Da due giorni seguo gli insulti rivolti dall'onorevole sindaco di Venezia Cacciari alle persone con disabilità, in merito all'inaccessibilità del ponte escogitato dall'architetto Calatrava alle persone in sedia a rotella.
Certo: chi non è mai stato in sedia a rotelle o non ha mai avuto un parente o un amico in sedia a rotelle fa fatica ad immaginare cosa sia un ostacolo architettonico. Certo: Venezia è una bellissima città ma è comunque diffiiclmente agibile in sedia a rotelle, e questo può causare una certà passività mentale nell'affrontare la rimozione degli ostacoli. Errare humanum est, e anche intellettuali di grido come il sindaco di Venezia sono umani (sì sì, onorevole Cacciari)
Però l'onorevole Cacciari vorrebbe fare del ponte inaccessibile alle persone in sedia a rotelle un simbolo, addirittura della Costituzione. Ora come ricorda Roberto Scano in Calatrava: ponte Potëmkin? l'articolo 3 della Costituzione recita:
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Perseverare - come fa l'onorevole Cacciari - diabolicum: da diabolè - divisione, calunnia.
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Grazie a Roberto Scano per aver lanciato la petizione Un ponte per tutti che ha impedito l'inaugurazione del ponte della divisione in pompa magna con partecipazione del Presidente della Repubblica - e per aver riportato le esternazioni dell'onorevole sindaco di Venezia nel suo blog Random Bits, Il miglior modo per debellare la calunnia è citarla.
Grazie a Roberto Ellero per la segnalazione e le spiegazioni.








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