Lettera a AudioVisionSchweiz a proposito della revisione della Legge svizzera sul diritto d'autore
Contesto
La Legge svizzera sul diritto d'autore (LDA) è in corso di revisione, per renderla compatibile con i trattati OMPI del 1996 sul copyright delle opere numeriche. Nella bozza presentata dal Consiglio Federale al Parlamento, e nella versione approvata dal Consiglio degli Stati (camera alta), il cpv 4 dell'art. 39a prevede delle restrizioni al divieto di eludere le protezioni DRM:
Il capoverso 4 concreta i limiti della protezione contro l’elusione menzionati in precedenza (...) rispetto alle restrizioni del diritto d’autore. L’elusione dei provvedimenti tecnici è vietata ma la violazione di tale divieto non può essere perseguita né civilmente né penalmente se l’elusione è servita esclusivamente a consentire un’utilizzazione lecita dell’oggetto protetto.
E tra le varie restrizioni al diritto d'autore di cui sopra, ci sono quelle descritte all'art. 24c "Utilizzazione da parte di disabili", rendendo esplicitamente lecita la produzione di esemplari di opere in formati fruibili dai disabili:
La presente disposizione modifica i limiti del diritto d’autore mediante una restrizione della protezione in favore dei disabili. Intende facilitare ai disabili l’accesso a opere protette dal diritto d’autore, consentendo di raggiungere l’obiettivo fissato dalla legge federale del 13 dicembre 2002 sull’eliminazione di svantaggi nei confronti dei disabili (Legge sui disabili, LDis), entrata in vigore il 1° gennaio 2004.
(Il link su LDIS è mio: il PDF del Messaggio del Consiglio Federale sulla revisione della LDA, dal quale sono tratte le citazioni sopra, indica il riferimento RS 151.3 in nota).
Però certi produttori di contenuti numerici e certi loro rappresentanti, segnatamente IFPI Svizzera e AudioVisionSchweiz, hanno chiesto lo stralcio del cpv 4 dell'art. 39a. Se questa richiesta venisse accolta, questo renderebbe perseguibile la produzione di esemplari senza protezione anticopia nei casi di utilizzazione lecita. Ivi compresa la produzione di esemplari non protetti compatibili con le tecnologia assistive utilizzate dalle persone disabili, e in particolare con gli screen reader utilizzati dai ciechi.
Il 26/04/07, l'associazione di consumatori Konsumentenschutz ha scritto una lettera aperta (PDF in tedesco, 41kb) all'IFPI Svizzera per chiederle di ritirare la sua richiesta di stralcio. l'08/05/07 hanno risposto congiuntamente Peter Vosseler per l'IFPI e Roger Chevallaz per AudiioVisionSchweiz, con un rifiuto.
Da qui la lettera che segue a Roger Chevallaz di AudioVisionSchweiz, per attirare la sua attenzione sulle conseguenze che avrebbe per i ciechi e i non vedenti lo stralcio del cpv 4 dell'art. 39a della LDA. Invece non ho provato nemmeno con Peter Vosseler dell'IFPI, perché lui ha già espresso il suo disprezzo per gli standard W3C che consentono l'accessibilità web, dando per scontato che tutti lo condividano ("...Wir gehen im Übrigen davon aus, dass auch Sie nicht der Ansicht sein werden, unsere Rechtsordnung sollte sich dem «Design der Website nach W3C-Standard» unterordnen" in Antworten von der IFPI zum DJ-Vertrag, 24/04/2007). Invece Roger Chevallaz potrebbe non essere consapevole delle conseguenze per ciechi e ipovedenti dello stralcio del cpv.4 dell'art. 39a della LDA.
In un primo tempo, ho provato a mandare la lettera per e-mail, ma l'indirizzo diretto di Roger Chevallaz e quello generale di AudioVisionSchweiz non funzionano. Quindi la copio qui e così proverò a mandare il link tramite il formulario di contatto di AudioVisionSchweiz, sperando che esso funzioni. La lettera è in francese, con citazioni in tedesco.






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