece l'attività che è piaciuta di più agli studenti è stata quella dove hanno sottotitolato in inglese e in svizzero tedesco un breve filmato di TV5 su una scuola in Guiana, utilizzando Mojiti (1).

Cercare di capire un documento orale - video o audio - per farne assieme qualcosa, questo ha un senso. Ma cercare di capirlo soltanto per mostrare a un(')insegnante o persino a se stessi di essere in grado di capirlo, no. Gli albanesi che imparano l'italiano guardando le serie televisive sulla RAI lo fanno per divertirsi, non per dimostrare a se stessi che capiscono l'italiano - semmai lo fanno per imparare l'italiano, sì, ma perché hanno bisogno di sapere l'italiano per un progetto loro.

(1) La descrizione di quell'attività si trova alla pagina CO Mojiti exercice del wiki che abbiamo utilizzato come quaderno collettivo.

 

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Torre rossa, di Alberto Savinio, immagine guida del vlog di Claude Almansi

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