Un tempo, una volta spedito il testo di un libro all'editore, c'erano da una parte le bozze del testo e dall'altra il menabò, che mostrava come sarebbe stato impostato il libro (vedi articolo Menabò su Wikipedia). Le bozze si suddividevano tra le prime bozze, con il testo in continuo, e le bozze impaginate secondo il menabò.
Nel contratto per il libro, spesso l'editore minacciava multe lievi per correzioni importanti nelle prime bozze, e più care nelle bozze impaginate se le correzioni dovessero cambiare il numero di righe, imponendo una modifica del menabò. Quindi gli autori erano attenti a fornire un testo il più definitivo possibile, e a rileggere molto accuratamente le prime bozze.
Negli anni 80, la diffusione dei programmi numerici di trattamento di testo ha un po' modificato questo percorso: il menabò è sì diventatao automaticamente adattabile al cambiamento nel numero di righe nel testo numerico fornito dall'autore in caso di correzioni dopo la consegna - però il menabò e le correzioni su bozze rimanevano.
Oggi invece, quasi tutti si possono permettere di acquisire trattamenti di testo con possibilità di impaginazione più raffinate che consentono l'editoria fai-da-te (Pages della Apple, ad esempio, ma ci sono anche soluzioni libere e gratuire): gli autori si possono avvalere di un distributore come Lulu.com, dove si carica la versione PDF del libro in una pagina dalla quale gli interessati lo possono ordinare, oppure distribuirloo da soli.
Però per ottenere un libro bello, cioè funzionale, la procedura non è cambiata: prima si finalizzano il contenuto e la struttura logica delle parti e sottoparti; soltanto dopo si inserisce il contenuto nel "menabò". Non va saltata la prima tappa, soprattutto se il testo è lungo e se l'impaginazione è complessa (e ancora di più se ci sono diversi autori). Inserire un contenuto ancora in fieri nell'impaginazione definitiva per vedere come verrà fuori può essere tentante, ma è bloccante - un po' come verniciare e incorniciare una tela dopo il primo schizzo, o mettere nel forno per ore un maialino neonato vivo con una mela nella bocca e il prezzemolo nelle orecchie per vedere come verrà fuori quando sarà abbastanza cresciuto per essere mangiato.