Il Premio Möbius incoraggia l'inaccessibilità web
Il 3 ottobre 2009 sono stati annunciati a Lugano i vincitori del Premio Moebius Multimediale. L'annuncio degli organizzatori specificava che il "Grand Prix Möbius Suisse 2009 - Patrimonio culturale" era stato assegnato al sito del m.a.x. museo - Chiasso www.maxmuseo.ch, perché
"Riesce a sintetizzare immediatamente, in maniera naturale e con linguaggio coerente, l’identità del museo e del mondo di Max Huber."
Ciò che dice il sito sull'idendità del museo e del mondo di Max Huber sta qui:
Nemmeno un link alle - pochissime - immagini di opere di Huber nel sito, né a risorse esterne. Come se la giuria, nell'incapacità di trovare una giustificazione concreta all'assegnazione del premio a quel sito, avesse ripiegato su un cliché tuttofare preconfezionato.
Inaccessibilità
Per la citazione dal sito del museo sopra, ho dovuto utilizzare una cattura di schermo, perché il contenuto del sito viene esclusivamente proposto in un filmino flash, www.maxmuseo.ch/museo.swf, inserito in pagine web. Di conseguenza, in qualsiasi punto del sito, la sintesi vocale utilizzata da una persone cieca produrebbe soltanto:
“Page has three frames and no links m.a.x.museo colon plus forty-one left paren zero right paren ninety-one six hundred eighty-two fifty-six fifty-six dash Internet ExplorerFrameFrame end.FrameFrame end.FrameFrame end.”
(o equivalente in altre lingue, a seconda dell'impostazione della sintesi vocale). Vale a dire, per quanto riguarda il contenuto informativo, essa riuscirebbe a leggere soltanto ciò che sta nel meta-tag "titolo" del sito: nome e numero telefonico del museo .
Inoltre, come si vede dalla cattura di schermo, i link sono in grigio pallidissimo su fondo bianco. Di conseguenza il sito non esclude soltanto i ciechi, ma anche gli ipovedenti.
Paradossi
Certo, le numerose e madornali violazioni della fruibilità e dell'accessibilità per i disabili nel sito www.moebiuslugano.ch del premio Möbius (a cominciare dai contenuti testuali presentati in un'immagine senza descrizione alternativa tramite l'attributo alt nella home page), accuratamente mantenute attraverso gli anni malgrado ripetute segnalazioni, suggeriscono che il diritto dei disabili di accedere all'informazione non sia una priorità per gli organizzatori.
Però la cosa strana è che il presidente della giuria è il professor Paolo Paolini, che insegna all'Università della Svizzera Italiana (USI) un Master’s course in Design of Interactive Applications for Cultural Heritage: pensa davvero che www.maxmuseo.ch sia da dare in esempio ai suoi studenti?
Inoltre, il professor Paolini è co-autore, con i suoi colleghi dell'USI Elisa Rubegni, Alberto Terragni and Stefano Vaghi, di “Accessibility for Blind Users: An Innovative Framework” (Springer Verlag, 2008). L'abstract del saggio dice:
…La tesi principale di questo saggio, che si concentra sugli utenti ciechi, è che le raccommandazioni (come quelle del W3C) non bastano a garantire l'accessibilità reale ["actual accessibility"] che definiamo come la possibilità per gli utenti di "leggere" il sito web e di "navigare attraverso di esso" in modo efficace. Una conseguenza del nostro approccio è l'enfasi sul design come mezzo di raggiungere l'accessibilità reale e sulla fruibilità ["usability"] da parte degli utenti ciechi, come principale criterio di valutazione.
(la traduzione è mia)
Veramente, Rendere il contenuto comprensibile e navigabile era già uno dei due Principi per una progettazione volta all'accessibilità nella versione 1.0 delle Linee guida per l'accessibilità ai contenuti del Web del W3C, e Fornire all'utente funzionalità di supporto per navigare, trovare contenuti e determinare la propria posizione. fa parte degli scopi elencati nella sezione Utilizzabile della versione 2.0.
Ciononostante, ben venga il tentativo del professor Paolini e dei suoi colleghi di andare oltre queste linee guida del W3C. Però nell'accettare che la giuria assegnasse il premio Moebius per il patrimonio culturale al sito www.maxmuseo.ch , il professor Paolini ha davvero adoperato quel "principale criterio di valutazione" del "design"per raggiungere l'accessibilità e la fruibilità da parte degli utenti ciechi"?
Se è una scelta politica...
Gli altri siti che erano in lizza per il premio:
- Centre Dürrenmatt Neuchâtel;
- Kunsthaus Zurigo;
- Fotomuseum Winterthur;
- Museum Franz Gertsch;
- Site Archéologique de la Cathédrale Saint-Pierre.
sono tutti leggibili con la sintesi vocali. Alcuni sono addiritura correttamente strutturati con headers H1, H2, ecc. e hanno una mappa del sito, consentendo così a chi usa la sintesi vocale di navigarci agevolmente. E sono tutti più ricchi di contenuti di www.maxmuseo.ch,
Che l'assegnazione del premio a quest'ultimo sia il risultato di una scelta politica, di una specie di eccezione culturale alla francese che si tradurrebbe nell'obbligo per la giuria di premiare un sito ticinese?
Sembra rafforzare la verosimiglianza di questa ipotesi una stranezza che riguarda l'edizione precedente del premio. Nel 2008, il premio per il patrimonio culturale era stato assegnato a kunstpanorama.ch, il sito perlomeno sanamente testuale della Kunsthalle di Lucerna, e una menzione speciale era andata ad un altro sito inaccessibile perché tutto in flash, cacticino.net, del Centro di Arte Contemporanea di Bellinzona.
Ne fanno fede la pagina web.archive.org/web/20080511213956/http://www.moebiuslugano.ch/annun.html, (l'annuncio dei vincitori 08 nella versione salvata l'11 maggio 2008 nell'Internet Archive ) e i post sul premio Moebius 2008 in kultpavillon.ch, il blog di kunstpanorama.ch.
Però la pagina dedicata ai premi 2008 sul sito del Premio Möbius dice il contrario, cioè che il premio è andato a cacticino.net e la menzione speciale a kunstpanorama.ch.
... è una scelta controproducente
Se si tratta di una scelta politica, è una scelta controproducente.
I motori di ricerca non possono indicizzare i contenuti flash
In effetti i siti in flash come www.maxmuseo.ch, e cacticino.net non solo escludono i ciechi ma i loro contenuti non possono venire indicizzati dai motori di ricerca.
Ad esempio, poco fa cercavo informazioni su una bellissima mostra dedicata alll'opera di Bruno Munari che avevo visto al m.a.x. museo nel 2008. Le parole chiave max museo munari immesse in Google producono risultati dove sì, una pagina del sito del museo figura per prima. Ma questa pagina - http://www.maxmuseo.ch/en/museo.html - non dice nulla della mostra in questione. E se si tenta con la cache Google di questa pagina, c'è un messaggio che dice: “This is Google’s cache of http://www.maxmuseo.ch/en/museo.html. It is a snapshot of the page as it appeared on 16 Jul 2009 22:32:17 GMT. (…) These terms only appear in links pointing to this page: max museo munari“:.cioè le parole chiave che avevo usato per la ricerca appaiono soltanto in link verso quella pagina, non nella pagina stessa,
Gli smartphone non possono leggere i siti in flash
Inoltre, i siti in flash come www.maxmuseo.ch, e cacticino.net non possono essere aperti dagli smartphone. Questo rende la loro premiazione particolarmente strana, considerando che nelle tavole rotonde del 2008 e del 2009 che hanno preceduto la loro premiazione, gli intervenenti - in parte membri della giuria - hanno sottolineato il trend verso l'uso di quei telefonini piuttosto che del computer per navigare ed interagire online.
In riassunto
Conferire il premio per il patrimonio culturale a siti flash come quelli distinti dalla giuria del Premio Möbius significa dare ai loro committenti la falsa impressione che essi siano cose valide ed utili, mentre in realtà si tratta soltanto di gingili magari carini, ma non indicizzabili correttamente dai motori di ricerca, non utilizzabili col telefonino - e soprattutto insultanti per le persone disabili.





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