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   <title>Almansi videoblog</title>
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   <updated>2011-12-18T22:54:07Z</updated>
   <subtitle>Quelli tra noi che da docenti universitari dedicano la propria vita a scrivere testi amano pensare che la gente capisca il mondo attraverso i nostri testi scritti. Però urge sempre di più riconoscere che lo scrivere parole è il latino della nostra epoca moderna, e che il linguaggio ordinario della gente, la vulgata della gente, non è fatta di parole, ma è questo: video e suono.
Dalla conferenza di Lawrence Lessig a Wikimania 2006 (video completo in http://blip.tv/file/57456)</subtitle>
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   <title>Editing multimediale: Codice Forma Contenuto</title>
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   <published>2011-12-18T21:19:54Z</published>
   <updated>2011-12-18T22:54:07Z</updated>
   
   <summary><![CDATA[CompitoIn Codice Forma Contenuto, Andreas Formiconi ci ha chiesto di esplorare e confrontare i file english.xml&nbsp; e italian.xml scaricabili dalla pagina Binary translation di Notepad++ - con Notepad++ se lo potevamo installare (funziona su Windows) o senza altrimenti.Modo di esecuzioneAvendo...]]></summary>
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      <name>Claude Almansi</name>
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      <![CDATA[<h5>Compito</h5><p>In <a href="http://iamarf.org/2011/12/17/codice-forma-contenuto/">Codice Forma Contenuto</a>, Andreas Formiconi ci ha chiesto di esplorare e confrontare i file <a href="http://websvn.tuxfamily.org/dl.php?repname=notepadplus/repository&amp;path=/trunk/PowerEditor/installer/nativeLang/english.xml">english.xml</a>&nbsp; e <a href="http://websvn.tuxfamily.org/dl.php?repname=notepadplus/repository&amp;path=/trunk/PowerEditor/installer/nativeLang/italian.xml">italian.xml</a>  scaricabili dalla pagina <a href="http://notepad-plus-plus.org/contribute/binary-translations.html">Binary translation</a> di <a href="http://notepad-plus-plus.org/">Notepad++</a> - con Notepad++ se lo potevamo installare (funziona su Windows) o senza altrimenti.</p><h5>Modo di esecuzione</h5><p>Avendo un Mac, ho esplorato i 2 file &quot;alla cieca&quot;, nel senso che non potevo vedere cosa essi producevano nell'applicazione stessa. Per capirne almeno la struttura, dopo averli aperti, ne ho copiato i contenuti in una specie di concordanza casareccia nella pagina <a href="http://subtitling-for-accessibility-education-and-creativity.wikispaces.com/editing_multimediale_03_notepad">editing_multimediale_03_notepad</a> di un wiki wikispaces.</p><p>All'inizio avevo pensato di farlo con un Google Doc, ma sto usando un vecchio Mac e la pagina Google Docs mi ha detto che il mio browser (una vecchia versione di Firefox) potrebbe non farcela a gestirla, e di provare con Chrome. In effetti non riuscivo a scrivervi, ma col cavolo che installo Chrome per usare una Web app: sembra di tornare ai tempi dei siti Web 1.0 conficurati per essere letti con Internet Exporer. Da qui la scelta di Wikispaces.</p><p>Ho trasformato i tag che hanno 2 parti in titoli gerarchici affinch&eacute; il  sommario automatico della pagina riflettesse i loro livelli di  incastonamento, con gli item di ogni doppio tag sotto la 1a parte del  tag, in tabelle a tre colonne: Inglese, Italiano, Commenti.</p><p>Arrivata alla fine, dove si chiudono tutti i tag ancora aperti, mi sono accorta di aver ranzato perch&eacute; non avevo riconosciuto &lt;NotepadPlus&gt; e &lt;Native-Langue name=&quot;English&quot; filename=&quot;english.xml&quot; &gt; come prime met&agrave; di tag. Mi sono arrabbiata, un po' come quando da bambina sbagliavo ad abbinare bottone ed occhiello abbotonando l'impermeabile. Ho pensato: &quot;Chi se ne frega? Tanto il tuo trucco col sommario &egrave; una metafora probabilmente eretica che serve solo a te.&quot; Poi ho corretto i livelli di titoli lo stesso.</p><h5>Osservazioni</h5><p>La metafora del sommario della pagina wiki sar&agrave; eretica, per&ograve; malgrado l'errore iniziale, soltanto l'attivit&agrave; di copia-incolla delle parti dei due file, prima ancora di guardare il sommario prodotto,&nbsp; gi&agrave; mi aveva dato una certa idea della struttura dei due file, e quindi anche di come doveva apparire Notepad++ : cio&egrave; non molto diverso di altri editori che conosco. Beh, ci sono ancora zone &quot;hic sunt leones&quot; pe me, ma queste ci sono in tutti i processi di esplorazione e di apprendimento</p><p>Mi ha colpita la realizzazione del fatto che quando un'operazione pu&ograve; essere fatta in modi diversi - ad es. &quot;salvare&quot; con il men&ugrave; File o con un'icona o con codice tastiera - tutti questi modi sono codificati separatamente. Logico, a ripensarci.</p><p>Ma <a href="http://websvn.tuxfamily.org/dl.php?repname=notepadplus/repository&amp;path=/trunk/PowerEditor/installer/nativeLang/italian.xml">italian.xml</a>  &egrave; proprio la traduzione di <a href="http://websvn.tuxfamily.org/dl.php?repname=notepadplus/repository&amp;path=/trunk/PowerEditor/installer/nativeLang/english.xml">english.xml</a>? In diverse sezioni, l'ordine degli item &egrave; diverso, addirittura accade che ci sia un item in italiano che non c'&egrave; un inglese, e viceversa.</p><p>E se si traducono soltanto - come sembra dal confronto - gli attribito &quot;name&quot; degli item e &quot;title&quot; della prima parte dei tag, perch&eacute; correre il rischio che il traduttore cancelli per sbaglio qualcosa nel ressto del codice?</p><p>Esistono applicazioni online per la traduzione dei software. Ho partecipato - poco - alla traduzione dei siti di Democracy.tv (adesso <a href="http://www.getmiro.com/">Miro</a>) con <a href="https://launchpad.net/">Launchpad</a>. di <a href="http://www.wikispaces.com">Wikispaces</a> con <a href="http://sourceforge.net/projects/translate/">Pootle</a>, e adesso partecipo a quella di <a href="http://www.universalsubtitles.org">Universal Subtitles</a> con <a href="https://www.transifex.net/home/">Transifex</a>. Con tutte e tre, ai traduttori vengono mostrate soltanto le parti da tradurre, mica il resto del codice che rischiano di rovinare.</p><p>Inoltre - almeno con Transifex, per le due altre non ricordo - se qualcuno sta gi&agrave; lavorando a una data traduzione, l'applicazione te lo dice, cos&igrave; non state a pestartvi i pied, e si evitano i doppioni che sembrano esserci per le traduzioni di Notepad++, se ho capito bene la pagina  <a href="http://notepad-plus-plus.org/contribute/binary-translations.html">Binary translation</a> . Poi c'&egrave; la possibilit&agrave; di segnalare dubbi sulla traduzione di un dato passo.</p><p>Certo, anche queste applicazioni di traduzione online presentano problemi: il testo da tradurre viene presentato in un file .po, che sembra un derivato del file .xml della sorgente completa, e non so come ne venga derivato - quanto automaticamente e quanto a mano. Fatto sta che a volte quei file .po ti propinano passi molto brevi, persino di una sola parola: sar&agrave; un nome? Sar&agrave; un verbo? Se un verbo, a quale persona?</p><p>Ciononostante, vista la possibilit&agrave; di segnalare dubbi, queste applicazioni mi sembrano preferibili alla scelta di dare l'intero file .XML ai traduttori: a parte i rischi di errori che potrebbero rovinare il codice, la consapevolezza di quel rischio potrebbe scoraggiare molti volontari - per non parlare della necessit&agrave; di tradursi tutto il file invece di poterlo fare collaborativamente.</p><p></p>]]>
      
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   <title>Navigare Meglio Dicembre 2011 - Multimedia: Oltre Babele</title>
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   <published>2011-12-07T15:08:49Z</published>
   <updated>2011-12-07T15:28:11Z</updated>
   
   <summary><![CDATA[Testo dell'articolo pubblicato su Spendere MeglioA settembre, Babel Festival di letteratura e traduzione ha mostrato a Bellinzona il film &ldquo;Arna&rsquo;s Children&rdquo; di Juliano Mer Khamis sul teatro di bambini palestinesi creato da sua madre Arna a Jenin. Particolarmente sconvolgente la...]]></summary>
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      <name>Claude Almansi</name>
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      <![CDATA[<h2>Testo dell'articolo pubblicato su Spendere Meglio</h2><p>A settembre, Babel Festival di letteratura e traduzione ha mostrato a Bellinzona il film &ldquo;Arna&rsquo;s Children&rdquo; di Juliano Mer Khamis sul teatro di bambini palestinesi creato da sua madre Arna a Jenin. Particolarmente sconvolgente la scena in cui Arna fa narrare a un bambino sotto shock il bombardamento della sua casa da parte dell&rsquo;esercito israeliano.<br />Nello stesso periodo, Babel aveva anche organizzato un workshop di traduzione per il cinema, e Filippo Ottoni, incaricato della parte del doppiaggio, aveva criticato il fatto che questa scena fosse sottotitolata anzich&eacute; doppiata, perch&eacute; leggere i sottotitoli gli impediva di guardare la faccia del bambino. I partecipanti avevano obiettato che il tempo per assimilare un sottotitolo di sette parole &egrave; minimo, mentre la voce autentica del bambino era fondamentale: doppiata da un attorino abbiente, per quanto bravo fosse, non avrebbe avuto senso.<br />Questa discussione era tipica di una specie di sfasamento tra docenti e partecipanti in quel workshop. Certo, Filippo Ottoni e Val&eacute;rie Giardini &ndash; incaricata della parte della sottotitolazione &ndash; erano preparatissimi. Certo, il workshop era dedicato alla traduzione per il cinema e per la televisione mainstream: &egrave; stata appassionante la relazione di Claudia Quadri della Rsi sulle scelte tra doppiaggio e sottotitoli per i documentari.<br />Tuttavia, la nostra epoca &egrave; quella dei video online, e anche della loro sottotitolazione da parte di volontari. Le piattaforme web che consentono questa sottotitolazione non sono sofisticate quanto gli strumenti illustrati in quel workshop di Babel, e i volontari sono spesso dilettanti. Per&ograve; sono collaborative: se qualcuno non capisce una parola, lascia un buco che viene colmato da un altro, in un processo di miglioramento simile a quello di Wikipedia.<br />Certo, il workshop organizzato da Babel Festival riguardava il doppiaggio e la sottotitolazione professionali come avvengono tuttora per il cinema e per la televisione. Per&ograve; in un mondo multimediale oltre Babele, dove le barriere linguistiche vengono superate dagli utenti stessi, come cambieranno le loro aspettative? Ci saranno ancora puristi anti-sottotitoli a volere il costoso doppiaggio? La gente accetter&agrave; ancora che le televisioni nostrane tengano per s&eacute; le trascrizioni prodotte dalla sottotitolazione invece di condividerle come fanno le tv di servizio pubblico negli Usa?</p><h2>Ulteriori informazioni</h2><p>Babel Festival: <a href="http://www.babelfestival.com/">http://www.babelfestival.com</a>.</p><p>Arna's Children: <a href="http://arna.info/Arna/">http://arna.info/Arna</a>. La sequenza discussa durante l'atelier di Babel sul doppiaggio si trova in <a href="http://www.youtube.com/watch?v=XwZft7bg-tU">http://www.youtube.com/watch?v=XwZft7bg-tU</a>, a partire da 1:45.</p>]]>
      
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   <title>Editing multimediale: feed reader</title>
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   <published>2011-12-04T17:04:22Z</published>
   <updated>2011-12-04T17:22:47Z</updated>
   
   <summary><![CDATA[In Compito IUL 2: impiego di un aggregatore di feed, Andreas Formiconi chiede ai partecipanti al (per)Corso Editing Mutlimediale:...l&rsquo;esecuzione di uno screenshot (&ldquo;istantanea&rdquo; dello schermo o di una sua parte) in cui si veda la propria pagina Google Reader (o...]]></summary>
   <author>
      <name>Claude Almansi</name>
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      <![CDATA[<p>In <a href="http://iamarf.org/2011/12/04/compito-iul-2-impiego-di-un-aggregatore-di-feed/">Compito IUL 2: impiego di un aggregatore di feed</a>, Andreas Formiconi chiede ai partecipanti al (per)Corso Editing Mutlimediale:</p><blockquote><p>...l&rsquo;esecuzione di uno <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Screenshot">screenshot</a> (&ldquo;istantanea&rdquo; dello schermo o di una sua parte) in cui si veda la propria pagina Google Reader (o altro aggregatore) ...</p></blockquote><p>Poich&eacute; ho scelto una soluzione &quot;altro aggregatore&quot; pubblica, preferisco indicarne semplicemente l'URL:&nbsp; <a href="http://subtitling-for-accessibility-education-and-creativity.wikispaces.com/editing_multimediale_02_blogoclasse_feed">http://subtitling-for-accessibility-education-and-creativity.wikispaces.com/editing_multimediale_02_blogoclasse_feed</a> - o pi&ugrave; concisamente: <a href="http://bit.ly/EditMultimedialeFeed">http://bit.ly/EditMultimedialeFeed</a>.</p><p>A proposito dei feed del blog Notecellulari, vedi nota <a href="http://subtitling-for-accessibility-education-and-creativity.wikispaces.com/editing_multimediale_02_blogoclasse_feed#cite_note-2">2</a>. Beh, se &quot;cellulari&quot; nel titolo indica un &quot;mobile device&quot;, &egrave; normale che quel blog sia un po' girovago.</p>]]>
      
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   <title>Editing multimediale: sbranare i video</title>
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   <published>2011-11-17T13:09:22Z</published>
   <updated>2011-11-17T16:51:52Z</updated>
   
   <summary><![CDATA[Il 15 novembre 2011 Andreas Formiconi ha pubblicato Inizia qui il (per)corso, un post dove dava le prime indicazioni per il suo corso&nbsp; di Editing Multimediale per la Italian University Line (IUL). Tra i riferimenti, c'&egrave; un video introduttivoi: http://lai.dfc.unifi.it/blogoclasse/data/formiconi.mov.Prima...]]></summary>
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      <name>Claude Almansi</name>
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   <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.webmultimediale.org/almansi/">
      <![CDATA[<p>Il 15 novembre 2011 Andreas Formiconi ha pubblicato <a rel="nofollow" href="http://iamarf.org/2011/11/15/inizia-qui-il-percorso/" class="wiki_link_ext">Inizia qui il (per)corso</a>, un post dove dava le prime indicazioni per il suo corso&nbsp; di <a rel="nofollow" href="http://iamarf.org/category/corso-iul-autunno-2011/" class="wiki_link_ext">Editing Multimediale</a> per la Italian University Line (<a rel="nofollow" href="http://www.iuline.it/ambiente/" class="wiki_link_ext">IUL</a>). Tra i riferimenti, c'&egrave; un video introduttivoi:  <a href="http://lai.dfc.unifi.it/blogoclasse/data/formiconi.mov">http://lai.dfc.unifi.it/blogoclasse/data/formiconi.mov</a>.</p><p>Prima di finire di guardarlo, ne ho estratto l'audio con <a href="http://www.squared5.com/">MPEG Streamclip</a> e ho cominciato a trascriverlo nelle etichette di <a rel="nofollow" href="http://audacity.sourceforge.net/" class="wiki_link_ext">Audacity</a> (beh, sbirciando sul video per le parti scritte e mute all'inizio e alla fine - la trascrizione &egrave; in <a rel="nofollow" href="http://bit.ly/EditMultimediaIntro" class="wiki_link_ext">http://bit.ly/EditMultimediaIntro</a>).</p><p>Poi mi sono chiesta cosa mi spingeva a sbranare cos&igrave; i video, soprattutto quelli dichiarativi come questo, dove l'immagine non trasmette - apparentemente - informazioni particolari. Ma lo faccio anche con gli altri, e quando non li posso sbranare tecnicamente, lo faccio mentalmente: con le trasmissioni TV ad esempio: &quot;Bello, questo documentario: funzionerebbe anche in radio&quot;. Oppure: &quot;Questo servizio del TG &egrave; proprio un'idiozia, alla radio non lo avrebbero mai trasmesso&quot;.</p><p>E mi &egrave; tornato in mente &quot;Holzwolle&quot; (segatura), un racconto della raccolta Eigentlich m&ouml;chte <em>Frau Blum den Milchmann kennenlernen</em> (1964: &quot;Veramente, la signora Blum vorrebbe fare la conoscenza del lattaio&quot;) di Peter Bichsel.</p><p>Il narratore, che si annoia a morte durante la proiezione di diapositive (per le nuove generazioni: cfr. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Diapositiva">http://it.wikipedia.org/wiki/Diapositiva</a>) di vacanze a casa di amici, incomincia a sognare agli orsacchiotti e di come li sventrava da piccolo:</p><blockquote><p>Heute sind die Teddyb&auml;ren viel kleiner. Sie waren gross und gelb, und sie hatten etwas, das man in der Holzwolle suchte.<br />Jetzt ist er kaputt.</p><p>(Oggi gli orsacchiotti sono molto pi&ugrave; piccoli. Erano grandi e gialli ed avevano qualcosa che uno cercava nella loro segatura.<br />Adesso &egrave; distrutto).</p></blockquote><p></p><p>Allora ho capito, a contrario. Oggi i lattai non ci sono pi&ugrave;, e gli amici mettono le foto di vacanze in un album flickr o picasa, poi ti mandano il link. E te la cavi con &quot;Complimenti, sembra di esserci: che tramonti stupendi (e/o &quot;come sei bravo a cogliere le espressioni della gente&quot; e/o....)&quot;.</p><p>E i video online li puoi tranquillamente sventrare e sbranare, in cerca di ci&ograve; che hanno dentro o per puro vandalismo: tanto l'originale c'&egrave; ancora. Cio&egrave; l'analogia non &egrave; tanto con l'orsacchiotto imbottito di segatura di Bichsel, quanto con i pupazzi perpetuamente massacrati e rimassacrati dei cartoni <a href="http://www.happytreefriends.com/">Happy Tree Friends</a>.</p><p>Inoltre, quale che sia la motivazione iniziale, lo sbranamento di video permette di scoprire quel che hanno dentro, quando lo hanno, cio&egrave;. All'inizio ho classificato il video  <a href="http://lai.dfc.unifi.it/blogoclasse/data/formiconi.mov">http://lai.dfc.unifi.it/blogoclasse/data/formiconi.mov</a> di Andreas tra &quot;quelli dichiarativi (...), dove l'immagine non trasmette - apparentemente - informazioni particolari&quot;. Apparentemente soltanto, perch&eacute; in realt&agrave;, anche se sembra uno di quei video dove qualcuno si riprende in piano sequenza, &egrave; interessante il modo in cui Andreas non fissa quasi mai la camera direttamente, ma guarda altrove, come se si rivolgesse a pi&ugrave; persone nella stanza. Cos&igrave; evita di farci sentire sotto osservazione - o vittime di un tentativo di ipnosi - per 11 minuti.</p><p>Io normalmente i piani sequenza (o qualsiasi piano di ripresa, a dire il vero) non li noto. Quando &egrave; uscito &quot;Professione reporter&quot;, tutti i critici si estasiavano sul &quot;lunghissimo piano sequenza&quot;, allora con alcuni amici siamo andati a vederlo. E anche loro, dopo, si sono messi a discettare di quel piano sequenza - e a si sono scandalizzati quando ho chiesto: &quot;Ma scusate, dov'era? Non l'ho mica visto&quot;.</p><p>Mi ci vuole proprio il contrasto con la versione solo audio per accorgermene, di questi piani. La cosa buffa &egrave; che quel piano sequenza di Antonioni adesso <a href="http://www.youtube.com/watch?v=pvbqy8FZq8Y">c'&egrave; su YouTube</a>, ma in versione muta, quindi non lo posso sbranare come il video di Andreas per ricavarne l'audio. Per&ograve; visto che c'&egrave; solo quello, non c'&egrave; pi&ugrave; rischio che me lo perda. E s&igrave;, &egrave; impressionante:</p><p></p><p><iframe width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="" src="http://www.youtube.com/embed/pvbqy8FZq8Y"></iframe></p><p>Per&ograve; la gente normale, cio&egrave; non montaggio-analfabeta come me, come lo percepisce oggi che la stragrande parte dei video non professionisti online &egrave; fatta di un solo piano?</p>]]>
      
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   <title>Navigare Meglio Ottobre 2011: Approfondire assieme</title>
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   <published>2011-10-13T13:16:59Z</published>
   <updated>2011-10-13T14:30:56Z</updated>
   
   <summary><![CDATA[Testo dell'articolo pubblicato su Spendere MeglioCome non lo dice il dominio &quot;.it&quot;, Scoop.it &egrave; un servizio web ideato in Francia, con sito web in inglese. Lanciato a dicembre 2010, &egrave; tuttora in prova, per&ograve; dalla home page si pu&ograve; chiedere...]]></summary>
   <author>
      <name>Claude Almansi</name>
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      <![CDATA[<h2>Testo dell'articolo pubblicato su Spendere Meglio</h2><p>Come non lo dice il dominio &quot;.it&quot;, Scoop.it &egrave; un servizio web ideato in Francia, con sito web in inglese. Lanciato a dicembre 2010, &egrave; tuttora in prova, per&ograve; dalla home page si pu&ograve; chiedere un invito che di solito &nbsp;arriva entro 48 ore. Comunque, anche senza essere iscritti a Scoop.it, lo si pu&ograve; utilizzare per trovare informazioni selezionate da altri &nbsp;su un dato tema, tramite il motore di ricerca interno pubblico linkato su &quot;Browse more Awesome Topics&quot; nella pagina principale.</p><p>L'iscrizione invece serve se volete creare una vostra pagina &ndash; detta &quot;topic&quot;, appunto &ndash; dove &nbsp;presentare informazioni su un tema che vi interessa. Per aggiungere informazioni a quel topic, ci sono tre modi:</p><p>Vi potete abbonare alle informazioni su temi dati che Scoop.it ricava da altri servizi online &ndash; Twitter, Youtube, Google News, ed altri &ndash; poi selezionare quelle &nbsp;da menzionare e linkare nel vostro topic. &nbsp;</p><p>&Egrave; anche possibile aggiungere direttamente al topic qualsiasi pagina web dove vi trovate tramite il &quot;bookmarklet&quot; (vedi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bookmarklet" target="_blank">it.wikipedia.org/wiki/<wbr></wbr>Bookmarklet</a>) &nbsp;di Scoop.it.</p><p>Il terzo modo (e forse il pi&ugrave; proficuo) di raccogliere informazioni &egrave; la condivisione con altri utenti Scoop.it che hanno interessi simili. Potete &quot;seguire&quot; i loro topic, come si fa con i canali Youtube o con gli account Twitter: riceverete riassunti quotidiani delle notizie che essi hanno aggiunto e potete riprenderle anche voi nel vostro topic, suggerire loro informazioni e viceversa.</p><p>Questo aspetto comunitario rafforza anche alla diffusione dei topic, perch&eacute; spesso, quando qualcuno segue il topic di un altro, l'altro fa la stessa cosa con quello del primo. Inoltre, quando si aggiunge una notizia a un topic Scoop.it, &egrave; anche possibile condividerla con altre reti sociali: Facebook, Twitter, ecc.</p><p>Certo, quasi tutto quanto ho descritto sopra si pu&ograve; anche fare con servizi online di condivisione di segnalibri. La differenza sta nella fruibilit&agrave; dei topic Scoop.it, &nbsp;su due colonne che per&ograve; si riducono perfettamente a una colonna sola se viste ad es. con un telefonino, e con la possibilit&agrave; di inserire immagini o persino video dalle pagine web menzionate. Infine, i topic Scoop.it contribuiscono anche alla diffusione delle pagine che menzionano: nelle statistiche di un blog multi-autore cui partecipo, essi appaiono da alcuni mesi tra le principali fonti di traffico.</p><h2>Ulteriori informazioni</h2><p>Sito di Scoop.it: <a href="http://www.scoop.it/">http://www.scoop.it</a>.</p><p>Tutorial video, con sottotitoli italiani: <a href="http://www.universalsubtitles.org/it/videos/qtRNAeJgQyda/it/169163/">Scoop.it</a> - <a href="http://www.universalsubtitles.org/it/videos/MFJyS1wTcaYZ/it/170074/">Esplora la comunit&agrave; Scoop.it</a>.</p><p>&quot;Topic&quot; scoop.it  <a target="_blank" href="http://www.scoop.it/t/technology-for-teaching-and-learning" title="Technology for Teaching and Learning">Technology for Teaching and Learning</a>., curato da Jan Schwartz.</p><p>&quot;Topic&quot; scoop.it <a href="http://www.scoop.it/t/multimedia-accessibility">Multimedia Accessibility</a>, curato da me.</p><p>Post <a href="http://www.educationtrainingsolutions.com/2011/10/scoop-it/">Scoop.It!</a> (in inglese) di Jan Schwartz e me, sul suo blog Education and Training Solutions.</p><p><a href="http://www.webcitation.org/625lZ3Z7e">http://www.webcitation.org/625lZ3Z7e</a>: versione archiviata di una pagina wiki scomparsa nel frattempo, intitolata &quot;Scoopit effect&quot;, con alcune statistiche sull'effetto di diversi topic scoop.it sui referrer e sui commenti del blog <a href="http://etcjournal.com/">etcjournal.com</a>, tra agosto e settembre 2011.</p><p></p>]]>
      
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   <title>Giornali belgi contro Google: testo della decisione della Corte d&apos;appello</title>
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   <published>2011-07-30T08:06:27Z</published>
   <updated>2011-09-28T08:11:22Z</updated>
   
   <summary><![CDATA[Nel 2006, Copiepresse, la societ&agrave; di gestione di diritti degli editori belgi di quotidinai francofoni e germanofoni, intent&ograve; un processo a Google per le brevi citazioni di Google News e per le versioni archiviate (in cache) linkate in Google Search....]]></summary>
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      <name>Claude Almansi</name>
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      <![CDATA[<p>Nel 2006, <a href="http://www.presscopyrights.be/">Copiepresse</a>, la societ&agrave; di gestione di diritti degli editori belgi di quotidinai francofoni e germanofoni, intent&ograve; un processo a Google per le brevi citazioni di Google News e per le versioni archiviate (in cache) linkate in Google Search. Il 5 maggio 2011, una decisione della Corte d'appello di Bruxelles confermava, con una lieve riformulazione, il giudizio del tribunale di prima istanza. :</p><p></p><blockquote>La cour ... Condamne Google &agrave; retirer des sites Google.be et Google.com<strong>, plus particuli&egrave;rement des liens &laquo;en cache&raquo; visibles sur &quot;Google Web&quot; et du service &quot;Google News&quot;,</strong> tous les articles, photographies et repr&eacute;sentations graphiques des &eacute;diteurs belges de presse quotidienne francophone et germanophone, repr&eacute;sent&eacute;s par Copiepresse, et des auteurs dont SAJ et Assucopie justifieront qu'elles d&eacute;tiennent les droits, sous peine d'une astreinte de 25.000,00 &euro; par jour de retard ....</blockquote><p>La sintassi &egrave; contorta e la parte evidenziata da me &egrave; ambigua: limita o esemplifica il campo di applicazione dell'ordine? Inoltre non sono giurista. Perci&ograve; quel che segue &egrave; solo un tentativo molto informale di traduzione:</p><blockquote>La corte... ordina a Google di ritirare dai siti Google.be e Google.com<strong>, pi&ugrave; particolarmente dai link &quot;in cache&quot; visibili su &quot;Google Web&quot; e dal servizio Google News, </strong>tutti gli articoli, fotografie e rappresentazioni grafiche degli editori francofoni e germanofoni belgi rappresentati da Copiepresse, e degli autori di cui SAJ e Assucopie giustificheranno di possiedere i diritti, pena una multa di &euro; 25'000 per ogni giorno di ritardo. ...</blockquote><p>Sembra che Google abbia inizialmente optato per l'interpretazione esemplificativa del passo evidenziato: in effetti, il 15 luglio 2011, rimosse ogni riferimento a contenuti di questi giornali in tutti i suoi risultati di ricerche.&nbsp; <em>Le Soir</em> lament&ograve; che&nbsp; <a href="http://www.lesoir.be/actualite/vie_du_net/2011-07-15/google-boycotte-lesoir-be-851329.php">Google li stava boycottando</a>, <em>La Libre Belgique</em> scrisse di <a href="http://www.lalibre.be/societe/cyber/article/673527/google-fait-disparaitre-les-journaux-belges.html">una reazione brutale alla disputa con gli editor belgi</a>.</p><p>Tuttavia, il 25 luglio, Google annunci&ograve; che avrebbe ripreso ad indicizzare quei giornai belgi, aggiungendo:</p><blockquote>We are delighted that Copiepresse has given us assurances that we can re-include their sites in our Google search index without court-ordered penalties. We never wanted to take their sites out of our index, but we needed to respect a court order until Copiepresse acted. We remain open to working in collaboration with Copiepresse members in the future.</blockquote><p>Da: Chloe Albanesius, &quot;<a href="http://www.pcmag.com/article2/0,2817,2388635,00.asp">Google to Reindex Belgian Newspapers Amidst 'Boycott' Complaints</a>,&quot; <em>PCMag.com</em>, July 18, 2011. Traduzione informale:</p><blockquote><p>Siamo felicissimi che Copiepresse ci abbia fornito garanzie che possiamo includere di nuovo i loro siti nel nostro indice, ma&nbsp; prima dell'azione di Copiepresse, dovevamo rispettare l'ordine della corte. Rimaniamo aperti alla collaborazione futura con i membri di Copiepresse.</p></blockquote><p>Pu&ograve; darsi che i giuristi di Google abbiano realmente inteso la decisione della corte come un ordine di rimuovere ogni riferimento ai quotidiani affiliati a Copie press <strong>da tutti i risultati di ricerca</strong>, e che lo abbia fatto inizialmente per evitare di dover pagare le multe cospicue previste dalla decisione. O forse avranno visto nell'ambiguit&agrave; della formulazione un'opportunit&agrave; per una mossa strategica, sapendo che gli editori di questi quotidiani non sarebbero stati contenti di venire estromessi da tutti i risultati di ricerca. O forse entrambe le cose.</p><p>Presumibilmente, Copiepresse avr&agrave; protestato che la decisione della Corte riguardava soltanto i risultati delle ricerche Google News e i link alle versione in cache nei risultati Google Web Search. Per&ograve; abbiamo soltanto quanto Google riferisce della mossa di Copiepresse, non il testo stesso di Copiepresse. E non &egrave; chiaro se ci&ograve; che la Corte intendeva corrisponde ci&ograve; che Copiepresse apparentemente intende.</p><h3>Testo della decisione</h3><p>Perci&ograve; questa decisione della Corte d'appello di Bruxelles &egrave; un documento importante per gli studi giuridici: oltre alle conseguenze dei dubbi sulla sua interpretazione, le sue lunghe e dettagliate considerazioni iniziali mettono in risalto le differenze tra le culture giuridiche europee e statunitensi.</p><p>Fino a poco fa, per&ograve;, questa decisione era soltanto disponibile come&nbsp;<a href="http://www.scribd.com/full/54991235?access_key=key-2dwnkuydzlz0sp1dl91b">PDF fotographico su Scribd</a>,&nbsp; inutilizzabile dalle persone cieche e scomodo per chiunque volesse studiarla in dettaglio. Per fortuna, il&nbsp; <a href="http://www.bjinstitute.org/">BJ Institute</a> di Hyderabad, India, ne ha fatto una versione testuale accessibile, disponibile come&nbsp; PDF e DOC files. &Egrave; quella che ho utilizzato per la citazione sopra.&nbsp; Il&nbsp; PDF accessibile&nbsp; <a href="http://blog.allmend.ch/wp-content/uploads/2011/07/arret-google.pdf">arret-google.pdf</a> &egrave; stato offerto prima da Hartwig Thomas nel suo &quot;<a href="http://blog.allmend.ch/2011/07/22/copiepresse-vs-google/">Copiepresse vs. Google</a>&quot; (Digitale Allmend Blog, July 22, 2011). Il fle DOC &egrave; disponibile in&nbsp; <a href="http://www.webmultimediale.org/almansi/arret-google_text.doc">arret-google_text.doc</a> .</p><p>Grazie ai collaboratori del <a href="http://www.bjinstitute.org/">BJ Institute</a> per il loro lavoro accuratissimo.</p>]]>
      
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   <title>Navigare Meglio Agosto 2011: Sottotitoli sì, automatici no</title>
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   <published>2011-07-26T13:07:33Z</published>
   <updated>2011-07-26T13:27:01Z</updated>
   
   <summary><![CDATA[Testo dell'articolo pubblicato su Spendere MeglioIn Svizzera, l&rsquo;Ordinanza sulla Radiotelevisione specifica che &ldquo;La Societ&agrave; svizzera di radiotelevisione (Ssr) &egrave; tenuta ad aumentare progressivamente sino a un terzo del tempo complessivo d&rsquo;antenna la quota di trasmissioni televisive sottotitolate diffuse nell&rsquo;ambito dei...]]></summary>
   <author>
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      <![CDATA[<h3>Testo dell'articolo pubblicato su Spendere Meglio</h3><p>In Svizzera, l&rsquo;Ordinanza sulla Radiotelevisione specifica che &ldquo;La Societ&agrave; svizzera di radiotelevisione (Ssr) &egrave; tenuta ad aumentare progressivamente sino a un terzo del tempo complessivo d&rsquo;antenna la quota di trasmissioni televisive sottotitolate diffuse nell&rsquo;ambito dei suoi programmi redazionali in ogni regione linguistica&rdquo;. In altri paesi, &egrave; addirittura d&rsquo;obbligo la sottotitolazione per i materiali didattici audiovisivi.</p><p>Soprattutto, per&ograve;, sono sempre pi&ugrave; numerosi gli autori di video online - professionisti e non - ad accorgersi che sottotitolarli li rende accessibili a chi ha problemi di udito o non sa perfettamente la lingua, ne migliora la fruibilit&agrave; e ne accresce il pubblico potenziale grazie a un miglior posizionamento nei risultati dei motori di ricerca. Da qui, di rimbalzo, una proliferazione di proposte.</p><p>Ad esempio, a giugno, la rivista Entreprise romande ha pubblicato un&rsquo;intervista di Pierrette Weissbrodt a Temitope Ola, Ceo della ditta Koemei, la quale offre un servizio di sottotitolazione computerizzata. Ola vi lodava la precisione e la velocit&agrave; raggiunte grazie al loro software di riconoscimento vocale, che presto sarebbe stato in grado di &laquo;coprire l&rsquo;80% dei bisogni del mercato&raquo;.</p><p>Per quanto riguarda le lingue dei video sottotitolabili, per ora Komei sottotitola solo video in inglese, ma presto verranno aggiunti il francese e il tedesco, poi anche altre lingue. Inoltre, la tariffa menzionata dal signor Ola per questo servizio &egrave; bassissima: tra 20 e 50 centesimi per minuto di video. In confronto, il prezzo di mercato per una sottotitolazione umana &egrave; di oltre 50 franchi al minuto.</p><p>Il sito koemei.net non descrive ancora queste prestazioni commerciali. Tuttavia, offre la possibilit&agrave; di provare il software gratuitamente, per la trascrizione di file audio per ora, promettendo un&rsquo;accuratezza &ldquo;tra il 70 e il 90% a seconda della qualit&agrave; dell&rsquo;audio.&rdquo;<br />Ho fatto diverse prove, anche con l&rsquo;audio di video pubblicati su YouTube - visto che anche YouTube offre una sottotitolazione computerizzata - per poter confrontare i risultati.<br />Le trascrizioni Koemei, in realt&agrave;, avevano tutte intorno al 40% di parole errate o mancanti, mentre in quelle YouTube, la proporzione di questi errori era del 20%: meglio, ma ancora troppi per una riutilizzazione pubblicabile. Almeno YouTube avverte chiaramente gli utenti del rischio di errori.</p><h3>Ulteriori informazioni</h3><ul><li><a href="http://www.admin.ch/ch/i/rs/784_401/index.html">Ordinanza federale sulla radiotelevisione</a>;</li><li><a href="http://etcjournal.wikispaces.com/whitehouse_education#Koemei%20transcripts">Esempio di trascrizione koemei</a>.</li></ul>]]>
      
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   <title>Navigare Meglio Giugno 2011: Youtube: scuola di copyright</title>
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   <published>2011-07-26T13:05:08Z</published>
   <updated>2011-07-26T13:06:32Z</updated>
   
   <summary><![CDATA[Testo dell'articolo pubblicato su Spendere MeglioIl 14 aprile 2011, YouTube annunciava sul suo blog ufﬁciale il lancio di una scuola di copyright per utenti ripetutamente beccati ad usare contenuti altrui. Quel comunicato affermava che, in precedenza, avevano sempre cancellato l&rsquo;account...]]></summary>
   <author>
      <name>Claude Almansi</name>
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      <![CDATA[<h3>Testo dell'articolo pubblicato su Spendere Meglio</h3><p>Il 14 aprile 2011, YouTube annunciava sul suo blog ufﬁciale il lancio di una scuola di copyright per utenti ripetutamente beccati ad usare contenuti altrui. Quel comunicato affermava che, in precedenza, avevano sempre cancellato l&rsquo;account dell&rsquo;utente alla terza segnalazione di una violazione del genere. Invece, ormai, gli utenti avrebbero potuto far cancellare una segnalazione dalla loro fedina seguendo con successo una scuola di copyright, che consiste in un tutorial video (in inglese, con sottotitoli in 43 lingue) e in un quiz sul video (nella lingua in cui l&rsquo;utente guarda YouTube).<br />Il tutorial &ndash; un cartone animato dove un piratuccio chiamato Russell incorre l&rsquo;ira di una reboante voce off per varie violazioni del copyright &ndash; &egrave; fatto bene, in un certo senso: quando Russell prova a postare su YouTube registrazioni fatte in un cinema, poi in un concerto live, viene minacciato di cancellazione del suo account e anche peggio.<br />In seguito, quando si ﬁlma mentre balla sulla musica del suo gruppo preferito, la voce si fa pi&ugrave; mite e spiega che persino nei remix, se una componente &egrave; sotto copyright, bisogna ottenere il permesso dell&rsquo;avente diritto &ndash; salvo se la riutilizzazione rientra nell&rsquo;eccezione per il fair use. E legge a tutta velocit&agrave; una spiegazione di cosa sia il fair use, concludendo che, in caso di dubbio, occorre consultare &laquo;un avvocato specializzato nel copyright&raquo;. Questo, come hanno rilevato diversi commentatori, &egrave; demenziale, soprattutto in un tutorial rivolto anche, e soprattutto, ad adolescenti.<br />Il video per&ograve; continua: Russell ﬁnalmente ci azzecca, e usa soltanto creazioni sue. La voce off si congratula con lui &ndash; ma a questo punto il cannone spara, affondando Russell e la nave. Cos&igrave; il messaggio sottinteso &ndash; e quindi pi&ugrave; importante - di questo tutorial sembra essere: &laquo;Ragazzi, la legge sul copyright &egrave; davvero demenziale: nemmeno facendo tutto giusto vi salverete. Quindi avvaletevi di questa scuola di copyright, per quanto assurda sia, per salvare i vostri account. &Egrave; il solo palliativo che vi possiamo offrire&raquo;.<br />Intanto, un mio conoscente 13enne che si era beccato una segnalazione YouTube per l&rsquo;uso di musica sotto copyright, ha capito l&rsquo;antifona: ormai usa esclusivamente musiche sotto la licenza creative commons pi&ugrave; aperta, che richiede solo l&rsquo;attribuzione all&rsquo;autore.</p><h3>Ulteriori informazioni</h3><ul><li><a href="http://www.youtube.com/copyright_school">Scuola di Copyright di YouTube</a>;</li><li><a href="http://www.universalsubtitles.org/it/videos/jD5TB2eebD5d/it/51810/">The Architecture of Access to Knowledge</a> di Lawrence Lessig (con sottotitoli italiani);</li><li><a href="http://etcjournal.com/2011/04/27/youtubes-copyright-school/">YouTube Copyright School&rsquo; &ndash; Remixed and Mixed Up</a>;</li></ul> <p></p>]]>
      
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   <title>Navigare Meglio - Aprile 2011 - Cyberbullismo o solo bullismo?</title>
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   <published>2011-04-19T08:23:53Z</published>
   <updated>2011-08-23T10:42:41Z</updated>
   
   <summary><![CDATA[Testo dell'articolo pubblicato su Spendere MeglioNel 2005, per la trasmissione radiofonica &quot;Tam Tam&quot; di Adisi, Giovanni Rengucci ed io avevamo intervistato telefonicamente Nancy Willard, esperta statunitense della sicurezza online dei giovani, sul &quot;cyberbullismo&quot;, cio&egrave; sulla violenza online tra giovani.In quell'intervista,...]]></summary>
   <author>
      <name>Claude Almansi</name>
      <uri>http://www.noimedia.org/</uri>
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      <![CDATA[<h3>Testo dell'articolo pubblicato su Spendere Meglio</h3><p>Nel 2005, per la trasmissione radiofonica &quot;Tam Tam&quot; di Adisi, Giovanni Rengucci ed io avevamo intervistato telefonicamente Nancy Willard, esperta statunitense della sicurezza online dei giovani, sul &quot;cyberbullismo&quot;, cio&egrave; sulla violenza online tra giovani.</p><p>In quell'intervista, Willard aveva sottolineato le varie dimensioni &ndash; sociologica, penale, psicologica &ndash; del fenomeno, nonch&eacute; le sue relazioni complesse con il bullismo nella vita reale: chi viene insultato e/o picchiato a scuola a volte si vendica, ma pu&ograve; anche essere una vittima online.. Di conseguenza, lei auspicava un approccio multidisciplinare &nbsp;nel lottare contro il cyberbullismo.</p><p>A febbraio 2011, me ne ha riparlato quando &egrave; passata dalla Svizzera prima di un workshop&nbsp; che ha condotto a Milano con specialisti dell'Unione Europea della sicurezza online dei giovani. Alcuni aspetti non sono cambiati in sei anni: le manifestazioni del bullismo online rimangono altrettanto durevoli. Inoltre, le reti sociali come Facebook e Twitter ne hanno persino aumentato la diffusione.</p><p>D'altro canto, di positivo, c'&egrave; che adesso esistono i gruppi multidisciplinari che auspicava. E sono giunti alla conclusione che i protagonisti pi&ugrave; efficaci nel debellare i bulli sono i ragazzi stessi: gli adulti possono e devono incoraggiare e assecondare le loro iniziative, ma cercare di inculcare loro messaggi preconfezionati serve a poco.</p><p>Un altro cambiamento &egrave; che per i giovani &ndash; i cosidetti &quot;nativi digitali&quot; &ndash; il concetto di &quot;cyber&quot; non ha pi&ugrave; senso: non che confondano la vita e ci&ograve; che avviene online, ma per loro gli strumenti telematici attuali sono solo strumenti, come per le generazioni precedenti il telefono, la Tv o il fax. E questo consente loro una percezione globale del bullismo, che avvenga online o a scuola o altrove.</p><p>L'ha capito la Casa Bianca che il 10 marzo ha ospitato una conferenza intitolata semplicemente &quot;Antibullying&quot;, trasmessa in diretta su Facebook, che radunava studenti e specialisti. E l'avevano gi&agrave; capito da tempo certe Sme ticinesi: nel 2007 la Tsi aveva realizzato e diffuso il filmato &quot;In disparte&quot;, una storia di bullismo che iniziava a scuola e continuava online, usando un doppio copione scritto dagli allievi della Sme di Massagno e dall'assemblea dei genitori della Sme di Lodrino.<br /> Link a &quot;In disparte&quot; e all'intervista di Nancy Willard: <a target="_blank" href="http://bit.ly/bullismo">http://bit.ly/bullismo</a>.</p><p></p><p><strong>Ulteriori informazioni</strong></p><p>In <a href="http://etcjournal.com/2011/02/14/cyberbullying-an-interview-with-nancy-willard-2/">Cyberbullying: An Interview with Nancy&nbsp;Willard</a>, (14 febbraio 2011), ci sono diversi link a risorse utili sul tema del bullismo</p>]]>
      
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   <title>NFB: Le Google Apps for Education discriminano gli studenti ciechi</title>
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   <published>2011-04-02T16:33:32Z</published>
   <updated>2011-04-04T20:33:09Z</updated>
   
   <summary><![CDATA[A met&agrave; marzo 2011, la National Federation of the Blind statunitense ha scritto al Dipartimento della Giustizia, chiedendoli di appurare se l'adozione delle Google Apps for Education, inutilizzabili dai ciechi, da parte di universit&agrave; e scuole, costituiva una violazione dei...]]></summary>
   <author>
      <name>Claude Almansi</name>
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   <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.webmultimediale.org/almansi/">
      <![CDATA[<p>A met&agrave; marzo 2011, la National Federation of the Blind statunitense ha scritto al Dipartimento della Giustizia, chiedendoli di appurare se l'adozione delle Google Apps for Education, inutilizzabili dai ciechi, da parte di universit&agrave; e scuole, costituiva una violazione dei  diritti civici dei loro studenti e dei membri del loro personale.</p><p>Questa richiesta avviene in contesto statunitense, per&ograve; la sua motivazione - pari diritti per tutti -&nbsp; vale anche negli altri paesi - molti dei quali, d'altronde hanno leggi simili a quelle invocate qui dalla NFB. Soprattutto, per l'ennesima volta, questa azione mirata a difendere i diritti di persone con disabilit&agrave; giover&agrave; anche a tutti.</p><h3>La richiesta della National Federation of the Blind</h3><p>Traduzione del comunicato stampa della NFB, <a href="http://www.nfb.org/NewsBot.asp?MODE=VIEW&amp;ID=771">Adoption of Google Apps Program Discriminates Against the Blind<br />National Federation of the Blind Asks - Department of Justice to Investigate Schools Across the Country</a> :</p><blockquote><p>Baltimore, Maryland (15 marzo 2011): La <a href="http://www.nfb.org/">National Federation of the Blind</a>  (NFB), la pi&ugrave; vecchia e la pi&ugrave; grande organizzazione nazionale di ciechi degli Stati Uniti, ha chiesto oggi che la Divisione dei Diritti Civici del Dipartimento della giustizia statunitense indaghi sulle violazioni dei diritti civici commesse dalla New York University (NYU) e dalla Northwestern University contro i loro insegnanti e studenti ciechi. La NFB lo ha chiesto perch&eacute; esse hanno adottato una tecnologia che non &egrave; accessibile ai ciechi. Tutte e due le universit&agrave; hanno decentemente adottato Google Apps for Education come mezzo per fornire servizi di e-mail e di strumenti di collaborazione agli studenti e al personale insegnante. Google Apps for Education &egrave; una suite gratuita di applicazioni web per la comunicazione e la collaborazione che comprende Gmai, Google Calendar, Google Talk, Google Docs, e Google Sites. Ciascuna di esse presenta barriere cospicue all'accesso per i ciechi che utilizzano una tecnologia di accesso al contenuto dello schermo che converte ci&ograve; che appare sullo schermo del computer in una sintesi vocale o in Braille. Una richiesta di indagine simile &egrave; stata presentata contro quattro circondari scolastici dell'Oregon che utilizzano Google Apps. Le querele invocano violazioni dell'Americans with Disabilities Act (ADA - legge &quot;Americani con disabilit&agrave;&quot;) and the  Rehabilitation Act (legge sulla Riabilitazione) del 1973.&nbsp; Per un'ulteriore esemplificazione di questa problematica, cfr.&nbsp; <a href="http://www.nfb.org/nfb/googleaccessibilityvideos.asp">una dimostrazione della tecnologia per l'accesso ai contenuti dello schermo</a> utilizzata dai ciechi e delle barriere all'accesso nelle quali s'imbattono i ciechi quando utilizzano Google Apps [video in inglese]..<br /><br />Dr.  Marc Maurer, presidente della National Federation of the Blind, ha detto: &quot;Considerate le numerose opzioni accessibili a disposizione, non vi &egrave; motivo valido perch&eacute; queste universit&agrave; scelgano una suite di applicazioni, ivi compreso un servizio e-mail vitale, che sia inaccessibile agli studenti ciechi. Peggio ancora, secondo dati recenti, pi&ugrave; della met&agrave; degli istituti americani postsecondari che ricorrono a servizi&nbsp; esterni per l'e-mail optano per questa suite, anche se sanno che essa non pu&ograve; essere utilizzata dagli studenti ciechi. E queste universit&agrave; non possono adurre l'ignoranza dei loro obblighi legali, poich&eacute; i Dipartimenti statunitensi della Giustizia e dell'Educazione hanno specificamente&nbsp; <a href="http://www2.ed.gov/about/offices/list/ocr/letters/colleague-20100629.html" target="_blank">ammonito tutti i rettori di universit&agrave;</a> [link a lettera in inglese] contro l'adozione di tecnologie inaccessibili. La National  Federation of the Blind non tollerer&agrave; questa inaccettabile discriminazione a scapito degli studenti e degli insegnanti ciechi, n&eacute; questa indifferenza incallita al diritto degli studenti ciechi di ricevere un'educazione pari a quella erogata a tutti. Chiediamo a questi istituti postsecondari di sospendere l'adozione delle Google Apps for Education finch&eacute; esse saranno accessibili a tutti gli studenti ed insegnanti, e non solo a quelli vedenti, o di rifiutare completamente Google Apps.&quot;</p><p>La National Federation of the Blind &egrave; rappresentata in questa vicenda da&nbsp;  Daniel F. Goldstein dello studio Brown, Goldstein, and Levy  di&nbsp; Baltimore.</p><p>###</p><p>Sulla National Federation of the Blind</p><p>Con oltre 50'000 aderenti, la National Federation of the Blind &egrave; la pi&ugrave; grande e pi&ugrave; influente organizzazione di ciechi negli Stati Uniti.. La NFB migliora l'esistenza delle persone cieche tramite la difesa dei loro diritti [advocacy], la formazione, la ricerca, la tecnologia e programmi che incoraggiano l'autonomia e la fiducia in &eacute;. &Egrave; la forza guida nel campo della cecit&agrave; oggi, e la voce dei ciechi del paese. A gennaio 2004, la NFP ha aperto il&nbsp; National Federation of the Blind Jernigan Institute, il primo sitituto statunitense di ricerca e formazione per i ciechi diretto dai ciechi.</p></blockquote><h3>La lettera dei Dipartimenti dell'educazione e della giustizia US</h3><p>La lettera spedita il 29 giugno 2010&nbsp; dai Dipartimenti dell'educazione e della giustizia US a tutti i rettori delle universit&agrave; e &quot;colleges&quot; (istituti postsecondari) americani, menzionata dal Dr Maurer nel comunicato sopra, si intitola  <a href="http://www2.ed.gov/about/offices/list/ocr/letters/colleague-20100629.html">Joint &quot;Dear Colleague&quot; Letter: Electronic Book Readers</a> . In effetti, si basa sulla causa intenta e vinta dalla NFB all'Universit&agrave; dell'Arizona in merito all'adozione del lettore di e-libri Kindle della Amazon.</p><p>Soprattutto, questa lettera spiega,&nbsp; in un linguaggio comprensibile ai non giuristi, i punti delle leggi US che tutelano i pari diritti per tutti nell'accesso ai contenuti e agli apparecchi digitali. Li vediamo sotto, con un accenno a leggi simili nella UE, in Italia e in Svizzera.</p><h3>Basi giuridiche</h3><p>Per le leggi US citate e spiegate nella lettera sopra, vedi:</p><ul><li>Sull'ADA: le risorse in <a href="http://www.ada.gov/">ADA Home Page - ada.gov - Information and Technical Assistance on the Americans with Disabilities Act</a>.</li><li><a href="http://www.epa.gov/ocr/sec504.htm">Section 504 of the Rehabilitation Act of 1973</a>.</li></ul><p>Per le direttive UE sull'accessibilit&agrave; informatica, vedi <a href="http://europa.eu/legislation_summaries/information_society/l24226h_it.htm">Comunicazione della Commissione del 13 settembre 2005 &quot;eAccessibilit&agrave;&quot; [COM(2005) 425 def</a> e pagine ivi linkate.</p><p>In Italia&nbsp; la <a href="http://www.pubbliaccesso.gov.it/normative/legge_20040109_n4.htm">Legge &quot;Stanca&quot;</a> (titolo ufficiale: &quot;Disposizioni per favorire l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici&quot;) del 9 gennaio 2004 dice all'articolo 5 (Accessibilit&agrave; degli strumenti didattici e formativi):</p><blockquote><p>1. Le disposizioni della presente legge si applicano, altres&igrave;,          al materiale formativo e didattico utilizzato nelle scuole di ogni ordine          e grado. ...</p></blockquote><p>e all'articolo 8 (Formazione):</p><blockquote><p>... 3. Le amministrazioni di cui all'articolo 3, comma 1, nell'ambito delle          disponibilit&agrave; di bilancio, predispongono corsi di aggiornamento          professionale sull'accessibilit&agrave;.</p></blockquote><p>e poich&eacute;&nbsp; l'art. 3 comma 1 rimanda al al comma 2 dell'articolo 1 del <a href="http://www.pubbliaccesso.gov.it/normative/legge_20040109_n4.htm">decreto legislativo 30 marzo 2001, <abbr title="numero">n.</abbr>          165, e successive modificazion</a>i, che recita:</p><blockquote><p>Per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le amministrazioni  dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e  le istituzioni educative,....</p></blockquote><p>le autorit&agrave; scolastiche&nbsp; di ogni ordine e grado dovrebbero predisporre corsi di aggiornamento          professionale sull'accessibilit&agrave;. Beh, &quot;nell'ambito delle          disponibilit&agrave; di bilancio&quot;, per&ograve;.</p><p>In Scvizzera siamo messi maluccio, con soltanto <a href="http://www.admin.ch/ch/i/rs/151_31/a10.html">l'art. 10</a> (Prestazioni su Internet) dell'Ordinanza sull&rsquo;eliminazione di svantaggi nei confronti dei disabili, che dice s&igrave; al comma 1:</p><blockquote><p>L&rsquo;informazione, le possibilit&agrave; di contatto e le operazioni proposte su  Internet devono essere accessibili alle persone audiolese, ipovedenti,  affette da disturbi del linguaggio o da disturbi motori. A tale scopo,  le offerte devono essere conformi alle norme informatiche  internazionali, segnatamente alle direttive che disciplinano  l&rsquo;accessibilit&agrave; dei siti Internet, pubblicate dal Consorzio World Wide  Web (W3C), e, sussidiariamente, alle norme informatiche nazionali.</p></blockquote><p>Per&ograve; demanda l'emissione di direttive in merito soltanto ad enti federali al comma 2. E l'educazione &egrave; in maggior parte di competenza cantonale, a prescindere dal fatto che l'elenco troppo particolareggiato del comma 1 tralascia anche certi tipi di disabilit&agrave; neurologiche e/o cognitive.</p><p>Ciononostante, i docenti italiani e svizzeri si possono riferire alle leggi esistenti nel valutare quali strumenti informatici e digitali sono conformi ai requisiti di accessibilit&agrave;.&nbsp; E siccome quelli delle Google Apps for Education, per ora, non lo sono, esse non vanno adottate a scuola come servizi unici, ad es. di e-mail.</p><h3>I video illustrativi della NFB</h3><p>La lettera della National Federation of the Blind al Dipartimento della giustizia US rimanda a  <a href="http://www.nfb.org/nfb/googleaccessibilityvideos.asp">una dimostrazione della tecnologia per l'accesso ai contenuti dello schermo</a>. Questa pagina offre link a diversi video che consentono di ascoltare cosa avviene quando si cerca di utilizzare i servizi delle Google Apps for Education senza poter vedere lo schermo, cio&egrave; dovendosi affidare soltanto alla versione audio che la sintesi vocale d&agrave; del suo contenuto. Quei video sono in inglese e sottotitolati in inglese. Per ora ho risottotitolato in italiano soltanto il primo, introduttivo, <a href="http://www.nfb.org/images/nfb/video/google/nfbscreenaccess.html">NFB Screen Access</a>:</p><p><iframe width="467" height="386" frameborder="0" src="http://dotsub.com/media/c99da15a-360e-4b0c-8ee9-bfc2f27b3bdd/e/m"></iframe></p><p>&Egrave; pronta <a href="http://dotsub.com/view/121318e1-4f35-459b-a91c-d07bb275310e">la pagina per la traduzione dei sottotitoli in italiano</a> (ne ho fatto 4% per ora) del secondo, <a href="http://www.nfb.org/images/nfb/video/google/gmailsignup.html">Gmail Signup</a>,</p><p>(continua)</p>]]>
      
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   <title>Dirottare DotSUB per prendere appunti</title>
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   <published>2011-03-20T09:32:56Z</published>
   <updated>2011-03-20T10:12:07Z</updated>
   
   <summary><![CDATA[In un commento all'Audio lezione di startup del corso di Andreas Formiconi, avevo scritto a proposito delle Web app di sottotitolazione:...Queste applicazione sono concepite per fare sottotitoli, quindi in teoria per trascrivervi le parole dell'audio. Per&ograve; possono altres&igrave; essere usate...]]></summary>
   <author>
      <name>Claude Almansi</name>
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      <category term="Formazione" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
   
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   <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.webmultimediale.org/almansi/">
      <![CDATA[<p>In un <a href="http://iamarf.org/2011/03/08/audio-lezione-di-startup/#comment-4651">commento </a>all'<a href="http://iamarf.org/2011/03/08/audio-lezione-di-startup">Audio lezione di startup</a> del corso di Andreas Formiconi, avevo scritto a proposito delle Web app di sottotitolazione:</p><blockquote><p>...Queste applicazione sono concepite per fare sottotitoli, quindi in  teoria per trascrivervi le parole dell'audio. Per&ograve; possono altres&igrave;  essere usate per prendere appunti, commenti ecc., poi scaricarli nel  caso qualcuno volesse usare la pagina per sottotitolare davvero.</p></blockquote><p>Siccome nella sua lezione <a href="http://iamarf.org/2011/03/19/pre-assignment-2-ma-cosa-e-il-computer/">Pre-assignment 2: ma cosa &egrave; il computer?</a> Andreas adesso ha inserito una versione <a href="http://dotsub.com/view/d2506d56-1800-487c-81d4-41e9e8e1f609">sottotitolata con DotSUB</a> (in inglese e italiano da lui, in spagnolo da qualcun altro) del video &quot;How to Use Google Documents : Spreadsheet Toolbar in Google Documents&quot;, ho deciso di usarne la pista &quot;Sign Languages&quot; per illustrare questo dirottamento.</p><p>In effetti, visto che si pu&ograve; soltanto scrivere del testo nelle piste di sottotitolazione DotSUB, quella &quot;Sign Languages&quot; &egrave; comunque inutilizzabile per la lingua dei segni: quindi dirottarla non nuoce a nessuno.</p><p>Per&ograve; nel caso qualcun altro desiderasse modificarla per mettervi i propri appunti, ho salvato la mia versione come file .srt che potr&ograve; sembre ri-sincronizzare con il video se mi serve:</p><p><a href="http://www.webmultimediale.org/almansi/How_to_Use_Google_Documents___Spreadsheet_Toolbar_in_Google_Documents_sgn.srt">How_to_Use_Google_Documents___Spreadsheet_Toolbar_in_Google_Documents_sgn.srt</a></p><p>Quel file .srt pu&ograve; essere aperto con qualsiasi editore di testo.... salvo con Google Documents <img src="/mt-static/plugins/FCKeditor/fckeditor/editor/images/smiley/msn/wink_smile.gif" alt="" /></p><p></p>]]>
      
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   <title>Navigare Meglio - febbraio 2011 - Privacy: il caso Didasca</title>
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   <published>2011-03-19T17:09:57Z</published>
   <updated>2011-03-19T17:28:54Z</updated>
   
   <summary><![CDATA[Testo dell'articolo pubblicato su Spendere MeglioSpesso, a proposito della privacy in rete, i media demonizzano le reti sociali. Ed &egrave; vero che il loro uso comporta rischi: durante la notte di San Silvestro, &egrave; stata svaligiata l&rsquo;abitazione dell&rsquo;attore francese Michael...]]></summary>
   <author>
      <name>Claude Almansi</name>
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      <category term="Diritti umani" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
   
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      <![CDATA[<h3>Testo dell'articolo pubblicato su Spendere Meglio</h3><p>Spesso, a proposito della privacy in rete, i media demonizzano le reti sociali. Ed &egrave; vero che il loro uso comporta rischi: durante la notte di San Silvestro, &egrave; stata svaligiata l&rsquo;abitazione dell&rsquo;attore francese Michael Youn. Aveva pubblicato su Twitter una foto presa dal suo appartamento parigino e un suo fan aveva risposto indicando il nome della via, identificata grazie a Google Maps. In seguito, la compagna di Youn aveva a sua volta &ldquo;twittato&rdquo; una foto di M&eacute;g&egrave;ve, dove trascorrevano le ferie.<br />Non &egrave; stato il primo caso in cui i ladri si sono avvalsi di informazioni raccattate nelle reti sociali. E la colpa non &egrave; di queste ultime, bens&igrave; di chi vi sparge incautamente informazioni aggregabili.<br />Ci sono anche casi dove gravi violazioni della privacy sono dovute all&rsquo;ignoranza, senza intenzione di dolo, ma tuttavia pericolose. L&rsquo;associazione Didasca vanta di essere stata la prima in Italia ad organizzare corsi Ecdl (patente europea per la guida dei computer) negli anni &rsquo;90, cosa apparentemente rassicurante. L&rsquo;anno scorso ha per&ograve; iniziato ad offrire corsi gratuiti per insegnanti sulle applicazioni Google. Per raccogliere le iscrizioni, usa un questionario Google Docs, che immette le risposte in un foglio di calcolo online.<br />Primo problema: tra i dati richiesti, vi &egrave; il codice fiscale, in barba al regolamento di Google Docs sulla privacy, che vieta la raccolta di dati del genere, e alle affermazioni di Didasca stessa sul &ldquo;massimo grado di tutela dei dati&rdquo; in risposta a una domanda in merito. Inoltre, Didasca ha affidato a certi partecipanti al primo corso il reclutamento per il secondo, iniziato a gennaio. In un caso almeno, il neo-reclutatore ha impostato il foglio di calcolo come &ldquo;visibile da chiunque&rdquo;.<br />In seguito, Didasca ha creato account @didasca.org &ndash; in realt&agrave; semplici account Google &ndash; per i partecipanti, usando proprio il loro codice fiscale come nome utente e una password generica, avvertendoli soltanto a posteriori e rimandandoli a un tutorial video pubblico su come attivare questi account. C&rsquo;&egrave; quindi un alto rischio che malviventi si avvalgano del foglio di calcolo pubblico per appropriarsi di questi account.<br />Perci&ograve; quando un ente, per quanto rispettabile e in buona fede, chiede dati personali come il codice fiscale per l&rsquo;iscrizione a un suo servizio, conviene rinunciare all&rsquo;offerta.</p><h3>Ulteriori informazioni</h3><ul><li>Sullo svaligiamento della casa di Michael Youn e i messaggi che lui e la sua compagna avevano lasciato su Twitter e Facebook: <a href="http://www.lepost.fr/article/2011/01/03/2357828_michael-youn-cambriole-avait-il-laisse-trop-d-indices-sur-twitter-et-facebook.html#xtor=EPR-275-[NL_732]-20110104-[medias-web]">Michael Youn cambriol&eacute; : avait-il laiss&eacute; trop d'indices sur Twitter et Facebook ?</a> - Aude Baron, Le Post, 3 gennaio 2011 (vedi anche i link a risorse connesse in calce all'articolo).</li><li>Sui metodi di Didasca ho scritto un post pi&ugrave; dettagliato in inglese, con diversi link: <a href="http://etcjournal.com/2011/03/04/privacy_issues_of_free_courses/">Beware of Privacy and Other Issues When Signing Up for Free&nbsp;Courses</a>.</li></ul><p></p>]]>
      
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   <title>Navigare meglio - dicembre 2010 - Copyright e insegnamento</title>
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   <published>2010-12-14T13:12:52Z</published>
   <updated>2011-08-23T10:46:23Z</updated>
   
   <summary><![CDATA[Testo dell'articolo pubblicato su Spendere Meglio(con link aggiunti)L&rsquo;11 novembre 2010, a Ginevra, &egrave; stato organizzato da Dice (Digital copyrights for e-learning) un workshop sul diritto d&rsquo;autore per l&rsquo;insegnamento. Si tratta di un progetto collaborativo tra l&rsquo;Usi, l&rsquo;Universit&agrave; di Ginevra, il...]]></summary>
   <author>
      <name>Claude Almansi</name>
      <uri>http://www.noimedia.org/</uri>
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   <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.webmultimediale.org/almansi/">
      <![CDATA[<h2>Testo dell'articolo pubblicato su Spendere Meglio</h2><p>(con link aggiunti)</p><p>L&rsquo;11 novembre 2010, a Ginevra, &egrave; stato organizzato da <a title="Sito del progetto DICE" href="http://www.diceproject.ch/">Dice</a> (Digital copyrights for e-learning) un <a title="Annuncio del workshop di Ginevra - in inglese" href="http://www.diceproject.ch/dice-workshop-in-geneva">workshop</a> sul diritto d&rsquo;autore per l&rsquo;insegnamento. Si tratta di un progetto collaborativo tra l&rsquo;Usi, l&rsquo;<a title="Sito dell'Universit&agrave; di Ginevra" href="http://www.unige.ch/">Universit&agrave; di Ginevra</a>, il <a title="Sito del Politecnico di Zurigo" href="http://www.ethz.ch/">Politecnico di Zurigo</a>, la <a title="sito della Fernfachhochschule (SUP a distanza) di Briga" href="http://www.fernfachhochschule.ch/">Fernfachhochschule di Briga</a> e <a title="Sito di Creative Commons Svizzera" href="http://www.creativecommons.ch/">Creative Commons Svizzera</a>. Anche se Dice si rivolge principalmente al personale universitario, alcuni dei circa 50 partecipanti provenivano dall&rsquo;insegnamento secondario.<br />In effetti, come la giurista Jessica Litman <a title="J. Litman: The Exclusive Right to Read" href="http://www-personal.umich.edu/~jdlitman/papers/read.htm">scriveva gi&agrave; nel 1994</a>:</p><blockquote><p>All&rsquo;inizio del 900, la legge sul diritto d&rsquo;autore era tecnica, incoerente e difficile da capire, per&ograve; riguardava poche persone e poche cose. (...) 90 anni dopo, &egrave; diventata ancora pi&ugrave; tecnica, incoerente e difficile da capire e - cosa pi&ugrave; importante - riguarda tutti e tutto. Per molti tra noi, &egrave; impossibile trascorrere una sola ora senza scontrarci con essa.</p></blockquote><p>E questo &egrave; particolarmente vero per gli insegnanti: sia perch&eacute; devono aiutare i giovani a capirvi qualcosa, sia nel decidere quali materiali digitali possono usare nelle loro lezioni.<br />Quella citazione di Jessica Litman &egrave; stata usata il 4 novembre 2010 da Lawrence Lessig, uno degli ideatori delle licenze Creative Commons, nel suo <a title="Pagina con link alle varie registrazioni del discorso di Lessig, con e senza sottotitoli" href="http://cc4dice.wikispaces.com/Lessig_WIPO">discorso di inaugurazione</a> di una <a title="Descrizione della seduta del 4 novembre 2010 sul sito dell'OMPI" href="http://www.wipo.int/meetings/en/2010/wipo_cr_lic_ge_10/index.html">sessione</a> dell&rsquo;Organizzazione mondiale della propriet&agrave; intellettuale (Ompi), in cui caldeggiava una riforma fondamentale del diritto d&rsquo;autore, diventato obsoleto perch&eacute; basato su una nozione di copia che &egrave; radicalmente cambiata con l&rsquo;avvento delle tecnologie digitali. Tuttavia, visto che in Svizzera le disposizioni dei trattati Ompi del 1996 sulle opere digitali sono soltanto state inserite nella Legge sul diritto d&rsquo;autore (<a href="http://www.admin.ch/ch/i/rs/c231_1.html">Lda</a>), con la revisione entrata in vigore nel 2008, non &egrave; possibile aspettare che essa venga riformata nel senso auspicato da Lessig.</p><p>Di conseguenza, al workshop di Ginevra sono stati distribuiti un <a title="&quot;Le droit d'auteur dans l'enseignement&quot; - file .zip" href="http://www.diceproject.ch/wp-content/uploads/2010/11/Handbook_frz_1.zip">manuale</a> elaborato da Dice e il testo della Lda, ne sono stati spiegati i principi basilari e un metodo per accertare la liceit&agrave; di ci&ograve; che si intende fare con opere altrui. Inoltre, sono stati presentati gli archivi in accesso libero e le licenze Creative Commons, e si sono analizzati e discussi casi concreti.<br />Dice prevede di organizzare presso l&rsquo;Usi un workshop simile a quello di Ginevra il 16 dicembre 2010. Ulteriori informazioni in merito verranno date dall&rsquo;Usi e riportate nella versione online di questa rubrica.</p><p><strong>Ulteriori informazioni</strong></p><ul><li>Workshop di Lugano, 16 dic. 2010: <a title="Annuncio del workshop di Lugano, in inglese." href="http://www.diceproject.ch/dice-workshop-in-lugano-december-16-2010">diceproject.ch/dice-workshop-in-lugano-december-16-2010</a>.</li><li><a href="https://mediaserver.unige.ch/search/?q=droit+d%27auteur">Video</a> degli interventi al workshop di Ginevra del 4 nov. 2010.</li></ul><p><strong>Bonus: discorso di Lawrence Lessig all'OMPI</strong></p><p>con sottotitoli italiani, inserito da <a href="http://universalsubtitles.org/videos/wonQe0wrTNal/it/">universalsubtitles.org/videos/wonQe0wrTNal/it</a> (dove c'&egrave; anche una trascrizione interattiva)</p> <p><script type="text/javascript" src="http://s3.www.universalsubtitles.org/embed.js">
(
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</script></p> <p></p>]]>
      
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   <title>Per difendere la &quot;proprietà intellettuale&quot;, gli US sequestrano domini web registrati all&apos;estero e violano l&apos;accessibilità</title>
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   <published>2010-12-02T20:26:13Z</published>
   <updated>2010-12-02T22:26:21Z</updated>
   
   <summary><![CDATA[La settimana scorsa, le pagine di&nbsp; 82 siti web sono state sostituite dal questa mmagine di testo:che ne annunciava il sequestro da parte del reparto Homeland Security Investigationsi dell'ente governativo US&nbsp; ICE e&nbsp; dal Dipartimento della Giustizia, &quot;per violazione di...]]></summary>
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      <name>Claude Almansi</name>
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      <category term="diritto d&apos;autore" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
   
   <category term="204" label="accessibilità" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
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   <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.webmultimediale.org/almansi/">
      <![CDATA[<p>La settimana scorsa, le pagine di&nbsp; 82 siti web sono state sostituite dal questa mmagine di testo:</p><form class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><a href="../../../../../almansi/ICE/IPRC_Seized_2010_11.html"><img width="480" height="360" src="../../../../../almansi/ICE/IPRC_Seized_2010_11-thumb-1024x768.jpg" alt="immagine di testo inserita senza attributo alt nei siti sequestrati" class="mt-image-center" style="text-align: center; display: block; margin: 0pt auto 20px;" /></a></form><p>che ne annunciava il sequestro da parte del reparto <a href="http://www.ice.gov/about/offices/homeland-security-investigations/">Homeland Security Investigationsi </a>dell'ente governativo US&nbsp; <a href="http://www.ice.gov/" title="ICE - Immigration and Customs Enforcement">ICE</a> e&nbsp; dal Dipartimento della Giustizia, &quot;per violazione di copyrigh&quot;t.</p><p>Sembrava  una burla: oltre la goffagine dell'immagine che sembra una cattura di  schermo di qualcosa ideato negli anni 90 da un ragazzino&nbsp; che avrebbe  appena scoperto come usare come usare le tabelle annidate per  l'impaginazione, quell'immagine di testo era inserita senza fornire una  descrizione alternativa.&nbsp; E di solio gli enti governativi US sono molto  rispettosi delle regole di accessibilit&agrave; Web..</p><p>Inoltre, tra i domini sequestrati, c'&egrave; <a href="http://torrent-finder.com/">torrent-finder.com</a>, che &egrave; semplicemente un motore di meta-ricerca di <a title="articolo di Wikipedia (in italiano) sui file torrent" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Torrent_%28file%29">torrent</a>,  che non li ospita, eancora menoi file scaricabili tramite torrent.  Quindi dove sarebbe stata la violazione di copyright? Poi il dominio&nbsp;  era stato registrato nel 2005 da un cittadino egiziano: come mai enti US  lo potevano legalmente sequestrare? Infine, torrent-finder prosegue  tranquillo la sua attivit&agrave; dal suo altro dominio,<a href="http://torrent-finder.info/"> torrent-finder.info</a>.</p><p>La cosa sembrava completamente assurda.</p><p>Per&ograve;  luned&igrave; 29 novembre, il Dipartimente della Giustizia (DoJ) e quell'ente  ICE hanno tenuto una conferenza stampa confermando che i sequestri erano  opera loro, parte della loro operazione In Oaur Sites 2. Vedi i testi  delle loro dichiarazioni: <a href="http://www.justice.gov/iso/opa/ag/speeches/2010/ag-speech-101129.html">del DoJ</a> - <a href="http://www.ice.gov/news/releases/1011/101129washington.htm">di ICE</a>.&nbsp; E ICE ha caricato su YouTube <a href="http://www.youtube.com/watch?v=qVbZlHLIz0g" title="Intitolato: &quot;In Our Sites 2&quot;">un video</a> che riassume quella conferenza stampa. Con sottotitoli italiani:</p> <p><script type="text/javascript" src="http://s3.www.universalsubtitles.org/embed.js">
(
  {"base_state": {"language": "it"}, "video_url": "http://www.youtube.com/watch?v=qVbZlHLIz0g"}
)
</script></p> <p>(da <a href="http://universalsubtitles.org/videos/ZJo6ZhTX7W0d/it/">universalsubtitles.org/videos/ZJo6ZhTX7W0d/it</a>, dove c'&egrave; anche la trascrizione dei sottotitoli).</p><p>Sui meccanismi contorti del sequestri con apparente outsourcing a  una ditta privata che potrebbe spiegare la violazione del primo  principio dell'accessibilit&agrave; informatica, tentativo di spiegazione nel PS di <a href="http://etcjournal.com/2010/11/30/operation_in_our_sites_2_accessibility/">&lsquo;Operation In Our Sites II&rsquo; &ndash; Out of Sight for the Blind</a>.</p><p>Per&ograve; come mai &quot;In Our Sites&quot; se sequestrano siti e domini stranieri? Poi tutte quelle immagini guerriere fanno venire in mente <a href="http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=10431&amp;lang=it">Il Prode Anselmo</a>:</p><blockquote><p><span lang="it">Passa un giorno, passa l'altro <br /> Mai non torna il prode Anselmo,<br /> Perch&eacute; egli era molto scaltro <br /> And&ograve; in guerra e mise l'elmo... <br /> <br /> Mise l'elmo sulla testa<br /> Per non farsi troppo mal<br /> E part&igrave; la lancia in resta<br /> A cavallo d'un caval. </span></p><p>(...)</p><p><span lang="it">Quando presso ai Salamini<br /> Sete ria incominci&ograve;, <br /> E l'Anselmo coi pi&ugrave; fini<br /> Prese l'elmo, e a bere and&ograve;. <br /> <br /> Ma nell'elmo, il crederete?<br /> C'era in fondo un forellin<br /> E in tre d&igrave; mor&igrave; di sete<br /> Senza accorgersi il tapin.</span></p><p><span lang="it">...</span></p></blockquote><p><span lang="it">Nel caso della crociata ICE, altro che forellin.</span></p><p></p>]]>
      
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   <title>Navigare meglio - ottobre 2010 - Ning: è la fine del &quot;freemium&quot;?</title>
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   <published>2010-10-15T23:44:05Z</published>
   <updated>2010-10-17T12:56:51Z</updated>
   
   <summary><![CDATA[Testo dell'articolo pubblicato su Spendere Meglio(con link aggiunti)Fino a pochi mesi fa, la piattaforma di reti sociali Ning operava secondo il sistema del &ldquo;freemium&rdquo;: un servizio basilare &ldquo;free&rdquo; (cio&egrave; gratuito), e possibilit&agrave; di pagare per la rimozione degli annunci e...]]></summary>
   <author>
      <name>Claude Almansi</name>
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      <category term="Navigare meglio" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
   
      <category term="cultura libera" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
   
   <category term="568" label="freemium" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   <category term="550" label="Navigare Meglio" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   <category term="567" label="Ning" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   <category term="569" label="pagamento" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   <category term="295" label="privacy" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   <category term="571" label="protezione dei dati" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   <category term="573" label="reti sociali" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   <category term="552" label="Spendere Meglio" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   
   <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.webmultimediale.org/almansi/">
      <![CDATA[<h3>Testo dell'articolo pubblicato su Spendere Meglio</h3><p>(con link aggiunti)</p><p>Fino a pochi mesi fa, la piattaforma di reti sociali <a href="http://www.ning.com/" title="Sito della ditta Ning Inc.">Ning</a> operava secondo il sistema del &ldquo;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Freemium" title="Voce di Wikipedia (italiano)">freemium</a>&rdquo;:  un servizio basilare &ldquo;free&rdquo; (cio&egrave; gratuito), e possibilit&agrave; di pagare  per la rimozione degli annunci e altre opzioni &ldquo;premium&rdquo;. Inoltre, gli  educatori potevano creare gratuitamente reti senza pubblicit&agrave;. <br />Come su <a href="http://www.facebook.com/" title="Pagina principale della rete Facebook">Facebook</a>  ed altri servizi simili, su Ning si utilizzava una singola identit&agrave;  (indirizzo e-mail e password) che valeva per iscriversi a qualsiasi  rete. Ning per&ograve; offriva, ed offre, anche pi&ugrave; cose di Facebook: la  possibilit&agrave; di personalizzare l&rsquo;apparenza della rete e di caricarvi  video ed altri file.</p><p>Questo modello non ha funzionato: lo scorso mese di marzo, Ning ha tagliato il 42% del personale. Poi, ad aprile, <a href="http://blog.ning.com/2010/04/an-update-from-ning.html" title="Jason Rosenthal: An Update from Ning - Blog di Ning - 16 aprile 2010">ha annunciato</a>  per il 20 luglio la fine delle reti gratuite (sostituite da tre modelli  a pagamento, da 2 a 50 dollari al mese), e dell&rsquo;identit&agrave; Ning  generale: gli utenti ne avrebbero dovuto creare una distinta per  ciascuna delle reti Ning, rese autonome.</p><p>Il 20 luglio, quel  termine &egrave; stato spostato al 20 e poi al 30 agosto, infine all&rsquo;8  settembre. Ma le reti non pagate hanno continuato a funzionare. A met&agrave;  settembre, Ning ne ha annunciato il blocco. Questo, tuttavia, funziona  soltanto nella versione impaginata a tabella delle reti, ma non funziona  tuttora (27 settembre) nella versione lineare che appare  automaticamente ai ciechi che usano un lettore di schermo e a chi naviga  online con il telefonino. <a href="http://etcjournal.com/2010/09/23/locked-ning-networks-access-copyright-and-privacy/" title="&lsquo;Locked&rsquo; Ning Networks? Access, Copyright and Privacy - mio articolo del 23 settembre 2010 (ETC Journal)">Questa possibilit&agrave;</a>  di aggirare il blocco non ha suscitato un putiferio da parte di chi ha  pagato, forse perch&eacute; la versione lineare &egrave; scadente, quindi poco  utilizzata.</p><p>Perch&eacute; invece non sono state eliminate le reti non  pagate, come annunciato ad aprile? Il problema &egrave; che nella formula  precedente, gran parte dei contenuti di tutte le reti andava in realt&agrave;  in un grosso calderone indifferenziato dal quale venivano mostrati in  ciascuna. Da qui tanti problemi tecnici emersi nelle reti pagate dopo la  teorica suddivisione in reti autonome. Soprattutto, l&rsquo;eliminazione  definitiva delle reti non pagate rischierebbe di cancellare anche dati  utilizzati da quelle pagate.</p><p>Allora, fine del freemium, come vanta  l&rsquo;amministratore delegato di Ning nelle interviste, o fine di Ning?  Molti hanno pagato perch&eacute; temevano problemi nello spostare la loro rete.  Chiss&agrave; quanti continueranno a farlo con tutti i problemi attuali?</p><h3>Complementi di informazione</h3><h4>Privacy</h4><p>Il 21 settembre 2010, in un messaggio su <a title="Rete sociale (gestita da Ning) per i creatori di reti Ning" href="http://creators.ning.com/">Ning Creators</a> intitolato <a href="http://creators.ning.com/forum/topics/addressing-signinsignup-issues">Addressing Sign-in/Sign-up issues</a>,&nbsp; <a title="Vicepresidente del settore ingegneria ed operazioni di Ning" href="http://creators.ning.com/profile/SridattaViswanath">Sridatta Viswanath</a>  ha riconosciuto l'esistenza dei problemi causati dalla permanenza  dell'identit&agrave; Ning generale che sarebbe dovuta essere eliminata il 20  luglio, e promesso di farlo entre fine ottobre e di fornire  aggiornamenti.</p><p>Il 7 ottobre, in un messaggio su <a title="Rete sociale (gestita da Ning) per i creatori di reti Ning" href="http://creators.ning.com/">Ning Creators</a> intitolato <a href="http://creators.ning.com/forum/topics/ning-is-not-a-safe-harbor">NING is NOT a &quot;SAFE Harbor&quot;</a>,&nbsp; <a title="Pagina Twitter di AngelBCN" href="http://twitter.com/angelbcn">AngelBCN</a>, un ecologista di Barcellona, ha rivelato che Ning non &egrave; nella <a title="Elenco stabilito dal governo US per conto dell'UE" href="https://safeharbor.export.gov/list.aspx">lista</a> delle piattaforme US riconosciute come &quot;approdo sicuro&quot; dall'UE secondo i criteri della <a title="Testo italiano della decisione" href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:32000D0520:IT:HTML">Decisione 2000/520/CE</a> della Commissione Europea &quot;sull'adeguatezza della protezione offerta dai principi di approdo sicuro&quot;.</p><p>Nella  discussione successiva, ha spiegato come questo significa che, a causa  del cambiamento di Ning da rete di reti a server che ospita reti  autonome il 20 luglio,&nbsp; i creatori di reti Ning con membri residenti in  paesi dell'UE si trovanoa ormai a violare le leggi sulla protezione dei  dati di quei paesi, poich&eacute; anch'esse fanno riferimento alla <a title="Testo italiano della decisione" href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:32000D0520:IT:HTML">Decisione 2000/520/CE</a>.</p><p>Sempre in quella discussione, qualcuno che usa il nome Jenny e ha il logo di Ning nell'<a href="http://api.ning.com/files/K5bYCvmOeG-rlnXY0ViK3hEHwJYMXE-f4SfljUnfDiWNysAkNhFUynecpLyxUDjODV3zYQsfMc7YqdsD*gQrUtEYhYjx5ExC/31.jpg">imagine</a> del <a href="http://creators.ning.com/profile/Jenny">suo profilo</a> (ma non vi d&agrave; nessuna indicazione su un suo ruolo nella ditta), <a href="http://creators.ning.com/forum/topics/ning-is-not-a-safe-harbor?commentId=4244211%3AComment%3A330576">ha risposto</a>  che Ning ha molto a cuore la privacy degli utenti, che non &egrave;  obbligatoria l'iscrizione a quella lista, e che Ning sta considerando di  richiedervi l'iscrizione.</p><p>Non sar&agrave;&nbsp; facile: la Decisione 2000/520/CE specifica ad esempio che:</p><blockquote><p>Gli  individui devono poter accedere alle informazioni personali che li   riguardano in possesso di una data organizzazione, ed altres&igrave; poterle   correggere, emendare o cancellare se ed in quanto esse risultino   inesatte</p></blockquote><p>Per&ograve; da met&agrave; settembre Ning impedisce  quell'accesso agli utenti delle reti non pagate, pur continuando a  tenere i loro dati sul suo server. Inoltre quella decisione recita  anche:</p><blockquote><p>Un'organizzazione deve offrire agli individui  la possibilit&agrave; di  scegliere (facolt&agrave; di rifiuto) se le informazioni  personali che li  riguardano vadano a) rivelate a terzi(2), ovvero b)  utilizzate per fini  incompatibili con quelli per cui le informazioni  stesse erano state  originariamente raccolte o con quelli  successivamente autorizzati  dall'interessato. Agli interessati andranno  forniti mezzi chiari,  agevolmente riconoscibili in quanto tali, di  rapida fruizione e di costo  accettabile per esercitare la propria  scelta.</p></blockquote><p>Invece il 20 luglio 2010, Ning ha conferito ai creatori di reti:</p><ul><li>l'accesso  ai dati dei loro membri, ivi incluso l'indirizzo e-mail usato per  iscriversi alla rete, permettendo loro inoltre di scaricare questi dati  come file .csv;</li><li>la capacit&agrave; di modificare le password dei loro membri</li></ul><p>(vedi &quot;Ning, Inc. Privacy Policy &ndash; Effective: July 20, 2010&quot; archiviata in <a href="http://webcitation.org/5ru8jfd9W">http://webcitation.org/5ru8jfd9W</a>) senza tuttavia avvertire gli utenti di questi cambiamenti.</p><p>Nella  discussione menzionata sopra, del 7 ottobre, &quot;Jenny&quot; si &egrave; anche  impegnat* a fornire ulteriori informazioni sulla questione della  registrazione di Ning come &quot;approdo sicuro&quot;. Non l'ha fatto finora.</p><p>Forse  i creatori di reti Ning residenti nei paesi dell'UE - ma anche in altri  paesi con leggi serie sulla protezione dei dati - dovrebbero riflettere  seriamente a un trasferimento verso un'altra piattaforma dove la  responsabilit&agrave; per i dati degli utenti sia di essa, e non loro.</p><h4>Utenti come bestiame</h4><p>Intanto ho aperto un gruppo facebook intitolato <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=168135176534119">Ning and Privacy</a>  perch&eacute; gli utenti Ning possano discutere di questi problemi, visto che  gli amministratori di Ning hanno limitato l'uso del loro <a href="http://help.ning.com/">Help Center</a> a chi paga almeno per la formula &quot;Plus&quot; ($19.95/mese o&nbsp; $199.95/anno, secondo la pagina <a href="http://about.ning.com/plans/">About Ning - Pricing Plans</a>).</p><p>Per quelli che si possono permettere soltanto la formula &quot;;Mini&quot; ($2.95/mese o&nbsp; $19.95/anno), niente Help Center: si devono accontentare della rete  <a title="Rete sociale (gestita da Ning) per i creatori di reti Ning" href="http://creators.ning.com/">Ning Creators</a>,</p><p>E per gli utenti che non creano reti ma ne forniscono i contenuti e le animano? Nulla. Da quando ha cambiato formula, ma forse ance prima, Ning li considera - ed incoraggia i creatori di reti a considerarli - come bstiame Vedi la <a href="http://creators.ning.com/forum/topics/looking-to-sell-my-established?commentId=4244211%3AComment%3A297053">risposta</a> di Eric Suesz - &quot;<a href="http://creators.ning.com/profile/EricSuesz53">senior community manager at Ning</a>&quot; secondo il suo profilo - a qualcuno che cercava di vendere la propria rete, mettendo il numero di membri tra gli aspetti monetizzabili:</p><blockquote><p>We don't currently have a place for advertising your network here on Creators, but you might try <a href="http://sellmysocialnetwork.ning.com/" target="_blank">here</a>. (Per ora non abbiamo una rubrica su Creators dove pubblicizzare le reti, ma potresti provare&nbsp;&nbsp;<a href="http://sellmysocialnetwork.ning.com/" target="_blank">qui</a>..)</p></blockquote><p>Il link porta a <a href="http://sellmysocialnetwork.ning.com/">http://sellmysocialnetwork.ning.com</a>, (vendilamiarete - adesso &egrave; bloccata per non pagamento, per&ograve; &egrave; l'intenzione che conta, no?).</p><p></p>]]>
      
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