captioning Archives
18.01.07
16.09.07
Trascrivere l'audio nelle etichette di audacity
(Cliccare sull'immagine per ingrandirla)
L'immagine sopra è una cattura di schermo del file audio di una parte del file .MP3 scaricabile da A dieci anni del lancio del Progetto Poschiavo, aperto in Audacity, l'editor audio libero e multipiattaforma, con la trascrizione dell'audio nella pista delle etichette.
Estratto corrispondente del file di testo ottenuto esportando la pista delle etichette:
117.416337 124.614040 Quindi su questo, è stato possibile costruire un rapporto e costruire anche dei progetti veri e propri.
124.674935 129.010607 [Musica]
129.156753 137.925528 MM: Forse va detto che nell'ambito di questo progetto MovingAlps, noi abbiamo acquisito sul territorio una serie di competenze che predentemente non c'eranno
138.181284 146.268044 Queste competenze, per esempio nell'accompagnare i progetti, ma anche nell'utilizzo delle tecnologie, nell'apertura verso l'esterno,
Ma si possono fare etichette ancora più lunghe:
182.341811 191.987464 E in tutto questo, una figura chiave, rappresentata da persone che, come lei, hanno il ruolo di accompagnatore di un progetto. Un ruolo nuovo, Maurizio Michael?
192.121431 219.316814 MM: Potremmo definirlo anche una specie di traduttore, quindi di persona che in qualche modo è tra l'interno e l'esterno, quindi che permette di seguire le persone, di seguire i progetti, di seguire le idee, di fare comunque da tramite con delle persone competenti, con degli esperti nel campo, e quindi di ritradurre queste informazioni che provengono dall'esterno in una - lo dico così - lingua comprensibile al territorio.
Ovviamente, per poter utilizzare un file di trascrizione prodotto così in un captioning SMIL dell'audio di un video, sarebbe necessario un certo editing: dividere per 60 per ottenere minuti e secondi. Poi non so se i file SMIL gestiscano indicazioni temporali date al milionesimo di secondo. Ma visto che il file ottenuto è in testo codificato, forse si potrebbero semplificare queste conversioni utilizzando un foglio di calcolo (anche per aggiungere la categoria dei locutori).
Comunque, se si tratta soltanto di dare una trascrizione dell'audio con poche indicazioni temporali di massima, le etichette di Audacity sono molto comode, perché sono precisissime, perché si può "zoomare" la pista audio per farla combaciare con il testo dell'etichetta, e perché la pista delle etichette può essere reimportata in seguito se uno si deve interrompere. Certo, è anche possibile salvare tutto il "progetto" (pista audio suddivisa in pezzettini, pista etichette, pista tempo ecc), però le cartelle di progetto sono molto grosse. Quidi se è stata utilizzata soltanto la pista etichette, è più economico salvare soltanto quella e reimportarla.
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12.05.08
Roberto Ellero: Come sottotitolare video - da Webmultimediale.it
Il video sotto è un tutorial di Roberto Ellero su come sottotitolare ("captioning") un video usando il programma Magpie.
Appare nella pagina Webmultimediale.it Videoshare Captioning, quale viene visionata quando uno è "logged in", però.
Roberto Ellero mi ha autorizzata a riproporre il tutorial qui, in modo che sia visibile anche a chi non ha ancora un account Webmultimediale.it - dove tutti si possono comunque registrare gratuitamente per caricarvi file audio e video e - appunto - file di trascrizione dei video caricati per produrne una versione sottotitolata.
Per approfondire, leggi la guida Sottotitolare video online o in locale, facile e veloce
08.12.08
Sottotitolare video: smil, subrip?
Questo post deriva dalla preparazione di un altro che ho scritto per il blog di Innovate: Three Video Captioning Tools. I tre strumenti presentati sono MAGpie, DotSUB e Overstream.
C'è una prima ovvia differenza tra MAGpie e i due altri: MAGpie è un programma che si istalla sul computer, DotSUB e Overstream sono strumenti online che offrono anche lo hosting del risultato.
Ma un'altra differenza forse più importante è che i file di sottotitoli prodotti con MAGpie sono file .txt, poi sincronizzati col video da un file "perno" .smil, mentre per DotSUB e Overstream i file di sottotitoli prodotti sono file .srt ("SubRip).
Poter creare un file .srt è bello, certo:
- è più facile trasformare un file .srt in .txt per SMIL che viceversa se lo devi fare a mano (esistono strumenti di conversione ma per ora non ne ho ancora trovato uno per Mac)
- una volta che hai creato un file .srt con DotSUB, lo puoi riutilizzare per sottotitolare un video su Overstream e viceversa
Inoltre, puoi addirittura riutilizzare quel file .srt per sottotitolare direttamente un video che hai caricato su YouTube poco tempo dopo il tutorial di Roberto Ellero, Annotare video su YouTube. Però il CC era già possibile da tempo su Google Video.
Vedi la prova che ho fatto in Re: Accessible Radio for the Deaf and Blind: Cheryl Heppner:
Per vedere i sottotitoli in francese o in italiano aggiunti, far partire il video, poi passare col mouse sul triangolino in basso a destra del player, poi sulla freccina a sinistra del simbolo CC, poi clic sulla lingua.
Ma questa differenza SMIL/SubRIP ne comporta altre: quando uso dei file .txt di sottotioli per SMIL, so cosa contiene e dov'è il il file .smil che li coordina al video. Mentre quando uso dei file .srt di sottotitoli su YouTube, DotSUB o Overstream, non lo so.
Un'altra differenza riguarda gli standard. SMIL è approvato dal W3C. E SubRip? Non sarebbe più semplice usare un solo formato? Vedi, sulla complicazione di questa proliferazione di formati, https://wiki.mozilla.org/Accessibility/Caption_Formats.
Segue la trascrizione dei sottotitoli del video sopra: sarebbe ingiusto e stupido ridurre la dichiarazione della signora Heppner sulla sottotitolazione radio a semplice esempio del CC con YouTube. Intendo tornare sul tema in un altro post.
07.03.09
Viva la tecnologia Web 2.0 - ma quella appropriata, per favore
Roberto Ellero mi segnala la pagina dell'Inaugurazione del 141° anno accademico di Ca' Foscari. Con encomiabile spirito di economia, il magnifico rettore Pier Francesco Ghetti ha deciso di spostare la cerimonia online.
Ma perché con 3 video su YouTube?
A un certo punto, il rettore parla di documenti scaricabili da una pagina web. L'URL appare - non cliccabile. Con la funzione commenti di YT, la si poteva fare cliccabile [1]. Ma il vero punto è che non hanno senso video di 3 persone inquadrate da mezzobusti Tiggì anni 50.
Bastava l'audio con la trascrizione, e i documenti menzionati dal magnifico rettore - tutte cose che si potevano mettere iin una sola pagina dell'Internet Archive, dov'è possibile specificare il tipo di licenza di utilizzo e da cui tutti possono scaricare tutti i file - invece che di rafforzare ulteriormente il quasi monopolio del provider commerciale Google.
***
Altro caso: faccio parte di un gruppo di discussione sulla traduzione in collaborazione e sull'insegnamento delle lingue. Un altro membro ci sottopone il video Making IT, or Faking IT? dove Gavin Dudeney dice sì un sacco di cose pertinenti sulla deplorevole riluttanza degli insegnanti di lingue ad utilizzare strumenti online. Però questo video è una cattura di schermo di una presentazione di diapositive, con la sua voce off, con tanti errrhhh e altre esitazioni.
In effetti è difficile concentrarsi quando si fa un tutorial video in cattura di schermo e c'è bisogno allo stesso tempo di far andare avanti le diapositive. Ma soprattutto è assurdo imporsi questa difficoltà quando esiste la possibilità dello slidecasting, cioè di caricare la presentazione dia e il file audio, e di sincronizzarli dopo: è molto più facile ripulire il solo audio dalle esitazioni che non un video. E di nuovo, con uno slidecast - ad es. su Slideshare o su myPlick - si può scegliere la licenza di utilizzazione, e si può consentire agli utenti di scaricare sia le diapositive sia il file audio. Inoltre, il testo delle diapositive appare sotto lo slidecast.
***
Per il magnifico rettore Pier Francesco Ghetti, pazienza, è della generazione segnata dalla TV unidirezionale, quindi è normale che la sola cosa che capisca del cosiddetto Read/Write Web sia il video unidirezionale di YouTube, per giunta in versione monomediale, cioè ignorandone le funzionalità di commenti e di sottotitolazione. Anche se è strano che nessun suo collaboratore gli abbia suggerito una forma meno arcaica.
Ma uno come Dudeney - che fa la morale agli insegnanti sul loro conservatismo e sulla necessità che pensino "fuori dalla scatola" della loro formazione tradizionale per esplorare come gli strumenti Web 2.0 possano arricchire le loro lezioni e renderle più partecipative - dovrebbe razzolare un po' meglio.
Lodati siano il Web 2.0, il Read/Write Web e i loro ricchi strumenti. Ma per l'amor del cielo, non fissiamoci su quelli che consentono soltanto di scimiottare la TV.
[1] Aggiornamento 08.03.09: ho cancellato la frase "Con la funzione commenti di YT, la si poteva fare cliccabil" perché Roberto Ellero mi ha giustamente fatto notare che nei commenti ai video YouTube non si possono fare link. In realtà non intendevo i commenti ai - e sotto i - video, bensì le annotazioni che si possono fare sul video, come Roberto spiega e illustra in Annotare video su YouTube. Però persino in quelle annotazioni, mi accorgo adesso che è soltanto possibile fare dei link ad altra roba YouTube, non a siti esterni. Ragione di più per esplorare altre soluzioni Web 2.0 invece di confinarsi a YT.
30.04.10
L'UNESCO dovrebbe sottotitolare i suoi video YouTube
Sommario
- Premessa |
- Presentazione del World Anti-Piracy Observatory dell'UNESCO | Video originale | Video sottotitolato |
- Sottotitoli diversi | 1 Sottotitoli inglesi umani | 2 Sottotitoli inglesi automatici | 3 Traduzione italiana automatica dei sottotitoli inglesi automatici | 4 Traduzione italiana automatica dei sottotitoli inglesi umani | 5 Sottotitoli italiani umani |
- Conclusioni sulla sottotitolazione |
- E sul fondo? |
Premessa
L'UNESCO dovrebbe sottotitolare i video del suo canale YouTube perché l'accesso di tutti all'informazione è uno dei suoi scopi:
UNESCO works to create an enabling environment, which is conducive to and facilitates universal access to information and knowledge, including setting standards, raising awareness and monitoring progress to achieve universal access to information and knowledge.
(da: Access to Information; traduzione: "L'UNESCO lavora alla creazione di un ambiente abilitante che suscita e facilita l'accesso universale all'informazione e alla conoscenza, il ché include stipulare norme, incrementare la consapevolezza e monitorare i progressi per conseguire un accesso universale all'informazione e alla conoscenza).
Li dovrebbe sottotitolare anche perché L'UNESCO ha la sua sede a Parigi, che si trova nell'Unione Europea. E poiché il suo canale YouTube è intitolato UNESCO TV, dovrebbe adempire alla Direttiva 2007/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’ 11 dicembre 2007 , che modifica la direttiva 89/552/CEE del Consiglio relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri c, la quale stipula:
...(64) Il diritto delle persone con disabilità e degli anziani a partecipare e ad essere integrati nella vita sociale e culturale della Comunità è inscindibilmente legato alla fornitura di servizi di media audiovisivi accessibili. I mezzi per ottenere tale accessibilità dovrebbero comprendere, tra gli altri, il linguaggio dei segni, la sottotitolazione, l’audiodescrizione e la navigazione tra menu di facile comprensione. ...
Certo, alcuni di questi mezzi non si possono implementare su YouTube, però la sottotitolazione sì, molto facilmente. Anzi, YouTube offre sia una sottotitolazione automatica basata sul riconoscimento vocale (solo per i video in inglese), sia la traduzione automatica dei sottotitoli , che siano prodotti automaticamente o da umani.
Mentre la traduzione automatica funziona abbastanza bene, per la sottotitolazione tramite riconoscimento vocale, la qualità del risultato dipende dalla qualità dell'audio, dall'accento di chi parla e da altri fattori. Di conseguenza l'UNESCO non si può affidare unicamente, come fa ora, a queste due opzioni automatiche, bensì dovrebbe perlomeno sottotitolare i suoi video nella lingua originale.
Presentazione del World Anti-Piracy Observatory dell'UNESCO
Video originale
Il 21 aprile, l'UNESCO ha caricato su YouTube il video UNESCO highlights the World Book and Copyright Day (23 April) , senza sottotitoli dove
[i]n occasione della giornata mondiale del libro e del copyright (23 aprile), Petya Totcharova, Specialista di copyright dell'UNESCO, sottolinea l'importanza della lotta contro la pirateria per proteggere la creatività .
(tradotto dalla descrizione del video)
Video sottotitolato
Il 23 aprile, ho caricato su YouTube una copia di quel video, con solo l'audio su sfondo nero. In seguito vi ho aggiunto 3 file di sottotitoli (in inglese, francese e italiano), preparati in http://dotsub.com/view/4f324937-8d40-4df9-8431-b52269d79ddf. Infine ho utilizzato le annotazioni di YouTube per aggiungere direttamente sul video dei link alle pagine originali dei due video in caso di inserimento in altre sedi, e qualche altro riferimento.
Sottotitoli diversi
Copio qui soltanto i sottotitoli della parte dedicata al World Anti-Piracy Observatory dell'UNESCO (da 0:01:02 ca), con | a separare i sottotitoli: potete vederli tutti nei video inseriti sopra.
1 Sottotitoli inglesi umani
Cioè quel che la signora Totcharova ha realmente detto, dalla copia del 23 aprile:
The latest, the most recent activity of UNESCO | is the launch of the World Anti-Piracy Observatory. | We have considered it important | to develop this web-based, internet-based tool, | providing detailed information about different measures | - legislative or non formal measures - | that are applied by different countries in the world. | So the purpose is two-fold. | On one side, provide governments all over the world | with best practices, information and good ideas | about enforcement of rights and about respecting intellectual property laws. | On the other side, information provided for more than 110 countries in the world | also helps the right owners themselves.
2 Sottotitoli inglesi automatici
Dall'originale del 21 aprile, copiati il 28 aprile (i sottotitoli automatici di YouTube possono variare da un giorno all'altro, poiché oltre al riconoscimento vocale, utilizzano il confronto con tutti i testi indicizzati da google), con | per segnare la separazione tra sottotitoli, visto che quella sottotitolazione non ha punteggiatura:
the link is the most the sensitivity | olympians for the said the lunch all the world and to cut issue said victory | was conceded fifteen point in | to be the end of this | what beans incinnati be | tool | no I didn't | the children from a ship in time | this information is | the that the or nine four million shares | that's not going to buy different countries | in the world | that purpose the twofold | one wants | like governments | all over the world | and this that information on that | what did he has and ballot | enforcement of an extended out | respect the the public knows | on he had assigned information for a minute | for more than | one hundred and ten | countries in the world | also killed victims' rights in its himself
3 Traduzione italiana automatica dei sottotitoli inglesi automatici
Dall'originale del 21 aprile, copiati il 28 aprile (vedi sopra, 2):
il collegamento è più la sensibilità | Olimpi per detto il pranzo tutto il mondo e di tagliare questione ha detto la vittoria | fu concessa quindici punti in | essere la fine di questo | cosa fagioli | incinnati essere | no non ho | i bambini da una nave nel tempo | queste informazioni sono | il che la o nove 4.000 mila parti | che non sta andando a comprare diversi paesi | nel mondo | A tal fine il duplice | si vuole | Come i governi | in tutto il mondo | e tale che le informazioni su tale |cosa che ha e scrutinio | esecuzione di un estesa fuori | rispettare il pubblico sa | su di lui aveva assegnato le informazioni per un minuto | per più di | centodieci | i paesi del mondo | ucciso anche i diritti delle vittime 'nel suo stesso
4 Traduzione italiana automatica dei sottotitoli inglesi umani
L'ultima, la più recente attività dell'UNESCO | è il lancio della World Anti-Pirateria Observatory. | Abbiamo ritenuto importante | di sviluppare modo leggibile e web-based, strumento basato su Internet, | fornire informazioni dettagliate sulle diverse misure | -Le misure legislative formali o non - | che vengono applicati dai diversi paesi del mondo. | Quindi lo scopo è duplice. | Da un lato, fornire ai governi di tutto il mondo | con le migliori pratiche, le informazioni e le buone idee | circa il rispetto dei diritti e sul rispetto leggi sulla proprietà intellettuale | D'altra parte, le nformazioni fornite da oltre 110 paesi in tutto il mondo | aiuta anche i titolari dei diritti stessi.
L'ultima attività dell'UNESCO | è il lancio dell'Osservatorio anti-pirateria (WAPO). | Abbiamo ritenuto importante | sviluppare questo strumento basato sul Web, sull'internet, | che fornisce informazioni dettagliate sulle varie misure | - legislative o informali - | implementate da vari paesi del mondo. | Lo scopo, quindi, è doppio. | Da una parte, fornire ai governi di tutto il mondo | le pratiche migliori, informazioni e buone idee | sull'imposizione dei diritti e sul rispetto delle leggi sulla proprietà intellettuale. | Dall'altra, le informazioni fornite per più di 110 paesi del mondo | aiutano anche gli aventi diritti stessi.
Conclusioni sulla sottotitolazione
Ovviamente, l'ideale sarebbe sottotitolare umanamente in tutte le lingue dei potenziali utenti dei video YouTube dell'UNESCO, ma costerebbe troppo. Tuttavia, l'esempio 5 mostra che la traduzione automatica di sottotitoli umani dà risultati accettabili, se non perfettamente accurati.
Non è ancora affidabile invece la sottotitolazione in lingua originale tramite il riconoscimento vocale di YouTube, come nell'esempio 2. Inoltre funziona soltanto per ora con i video in inglese, mentre l'UNESCO ha anche video in altre lingue nel suo canale YouTube.
L'UNESCO dovrebbe quindi aggiungere almeno un file di sottotitoli in lingua originale ai video del suo canale YouTube.
A questo fine, l'UNESCO potrebbe aprire un canale su DotSUB e caricare anche lì suoi video, come ha fatto Lee LeFever per anni con i tutorial "In Plain English" che realizzava con Sacha LeFeever: ognuno di questi tutorial è stato sottotitolato in inglese e diverse altre lingue (tra 4 per Borrowing Money In Plain English e 79 per Twitter in Plain English) da volontari che volevano diffondere un dato tutorial con sottotitoli nella loro lingua. Visto l'interesse culturale ed educativo dei video dell'UNESCO, E' verosimile che suscitino un simile interesse da parte di volontari. E una volta completato un set di sottotitoli, basta scaricarlo da DotSUB e ricaricarlo assieme al video YouTube.
E sul fondo?
Non ho affrontato qui gli aspetti controversi del "World Anti-Piracy Observatory" (WAPO) lanciato dall'UNESCO, a cominciare dal termine "anti-piracy" stesso. L'ho fatto invece nella prima metà di UNESCO, World Anti-Piracy Observatory and YouTube.
Da seguire in particolare: UNESCO: Collection of National Copyright Laws – Call for Public Domain Calculator (Digitale Allmend. 2010-04-24), nel caso che la persona incaricata del conto e-mail antipiracy(at)unesco.org – indicato nella pagina Contact Us del WAPO – decidesse finalmente di rispondere al suggerimento di Hartwig Thomas di dedicarsi anche / piuttosto all'elaborazione di un calcolatore per determinare quando una data opera è passata o passerà nel dominio pubblico.
20.03.11
Dirottare DotSUB per prendere appunti
In un commento all'Audio lezione di startup del corso di Andreas Formiconi, avevo scritto a proposito delle Web app di sottotitolazione:
...Queste applicazione sono concepite per fare sottotitoli, quindi in teoria per trascrivervi le parole dell'audio. Però possono altresì essere usate per prendere appunti, commenti ecc., poi scaricarli nel caso qualcuno volesse usare la pagina per sottotitolare davvero.
Siccome nella sua lezione Pre-assignment 2: ma cosa è il computer? Andreas adesso ha inserito una versione sottotitolata con DotSUB (in inglese e italiano da lui, in spagnolo da qualcun altro) del video "How to Use Google Documents : Spreadsheet Toolbar in Google Documents", ho deciso di usarne la pista "Sign Languages" per illustrare questo dirottamento.
In effetti, visto che si può soltanto scrivere del testo nelle piste di sottotitolazione DotSUB, quella "Sign Languages" è comunque inutilizzabile per la lingua dei segni: quindi dirottarla non nuoce a nessuno.
Però nel caso qualcun altro desiderasse modificarla per mettervi i propri appunti, ho salvato la mia versione come file .srt che potrò sembre ri-sincronizzare con il video se mi serve:
How_to_Use_Google_Documents___Spreadsheet_Toolbar_in_Google_Documents_sgn.srt
Quel file .srt può essere aperto con qualsiasi editore di testo.... salvo con Google Documents 
26.07.11
Navigare Meglio Agosto 2011: Sottotitoli sì, automatici no
Testo dell'articolo pubblicato su Spendere Meglio
In Svizzera, l’Ordinanza sulla Radiotelevisione specifica che “La Società svizzera di radiotelevisione (Ssr) è tenuta ad aumentare progressivamente sino a un terzo del tempo complessivo d’antenna la quota di trasmissioni televisive sottotitolate diffuse nell’ambito dei suoi programmi redazionali in ogni regione linguistica”. In altri paesi, è addirittura d’obbligo la sottotitolazione per i materiali didattici audiovisivi.
Soprattutto, però, sono sempre più numerosi gli autori di video online - professionisti e non - ad accorgersi che sottotitolarli li rende accessibili a chi ha problemi di udito o non sa perfettamente la lingua, ne migliora la fruibilità e ne accresce il pubblico potenziale grazie a un miglior posizionamento nei risultati dei motori di ricerca. Da qui, di rimbalzo, una proliferazione di proposte.
Ad esempio, a giugno, la rivista Entreprise romande ha pubblicato un’intervista di Pierrette Weissbrodt a Temitope Ola, Ceo della ditta Koemei, la quale offre un servizio di sottotitolazione computerizzata. Ola vi lodava la precisione e la velocità raggiunte grazie al loro software di riconoscimento vocale, che presto sarebbe stato in grado di «coprire l’80% dei bisogni del mercato».
Per quanto riguarda le lingue dei video sottotitolabili, per ora Komei sottotitola solo video in inglese, ma presto verranno aggiunti il francese e il tedesco, poi anche altre lingue. Inoltre, la tariffa menzionata dal signor Ola per questo servizio è bassissima: tra 20 e 50 centesimi per minuto di video. In confronto, il prezzo di mercato per una sottotitolazione umana è di oltre 50 franchi al minuto.
Il sito koemei.net non descrive ancora queste prestazioni commerciali. Tuttavia, offre la possibilità di provare il software gratuitamente, per la trascrizione di file audio per ora, promettendo un’accuratezza “tra il 70 e il 90% a seconda della qualità dell’audio.”
Ho fatto diverse prove, anche con l’audio di video pubblicati su YouTube - visto che anche YouTube offre una sottotitolazione computerizzata - per poter confrontare i risultati.
Le trascrizioni Koemei, in realtà, avevano tutte intorno al 40% di parole errate o mancanti, mentre in quelle YouTube, la proporzione di questi errori era del 20%: meglio, ma ancora troppi per una riutilizzazione pubblicabile. Almeno YouTube avverte chiaramente gli utenti del rischio di errori.
Ulteriori informazioni
07.12.11
Navigare Meglio Dicembre 2011 - Multimedia: Oltre Babele
Testo dell'articolo pubblicato su Spendere Meglio
A settembre, Babel Festival di letteratura e traduzione ha mostrato a Bellinzona il film “Arna’s Children” di Juliano Mer Khamis sul teatro di bambini palestinesi creato da sua madre Arna a Jenin. Particolarmente sconvolgente la scena in cui Arna fa narrare a un bambino sotto shock il bombardamento della sua casa da parte dell’esercito israeliano.
Nello stesso periodo, Babel aveva anche organizzato un workshop di traduzione per il cinema, e Filippo Ottoni, incaricato della parte del doppiaggio, aveva criticato il fatto che questa scena fosse sottotitolata anziché doppiata, perché leggere i sottotitoli gli impediva di guardare la faccia del bambino. I partecipanti avevano obiettato che il tempo per assimilare un sottotitolo di sette parole è minimo, mentre la voce autentica del bambino era fondamentale: doppiata da un attorino abbiente, per quanto bravo fosse, non avrebbe avuto senso.
Questa discussione era tipica di una specie di sfasamento tra docenti e partecipanti in quel workshop. Certo, Filippo Ottoni e Valérie Giardini – incaricata della parte della sottotitolazione – erano preparatissimi. Certo, il workshop era dedicato alla traduzione per il cinema e per la televisione mainstream: è stata appassionante la relazione di Claudia Quadri della Rsi sulle scelte tra doppiaggio e sottotitoli per i documentari.
Tuttavia, la nostra epoca è quella dei video online, e anche della loro sottotitolazione da parte di volontari. Le piattaforme web che consentono questa sottotitolazione non sono sofisticate quanto gli strumenti illustrati in quel workshop di Babel, e i volontari sono spesso dilettanti. Però sono collaborative: se qualcuno non capisce una parola, lascia un buco che viene colmato da un altro, in un processo di miglioramento simile a quello di Wikipedia.
Certo, il workshop organizzato da Babel Festival riguardava il doppiaggio e la sottotitolazione professionali come avvengono tuttora per il cinema e per la televisione. Però in un mondo multimediale oltre Babele, dove le barriere linguistiche vengono superate dagli utenti stessi, come cambieranno le loro aspettative? Ci saranno ancora puristi anti-sottotitoli a volere il costoso doppiaggio? La gente accetterà ancora che le televisioni nostrane tengano per sé le trascrizioni prodotte dalla sottotitolazione invece di condividerle come fanno le tv di servizio pubblico negli Usa?
Ulteriori informazioni
Babel Festival: http://www.babelfestival.com.
Arna's Children: http://arna.info/Arna. La sequenza discussa durante l'atelier di Babel sul doppiaggio si trova in http://www.youtube.com/watch?v=XwZft7bg-tU, a partire da 1:45.






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