il tempo scorre fra le dita. Tra il pollice e l'indice scorre la sabbia che si accumula al fondo della pagina. La mano rappresenta una delle mudra più usate nel prânâyâma yoga (Jnana Mudra). Questo gesto accompagna anche la meditazione.

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Dicembre 2011 Archives

04.12.11

Editing multimediale: feed reader

In Compito IUL 2: impiego di un aggregatore di feed, Andreas Formiconi chiede ai partecipanti al (per)Corso Editing Mutlimediale:

...l’esecuzione di uno screenshot (“istantanea” dello schermo o di una sua parte) in cui si veda la propria pagina Google Reader (o altro aggregatore) ...

Poiché ho scelto una soluzione "altro aggregatore" pubblica, preferisco indicarne semplicemente l'URL:  http://subtitling-for-accessibility-education-and-creativity.wikispaces.com/editing_multimediale_02_blogoclasse_feed - o più concisamente: http://bit.ly/EditMultimedialeFeed.

A proposito dei feed del blog Notecellulari, vedi nota 2. Beh, se "cellulari" nel titolo indica un "mobile device", è normale che quel blog sia un po' girovago.

07.12.11

Navigare Meglio Dicembre 2011 - Multimedia: Oltre Babele

Testo dell'articolo pubblicato su Spendere Meglio

A settembre, Babel Festival di letteratura e traduzione ha mostrato a Bellinzona il film “Arna’s Children” di Juliano Mer Khamis sul teatro di bambini palestinesi creato da sua madre Arna a Jenin. Particolarmente sconvolgente la scena in cui Arna fa narrare a un bambino sotto shock il bombardamento della sua casa da parte dell’esercito israeliano.
Nello stesso periodo, Babel aveva anche organizzato un workshop di traduzione per il cinema, e Filippo Ottoni, incaricato della parte del doppiaggio, aveva criticato il fatto che questa scena fosse sottotitolata anziché doppiata, perché leggere i sottotitoli gli impediva di guardare la faccia del bambino. I partecipanti avevano obiettato che il tempo per assimilare un sottotitolo di sette parole è minimo, mentre la voce autentica del bambino era fondamentale: doppiata da un attorino abbiente, per quanto bravo fosse, non avrebbe avuto senso.
Questa discussione era tipica di una specie di sfasamento tra docenti e partecipanti in quel workshop. Certo, Filippo Ottoni e Valérie Giardini – incaricata della parte della sottotitolazione – erano preparatissimi. Certo, il workshop era dedicato alla traduzione per il cinema e per la televisione mainstream: è stata appassionante la relazione di Claudia Quadri della Rsi sulle scelte tra doppiaggio e sottotitoli per i documentari.
Tuttavia, la nostra epoca è quella dei video online, e anche della loro sottotitolazione da parte di volontari. Le piattaforme web che consentono questa sottotitolazione non sono sofisticate quanto gli strumenti illustrati in quel workshop di Babel, e i volontari sono spesso dilettanti. Però sono collaborative: se qualcuno non capisce una parola, lascia un buco che viene colmato da un altro, in un processo di miglioramento simile a quello di Wikipedia.
Certo, il workshop organizzato da Babel Festival riguardava il doppiaggio e la sottotitolazione professionali come avvengono tuttora per il cinema e per la televisione. Però in un mondo multimediale oltre Babele, dove le barriere linguistiche vengono superate dagli utenti stessi, come cambieranno le loro aspettative? Ci saranno ancora puristi anti-sottotitoli a volere il costoso doppiaggio? La gente accetterà ancora che le televisioni nostrane tengano per sé le trascrizioni prodotte dalla sottotitolazione invece di condividerle come fanno le tv di servizio pubblico negli Usa?

Ulteriori informazioni

Babel Festival: http://www.babelfestival.com.

Arna's Children: http://arna.info/Arna. La sequenza discussa durante l'atelier di Babel sul doppiaggio si trova in http://www.youtube.com/watch?v=XwZft7bg-tU, a partire da 1:45.

18.12.11

Editing multimediale: Codice Forma Contenuto

Compito

In Codice Forma Contenuto, Andreas Formiconi ci ha chiesto di esplorare e confrontare i file english.xml  e italian.xml scaricabili dalla pagina Binary translation di Notepad++ - con Notepad++ se lo potevamo installare (funziona su Windows) o senza altrimenti.

Modo di esecuzione

Avendo un Mac, ho esplorato i 2 file "alla cieca", nel senso che non potevo vedere cosa essi producevano nell'applicazione stessa. Per capirne almeno la struttura, dopo averli aperti, ne ho copiato i contenuti in una specie di concordanza casareccia nella pagina editing_multimediale_03_notepad di un wiki wikispaces.

All'inizio avevo pensato di farlo con un Google Doc, ma sto usando un vecchio Mac e la pagina Google Docs mi ha detto che il mio browser (una vecchia versione di Firefox) potrebbe non farcela a gestirla, e di provare con Chrome. In effetti non riuscivo a scrivervi, ma col cavolo che installo Chrome per usare una Web app: sembra di tornare ai tempi dei siti Web 1.0 conficurati per essere letti con Internet Exporer. Da qui la scelta di Wikispaces.

Ho trasformato i tag che hanno 2 parti in titoli gerarchici affinché il sommario automatico della pagina riflettesse i loro livelli di incastonamento, con gli item di ogni doppio tag sotto la 1a parte del tag, in tabelle a tre colonne: Inglese, Italiano, Commenti.

Arrivata alla fine, dove si chiudono tutti i tag ancora aperti, mi sono accorta di aver ranzato perché non avevo riconosciuto <NotepadPlus> e <Native-Langue name="English" filename="english.xml" > come prime metà di tag. Mi sono arrabbiata, un po' come quando da bambina sbagliavo ad abbinare bottone ed occhiello abbotonando l'impermeabile. Ho pensato: "Chi se ne frega? Tanto il tuo trucco col sommario è una metafora probabilmente eretica che serve solo a te." Poi ho corretto i livelli di titoli lo stesso.

Osservazioni

La metafora del sommario della pagina wiki sarà eretica, però malgrado l'errore iniziale, soltanto l'attività di copia-incolla delle parti dei due file, prima ancora di guardare il sommario prodotto,  già mi aveva dato una certa idea della struttura dei due file, e quindi anche di come doveva apparire Notepad++ : cioè non molto diverso di altri editori che conosco. Beh, ci sono ancora zone "hic sunt leones" pe me, ma queste ci sono in tutti i processi di esplorazione e di apprendimento

Mi ha colpita la realizzazione del fatto che quando un'operazione può essere fatta in modi diversi - ad es. "salvare" con il menù File o con un'icona o con codice tastiera - tutti questi modi sono codificati separatamente. Logico, a ripensarci.

Ma italian.xml è proprio la traduzione di english.xml? In diverse sezioni, l'ordine degli item è diverso, addirittura accade che ci sia un item in italiano che non c'è un inglese, e viceversa.

E se si traducono soltanto - come sembra dal confronto - gli attribito "name" degli item e "title" della prima parte dei tag, perché correre il rischio che il traduttore cancelli per sbaglio qualcosa nel ressto del codice?

Esistono applicazioni online per la traduzione dei software. Ho partecipato - poco - alla traduzione dei siti di Democracy.tv (adesso Miro) con Launchpad. di Wikispaces con Pootle, e adesso partecipo a quella di Universal Subtitles con Transifex. Con tutte e tre, ai traduttori vengono mostrate soltanto le parti da tradurre, mica il resto del codice che rischiano di rovinare.

Inoltre - almeno con Transifex, per le due altre non ricordo - se qualcuno sta già lavorando a una data traduzione, l'applicazione te lo dice, così non state a pestartvi i pied, e si evitano i doppioni che sembrano esserci per le traduzioni di Notepad++, se ho capito bene la pagina Binary translation . Poi c'è la possibilità di segnalare dubbi sulla traduzione di un dato passo.

Certo, anche queste applicazioni di traduzione online presentano problemi: il testo da tradurre viene presentato in un file .po, che sembra un derivato del file .xml della sorgente completa, e non so come ne venga derivato - quanto automaticamente e quanto a mano. Fatto sta che a volte quei file .po ti propinano passi molto brevi, persino di una sola parola: sarà un nome? Sarà un verbo? Se un verbo, a quale persona?

Ciononostante, vista la possibilità di segnalare dubbi, queste applicazioni mi sembrano preferibili alla scelta di dare l'intero file .XML ai traduttori: a parte i rischi di errori che potrebbero rovinare il codice, la consapevolezza di quel rischio potrebbe scoraggiare molti volontari - per non parlare della necessità di tradursi tutto il file invece di poterlo fare collaborativamente.

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