Una volta, durante un dibattito, Orson Welles ha dichiarato:
You know, there's been some talk here tonight about directors, as though they were a separate breed. And I'm afraid I have to take exception to that. I believe that directors are all of them actors, just as I believe that most writers are actors. There never was a community of people who got together and said: "Why don't we have a theater? We need a theater! Where are the actors?" That never happened in the history of the world. A few hams got together and said: "let's get up on the stage and do something". In the caves, somebody stood up and told a story. Nobody said, "let's have a story" until they'd heard a story", you know?
L'11 aprile 2008 Nicola Agustoni, che lavora come muratore presso la Clinica Psichiatrica Cantonale di Mendrisio, ha accettato di farsi intervistare dai membri del Club 74. L'intervista intera è stata registrata da Rio Tonini e apparirà su Insieme, la rivista del Club 74. In questa registrazione audio manca la parte centrale su Cuba – ed è come un ammicco che all'inizio ho messo l'Inno nazionale cubano. Poi, a segnare la parte tagliata, sentirete un breve passo della canzone “Cuando volverás”di Eva Garcia.
Ho raccolto diversi altri documenti audio registrati durante un ricovero alla Clinica Psichiatrica Cantonale di Mendrisio in un podcast, Suoni di Casvegno però Roberto Ellero mi ha fatto notare che in Webmultimediale.it - la sezione interattiva di Webmultimediale.org - si possono anche caricare dei file audio, non solo dei video. E quindi mi è sembrato più giusto collocare qui questa intervista.
Sotto, potete sentire "Il Corvo" dei fratelli Grimm, narrato dal Dr Lombardi al Gruppo Fiabe il giovedì 24 aprile 2008. Si tratta di una registrazione dal vivo con lieve editing (attenuazione dei rumori di sfondo)
In Calatrava: dichiarazioni alla stampa, Roberto Scano propone il video delle dichiarazioni fatte alla stampa da Santiago Calatrava il 2 settembre 2008. Sotto, in audio con sottotitoli in italiano e inglese (tramite myPlick.com, che consente di sincronizzare una presentazione in diapositive con un file audio), la parte di queste dichiarazioni che riguarda le proteste delle associazioni di disabili. Perché "sottotitoletur et altera pars", ma anche perché così è più facile ritrovare le parole esatte utilizzate in una dichiarazione.
Viva la tecnologia Web 2.0 - ma quella appropriata, per favore
Roberto Ellero mi segnala la pagina dell'Inaugurazione del 141° anno accademico di Ca' Foscari. Con encomiabile spirito di economia, il magnifico rettore Pier Francesco Ghetti ha deciso di spostare la cerimonia online.
Ma perché con 3 video su YouTube?
A un certo punto, il rettore parla di documenti scaricabili da una pagina web. L'URL appare - non cliccabile. Con la funzione commenti di YT, la si poteva fare cliccabile [1]. Ma il vero punto è che non hanno senso video di 3 persone inquadrate da mezzobusti Tiggì anni 50.
Bastava l'audio con la trascrizione, e i documenti menzionati dal magnifico rettore - tutte cose che si potevano mettere iin una sola pagina dell'Internet Archive, dov'è possibile specificare il tipo di licenza di utilizzo e da cui tutti possono scaricare tutti i file - invece che di rafforzare ulteriormente il quasi monopolio del provider commerciale Google.
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Altro caso: faccio parte di un gruppo di discussione sulla traduzione in collaborazione e sull'insegnamento delle lingue. Un altro membro ci sottopone il video Making IT, or Faking IT? dove Gavin Dudeney dice sì un sacco di cose pertinenti sulla deplorevole riluttanza degli insegnanti di lingue ad utilizzare strumenti online. Però questo video è una cattura di schermo di una presentazione di diapositive, con la sua voce off, con tanti errrhhh e altre esitazioni.
In effetti è difficile concentrarsi quando si fa un tutorial video in cattura di schermo e c'è bisogno allo stesso tempo di far andare avanti le diapositive. Ma soprattutto è assurdo imporsi questa difficoltà quando esiste la possibilità dello slidecasting, cioè di caricare la presentazione dia e il file audio, e di sincronizzarli dopo: è molto più facile ripulire il solo audio dalle esitazioni che non un video. E di nuovo, con uno slidecast - ad es. su Slideshare o su myPlick - si può scegliere la licenza di utilizzazione, e si può consentire agli utenti di scaricare sia le diapositive sia il file audio. Inoltre, il testo delle diapositive appare sotto lo slidecast.
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Per il magnifico rettore Pier Francesco Ghetti, pazienza, è della generazione segnata dalla TV unidirezionale, quindi è normale che la sola cosa che capisca del cosiddetto Read/Write Web sia il video unidirezionale di YouTube, per giunta in versione monomediale, cioè ignorandone le funzionalità di commenti e di sottotitolazione. Anche se è strano che nessun suo collaboratore gli abbia suggerito una forma meno arcaica.
Ma uno come Dudeney - che fa la morale agli insegnanti sul loro conservatismo e sulla necessità che pensino "fuori dalla scatola" della loro formazione tradizionale per esplorare come gli strumenti Web 2.0 possano arricchire le loro lezioni e renderle più partecipative - dovrebbe razzolare un po' meglio.
Lodati siano il Web 2.0, il Read/Write Web e i loro ricchi strumenti. Ma per l'amor del cielo, non fissiamoci su quelli che consentono soltanto di scimiottare la TV.
[1] Aggiornamento 08.03.09: ho cancellato la frase "Con la funzione commenti di YT, la si poteva fare cliccabil" perché Roberto Ellero mi ha giustamente fatto notare che nei commenti ai video YouTube non si possono fare link. In realtà non intendevo i commenti ai - e sotto i - video, bensì le annotazioni che si possono fare sul video, come Roberto spiega e illustra in Annotare video su YouTube. Però persino in quelle annotazioni, mi accorgo adesso che è soltanto possibile fare dei link ad altra roba YouTube, non a siti esterni. Ragione di più per esplorare altre soluzioni Web 2.0 invece di confinarsi a YT.
Quando Amazon rilasciò il lettore di libri elettronici Kindle 2 il 9 febbraio 2009, la ditta annunciò che quel lettore avrebbe letto e-libri ad alta voce utilizzando la tecnologia "text-to-speech"(sintesi vocale). Sotto la pressione della Authors' Guild, Amazon ha poi annunciato che avrebbe conferito agli autori e agli editori la possibilità di disattivare la funzione text-to-speech per qualsiasi dei, o per tutti i, loro e-book disponibili per il Kindle 2.
La Reading Rights Coalition, che rappresenta le persone che non possono leggere testi stampati, protesterà contro la minacciata rimozione della funzione text-to-speech dal Kindle 2 dell'Amazon davanti alla sede principale della Authors' Guild a New York, 31 East 32 Street, il 7 aprile 2009, dalle 12 alle 14. La coalizione comprende organizzazioni che rappresentano ciechi, dislessici, persone con problemi di apprendimento o di rielaborazione, persone anziane la cui acuità visiva sta scemando, persone con traumi alla spina dorsale o che hanno subito un ictus. e molti altri per i quali l'aggiunta del text-to-speech al Kindle 2 aveva ripromesso per la prima volta un accesso facile, ad ampio raggio ["mainstream", cioè non una tecnologia assistiva mirata a una data categoria], a oltre 245'000 libri.
Però la petizione si concentra sull'essenziale: sullo scandalo di un'associazione di autori che, pretendendo che la sintesi vocale sia una rappresentazione audio e quindi soggetta al pagamento di ulteriori diritti, e ottenendo che Amazon ceda su questo punto, mette a rischio l'accesso allo scritto delle persone cieche e con disabilità di lettura.
Il mio post precedente invece era solo un'arrabbiatura contro i grulli che si sono comperato il Kindle, hanno comperato gli e-libri per il Kindle, e mo' mugugnano perché Amazon non vende tutti gli e-libri per il Kindle a meno di $10. Quando invece ci sono problemi ben più seri sia con il Kindle e le sue protezioni digitali, sia con gli e-libri del Kindle che funzionano solo sul Kindle, sia soprattutto con la vigliaccheria di Amazon nell'aver ceduto alla Authors' Guild a proposito della sintesi vocale.
Ma l'Amazon andrà attaccata dopo per queste nefandezze. Per ora conviene far capire alla Authors' Guild che l'uso della sintesi vocale non può essere equiparato alla rappresentazione audio, e che la loro avidità nel sostenerlo si potrebbe ribaltare contro di loro. Da qui la petizione della Reading Rights Coalition, e l'importanza che venga firmata da tutti coloro che credono nei pari diritti nell'accesso ai libri e alla conoscenza.
Prima di finire di guardarlo, ne ho estratto l'audio con MPEG Streamclip e ho cominciato a trascriverlo nelle etichette di Audacity (beh, sbirciando sul video per le parti scritte e mute all'inizio e alla fine - la trascrizione è in http://bit.ly/EditMultimediaIntro).
Poi mi sono chiesta cosa mi spingeva a sbranare così i video, soprattutto quelli dichiarativi come questo, dove l'immagine non trasmette - apparentemente - informazioni particolari. Ma lo faccio anche con gli altri, e quando non li posso sbranare tecnicamente, lo faccio mentalmente: con le trasmissioni TV ad esempio: "Bello, questo documentario: funzionerebbe anche in radio". Oppure: "Questo servizio del TG è proprio un'idiozia, alla radio non lo avrebbero mai trasmesso".
E mi è tornato in mente "Holzwolle" (segatura), un racconto della raccolta Eigentlich möchte Frau Blum den Milchmann kennenlernen (1964: "Veramente, la signora Blum vorrebbe fare la conoscenza del lattaio") di Peter Bichsel.
Il narratore, che si annoia a morte durante la proiezione di diapositive (per le nuove generazioni: cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Diapositiva) di vacanze a casa di amici, incomincia a sognare agli orsacchiotti e di come li sventrava da piccolo:
Heute sind die Teddybären viel kleiner. Sie waren gross und gelb, und sie hatten etwas, das man in der Holzwolle suchte. Jetzt ist er kaputt.
(Oggi gli orsacchiotti sono molto più piccoli. Erano grandi e gialli ed avevano qualcosa che uno cercava nella loro segatura. Adesso è distrutto).
Allora ho capito, a contrario. Oggi i lattai non ci sono più, e gli amici mettono le foto di vacanze in un album flickr o picasa, poi ti mandano il link. E te la cavi con "Complimenti, sembra di esserci: che tramonti stupendi (e/o "come sei bravo a cogliere le espressioni della gente" e/o....)".
E i video online li puoi tranquillamente sventrare e sbranare, in cerca di ciò che hanno dentro o per puro vandalismo: tanto l'originale c'è ancora. Cioè l'analogia non è tanto con l'orsacchiotto imbottito di segatura di Bichsel, quanto con i pupazzi perpetuamente massacrati e rimassacrati dei cartoni Happy Tree Friends.
Inoltre, quale che sia la motivazione iniziale, lo sbranamento di video permette di scoprire quel che hanno dentro, quando lo hanno, cioè. All'inizio ho classificato il video http://lai.dfc.unifi.it/blogoclasse/data/formiconi.mov di Andreas tra "quelli dichiarativi (...), dove l'immagine non trasmette - apparentemente - informazioni particolari". Apparentemente soltanto, perché in realtà, anche se sembra uno di quei video dove qualcuno si riprende in piano sequenza, è interessante il modo in cui Andreas non fissa quasi mai la camera direttamente, ma guarda altrove, come se si rivolgesse a più persone nella stanza. Così evita di farci sentire sotto osservazione - o vittime di un tentativo di ipnosi - per 11 minuti.
Io normalmente i piani sequenza (o qualsiasi piano di ripresa, a dire il vero) non li noto. Quando è uscito "Professione reporter", tutti i critici si estasiavano sul "lunghissimo piano sequenza", allora con alcuni amici siamo andati a vederlo. E anche loro, dopo, si sono messi a discettare di quel piano sequenza - e a si sono scandalizzati quando ho chiesto: "Ma scusate, dov'era? Non l'ho mica visto".
Mi ci vuole proprio il contrasto con la versione solo audio per accorgermene, di questi piani. La cosa buffa è che quel piano sequenza di Antonioni adesso c'è su YouTube, ma in versione muta, quindi non lo posso sbranare come il video di Andreas per ricavarne l'audio. Però visto che c'è solo quello, non c'è più rischio che me lo perda. E sì, è impressionante:
Però la gente normale, cioè non montaggio-analfabeta come me, come lo percepisce oggi che la stragrande parte dei video non professionisti online è fatta di un solo piano?
...l’esecuzione di uno screenshot (“istantanea” dello schermo o di una sua parte) in cui si veda la propria pagina Google Reader (o altro aggregatore) ...
A proposito dei feed del blog Notecellulari, vedi nota 2. Beh, se "cellulari" nel titolo indica un "mobile device", è normale che quel blog sia un po' girovago.
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