Missing in Pakistan - sottotitolazione multilingue
Il 3 novembre 2007, il generale-presidente Musharraf dichiarava uno stato di urgenza che in realtà è una legge marziale. Da allora sono stati arrestati, spesso torturati, migliaia di giuristi, giornalisti, difensori dei diritti umani. I media sono fortemente censurati. I giudici della corte suprema sono stati sostituiti da uomini ligi al governo.
Ieri, giovedì 29 novembre ha rinunciato al suo posto di generale ed è ormai soltanto presidente. Ma poiché prima aveva trasferito il controllo dello stato d'urgenza da sé come generale a sé come presidente, la situazione cambia poco.
Per ulteriori informazioni, vedi la pagina Pakistan Emergency 2007 di Global Voices Online che raccoglie anche, via RSS feed, le notizie date dalla società civile pakistanese via blog, sms, flickr, twitter.
Lo stato d'urgenza non è stato una sorpresa completa. Se i media erano apparentemente liberi di criticare il governo prima, gli opponenti, i giornalisti, ma anche semplici cittadini venivano sequestrati, torturati, a volte ammazzati. Tra marzo e luglio - non si sa la data esatta - è stato girato il documentario Missing in Pakistan, con interviste a vittime, ai loro congiunti, a rappresentanti di organizzazioni di difesa dei diritti umani - ma anche al ministro della giustizia e [sic] dei diritti umani, al ministro degli interni e alla portavoce del ministero degli esterni.
Dal 21 novembre, circa, circola via web, e viene promosso dalla società civile pakistanese tramite mailing-list, SMS, semplici e-mail. È in corso la preparazione di una versione sottotitolata in più lingue, fatta da volontari. Qui su Webmultimediale è al momento disponibile la sottotitolazione in italiano, inglese e francese.
Condividi questo video sottotitolato multilingue nel tuo blog! Copia e incolla il codice che segue nel tuo post:
<object classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" width="320" height="455"> <param name="movie" value="http://www.webmultimediale.it/wmplayer.swf?id=http://www.webmultimediale.it/uploads/SV3FkpmSTTX4pnPjZmgp.flv&smi=http://www.webmultimediale.it/uploads/139.xml" /> <!--[if !IE]> --> <object type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.webmultimediale.it/wmplayer.swf?id=http://www.webmultimediale.it/uploads/SV3FkpmSTTX4pnPjZmgp.flv&smi=http://www.webmultimediale.it/uploads/139.xml" width="320" height="455"> <p>Webmultimediale.it Video Share. Flash Needed. You may download Adobe Flash Player to view all the content on this site. Per visualizzare il filmato serve il plugin Flash, disponibile per tutti i sistemi operativi e per tutti i browser. <a href="http://www.adobe.com/shockwave/download/index.cgi?P1_Prod_Version=ShockwaveFlash">Scaricalo (basta un minuto)</a>.</p> </object> <!-- <![endif]--> </object>
If you have problems with the code here above, try the following:
Sulla diffusione alternativa attuale, vedi Missing in Pakistan - Documentary sul blog Teeth Maestro, 25 novembre 2007. Nel seguito di questo post è disponibile la trascrizione del documentario, utilizzata per questa sottotitolazione, in inglese e in italiano.
Da due giorni seguo gli insulti rivolti dall'onorevole sindaco di Venezia Cacciari alle persone con disabilità, in merito all'inaccessibilità del ponte escogitato dall'architetto Calatrava alle persone in sedia a rotella.
Certo: chi non è mai stato in sedia a rotelle o non ha mai avuto un parente o un amico in sedia a rotelle fa fatica ad immaginare cosa sia un ostacolo architettonico. Certo: Venezia è una bellissima città ma è comunque diffiiclmente agibile in sedia a rotelle, e questo può causare una certà passività mentale nell'affrontare la rimozione degli ostacoli. Errare humanum est, e anche intellettuali di grido come il sindaco di Venezia sono umani (sì sì, onorevole Cacciari)
Però l'onorevole Cacciari vorrebbe fare del ponte inaccessibile alle persone in sedia a rotelle un simbolo, addirittura della Costituzione. Ora come ricorda Roberto Scano in Calatrava: ponte Potëmkin? l'articolo 3 della Costituzione recita:
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Perseverare - come fa l'onorevole Cacciari - diabolicum: da diabolè - divisione, calunnia.
***
Grazie a Roberto Scano per aver lanciato la petizione Un ponte per tutti che ha impedito l'inaugurazione del ponte della divisione in pompa magna con partecipazione del Presidente della Repubblica - e per aver riportato le esternazioni dell'onorevole sindaco di Venezia nel suo blog Random Bits, Il miglior modo per debellare la calunnia è citarla.
Grazie a Roberto Ellero per la segnalazione e le spiegazioni.
This is about a real-life divide: Venice (Italy) has a new-fangled bridge by controversial architect Calatrava, who also committed other bridges, in Dallas for instance. See Spanish Fly - Dallas turns rape to romance with Calatrava bridges by Jim Schutze, Dallas Observer,December 18, 2003:
...The proposed Calatrava bridge or bridges in Dallas will be, after all, suspension bridges over a freeway and a narrow drainage ditch. Their true nature, in architectural terms, will be as follies. An architectural folly, according to the Shorter Oxford English Dictionary, is "any costly structure considered to have shown folly in the builder." The mental state of folly is defined by the OED as "the quality or state of being foolish, want of good sense, weakness or derangement of mind." That about nails it. ...
And so Venice is going to have its own Calatrava's - or rather Mayor Cacciari's - folly too.
The bridge was meant to be very solemnly inaugurated on Sept. 18, 2008, with the President of the Italian Republic attending. However, this ceremony was cancelled due to the protests of associations of people with disabilities, in particular of the Un ponte per tutti petition, because the bridge violates national accessibility norms, as it includes glass-covered stairs that exclude people in wheelchairs.
In a way, the petition has reached its goal: there won't be a solemn inauguration on Sept. 18. However, Mayor Cacciari, while recognizing the "errors" made in choosing that bridge, has also heaped insults on the associations of people with disabilities for having prevented the ceremony, arrogantly claiming that he hasn't even listened to them ("le associazioni che hanno protestato non le ho nemmeno sentite" - Il Gazzettino di Venezia, quoted in Calatrava: ponte Potëmkin? by Roberto Scano, Aug. 28, 2008).
One way to help Mayor Cacciari understand that his explicit contempt for people with disabilities is not alright might be to go on signing the Un ponte per tutti petition, adding comments. Hence the translation below.
For more information on the issue, see the links collected under the Cacciari_accessibilità tag on del.icio.us.
This petition aims at making public administrations sensitive to the respect of norms in force concerning architectural obstacles. Concretely,this petition is about Calatrava's bridge in Venice, the fourth bridge on the Canal Grande due to be inaugurated on September 18, 2008, in the presence of the President of the [Italian] Republic.
With this petition we request that the official inauguration (in the presence of the President) be postponed until the auxiliary means (the so-called "ovovia" [1] inorder to enable people with disabilities to cross the bridge like everybody, i.e. to be able, like all citizens, to use this alternative solution to public transportation (for the journey from the train station to Piazzale Roma, a tourist pays Euro 6.50].
We therefore request from:
the Mayor of Venice, Prof. Massimo Cacciari
the President of the Republic, Giorgio Napolitano
that they postpone the official inauguration in the presence of the President of the Republic until the work is actually usable by all citizens.
This petition does not intend to prevent the opening of the bridge for the citizens, but to only enhance its inauguration when it will actually be accessible (as foreseen, morover, by the norms in force).
Le informazioni e discussioni circa il Ponte di Calatrava e l'aggiunta di un'ovovia che lo dovrebbero rendere accessibile alle persone in carrozzella (vedi bookmark Diigo in merito) ricordano una vignetta classica sulla progettazione (circolava già negli anni '70 tra i progettatori dell'UNDP):
Come proposto dallo sponsor del progetto
Come specificato nella richiesta di progetto
Come disegnato dall'analista capo
Come prodotto dai programmatori
Come implementato sul sito dell'utente
Ciò che l'utente desiderava
Fonte: Tire Swing Cartoon, nelle pagine di Fred Tepfer sul sito della University Of Oregon - il quale è architetto e progettatore, specializzato nel'accessibilità e nell'universal design.
In Calatrava: dichiarazioni alla stampa, Roberto Scano propone il video delle dichiarazioni fatte alla stampa da Santiago Calatrava il 2 settembre 2008. Sotto, in audio con sottotitoli in italiano e inglese (tramite myPlick.com, che consente di sincronizzare una presentazione in diapositive con un file audio), la parte di queste dichiarazioni che riguarda le proteste delle associazioni di disabili. Perché "sottotitoletur et altera pars", ma anche perché così è più facile ritrovare le parole esatte utilizzate in una dichiarazione.
Copyright Webmultimediale e strumenti di disseminazione
Copyright
La notizia di copyright a destra delle pagine del sito principale Webmultimediale.org recita:
"E' vietata la riproduzione totale o parziale del layout e dei contenuti (testi, immagini, filmati) su carta, supporti tecnologici (CD-ROM, DVD, siti Web, ...) e altro per ricavarne lucro, o per distribuirlo come proprio o per qualsiasi altra motivazione, senza il consenso scritto del responsabile del sito."
I contenuti della parte principale sono frutto di un'esplorazione originale, spesso in collaborazione con artisti, del potenziale creativo di strumenti informatici che vengono sviluppati dagli altri membri di Webmultimediale.org. Di conseguenza le pagine della parte principale formano un tutto: da qui la necessità di chiedere l'autorizzazione preliminare per qualsiasi riuso.
Invece mi limito ad adoperare la versione autorizzata di questi strumenti, che tutti possono utilizzare tramite la parte "videoshare" del progetto, Webmultimediale.it - ed altri strumenti altrettanto disponibili a tutti. Quindi non avrebbe senso mettere ciò che ne faccio in questo blog sotto un copyright restrittivo.
Strumenti di disseminazione
Questo post nasce dalla costatazione che mentre un tempo ci voleva una certa competenza tecnica per riutilizzare i video della parte principale, oggi sarebbe facilissimo farlo tramite certi strumenti anch'essi utilizzabili da tutti: Vodpod.com, ad esempio, che consente di inserire - tali quali o quasi - in una sola operazione e con pochissimi click del mouse - video ospitati su migliaia di piattaforme, non soltanto in Vodpod.com stesso, ma in blog, reti sociali ecc. Vedi Where can I find videos to collect? nelle FAQ di Vodpod.
Allora - a scopo soltanto illustrativo - ho violato il copyright della parte principale per vedere se persino io ci riuscivo - e visto che sì, ho avvertito Roberto Ellero, proponendo di cancellare l'esempio di violazione tramite Vodpod quando lo avrebbe visto. Lui mi ha suggerito invece di lasciarli online e di scrivere questo post.
Tali possibilità di ampia disseminazione di un video sono utilissime in molti casi: ad esempio per i video prodotti da militanti per i diritti umani in paesi sotto dittatura, per i quali una diffusione sul maggior numero possibile di piattaforme permette di eludere i blocchi della censura statale. In effetti, quando avevo sottotitolato il video Missing in Pakistan il 30 novembre 2007, Roberto Ellero aveva aggiunto nel post il codice di inserimento per consentire ad altri di riutilizzare quella versione altrove (vedi il post con il video e il codice di inserimento).
Però una diffusione del genere, senza il contesto originale, non è appropriata per i video della parte principale di Webmultimediale.org, per i motivi indicati sopra.
Aggiornamenti in tempo reale sulla repressione in Pakistan
Il 3 novembre 2007, il presidente-generale Musharraf proclamava lo stato di emergenza in Pakistan che avrebbe portato alla sua caduta pochi mesi dopo.
Oggi il presidente Zardari lo sta emulando, cercando di mettere a tacere l'opposizione politica e i difensori dei diritti umani. In particolare, sta provando ad impedire la Lunga Marcia per richiedere il ristauro dell'autorità giudiziaria legittima prevista per domani 12 marzo: divieto di raduni di più di 4 persone, numerosi arresti di politici, giuristi e militanti dei diritti umani.
In risposta, questi militanti hanno creato l'aggregatore sotto, che raduna notizie mandate via twitter - quindi anche via telefono cellulare - sulla repressione. L'aggregatore ha anche un RSS feed al quale è possibile abbonarsi.
Per ulteriori informazioni e commenti, vedi Long March LIVE updates sul blog Teeth Maestro, 11 marzo 09.
Quando Amazon rilasciò il lettore di libri elettronici Kindle 2 il 9 febbraio 2009, la ditta annunciò che quel lettore avrebbe letto e-libri ad alta voce utilizzando la tecnologia "text-to-speech"(sintesi vocale). Sotto la pressione della Authors' Guild, Amazon ha poi annunciato che avrebbe conferito agli autori e agli editori la possibilità di disattivare la funzione text-to-speech per qualsiasi dei, o per tutti i, loro e-book disponibili per il Kindle 2.
La Reading Rights Coalition, che rappresenta le persone che non possono leggere testi stampati, protesterà contro la minacciata rimozione della funzione text-to-speech dal Kindle 2 dell'Amazon davanti alla sede principale della Authors' Guild a New York, 31 East 32 Street, il 7 aprile 2009, dalle 12 alle 14. La coalizione comprende organizzazioni che rappresentano ciechi, dislessici, persone con problemi di apprendimento o di rielaborazione, persone anziane la cui acuità visiva sta scemando, persone con traumi alla spina dorsale o che hanno subito un ictus. e molti altri per i quali l'aggiunta del text-to-speech al Kindle 2 aveva ripromesso per la prima volta un accesso facile, ad ampio raggio ["mainstream", cioè non una tecnologia assistiva mirata a una data categoria], a oltre 245'000 libri.
Però la petizione si concentra sull'essenziale: sullo scandalo di un'associazione di autori che, pretendendo che la sintesi vocale sia una rappresentazione audio e quindi soggetta al pagamento di ulteriori diritti, e ottenendo che Amazon ceda su questo punto, mette a rischio l'accesso allo scritto delle persone cieche e con disabilità di lettura.
Il mio post precedente invece era solo un'arrabbiatura contro i grulli che si sono comperato il Kindle, hanno comperato gli e-libri per il Kindle, e mo' mugugnano perché Amazon non vende tutti gli e-libri per il Kindle a meno di $10. Quando invece ci sono problemi ben più seri sia con il Kindle e le sue protezioni digitali, sia con gli e-libri del Kindle che funzionano solo sul Kindle, sia soprattutto con la vigliaccheria di Amazon nell'aver ceduto alla Authors' Guild a proposito della sintesi vocale.
Ma l'Amazon andrà attaccata dopo per queste nefandezze. Per ora conviene far capire alla Authors' Guild che l'uso della sintesi vocale non può essere equiparato alla rappresentazione audio, e che la loro avidità nel sostenerlo si potrebbe ribaltare contro di loro. Da qui la petizione della Reading Rights Coalition, e l'importanza che venga firmata da tutti coloro che credono nei pari diritti nell'accesso ai libri e alla conoscenza.
Il Premio Möbius incoraggia l'inaccessibilità web
Il 3 ottobre 2009 sono stati annunciati a Lugano i vincitori del Premio Moebius Multimediale. L'annuncio degli organizzatori specificava che il "Grand Prix Möbius Suisse 2009 - Patrimonio culturale" era stato assegnato al sito del m.a.x. museo - Chiasso www.maxmuseo.ch, perché
"Riesce a sintetizzare immediatamente, in maniera naturale e con linguaggio coerente, l’identità del museo e del mondo di Max Huber."
Ciò che dice il sito sull'idendità del museo e del mondo di Max Huber sta qui:
Nemmeno un link alle - pochissime - immagini di opere di Huber nel sito, né a risorse esterne. Come se la giuria, nell'incapacità di trovare una giustificazione concreta all'assegnazione del premio a quel sito, avesse ripiegato su un cliché tuttofare preconfezionato.
Inaccessibilità
Per la citazione dal sito del museo sopra, ho dovuto utilizzare una cattura di schermo, perché il contenuto del sito viene esclusivamente proposto in un filmino flash, www.maxmuseo.ch/museo.swf, inserito in pagine web. Di conseguenza, in qualsiasi punto del sito, la sintesi vocale utilizzata da una persone cieca produrebbe soltanto:
“Page has three frames and no links m.a.x.museo colon plus forty-one left paren zero right paren ninety-one six hundred eighty-two fifty-six fifty-six dash Internet ExplorerFrameFrame end.FrameFrame end.FrameFrame end.”
(o equivalente in altre lingue, a seconda dell'impostazione della sintesi vocale). Vale a dire, per quanto riguarda il contenuto informativo, essa riuscirebbe a leggere soltanto ciò che sta nel meta-tag "titolo" del sito: nome e numero telefonico del museo .
Inoltre, come si vede dalla cattura di schermo, i link sono in grigio pallidissimo su fondo bianco. Di conseguenza il sito non esclude soltanto i ciechi, ma anche gli ipovedenti.
Paradossi
Certo, le numerose e madornali violazioni della fruibilità e dell'accessibilità per i disabili nel sito www.moebiuslugano.ch del premio Möbius (a cominciare dai contenuti testuali presentati in un'immagine senza descrizione alternativa tramite l'attributo alt nella home page), accuratamente mantenute attraverso gli anni malgrado ripetute segnalazioni, suggeriscono che il diritto dei disabili di accedere all'informazione non sia una priorità per gli organizzatori.
Inoltre, il professor Paolini è co-autore, con i suoi colleghi dell'USI Elisa Rubegni, Alberto Terragni and Stefano Vaghi, di “Accessibility for Blind Users: An Innovative Framework” (Springer Verlag, 2008). L'abstract del saggio dice:
…La tesi principale di questo saggio, che si concentra sugli utenti ciechi, è che le raccommandazioni (come quelle del W3C) non bastano a garantire l'accessibilità reale ["actual accessibility"] che definiamo come la possibilità per gli utenti di "leggere" il sito web e di "navigare attraverso di esso" in modo efficace. Una conseguenza del nostro approccio è l'enfasi sul design come mezzo di raggiungere l'accessibilità reale e sulla fruibilità ["usability"] da parte degli utenti ciechi, come principale criterio di valutazione.
Ciononostante, ben venga il tentativo del professor Paolini e dei suoi colleghi di andare oltre queste linee guida del W3C. Però nell'accettare che la giuria assegnasse il premio Moebius per il patrimonio culturale al sito www.maxmuseo.ch , il professor Paolini ha davvero adoperato quel "principale criterio di valutazione" del "design"per raggiungere l'accessibilità e la fruibilità da parte degli utenti ciechi"?
sono tutti leggibili con la sintesi vocali. Alcuni sono addiritura correttamente strutturati con headers H1, H2, ecc. e hanno una mappa del sito, consentendo così a chi usa la sintesi vocale di navigarci agevolmente. E sono tutti più ricchi di contenuti di www.maxmuseo.ch,
Che l'assegnazione del premio a quest'ultimo sia il risultato di una scelta politica, di una specie di eccezione culturale alla francese che si tradurrebbe nell'obbligo per la giuria di premiare un sito ticinese?
Sembra rafforzare la verosimiglianza di questa ipotesi una stranezza che riguarda l'edizione precedente del premio. Nel 2008, il premio per il patrimonio culturale era stato assegnato a kunstpanorama.ch, il sito perlomeno sanamente testuale della Kunsthalle di Lucerna, e una menzione speciale era andata ad un altro sito inaccessibile perché tutto in flash, cacticino.net, del Centro di Arte Contemporanea di Bellinzona.
Se si tratta di una scelta politica, è una scelta controproducente.
I motori di ricerca non possono indicizzare i contenuti flash
In effetti i siti in flash come www.maxmuseo.ch, e cacticino.net non solo escludono i ciechi ma i loro contenuti non possono venire indicizzati dai motori di ricerca.
Ad esempio, poco fa cercavo informazioni su una bellissima mostra dedicata alll'opera di Bruno Munari che avevo visto al m.a.x. museo nel 2008. Le parole chiave max museo munari immesse in Google producono risultati dove sì, una pagina del sito del museo figura per prima. Ma questa pagina - http://www.maxmuseo.ch/en/museo.html - non dice nulla della mostra in questione. E se si tenta con la cache Google di questa pagina, c'è un messaggio che dice: “This is Google’s cache of http://www.maxmuseo.ch/en/museo.html. It is a snapshot of the page as it appeared on 16 Jul 2009 22:32:17 GMT. (…) These terms only appear in links pointing to this page: maxmuseomunari“:.cioè le parole chiave che avevo usato per la ricerca appaiono soltanto in link verso quella pagina, non nella pagina stessa,
Gli smartphone non possono leggere i siti in flash
Inoltre, i siti in flash come www.maxmuseo.ch, e cacticino.net non possono essere aperti dagli smartphone. Questo rende la loro premiazione particolarmente strana, considerando che nelle tavole rotonde del 2008 e del 2009 che hanno preceduto la loro premiazione, gli intervenenti - in parte membri della giuria - hanno sottolineato il trend verso l'uso di quei telefonini piuttosto che del computer per navigare ed interagire online.
In riassunto
Conferire il premio per il patrimonio culturale a siti flash come quelli distinti dalla giuria del Premio Möbius significa dare ai loro committenti la falsa impressione che essi siano cose valide ed utili, mentre in realtà si tratta soltanto di gingili magari carini, ma non indicizzabili correttamente dai motori di ricerca, non utilizzabili col telefonino - e soprattutto insultanti per le persone disabili.
La diffusione sempre crescente delle opere numeriche crea diverse problematiche di copyright che le leggi sul diritto d'autore (LDA) affrontano come possono.
Ad esempio, a causa dei trattati OMPI del 1996, WIPO Copyright Treaty (WCT) e WIPO Performances and Phonograms Treaty (WPPT), diversi paesi hanno introdotto nella loro LDA il divieto di eludere (circuire) protezioni numeriche anticopia di tipo "Digital Rights Management" (DRM). Tuttavia, per continuare a garantire i diritti degli utenti, in particolare di quelli con disabilità, e per rispondere alle necessità di biblioteche ed archivi, hanno aggiunto diverse restrizioni a questo divieto (cioè casi dove l'elusione delle protezioni DRM è consentita). Però nella paura che queste restrizioni portino a duplicazioni non autorizzate, vi hanno aggiunto una serie di limitazioni.
È difficile per i cittadini di adempire all'obbligo di conoscere la legge di fronte a questo garbuglio. Però c'è una categoria che capisce particolarmente bene queste problematiche: i ciechi, che le vivono in prima persona, e i cui contributi alle discussioni di questi ultimi anni sul copyright sono stati preziosissimi. Alcuni esemp:
Maggio 2007: revisione della LDA svizzera
Anche in Svizzera, nel 2007, è stata rivista la Legge sul diritto di autore. La bozza presentata al Parlamento mirava ad un equilibrio tra le restrizioni e le limitazioni alle restrizioni del divieto di eludere le protezioni DRM. Tuttavia, i rappresentanti dell'industria dei contenuti digitali - in particolare IFPI Svizzera e AudioVision Schweiz - hanno fatto un lobbying "massiccio" ("massgeblich" come dichiara l'IFPI stessa) per un divieto assoluto di questa illusione.
Agosto 2007: "Video on Demand" della SRG SSR Idée suisse
In agosto 2007 la SRG SSR Idée Suisse, che ragruppa le radio e televisioni svizzere di servizio pubblico lanciava l'offerta commerciale Video on Demand (VOD). A maggio, durante la conferenza INPUT 2007 a Lugano, il suo direttore Armin Walpen l'aveva presentata come uno dei modi di finanziamento del futuro per il servizio pubblico avrebbe potuto attingere. Si trattava di offrire agli utenti la possibilità di visionare un video prodotto da/per la SRG per due giorni, a un prezzo relativamente basso. Dopo i 2 giorni, il video sarebbe stato fatto scomparire dal loro computer via DRM.
Subito dopo il lancio di VOD, Digitale Allmend aveva posto
L'UNESCO dovrebbe sottotitolare i video del suo canale YouTube perché l'accesso di tutti all'informazione è uno dei suoi scopi:
UNESCO works to create an enabling environment, which is conducive to and facilitates universal access to information and knowledge, including setting standards, raising awareness and monitoring progress to achieve universal access to information and knowledge.
(da: Access to Information; traduzione: "L'UNESCO lavora alla creazione di un ambiente abilitante che suscita e facilita l'accesso universale all'informazione e alla conoscenza, il ché include stipulare norme, incrementare la consapevolezza e monitorare i progressi per conseguire un accesso universale all'informazione e alla conoscenza).
...(64) Il diritto delle persone con disabilità e degli anziani a partecipare e ad essere integrati nella vita sociale e culturale della Comunità è inscindibilmente legato alla fornitura di servizi di media audiovisivi accessibili. I mezzi per ottenere tale accessibilità dovrebbero comprendere, tra gli altri, il linguaggio dei segni, la sottotitolazione, l’audiodescrizione e la navigazione tra menu di facile comprensione. ...
Certo, alcuni di questi mezzi non si possono implementare su YouTube, però la sottotitolazione sì, molto facilmente. Anzi, YouTube offre sia una sottotitolazione automatica basata sul riconoscimento vocale (solo per i video in inglese), sia la traduzione automatica dei sottotitoli , che siano prodotti automaticamente o da umani.
Mentre la traduzione automatica funziona abbastanza bene, per la sottotitolazione tramite riconoscimento vocale, la qualità del risultato dipende dalla qualità dell'audio, dall'accento di chi parla e da altri fattori. Di conseguenza l'UNESCO non si può affidare unicamente, come fa ora, a queste due opzioni automatiche, bensì dovrebbe perlomeno sottotitolare i suoi video nella lingua originale.
Presentazione del World Anti-Piracy Observatory dell'UNESCO
[i]n occasione della giornata mondiale del libro e del copyright (23 aprile), Petya Totcharova, Specialista di copyright dell'UNESCO, sottolinea l'importanza della lotta contro la pirateria per proteggere la creatività .
Copio qui soltanto i sottotitoli della parte dedicata al World Anti-Piracy Observatory dell'UNESCO (da 0:01:02 ca), con | a separare i sottotitoli: potete vederli tutti nei video inseriti sopra.
The latest, the most recent activity of UNESCO | is the launch of the World Anti-Piracy Observatory. | We have considered it important | to develop this web-based, internet-based tool, | providing detailed information about different measures | - legislative or non formal measures - | that are applied by different countries in the world. | So the purpose is two-fold. | On one side, provide governments all over the world | with best practices, information and good ideas | about enforcement of rights and about respecting intellectual property laws. | On the other side, information provided for more than 110 countries in the world | also helps the right owners themselves.
2 Sottotitoli inglesi automatici
Dall'originale del 21 aprile, copiati il 28 aprile (i sottotitoli automatici di YouTube possono variare da un giorno all'altro, poiché oltre al riconoscimento vocale, utilizzano il confronto con tutti i testi indicizzati da google), con | per segnare la separazione tra sottotitoli, visto che quella sottotitolazione non ha punteggiatura:
the link is the most the sensitivity | olympians for the said the lunch all the world and to cut issue said victory | was conceded fifteen point in | to be the end of this | what beans incinnati be | tool | no I didn't | the children from a ship in time | this information is | the that the or nine four million shares | that's not going to buy different countries | in the world | that purpose the twofold | one wants | like governments | all over the world | and this that information on that | what did he has and ballot | enforcement of an extended out | respect the the public knows | on he had assigned information for a minute | for more than | one hundred and ten | countries in the world | also killed victims' rights in its himself
3 Traduzione italiana automatica dei sottotitoli inglesi automatici
il collegamento è più la sensibilità | Olimpi per detto il pranzo tutto il mondo e di tagliare questione ha detto la vittoria | fu concessa quindici punti in | essere la fine di questo | cosa fagioli | incinnati essere | no non ho | i bambini da una nave nel tempo | queste informazioni sono | il che la o nove 4.000 mila parti | che non sta andando a comprare diversi paesi | nel mondo | A tal fine il duplice | si vuole | Come i governi | in tutto il mondo | e tale che le informazioni su tale |cosa che ha e scrutinio | esecuzione di un estesa fuori | rispettare il pubblico sa | su di lui aveva assegnato le informazioni per un minuto | per più di | centodieci | i paesi del mondo | ucciso anche i diritti delle vittime 'nel suo stesso
4 Traduzione italiana automatica dei sottotitoli inglesi umani
L'ultima, la più recente attività dell'UNESCO | è il lancio della World Anti-Pirateria Observatory. | Abbiamo ritenuto importante | di sviluppare modo leggibile e web-based, strumento basato su Internet, | fornire informazioni dettagliate sulle diverse misure | -Le misure legislative formali o non - | che vengono applicati dai diversi paesi del mondo. | Quindi lo scopo è duplice. | Da un lato, fornire ai governi di tutto il mondo | con le migliori pratiche, le informazioni e le buone idee | circa il rispetto dei diritti e sul rispetto leggi sulla proprietà intellettuale | D'altra parte, le nformazioni fornite da oltre 110 paesi in tutto il mondo | aiuta anche i titolari dei diritti stessi.
L'ultima attività dell'UNESCO | è il lancio dell'Osservatorio anti-pirateria (WAPO). | Abbiamo ritenuto importante | sviluppare questo strumento basato sul Web, sull'internet, | che fornisce informazioni dettagliate sulle varie misure | - legislative o informali - | implementate da vari paesi del mondo. | Lo scopo, quindi, è doppio. | Da una parte, fornire ai governi di tutto il mondo | le pratiche migliori, informazioni e buone idee | sull'imposizione dei diritti e sul rispetto delle leggi sulla proprietà intellettuale. | Dall'altra, le informazioni fornite per più di 110 paesi del mondo | aiutano anche gli aventi diritti stessi.
Conclusioni sulla sottotitolazione
Ovviamente, l'ideale sarebbe sottotitolare umanamente in tutte le lingue dei potenziali utenti dei video YouTube dell'UNESCO, ma costerebbe troppo. Tuttavia, l'esempio 5 mostra che la traduzione automatica di sottotitoli umani dà risultati accettabili, se non perfettamente accurati.
Non è ancora affidabile invece la sottotitolazione in lingua originale tramite il riconoscimento vocale di YouTube, come nell'esempio 2. Inoltre funziona soltanto per ora con i video in inglese, mentre l'UNESCO ha anche video in altre lingue nel suo canale YouTube.
L'UNESCO dovrebbe quindi aggiungere almeno un file di sottotitoli in lingua originale ai video del suo canale YouTube.
A questo fine, l'UNESCO potrebbe aprire un canale su DotSUB e caricare anche lì suoi video, come ha fatto Lee LeFever per anni con i tutorial "In Plain English" che realizzava con Sacha LeFeever: ognuno di questi tutorial è stato sottotitolato in inglese e diverse altre lingue (tra 4 per Borrowing Money In Plain English e 79 per Twitter in Plain English) da volontari che volevano diffondere un dato tutorial con sottotitoli nella loro lingua. Visto l'interesse culturale ed educativo dei video dell'UNESCO, E' verosimile che suscitino un simile interesse da parte di volontari. E una volta completato un set di sottotitoli, basta scaricarlo da DotSUB e ricaricarlo assieme al video YouTube.
E sul fondo?
Non ho affrontato qui gli aspetti controversi del "World Anti-Piracy Observatory" (WAPO) lanciato dall'UNESCO, a cominciare dal termine "anti-piracy" stesso. L'ho fatto invece nella prima metà di UNESCO, World Anti-Piracy Observatory and YouTube.
Da seguire in particolare: UNESCO: Collection of National Copyright Laws – Call for Public Domain Calculator (Digitale Allmend. 2010-04-24), nel caso che la persona incaricata del conto e-mail antipiracy(at)unesco.org – indicato nella pagina Contact Us del WAPO – decidesse finalmente di rispondere al suggerimento di Hartwig Thomas di dedicarsi anche / piuttosto all'elaborazione di un calcolatore per determinare quando una data opera è passata o passerà nel dominio pubblico.
Navigare meglio - dicembre 2010 - Copyright e insegnamento
Testo dell'articolo pubblicato su Spendere Meglio
(con link aggiunti)
L’11 novembre 2010, a Ginevra, è stato organizzato da Dice (Digital copyrights for e-learning) un workshop sul diritto d’autore per l’insegnamento. Si tratta di un progetto collaborativo tra l’Usi, l’Università di Ginevra, il Politecnico di Zurigo, la Fernfachhochschule di Briga e Creative Commons Svizzera. Anche se Dice si rivolge principalmente al personale universitario, alcuni dei circa 50 partecipanti provenivano dall’insegnamento secondario. In effetti, come la giurista Jessica Litman scriveva già nel 1994:
All’inizio del 900, la legge sul diritto d’autore era tecnica, incoerente e difficile da capire, però riguardava poche persone e poche cose. (...) 90 anni dopo, è diventata ancora più tecnica, incoerente e difficile da capire e - cosa più importante - riguarda tutti e tutto. Per molti tra noi, è impossibile trascorrere una sola ora senza scontrarci con essa.
E questo è particolarmente vero per gli insegnanti: sia perché devono aiutare i giovani a capirvi qualcosa, sia nel decidere quali materiali digitali possono usare nelle loro lezioni. Quella citazione di Jessica Litman è stata usata il 4 novembre 2010 da Lawrence Lessig, uno degli ideatori delle licenze Creative Commons, nel suo discorso di inaugurazione di una sessione dell’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (Ompi), in cui caldeggiava una riforma fondamentale del diritto d’autore, diventato obsoleto perché basato su una nozione di copia che è radicalmente cambiata con l’avvento delle tecnologie digitali. Tuttavia, visto che in Svizzera le disposizioni dei trattati Ompi del 1996 sulle opere digitali sono soltanto state inserite nella Legge sul diritto d’autore (Lda), con la revisione entrata in vigore nel 2008, non è possibile aspettare che essa venga riformata nel senso auspicato da Lessig.
Di conseguenza, al workshop di Ginevra sono stati distribuiti un manuale elaborato da Dice e il testo della Lda, ne sono stati spiegati i principi basilari e un metodo per accertare la liceità di ciò che si intende fare con opere altrui. Inoltre, sono stati presentati gli archivi in accesso libero e le licenze Creative Commons, e si sono analizzati e discussi casi concreti. Dice prevede di organizzare presso l’Usi un workshop simile a quello di Ginevra il 16 dicembre 2010. Ulteriori informazioni in merito verranno date dall’Usi e riportate nella versione online di questa rubrica.
Navigare Meglio - febbraio 2011 - Privacy: il caso Didasca
Testo dell'articolo pubblicato su Spendere Meglio
Spesso, a proposito della privacy in rete, i media demonizzano le reti sociali. Ed è vero che il loro uso comporta rischi: durante la notte di San Silvestro, è stata svaligiata l’abitazione dell’attore francese Michael Youn. Aveva pubblicato su Twitter una foto presa dal suo appartamento parigino e un suo fan aveva risposto indicando il nome della via, identificata grazie a Google Maps. In seguito, la compagna di Youn aveva a sua volta “twittato” una foto di Mégève, dove trascorrevano le ferie. Non è stato il primo caso in cui i ladri si sono avvalsi di informazioni raccattate nelle reti sociali. E la colpa non è di queste ultime, bensì di chi vi sparge incautamente informazioni aggregabili. Ci sono anche casi dove gravi violazioni della privacy sono dovute all’ignoranza, senza intenzione di dolo, ma tuttavia pericolose. L’associazione Didasca vanta di essere stata la prima in Italia ad organizzare corsi Ecdl (patente europea per la guida dei computer) negli anni ’90, cosa apparentemente rassicurante. L’anno scorso ha però iniziato ad offrire corsi gratuiti per insegnanti sulle applicazioni Google. Per raccogliere le iscrizioni, usa un questionario Google Docs, che immette le risposte in un foglio di calcolo online. Primo problema: tra i dati richiesti, vi è il codice fiscale, in barba al regolamento di Google Docs sulla privacy, che vieta la raccolta di dati del genere, e alle affermazioni di Didasca stessa sul “massimo grado di tutela dei dati” in risposta a una domanda in merito. Inoltre, Didasca ha affidato a certi partecipanti al primo corso il reclutamento per il secondo, iniziato a gennaio. In un caso almeno, il neo-reclutatore ha impostato il foglio di calcolo come “visibile da chiunque”. In seguito, Didasca ha creato account @didasca.org – in realtà semplici account Google – per i partecipanti, usando proprio il loro codice fiscale come nome utente e una password generica, avvertendoli soltanto a posteriori e rimandandoli a un tutorial video pubblico su come attivare questi account. C’è quindi un alto rischio che malviventi si avvalgano del foglio di calcolo pubblico per appropriarsi di questi account. Perciò quando un ente, per quanto rispettabile e in buona fede, chiede dati personali come il codice fiscale per l’iscrizione a un suo servizio, conviene rinunciare all’offerta.
E' vietata la riproduzione totale o parziale del layout e dei contenuti (testi,
immagini, filmati) su carta, supporti tecnologici (floppy, CD-ROM, siti web,
...) e altro per ricavarne lucro, o per distribuirlo come proprio o per qualsiasi
altra motivazione, senza il consenso scritto del responsabile
del sito