il tempo scorre fra le dita. Tra il pollice e l'indice scorre la sabbia che si accumula al fondo della pagina. La mano rappresenta una delle mudra più usate nel prânâyâma yoga (Jnana Mudra). Questo gesto accompagna anche la meditazione.

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Ottobre 2009 Archives

06.10.09

Il Premio Möbius incoraggia l'inaccessibilità web

Il 3 ottobre 2009 sono stati annunciati a Lugano i vincitori del Premio Moebius Multimediale. L'annuncio degli organizzatori specificava che  il "Grand Prix Möbius Suisse 2009 - Patrimonio culturale" era stato assegnato al sito del m.a.x. museo - Chiasso www.maxmuseo.ch, perché

"Riesce a sintetizzare immediatamente, in maniera naturale e con linguaggio coerente, l’identità del museo e del mondo di Max Huber."

Ciò che dice il sito sull'idendità del museo e del mondo di Max Huber sta qui:

Il m.a.x.museo è stato fondato il 12 novembre 2005 da un comitato di fondazione con lo scopo di divulgare la cultura del design e lasciare traccia alle generazioni future del lavoro di Max Huber, uno dei più significativi grafici svizzeri.
L'aspirazione del museo è quella di costituire un ponte tra il passato e le nuove generazioni di grafici e designer e programmare delle mostre al fine di diffondere il messaggio artistico di Max Huber. Abblamo intenzione di organizzare soprattutto mostre di grafica per dare a tutti la possibilit'a di avere una visione del mondo del 'design'.

Nemmeno un link alle - pochissime - immagini di opere di Huber nel sito, né a risorse esterne. Come se la giuria, nell'incapacità di trovare una giustificazione concreta all'assegnazione del premio a quel sito, avesse ripiegato su un cliché tuttofare preconfezionato.

Inaccessibilità

Per la citazione dal sito del museo sopra, ho dovuto utilizzare una cattura di schermo, perché il contenuto del sito viene esclusivamente proposto in un filmino flash, www.maxmuseo.ch/museo.swf, inserito in pagine web. Di conseguenza, in qualsiasi punto del sito, la sintesi vocale utilizzata da una persone cieca produrebbe soltanto:

“Page has three frames and no links m.a.x.museo colon plus forty-one left paren zero right paren ninety-one six hundred eighty-two fifty-six fifty-six dash Internet ExplorerFrameFrame end.FrameFrame end.FrameFrame end.”

(o equivalente in altre lingue, a seconda dell'impostazione della sintesi vocale). Vale a dire, per quanto riguarda il contenuto informativo, essa riuscirebbe a leggere soltanto ciò che sta nel meta-tag "titolo" del sito: nome e numero telefonico del museo .

Inoltre, come si vede dalla cattura di schermo, i link sono in grigio pallidissimo su fondo bianco. Di conseguenza il sito non esclude soltanto i ciechi, ma anche gli ipovedenti.

Paradossi

Certo, le numerose e madornali violazioni della fruibilità e dell'accessibilità per i disabili nel sito www.moebiuslugano.ch del premio Möbius (a cominciare dai contenuti testuali presentati in un'immagine senza descrizione alternativa tramite l'attributo alt nella home page), accuratamente mantenute attraverso gli anni malgrado ripetute segnalazioni, suggeriscono che il diritto dei disabili di accedere all'informazione non sia una priorità per gli organizzatori.

Però la cosa strana è che il presidente della giuria è il professor Paolo Paolini, che insegna all'Università della Svizzera Italiana (USI) un Master’s course in Design of Interactive Applications for Cultural Heritage: pensa davvero che www.maxmuseo.ch sia da dare in esempio ai suoi studenti?

Inoltre, il professor Paolini è co-autore, con i suoi colleghi dell'USI Elisa Rubegni, Alberto Terragni and Stefano Vaghi, di “Accessibility for Blind Users: An Innovative Framework” (Springer Verlag, 2008). L'abstract del saggio dice:

…La tesi principale di questo saggio, che si concentra sugli utenti ciechi, è che le raccommandazioni (come quelle del W3C) non bastano a garantire l'accessibilità reale ["actual accessibility"] che definiamo come la possibilità per gli utenti di "leggere" il sito web e di "navigare attraverso di esso" in modo efficace. Una conseguenza del nostro approccio è l'enfasi sul design come mezzo di raggiungere l'accessibilità reale e sulla fruibilità ["usability"] da parte degli utenti ciechi, come principale criterio di valutazione.

(la traduzione è mia)

Veramente, Rendere il contenuto comprensibile e navigabile era già uno dei due Principi per una progettazione volta all'accessibilità nella versione 1.0 delle Linee guida per l'accessibilità ai contenuti del Web del W3C, e Fornire all'utente funzionalità di supporto per navigare, trovare contenuti e determinare la propria posizione. fa parte degli scopi elencati nella sezione Utilizzabile della versione 2.0.

Ciononostante, ben venga il tentativo del professor Paolini e dei suoi colleghi di andare oltre queste linee guida del W3C. Però nell'accettare che la giuria assegnasse il premio Moebius per il patrimonio culturale  al sito www.maxmuseo.ch , il professor Paolini ha davvero adoperato quel "principale criterio di valutazione" del  "design"per raggiungere l'accessibilità e la fruibilità da parte degli utenti ciechi"?

Se è una scelta politica...

Gli altri siti che erano in lizza per il premio:

sono tutti leggibili con la sintesi vocali. Alcuni sono addiritura correttamente strutturati con headers H1, H2, ecc. e hanno una mappa del sito, consentendo così a chi usa la sintesi vocale di navigarci agevolmente. E sono tutti più ricchi di contenuti di www.maxmuseo.ch,

Che l'assegnazione del premio a quest'ultimo sia il risultato di una scelta politica, di una specie di eccezione culturale alla francese che si tradurrebbe nell'obbligo per la giuria di premiare un sito ticinese?

Sembra rafforzare la verosimiglianza di questa ipotesi una stranezza che riguarda l'edizione precedente del premio. Nel 2008, il premio per il patrimonio culturale era stato assegnato a kunstpanorama.ch, il sito perlomeno sanamente testuale della Kunsthalle di Lucerna, e una menzione speciale era andata ad un altro sito inaccessibile perché tutto in flash, cacticino.net, del Centro di Arte Contemporanea di Bellinzona.

Ne fanno fede la pagina web.archive.org/web/20080511213956/http://www.moebiuslugano.ch/annun.html, (l'annuncio dei vincitori 08 nella versione salvata l'11 maggio 2008 nell'Internet Archive ) e i post sul premio Moebius 2008 in kultpavillon.ch, il blog di kunstpanorama.ch.

Però la pagina dedicata ai premi 2008 sul sito del Premio Möbius dice il contrario, cioè che il premio è andato a cacticino.net e la menzione speciale a kunstpanorama.ch.

... è una scelta controproducente

Se si tratta di una scelta politica, è una scelta controproducente.

I motori di ricerca non possono indicizzare i contenuti flash

In effetti i siti in flash come www.maxmuseo.ch, e cacticino.net non solo escludono i ciechi ma i loro contenuti non possono venire indicizzati dai motori di ricerca.

Ad esempio, poco fa cercavo informazioni su una bellissima mostra dedicata alll'opera di Bruno Munari che avevo visto al m.a.x. museo nel 2008. Le parole chiave max museo munari immesse in Google producono risultati dove sì, una pagina del sito del museo figura per prima. Ma questa pagina - http://www.maxmuseo.ch/en/museo.html - non dice nulla della mostra in questione. E se si tenta con la cache Google di questa pagina, c'è un messaggio che dice: “This is Google’s cache of http://www.maxmuseo.ch/en/museo.html. It is a snapshot of the page as it appeared on 16 Jul 2009 22:32:17 GMT. (…) These terms only appear in links pointing to this page: max museo munari“:.cioè le parole chiave che avevo usato per la ricerca appaiono soltanto in link verso quella pagina, non nella pagina stessa,

Gli smartphone non possono leggere i siti in flash

Inoltre, i siti in flash come www.maxmuseo.ch, e cacticino.net non possono essere aperti dagli smartphone. Questo rende la loro premiazione particolarmente strana, considerando che nelle tavole rotonde del 2008 e del 2009 che hanno preceduto la loro premiazione, gli intervenenti - in parte membri della giuria - hanno sottolineato il trend verso l'uso di quei telefonini piuttosto che del computer per navigare ed interagire online.

In riassunto

Conferire il premio per il patrimonio culturale a siti flash come quelli distinti dalla giuria del Premio Möbius significa dare ai loro committenti la falsa impressione che essi siano cose valide ed utili, mentre in realtà si tratta soltanto di gingili magari carini, ma non indicizzabili correttamente dai motori di ricerca, non utilizzabili col telefonino - e soprattutto insultanti per le persone disabili.

08.10.09

Ciechi e copyright di opere numeriche

La diffusione sempre crescente delle opere numeriche crea diverse problematiche di copyright che le leggi sul diritto d'autore (LDA) affrontano come possono.

Ad esempio, a causa dei trattati OMPI del 1996, WIPO Copyright Treaty (WCT) e WIPO Performances and Phonograms Treaty (WPPT), diversi paesi hanno introdotto nella loro LDA il divieto di eludere (circuire) protezioni numeriche anticopia di tipo "Digital Rights Management" (DRM). Tuttavia, per continuare a garantire i diritti degli utenti, in particolare di quelli con disabilità, e per rispondere alle necessità di biblioteche ed archivi, hanno aggiunto diverse restrizioni a questo divieto (cioè casi dove l'elusione delle protezioni DRM è consentita). Però nella paura che queste restrizioni portino a duplicazioni non autorizzate, vi hanno aggiunto una serie di limitazioni.

È difficile per i cittadini di adempire all'obbligo di conoscere la legge di fronte a questo garbuglio. Però c'è una categoria che capisce particolarmente bene queste problematiche: i ciechi, che le vivono in prima persona, e i cui contributi alle discussioni di questi ultimi anni sul copyright sono stati preziosissimi. Alcuni esemp:

Maggio 2007: revisione della LDA svizzera

Anche in Svizzera, nel 2007, è stata rivista la Legge sul diritto di autore. La bozza presentata al Parlamento mirava ad un equilibrio tra le restrizioni e le limitazioni alle restrizioni del divieto di eludere le protezioni DRM. Tuttavia, i rappresentanti dell'industria dei contenuti digitali - in particolare IFPI Svizzera e AudioVision Schweiz - hanno fatto un lobbying "massiccio" ("massgeblich" come dichiara l'IFPI stessa) per un divieto assoluto di questa illusione.

Tra le diverse azioni intraprese dalla società civile per opporsi a questo lobbying è stata particolarmente efficace la dichiarazione di Bernhard Heinser a nome di diverse associazioni ed iniziative di/per ciechi ed ipovedenti (vedi Statement wegen Urheberrecht - Schutzausnahme - Umgehungsverbot, 8 maggio 2007; ripreso con traduzione italiana in Dichiarazione di Bernhard Heinser su diritto d'autore - misure di protezione - divieto di elusione) dove egli spiegava perché i ciechi devono poter usare testi senza protezioni numeriche.

Agosto 2007: "Video on Demand" della SRG SSR Idée suisse

In agosto 2007 la SRG SSR Idée Suisse, che ragruppa le radio e televisioni svizzere di servizio pubblico lanciava l'offerta commerciale Video on Demand (VOD). A maggio, durante la conferenza INPUT 2007 a Lugano, il suo direttore Armin Walpen l'aveva presentata come uno dei modi di finanziamento del futuro per il servizio pubblico avrebbe potuto attingere. Si trattava di offrire agli utenti la possibilità di visionare un video prodotto da/per la SRG per due giorni, a un prezzo relativamente basso. Dopo i 2 giorni, il video sarebbe stato fatto scomparire dal loro computer via DRM.

Subito dopo il lancio di VOD, Digitale Allmend aveva posto

(continua)

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