il tempo scorre fra le dita. Tra il pollice e l'indice scorre la sabbia che si accumula al fondo della pagina. La mano rappresenta una delle mudra più usate nel prânâyâma yoga (Jnana Mudra). Questo gesto accompagna anche la meditazione.

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cultura libera Archives

19.01.07

Cultura "leggi-scrivi" multimediale e libera (Lessig)

Ho messo questa citazione di Lessig

"Quelli tra noi che da docenti universitari, dedicano la propria vita a scrivere testi amano pensare che la gente capisca il mondo attraverso i nostri testi scritti.Però urge sempre di più riconoscere che lo scrivere parole è il latino della nostra epoca moderna, e che il linguaggio ordinario della gente, la vulgata della gente, non è fatta di parole, ma è questo: video e suono."
Dalla conferenza di Lawrence Lessig a Wikimania 2006 (video completo in http://blip.tv/file/57456)

 come descrizione di questo blog, perché mi sembra particolarmente pertinente al progetto Webmultimediale di Roberto Ellero.

 

 

nella descrizione di questo blog

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18.04.08

Conversazione con Nicola Agustoni

L'11 aprile 2008 Nicola Agustoni, che lavora come muratore presso la Clinica Psichiatrica Cantonale di Mendrisio, ha accettato di farsi intervistare dai membri del Club 74. L'intervista intera è stata registrata da Rio Tonini e apparirà su Insieme, la rivista del Club 74. In questa registrazione audio manca la parte centrale su Cuba – ed è come un ammicco che all'inizio ho messo l'Inno nazionale cubano. Poi, a segnare la parte tagliata, sentirete un breve passo della canzone “Cuando volverás”di Eva Garcia.

Ho raccolto diversi altri documenti audio registrati durante un ricovero alla Clinica Psichiatrica Cantonale di Mendrisio in un podcast, Suoni di Casvegno però Roberto Ellero mi ha fatto notare che in Webmultimediale.it - la sezione interattiva di Webmultimediale.org - si possono anche caricare dei file audio, non solo dei video. E quindi mi è sembrato più giusto collocare qui questa intervista.

Scarica il file audio mp3.

Segue la trascrizione

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07.03.09

Viva la tecnologia Web 2.0 - ma quella appropriata, per favore

Roberto Ellero mi segnala la pagina dell'Inaugurazione del 141° anno accademico di Ca' Foscari. Con encomiabile spirito di economia, il magnifico rettore  Pier Francesco Ghetti ha deciso di spostare la cerimonia online.

Ma perché con 3 video su YouTube?

A un certo punto, il rettore parla di documenti scaricabili da una pagina web. L'URL appare - non cliccabile. Con la funzione commenti di YT, la si poteva fare cliccabile [1].  Ma il vero punto è che non hanno senso video di 3 persone inquadrate da mezzobusti Tiggì anni 50.

Bastava l'audio con la trascrizione, e i documenti menzionati dal magnifico rettore - tutte cose che si potevano mettere iin una sola pagina dell'Internet Archive, dov'è possibile specificare il tipo di licenza di utilizzo e da cui tutti possono scaricare tutti i file - invece che di rafforzare ulteriormente il quasi monopolio del provider commerciale Google.

***

Altro caso: faccio parte di un gruppo di discussione sulla traduzione in collaborazione e sull'insegnamento delle lingue. Un altro membro ci sottopone il video Making IT, or Faking IT? dove Gavin Dudeney dice sì un sacco di cose pertinenti sulla deplorevole riluttanza degli insegnanti di lingue ad utilizzare strumenti online. Però questo video è una cattura di schermo di una presentazione di diapositive, con la sua voce off, con tanti errrhhh e altre esitazioni.

In effetti è difficile concentrarsi quando si fa un tutorial video in cattura di schermo e c'è bisogno allo stesso tempo di far andare avanti le diapositive. Ma soprattutto è assurdo imporsi questa difficoltà quando esiste la possibilità dello slidecasting, cioè di caricare la presentazione dia e il file audio, e di sincronizzarli dopo: è molto più facile ripulire il solo audio dalle esitazioni che non un video. E di nuovo, con uno slidecast - ad es. su Slideshare o su myPlick - si può scegliere la licenza di utilizzazione, e si può consentire agli utenti di scaricare sia le diapositive sia il file audio. Inoltre, il testo delle diapositive appare sotto lo slidecast.

***

Per il magnifico rettore Pier Francesco Ghetti, pazienza, è della generazione segnata dalla TV unidirezionale, quindi è normale che la sola cosa che capisca del cosiddetto Read/Write Web sia il video unidirezionale di YouTube, per giunta in versione monomediale, cioè ignorandone le funzionalità di commenti e di sottotitolazione. Anche se è strano che nessun suo collaboratore gli abbia suggerito una forma meno arcaica.

Ma uno come Dudeney - che fa la morale agli insegnanti sul loro conservatismo e sulla necessità che pensino "fuori dalla scatola" della loro formazione tradizionale per esplorare come gli strumenti Web 2.0 possano arricchire le loro lezioni e renderle più partecipative - dovrebbe razzolare un po' meglio.

Lodati siano il Web 2.0, il Read/Write Web e i loro ricchi strumenti. Ma per l'amor del cielo, non fissiamoci su quelli che consentono soltanto di scimiottare la TV.

[1] Aggiornamento 08.03.09: ho cancellato la frase "Con la funzione commenti di YT, la si poteva fare cliccabil"  perché Roberto Ellero mi ha giustamente fatto notare che nei commenti ai video YouTube non si possono fare link. In realtà non intendevo i commenti ai - e sotto i - video, bensì le annotazioni che si possono fare sul video, come Roberto spiega e illustra in Annotare video su YouTube. Però persino in quelle annotazioni, mi accorgo adesso che è soltanto possibile fare dei link ad altra roba YouTube, non a siti esterni. Ragione di più per esplorare altre soluzioni Web 2.0 invece di confinarsi a YT.

29.03.09

Non boycottate gli e-book per il Kindle di Amazon

Non boycottate gli e-book per il Kindle di Amazon che costano più di $9.99.

Boycottate Kindle, il lettore di e-book di Amazon.

08.10.09

Ciechi e copyright di opere numeriche

La diffusione sempre crescente delle opere numeriche crea diverse problematiche di copyright che le leggi sul diritto d'autore (LDA) affrontano come possono.

Ad esempio, a causa dei trattati OMPI del 1996, WIPO Copyright Treaty (WCT) e WIPO Performances and Phonograms Treaty (WPPT), diversi paesi hanno introdotto nella loro LDA il divieto di eludere (circuire) protezioni numeriche anticopia di tipo "Digital Rights Management" (DRM). Tuttavia, per continuare a garantire i diritti degli utenti, in particolare di quelli con disabilità, e per rispondere alle necessità di biblioteche ed archivi, hanno aggiunto diverse restrizioni a questo divieto (cioè casi dove l'elusione delle protezioni DRM è consentita). Però nella paura che queste restrizioni portino a duplicazioni non autorizzate, vi hanno aggiunto una serie di limitazioni.

È difficile per i cittadini di adempire all'obbligo di conoscere la legge di fronte a questo garbuglio. Però c'è una categoria che capisce particolarmente bene queste problematiche: i ciechi, che le vivono in prima persona, e i cui contributi alle discussioni di questi ultimi anni sul copyright sono stati preziosissimi. Alcuni esemp:

Maggio 2007: revisione della LDA svizzera

Anche in Svizzera, nel 2007, è stata rivista la Legge sul diritto di autore. La bozza presentata al Parlamento mirava ad un equilibrio tra le restrizioni e le limitazioni alle restrizioni del divieto di eludere le protezioni DRM. Tuttavia, i rappresentanti dell'industria dei contenuti digitali - in particolare IFPI Svizzera e AudioVision Schweiz - hanno fatto un lobbying "massiccio" ("massgeblich" come dichiara l'IFPI stessa) per un divieto assoluto di questa illusione.

Tra le diverse azioni intraprese dalla società civile per opporsi a questo lobbying è stata particolarmente efficace la dichiarazione di Bernhard Heinser a nome di diverse associazioni ed iniziative di/per ciechi ed ipovedenti (vedi Statement wegen Urheberrecht - Schutzausnahme - Umgehungsverbot, 8 maggio 2007; ripreso con traduzione italiana in Dichiarazione di Bernhard Heinser su diritto d'autore - misure di protezione - divieto di elusione) dove egli spiegava perché i ciechi devono poter usare testi senza protezioni numeriche.

Agosto 2007: "Video on Demand" della SRG SSR Idée suisse

In agosto 2007 la SRG SSR Idée Suisse, che ragruppa le radio e televisioni svizzere di servizio pubblico lanciava l'offerta commerciale Video on Demand (VOD). A maggio, durante la conferenza INPUT 2007 a Lugano, il suo direttore Armin Walpen l'aveva presentata come uno dei modi di finanziamento del futuro per il servizio pubblico avrebbe potuto attingere. Si trattava di offrire agli utenti la possibilità di visionare un video prodotto da/per la SRG per due giorni, a un prezzo relativamente basso. Dopo i 2 giorni, il video sarebbe stato fatto scomparire dal loro computer via DRM.

Subito dopo il lancio di VOD, Digitale Allmend aveva posto

(continua)

30.04.10

L'UNESCO dovrebbe sottotitolare i suoi video YouTube

Sommario

Premessa

L'UNESCO dovrebbe sottotitolare i video del suo canale YouTube perché l'accesso di tutti all'informazione è uno dei suoi scopi:

UNESCO works to create an enabling environment, which is conducive to and facilitates universal access to information and knowledge, including setting standards, raising awareness and monitoring progress to achieve universal access to information and knowledge.

(da: Access to Information; traduzione: "L'UNESCO lavora alla creazione di un ambiente abilitante che suscita e facilita l'accesso universale all'informazione e alla conoscenza, il ché include stipulare norme, incrementare la consapevolezza e monitorare i progressi per conseguire un accesso universale all'informazione e alla conoscenza).

Li dovrebbe sottotitolare anche perché L'UNESCO ha la sua sede a Parigi, che si trova nell'Unione Europea. E poiché il suo canale YouTube è intitolato UNESCO TV, dovrebbe adempire alla Direttiva 2007/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’ 11 dicembre 2007 , che modifica la direttiva 89/552/CEE del Consiglio relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri c, la quale stipula:

...(64) Il diritto delle persone con disabilità e degli anziani a partecipare e ad essere integrati nella vita sociale e culturale della Comunità è inscindibilmente legato alla fornitura di servizi di media audiovisivi accessibili. I mezzi per ottenere tale accessibilità dovrebbero comprendere, tra gli altri, il linguaggio dei segni, la sottotitolazione, l’audiodescrizione e la navigazione tra menu di facile comprensione. ...

Certo, alcuni di questi mezzi non si possono implementare su YouTube, però la sottotitolazione sì, molto facilmente. Anzi, YouTube offre sia una sottotitolazione automatica basata sul riconoscimento vocale (solo per i video in inglese), sia la traduzione automatica dei sottotitoli , che siano prodotti automaticamente o da umani.

Mentre la traduzione automatica funziona abbastanza bene, per la sottotitolazione tramite riconoscimento vocale, la qualità del risultato dipende dalla qualità dell'audio, dall'accento di chi parla e da altri fattori. Di conseguenza l'UNESCO non si può affidare unicamente, come fa ora, a queste due opzioni automatiche, bensì dovrebbe perlomeno sottotitolare i suoi video nella lingua originale.

Presentazione del World Anti-Piracy Observatory dell'UNESCO

Video originale

Il 21 aprile, l'UNESCO ha caricato su YouTube il video UNESCO highlights the World Book and Copyright Day (23 April) , senza sottotitoli dove

[i]n occasione della giornata mondiale del libro e del copyright (23 aprile), Petya Totcharova, Specialista di copyright dell'UNESCO, sottolinea l'importanza della lotta contro la pirateria per proteggere la creatività.

(tradotto dalla descrizione del video)

Video sottotitolato

Il 23 aprile, ho caricato su YouTube una copia di quel video, con solo l'audio su sfondo nero. In seguito vi ho aggiunto 3 file di sottotitoli (in inglese, francese e italiano), preparati in http://dotsub.com/view/4f324937-8d40-4df9-8431-b52269d79ddf. Infine ho utilizzato le annotazioni di YouTube per aggiungere direttamente sul video dei link alle pagine originali dei due video in caso di inserimento in altre sedi, e qualche altro riferimento.

Sottotitoli diversi

Copio qui soltanto i sottotitoli della parte dedicata al World Anti-Piracy Observatory dell'UNESCO (da 0:01:02 ca), con | a separare i sottotitoli: potete vederli tutti nei video inseriti sopra.

1 Sottotitoli inglesi umani

Cioè quel che la signora Totcharova ha realmente detto, dalla copia del 23 aprile:

The latest, the most recent activity of UNESCO | is the launch of the World Anti-Piracy Observatory. | We have considered it important | to develop this web-based, internet-based tool, | providing detailed information about different measures | - legislative or non formal measures - | that are applied by different countries in the world. | So the purpose is two-fold. | On one side, provide governments all over the world | with best practices, information and good ideas | about enforcement of rights and about respecting intellectual property laws. | On the other side, information provided for more than 110 countries in the world | also helps the right owners themselves.

2 Sottotitoli inglesi automatici

Dall'originale del 21 aprile, copiati il 28 aprile (i sottotitoli automatici di YouTube possono variare da un giorno all'altro, poiché oltre al riconoscimento vocale, utilizzano il confronto con tutti i testi indicizzati da google), con | per segnare la separazione tra sottotitoli, visto che quella sottotitolazione non ha punteggiatura:

the link is the most the sensitivity | olympians for the said the lunch all the world and to cut issue said victory | was conceded fifteen point in | to be the end of this | what beans incinnati be | tool | no I didn't | the children from a ship in time | this information is | the that the or nine four million shares | that's not going to buy different countries | in the world | that purpose the twofold | one wants | like governments | all over the world | and this that information on that | what did he has and ballot | enforcement of an extended out | respect the the public knows | on he had assigned information for a minute | for more than | one hundred and ten | countries in the world | also killed victims' rights in its himself

3 Traduzione italiana automatica dei sottotitoli inglesi automatici

Dall'originale del 21 aprile, copiati il 28 aprile (vedi sopra, 2):

il collegamento è più la sensibilità | Olimpi per detto il pranzo tutto il mondo e di tagliare questione ha detto la vittoria | fu concessa quindici punti in | essere la fine di questo | cosa fagioli | incinnati essere | no non ho | i bambini da una nave nel tempo | queste informazioni sono | il che la o nove 4.000 mila parti | che non sta andando a comprare diversi paesi | nel mondo | A tal fine il duplice | si vuole | Come i governi | in tutto il mondo | e tale che le informazioni su tale |cosa che ha e scrutinio | esecuzione di un estesa fuori | rispettare il pubblico sa | su di lui aveva assegnato le informazioni per un minuto | per più di | centodieci | i paesi del mondo | ucciso anche i diritti delle vittime 'nel suo stesso

4 Traduzione italiana automatica dei sottotitoli inglesi umani

Dalla copia del 23 aprile:

L'ultima, la più recente attività dell'UNESCO | è il lancio della World Anti-Pirateria Observatory. | Abbiamo ritenuto importante | di sviluppare modo leggibile e web-based, strumento basato su Internet, | fornire informazioni dettagliate sulle diverse misure | -Le misure legislative formali o non - | che vengono applicati dai diversi paesi del mondo. | Quindi lo scopo è duplice. | Da un lato, fornire ai governi di tutto il mondo | con le migliori pratiche, le informazioni e le buone idee | circa il rispetto dei diritti e sul rispetto leggi sulla proprietà intellettuale | D'altra parte, le nformazioni fornite da oltre 110 paesi in tutto il mondo | aiuta anche i titolari dei diritti stessi.

5 Sottotitoli italiani umani

Dalla copia del 23 aprile:

L'ultima attività dell'UNESCO | è il lancio dell'Osservatorio anti-pirateria (WAPO). | Abbiamo ritenuto importante | sviluppare questo strumento basato sul Web, sull'internet, | che fornisce informazioni dettagliate sulle varie misure | - legislative o informali - | implementate da vari paesi del mondo. | Lo scopo, quindi, è doppio. | Da una parte, fornire ai governi di tutto il mondo | le pratiche migliori, informazioni e buone idee | sull'imposizione dei diritti e sul rispetto delle leggi sulla proprietà intellettuale. | Dall'altra, le informazioni fornite per più di 110 paesi del mondo | aiutano anche gli aventi diritti stessi.

Conclusioni sulla sottotitolazione

Ovviamente, l'ideale sarebbe sottotitolare umanamente in tutte le lingue dei potenziali utenti dei video YouTube dell'UNESCO, ma costerebbe troppo. Tuttavia, l'esempio 5 mostra che la traduzione automatica di sottotitoli umani dà risultati accettabili, se non perfettamente accurati.

Non è ancora affidabile invece la sottotitolazione in lingua originale tramite il riconoscimento vocale di YouTube, come nell'esempio 2. Inoltre funziona soltanto per ora con i video in inglese, mentre l'UNESCO ha anche video in altre lingue nel suo canale YouTube.

L'UNESCO dovrebbe quindi aggiungere almeno un file di sottotitoli in lingua originale ai video del suo canale YouTube.

A questo fine, l'UNESCO potrebbe aprire un canale su DotSUB e caricare anche lì suoi video, come ha fatto Lee LeFever per anni con i tutorial "In Plain English" che realizzava con Sacha LeFeever: ognuno di questi tutorial è stato sottotitolato in inglese e diverse altre lingue (tra 4 per Borrowing Money In Plain English e 79 per Twitter in Plain English) da volontari che volevano diffondere un dato tutorial con sottotitoli nella loro lingua. Visto l'interesse culturale ed educativo dei video dell'UNESCO, E' verosimile che suscitino un simile interesse da parte di volontari. E una volta completato un set di sottotitoli, basta scaricarlo da DotSUB e ricaricarlo assieme al video YouTube.

E sul fondo?

Non ho affrontato qui gli aspetti controversi del "World Anti-Piracy Observatory" (WAPO) lanciato dall'UNESCO, a cominciare dal termine "anti-piracy" stesso. L'ho fatto invece nella prima metà di UNESCO, World Anti-Piracy Observatory and YouTube.

Da seguire in particolare: UNESCO: Collection of National Copyright Laws – Call for Public Domain Calculator (Digitale Allmend. 2010-04-24), nel caso che la persona incaricata del conto e-mail antipiracy(at)unesco.org – indicato nella pagina Contact Us del WAPO – decidesse finalmente di rispondere al suggerimento di Hartwig Thomas di dedicarsi anche / piuttosto all'elaborazione di un calcolatore per determinare quando una data opera è passata o passerà nel dominio pubblico.

16.10.10

Navigare meglio - ottobre 2010 - Ning: è la fine del "freemium"?

Testo dell'articolo pubblicato su Spendere Meglio

(con link aggiunti)

Fino a pochi mesi fa, la piattaforma di reti sociali Ning operava secondo il sistema del “freemium”: un servizio basilare “free” (cioè gratuito), e possibilità di pagare per la rimozione degli annunci e altre opzioni “premium”. Inoltre, gli educatori potevano creare gratuitamente reti senza pubblicità.
Come su Facebook ed altri servizi simili, su Ning si utilizzava una singola identità (indirizzo e-mail e password) che valeva per iscriversi a qualsiasi rete. Ning però offriva, ed offre, anche più cose di Facebook: la possibilità di personalizzare l’apparenza della rete e di caricarvi video ed altri file.

Questo modello non ha funzionato: lo scorso mese di marzo, Ning ha tagliato il 42% del personale. Poi, ad aprile, ha annunciato per il 20 luglio la fine delle reti gratuite (sostituite da tre modelli a pagamento, da 2 a 50 dollari al mese), e dell’identità Ning generale: gli utenti ne avrebbero dovuto creare una distinta per ciascuna delle reti Ning, rese autonome.

Il 20 luglio, quel termine è stato spostato al 20 e poi al 30 agosto, infine all’8 settembre. Ma le reti non pagate hanno continuato a funzionare. A metà settembre, Ning ne ha annunciato il blocco. Questo, tuttavia, funziona soltanto nella versione impaginata a tabella delle reti, ma non funziona tuttora (27 settembre) nella versione lineare che appare automaticamente ai ciechi che usano un lettore di schermo e a chi naviga online con il telefonino. Questa possibilità di aggirare il blocco non ha suscitato un putiferio da parte di chi ha pagato, forse perché la versione lineare è scadente, quindi poco utilizzata.

Perché invece non sono state eliminate le reti non pagate, come annunciato ad aprile? Il problema è che nella formula precedente, gran parte dei contenuti di tutte le reti andava in realtà in un grosso calderone indifferenziato dal quale venivano mostrati in ciascuna. Da qui tanti problemi tecnici emersi nelle reti pagate dopo la teorica suddivisione in reti autonome. Soprattutto, l’eliminazione definitiva delle reti non pagate rischierebbe di cancellare anche dati utilizzati da quelle pagate.

Allora, fine del freemium, come vanta l’amministratore delegato di Ning nelle interviste, o fine di Ning? Molti hanno pagato perché temevano problemi nello spostare la loro rete. Chissà quanti continueranno a farlo con tutti i problemi attuali?

Complementi di informazione

Privacy

Il 21 settembre 2010, in un messaggio su Ning Creators intitolato Addressing Sign-in/Sign-up issuesSridatta Viswanath ha riconosciuto l'esistenza dei problemi causati dalla permanenza dell'identità Ning generale che sarebbe dovuta essere eliminata il 20 luglio, e promesso di farlo entre fine ottobre e di fornire aggiornamenti.

Il 7 ottobre, in un messaggio su Ning Creators intitolato NING is NOT a "SAFE Harbor"AngelBCN, un ecologista di Barcellona, ha rivelato che Ning non è nella lista delle piattaforme US riconosciute come "approdo sicuro" dall'UE secondo i criteri della Decisione 2000/520/CE della Commissione Europea "sull'adeguatezza della protezione offerta dai principi di approdo sicuro".

Nella discussione successiva, ha spiegato come questo significa che, a causa del cambiamento di Ning da rete di reti a server che ospita reti autonome il 20 luglio,  i creatori di reti Ning con membri residenti in paesi dell'UE si trovanoa ormai a violare le leggi sulla protezione dei dati di quei paesi, poiché anch'esse fanno riferimento alla Decisione 2000/520/CE.

Sempre in quella discussione, qualcuno che usa il nome Jenny e ha il logo di Ning nell'imagine del suo profilo (ma non vi dà nessuna indicazione su un suo ruolo nella ditta), ha risposto che Ning ha molto a cuore la privacy degli utenti, che non è obbligatoria l'iscrizione a quella lista, e che Ning sta considerando di richiedervi l'iscrizione.

Non sarà  facile: la Decisione 2000/520/CE specifica ad esempio che:

Gli individui devono poter accedere alle informazioni personali che li riguardano in possesso di una data organizzazione, ed altresì poterle correggere, emendare o cancellare se ed in quanto esse risultino inesatte

Però da metà settembre Ning impedisce quell'accesso agli utenti delle reti non pagate, pur continuando a tenere i loro dati sul suo server. Inoltre quella decisione recita anche:

Un'organizzazione deve offrire agli individui la possibilità di scegliere (facoltà di rifiuto) se le informazioni personali che li riguardano vadano a) rivelate a terzi(2), ovvero b) utilizzate per fini incompatibili con quelli per cui le informazioni stesse erano state originariamente raccolte o con quelli successivamente autorizzati dall'interessato. Agli interessati andranno forniti mezzi chiari, agevolmente riconoscibili in quanto tali, di rapida fruizione e di costo accettabile per esercitare la propria scelta.

Invece il 20 luglio 2010, Ning ha conferito ai creatori di reti:

  • l'accesso ai dati dei loro membri, ivi incluso l'indirizzo e-mail usato per iscriversi alla rete, permettendo loro inoltre di scaricare questi dati come file .csv;
  • la capacità di modificare le password dei loro membri

(vedi "Ning, Inc. Privacy Policy – Effective: July 20, 2010" archiviata in http://webcitation.org/5ru8jfd9W) senza tuttavia avvertire gli utenti di questi cambiamenti.

Nella discussione menzionata sopra, del 7 ottobre, "Jenny" si è anche impegnat* a fornire ulteriori informazioni sulla questione della registrazione di Ning come "approdo sicuro". Non l'ha fatto finora.

Forse i creatori di reti Ning residenti nei paesi dell'UE - ma anche in altri paesi con leggi serie sulla protezione dei dati - dovrebbero riflettere seriamente a un trasferimento verso un'altra piattaforma dove la responsabilità per i dati degli utenti sia di essa, e non loro.

Utenti come bestiame

Intanto ho aperto un gruppo facebook intitolato Ning and Privacy perché gli utenti Ning possano discutere di questi problemi, visto che gli amministratori di Ning hanno limitato l'uso del loro Help Center a chi paga almeno per la formula "Plus" ($19.95/mese o  $199.95/anno, secondo la pagina About Ning - Pricing Plans).

Per quelli che si possono permettere soltanto la formula ";Mini" ($2.95/mese o  $19.95/anno), niente Help Center: si devono accontentare della rete Ning Creators,

E per gli utenti che non creano reti ma ne forniscono i contenuti e le animano? Nulla. Da quando ha cambiato formula, ma forse ance prima, Ning li considera - ed incoraggia i creatori di reti a considerarli - come bstiame Vedi la risposta di Eric Suesz - "senior community manager at Ning" secondo il suo profilo - a qualcuno che cercava di vendere la propria rete, mettendo il numero di membri tra gli aspetti monetizzabili:

We don't currently have a place for advertising your network here on Creators, but you might try here. (Per ora non abbiamo una rubrica su Creators dove pubblicizzare le reti, ma potresti provare  qui..)

Il link porta a http://sellmysocialnetwork.ning.com, (vendilamiarete - adesso è bloccata per non pagamento, però è l'intenzione che conta, no?).

14.12.10

Navigare meglio - dicembre 2010 - Copyright e insegnamento

Testo dell'articolo pubblicato su Spendere Meglio

(con link aggiunti)

L’11 novembre 2010, a Ginevra, è stato organizzato da Dice (Digital copyrights for e-learning) un workshop sul diritto d’autore per l’insegnamento. Si tratta di un progetto collaborativo tra l’Usi, l’Università di Ginevra, il Politecnico di Zurigo, la Fernfachhochschule di Briga e Creative Commons Svizzera. Anche se Dice si rivolge principalmente al personale universitario, alcuni dei circa 50 partecipanti provenivano dall’insegnamento secondario.
In effetti, come la giurista Jessica Litman scriveva già nel 1994:

All’inizio del 900, la legge sul diritto d’autore era tecnica, incoerente e difficile da capire, però riguardava poche persone e poche cose. (...) 90 anni dopo, è diventata ancora più tecnica, incoerente e difficile da capire e - cosa più importante - riguarda tutti e tutto. Per molti tra noi, è impossibile trascorrere una sola ora senza scontrarci con essa.

E questo è particolarmente vero per gli insegnanti: sia perché devono aiutare i giovani a capirvi qualcosa, sia nel decidere quali materiali digitali possono usare nelle loro lezioni.
Quella citazione di Jessica Litman è stata usata il 4 novembre 2010 da Lawrence Lessig, uno degli ideatori delle licenze Creative Commons, nel suo discorso di inaugurazione di una sessione dell’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (Ompi), in cui caldeggiava una riforma fondamentale del diritto d’autore, diventato obsoleto perché basato su una nozione di copia che è radicalmente cambiata con l’avvento delle tecnologie digitali. Tuttavia, visto che in Svizzera le disposizioni dei trattati Ompi del 1996 sulle opere digitali sono soltanto state inserite nella Legge sul diritto d’autore (Lda), con la revisione entrata in vigore nel 2008, non è possibile aspettare che essa venga riformata nel senso auspicato da Lessig.

Di conseguenza, al workshop di Ginevra sono stati distribuiti un manuale elaborato da Dice e il testo della Lda, ne sono stati spiegati i principi basilari e un metodo per accertare la liceità di ciò che si intende fare con opere altrui. Inoltre, sono stati presentati gli archivi in accesso libero e le licenze Creative Commons, e si sono analizzati e discussi casi concreti.
Dice prevede di organizzare presso l’Usi un workshop simile a quello di Ginevra il 16 dicembre 2010. Ulteriori informazioni in merito verranno date dall’Usi e riportate nella versione online di questa rubrica.

Ulteriori informazioni

Bonus: discorso di Lawrence Lessig all'OMPI

con sottotitoli italiani, inserito da universalsubtitles.org/videos/wonQe0wrTNal/it (dove c'è anche una trascrizione interattiva)

18.12.11

Editing multimediale: Codice Forma Contenuto

Compito

In Codice Forma Contenuto, Andreas Formiconi ci ha chiesto di esplorare e confrontare i file english.xml  e italian.xml scaricabili dalla pagina Binary translation di Notepad++ - con Notepad++ se lo potevamo installare (funziona su Windows) o senza altrimenti.

Modo di esecuzione

Avendo un Mac, ho esplorato i 2 file "alla cieca", nel senso che non potevo vedere cosa essi producevano nell'applicazione stessa. Per capirne almeno la struttura, dopo averli aperti, ne ho copiato i contenuti in una specie di concordanza casareccia nella pagina editing_multimediale_03_notepad di un wiki wikispaces.

All'inizio avevo pensato di farlo con un Google Doc, ma sto usando un vecchio Mac e la pagina Google Docs mi ha detto che il mio browser (una vecchia versione di Firefox) potrebbe non farcela a gestirla, e di provare con Chrome. In effetti non riuscivo a scrivervi, ma col cavolo che installo Chrome per usare una Web app: sembra di tornare ai tempi dei siti Web 1.0 conficurati per essere letti con Internet Exporer. Da qui la scelta di Wikispaces.

Ho trasformato i tag che hanno 2 parti in titoli gerarchici affinché il sommario automatico della pagina riflettesse i loro livelli di incastonamento, con gli item di ogni doppio tag sotto la 1a parte del tag, in tabelle a tre colonne: Inglese, Italiano, Commenti.

Arrivata alla fine, dove si chiudono tutti i tag ancora aperti, mi sono accorta di aver ranzato perché non avevo riconosciuto <NotepadPlus> e <Native-Langue name="English" filename="english.xml" > come prime metà di tag. Mi sono arrabbiata, un po' come quando da bambina sbagliavo ad abbinare bottone ed occhiello abbotonando l'impermeabile. Ho pensato: "Chi se ne frega? Tanto il tuo trucco col sommario è una metafora probabilmente eretica che serve solo a te." Poi ho corretto i livelli di titoli lo stesso.

Osservazioni

La metafora del sommario della pagina wiki sarà eretica, però malgrado l'errore iniziale, soltanto l'attività di copia-incolla delle parti dei due file, prima ancora di guardare il sommario prodotto,  già mi aveva dato una certa idea della struttura dei due file, e quindi anche di come doveva apparire Notepad++ : cioè non molto diverso di altri editori che conosco. Beh, ci sono ancora zone "hic sunt leones" pe me, ma queste ci sono in tutti i processi di esplorazione e di apprendimento

Mi ha colpita la realizzazione del fatto che quando un'operazione può essere fatta in modi diversi - ad es. "salvare" con il menù File o con un'icona o con codice tastiera - tutti questi modi sono codificati separatamente. Logico, a ripensarci.

Ma italian.xml è proprio la traduzione di english.xml? In diverse sezioni, l'ordine degli item è diverso, addirittura accade che ci sia un item in italiano che non c'è un inglese, e viceversa.

E se si traducono soltanto - come sembra dal confronto - gli attribito "name" degli item e "title" della prima parte dei tag, perché correre il rischio che il traduttore cancelli per sbaglio qualcosa nel ressto del codice?

Esistono applicazioni online per la traduzione dei software. Ho partecipato - poco - alla traduzione dei siti di Democracy.tv (adesso Miro) con Launchpad. di Wikispaces con Pootle, e adesso partecipo a quella di Universal Subtitles con Transifex. Con tutte e tre, ai traduttori vengono mostrate soltanto le parti da tradurre, mica il resto del codice che rischiano di rovinare.

Inoltre - almeno con Transifex, per le due altre non ricordo - se qualcuno sta già lavorando a una data traduzione, l'applicazione te lo dice, così non state a pestartvi i pied, e si evitano i doppioni che sembrano esserci per le traduzioni di Notepad++, se ho capito bene la pagina Binary translation . Poi c'è la possibilità di segnalare dubbi sulla traduzione di un dato passo.

Certo, anche queste applicazioni di traduzione online presentano problemi: il testo da tradurre viene presentato in un file .po, che sembra un derivato del file .xml della sorgente completa, e non so come ne venga derivato - quanto automaticamente e quanto a mano. Fatto sta che a volte quei file .po ti propinano passi molto brevi, persino di una sola parola: sarà un nome? Sarà un verbo? Se un verbo, a quale persona?

Ciononostante, vista la possibilità di segnalare dubbi, queste applicazioni mi sembrano preferibili alla scelta di dare l'intero file .XML ai traduttori: a parte i rischi di errori che potrebbero rovinare il codice, la consapevolezza di quel rischio potrebbe scoraggiare molti volontari - per non parlare della necessità di tradursi tutto il file invece di poterlo fare collaborativamente.

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