il tempo scorre fra le dita. Tra il pollice e l'indice scorre la sabbia che si accumula al fondo della pagina. La mano rappresenta una delle mudra più usate nel prânâyâma yoga (Jnana Mudra). Questo gesto accompagna anche la meditazione.

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diritto d'autore Archives

02.02.07

Info multimediale e diritto d'autore

Il 30/01/07 la sera, su skype mi arrivano inviti a scaricare quattro foto. Collaboro con il mittente da anni nel contesto di Digitale Allmend, un'associazione che si impegna per "garantire l'accesso di tutti ai beni digitali e il loro sviluppo". Quindi accetto. Le foto mostrano il Politecnico di Zurigo, con il logo della Microsoft proiettato più volte sopra. Il mio amico scrive: http://www.youtube.com/watch?v=ABVewMnwzz0, l'URL di un breve filmato della stessa cosa. Ha appena fatto sia le foto sia il filmato con il cellulare, dice. Io: "E hai anche organizzato la proiezione?" Lui: "No: è stata la Microsoft" e aggiunge http://www.inf.ethz.ch/news/events/details/index?id=833, il programma di un evento avvenuto lo stesso pomeriggio, organizzato dalla Microsoft, con, per le 17.45, "Surprise". -

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12.05.07

Lettera a AudioVisionSchweiz a proposito della revisione della Legge svizzera sul diritto d'autore

Contesto

 La Legge svizzera sul diritto d'autore (LDA) è in corso di revisione, per renderla compatibile con i trattati OMPI del 1996 sul copyright delle opere numeriche. Nella bozza presentata dal Consiglio Federale al Parlamento, e nella versione approvata dal Consiglio degli Stati (camera alta), il cpv 4 dell'art. 39a prevede delle restrizioni al divieto di eludere le protezioni DRM:

Il capoverso 4 concreta i limiti della protezione contro l’elusione menzionati in precedenza (...) rispetto alle restrizioni del diritto d’autore. L’elusione dei provvedimenti tecnici è vietata ma la violazione di tale divieto non può essere perseguita né civilmente né penalmente se l’elusione è servita esclusivamente a consentire un’utilizzazione lecita dell’oggetto protetto.  

E tra le varie restrizioni al diritto d'autore di cui sopra, ci sono quelle descritte all'art. 24c "Utilizzazione da parte di disabili", rendendo esplicitamente lecita la produzione di esemplari di opere in formati fruibili dai disabili:

La presente disposizione modifica i limiti del diritto d’autore mediante una restrizione della protezione in favore dei disabili. Intende facilitare ai disabili l’accesso a opere protette dal diritto d’autore, consentendo di raggiungere l’obiettivo fissato dalla legge federale del 13 dicembre 2002 sull’eliminazione di svantaggi nei confronti dei disabili (Legge sui disabili, LDis), entrata in vigore il 1° gennaio 2004. 

(Il link su LDIS è mio: il PDF del Messaggio del Consiglio Federale sulla revisione della LDA, dal quale sono tratte le citazioni sopra, indica il riferimento RS 151.3 in nota).

Però certi produttori di contenuti numerici e certi loro rappresentanti, segnatamente IFPI Svizzera e AudioVisionSchweiz, hanno chiesto lo stralcio del cpv 4 dell'art. 39a. Se questa richiesta venisse accolta, questo renderebbe perseguibile la produzione di esemplari senza protezione anticopia nei casi di utilizzazione lecita. Ivi compresa la produzione di esemplari non protetti compatibili con le tecnologia assistive utilizzate dalle persone disabili, e in particolare con gli screen reader utilizzati dai ciechi.

Il 26/04/07, l'associazione di consumatori Konsumentenschutz ha scritto una lettera aperta (PDF in tedesco,  41kb) all'IFPI Svizzera per chiederle di ritirare la sua richiesta di stralcio. l'08/05/07 hanno risposto congiuntamente Peter Vosseler per l'IFPI e Roger Chevallaz per AudiioVisionSchweiz, con un rifiuto.

Da qui la lettera che segue a Roger Chevallaz di AudioVisionSchweiz, per attirare la sua attenzione sulle conseguenze che avrebbe per i ciechi e i non vedenti lo stralcio del cpv 4 dell'art. 39a della LDA. Invece non ho provato nemmeno con Peter Vosseler dell'IFPI, perché lui ha già espresso  il suo disprezzo per gli standard W3C che consentono l'accessibilità web, dando per scontato che tutti lo condividano ("...Wir gehen im Übrigen davon aus, dass auch Sie nicht der Ansicht sein werden, unsere Rechtsordnung sollte sich dem «Design der Website nach W3C-Standard» unterordnen" in Antworten von der IFPI zum DJ-Vertrag, 24/04/2007). Invece Roger Chevallaz potrebbe non essere consapevole delle conseguenze per ciechi e ipovedenti dello stralcio del cpv.4 dell'art. 39a della LDA.

In un primo tempo, ho provato a mandare la lettera per e-mail, ma l'indirizzo diretto di Roger Chevallaz e quello generale di AudioVisionSchweiz non funzionano.  Quindi la copio qui e così proverò a mandare il link tramite il formulario di contatto di AudioVisionSchweiz, sperando che esso funzioni. La lettera è in francese, con citazioni in tedesco.

 

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21.12.08

Copyright Webmultimediale e strumenti di disseminazione

Copyright

La notizia di copyright a destra delle pagine del sito principale Webmultimediale.org recita:

"E' vietata la riproduzione totale o parziale del layout e dei contenuti (testi, immagini, filmati) su carta, supporti tecnologici (CD-ROM, DVD, siti Web, ...) e altro per ricavarne lucro, o per distribuirlo come proprio o per qualsiasi altra motivazione, senza il consenso scritto del responsabile del sito."

Mentre per quelle di questo blog dice:

"This weblog is licensed under a Creative Commons License.
Solo alcuni contenuti in Webmultimediale sono rilasciati con licenza Creative Commons: leggi le note legali."

Spiegazione:

I contenuti della parte principale sono frutto di un'esplorazione originale, spesso in collaborazione con artisti, del potenziale creativo di strumenti informatici che vengono sviluppati dagli altri membri di Webmultimediale.org. Di conseguenza le pagine della parte principale formano un tutto: da qui la necessità di chiedere l'autorizzazione preliminare per qualsiasi riuso.

Invece mi limito ad adoperare la versione autorizzata di questi strumenti, che tutti possono utilizzare tramite la parte "videoshare" del progetto, Webmultimediale.it - ed altri strumenti altrettanto disponibili a tutti. Quindi non avrebbe senso mettere ciò che ne faccio in questo blog sotto un copyright restrittivo.

Strumenti di disseminazione

Questo post nasce dalla costatazione che mentre un tempo ci voleva una certa competenza tecnica per riutilizzare i video della parte principale, oggi sarebbe facilissimo farlo tramite certi strumenti anch'essi utilizzabili da tutti: Vodpod.com, ad esempio, che consente di inserire - tali quali o quasi - in una sola operazione e con pochissimi click del mouse -  video ospitati su migliaia di piattaforme, non soltanto in Vodpod.com stesso, ma in blog, reti sociali ecc. Vedi Where can I find videos to collect? nelle FAQ di Vodpod.

Allora - a scopo soltanto illustrativo - ho violato il copyright della parte principale per vedere se persino io ci riuscivo - e visto che sì, ho avvertito Roberto Ellero, proponendo di cancellare  l'esempio di violazione tramite Vodpod quando lo avrebbe visto. Lui mi ha suggerito invece di lasciarli online e di scrivere questo post.

Esempio:

Tali possibilità di ampia disseminazione di un video sono utilissime in molti casi: ad esempio per i video prodotti da militanti per i diritti umani in paesi sotto dittatura, per i quali una diffusione sul maggior numero possibile di piattaforme permette di eludere i blocchi della censura statale. In effetti, quando avevo sottotitolato il video Missing in Pakistan il 30 novembre 2007, Roberto Ellero aveva aggiunto nel post il codice di inserimento per consentire ad altri di riutilizzare quella versione altrove (vedi il post con il video e il codice di inserimento).

Però una diffusione del genere, senza il contesto originale, non è appropriata per i video della parte principale di Webmultimediale.org, per i motivi indicati sopra.

07.03.09

Viva la tecnologia Web 2.0 - ma quella appropriata, per favore

Roberto Ellero mi segnala la pagina dell'Inaugurazione del 141° anno accademico di Ca' Foscari. Con encomiabile spirito di economia, il magnifico rettore  Pier Francesco Ghetti ha deciso di spostare la cerimonia online.

Ma perché con 3 video su YouTube?

A un certo punto, il rettore parla di documenti scaricabili da una pagina web. L'URL appare - non cliccabile. Con la funzione commenti di YT, la si poteva fare cliccabile [1].  Ma il vero punto è che non hanno senso video di 3 persone inquadrate da mezzobusti Tiggì anni 50.

Bastava l'audio con la trascrizione, e i documenti menzionati dal magnifico rettore - tutte cose che si potevano mettere iin una sola pagina dell'Internet Archive, dov'è possibile specificare il tipo di licenza di utilizzo e da cui tutti possono scaricare tutti i file - invece che di rafforzare ulteriormente il quasi monopolio del provider commerciale Google.

***

Altro caso: faccio parte di un gruppo di discussione sulla traduzione in collaborazione e sull'insegnamento delle lingue. Un altro membro ci sottopone il video Making IT, or Faking IT? dove Gavin Dudeney dice sì un sacco di cose pertinenti sulla deplorevole riluttanza degli insegnanti di lingue ad utilizzare strumenti online. Però questo video è una cattura di schermo di una presentazione di diapositive, con la sua voce off, con tanti errrhhh e altre esitazioni.

In effetti è difficile concentrarsi quando si fa un tutorial video in cattura di schermo e c'è bisogno allo stesso tempo di far andare avanti le diapositive. Ma soprattutto è assurdo imporsi questa difficoltà quando esiste la possibilità dello slidecasting, cioè di caricare la presentazione dia e il file audio, e di sincronizzarli dopo: è molto più facile ripulire il solo audio dalle esitazioni che non un video. E di nuovo, con uno slidecast - ad es. su Slideshare o su myPlick - si può scegliere la licenza di utilizzazione, e si può consentire agli utenti di scaricare sia le diapositive sia il file audio. Inoltre, il testo delle diapositive appare sotto lo slidecast.

***

Per il magnifico rettore Pier Francesco Ghetti, pazienza, è della generazione segnata dalla TV unidirezionale, quindi è normale che la sola cosa che capisca del cosiddetto Read/Write Web sia il video unidirezionale di YouTube, per giunta in versione monomediale, cioè ignorandone le funzionalità di commenti e di sottotitolazione. Anche se è strano che nessun suo collaboratore gli abbia suggerito una forma meno arcaica.

Ma uno come Dudeney - che fa la morale agli insegnanti sul loro conservatismo e sulla necessità che pensino "fuori dalla scatola" della loro formazione tradizionale per esplorare come gli strumenti Web 2.0 possano arricchire le loro lezioni e renderle più partecipative - dovrebbe razzolare un po' meglio.

Lodati siano il Web 2.0, il Read/Write Web e i loro ricchi strumenti. Ma per l'amor del cielo, non fissiamoci su quelli che consentono soltanto di scimiottare la TV.

[1] Aggiornamento 08.03.09: ho cancellato la frase "Con la funzione commenti di YT, la si poteva fare cliccabil"  perché Roberto Ellero mi ha giustamente fatto notare che nei commenti ai video YouTube non si possono fare link. In realtà non intendevo i commenti ai - e sotto i - video, bensì le annotazioni che si possono fare sul video, come Roberto spiega e illustra in Annotare video su YouTube. Però persino in quelle annotazioni, mi accorgo adesso che è soltanto possibile fare dei link ad altra roba YouTube, non a siti esterni. Ragione di più per esplorare altre soluzioni Web 2.0 invece di confinarsi a YT.

30.04.10

L'UNESCO dovrebbe sottotitolare i suoi video YouTube

Sommario

Premessa

L'UNESCO dovrebbe sottotitolare i video del suo canale YouTube perché l'accesso di tutti all'informazione è uno dei suoi scopi:

UNESCO works to create an enabling environment, which is conducive to and facilitates universal access to information and knowledge, including setting standards, raising awareness and monitoring progress to achieve universal access to information and knowledge.

(da: Access to Information; traduzione: "L'UNESCO lavora alla creazione di un ambiente abilitante che suscita e facilita l'accesso universale all'informazione e alla conoscenza, il ché include stipulare norme, incrementare la consapevolezza e monitorare i progressi per conseguire un accesso universale all'informazione e alla conoscenza).

Li dovrebbe sottotitolare anche perché L'UNESCO ha la sua sede a Parigi, che si trova nell'Unione Europea. E poiché il suo canale YouTube è intitolato UNESCO TV, dovrebbe adempire alla Direttiva 2007/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’ 11 dicembre 2007 , che modifica la direttiva 89/552/CEE del Consiglio relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri c, la quale stipula:

...(64) Il diritto delle persone con disabilità e degli anziani a partecipare e ad essere integrati nella vita sociale e culturale della Comunità è inscindibilmente legato alla fornitura di servizi di media audiovisivi accessibili. I mezzi per ottenere tale accessibilità dovrebbero comprendere, tra gli altri, il linguaggio dei segni, la sottotitolazione, l’audiodescrizione e la navigazione tra menu di facile comprensione. ...

Certo, alcuni di questi mezzi non si possono implementare su YouTube, però la sottotitolazione sì, molto facilmente. Anzi, YouTube offre sia una sottotitolazione automatica basata sul riconoscimento vocale (solo per i video in inglese), sia la traduzione automatica dei sottotitoli , che siano prodotti automaticamente o da umani.

Mentre la traduzione automatica funziona abbastanza bene, per la sottotitolazione tramite riconoscimento vocale, la qualità del risultato dipende dalla qualità dell'audio, dall'accento di chi parla e da altri fattori. Di conseguenza l'UNESCO non si può affidare unicamente, come fa ora, a queste due opzioni automatiche, bensì dovrebbe perlomeno sottotitolare i suoi video nella lingua originale.

Presentazione del World Anti-Piracy Observatory dell'UNESCO

Video originale

Il 21 aprile, l'UNESCO ha caricato su YouTube il video UNESCO highlights the World Book and Copyright Day (23 April) , senza sottotitoli dove

[i]n occasione della giornata mondiale del libro e del copyright (23 aprile), Petya Totcharova, Specialista di copyright dell'UNESCO, sottolinea l'importanza della lotta contro la pirateria per proteggere la creatività.

(tradotto dalla descrizione del video)

Video sottotitolato

Il 23 aprile, ho caricato su YouTube una copia di quel video, con solo l'audio su sfondo nero. In seguito vi ho aggiunto 3 file di sottotitoli (in inglese, francese e italiano), preparati in http://dotsub.com/view/4f324937-8d40-4df9-8431-b52269d79ddf. Infine ho utilizzato le annotazioni di YouTube per aggiungere direttamente sul video dei link alle pagine originali dei due video in caso di inserimento in altre sedi, e qualche altro riferimento.

Sottotitoli diversi

Copio qui soltanto i sottotitoli della parte dedicata al World Anti-Piracy Observatory dell'UNESCO (da 0:01:02 ca), con | a separare i sottotitoli: potete vederli tutti nei video inseriti sopra.

1 Sottotitoli inglesi umani

Cioè quel che la signora Totcharova ha realmente detto, dalla copia del 23 aprile:

The latest, the most recent activity of UNESCO | is the launch of the World Anti-Piracy Observatory. | We have considered it important | to develop this web-based, internet-based tool, | providing detailed information about different measures | - legislative or non formal measures - | that are applied by different countries in the world. | So the purpose is two-fold. | On one side, provide governments all over the world | with best practices, information and good ideas | about enforcement of rights and about respecting intellectual property laws. | On the other side, information provided for more than 110 countries in the world | also helps the right owners themselves.

2 Sottotitoli inglesi automatici

Dall'originale del 21 aprile, copiati il 28 aprile (i sottotitoli automatici di YouTube possono variare da un giorno all'altro, poiché oltre al riconoscimento vocale, utilizzano il confronto con tutti i testi indicizzati da google), con | per segnare la separazione tra sottotitoli, visto che quella sottotitolazione non ha punteggiatura:

the link is the most the sensitivity | olympians for the said the lunch all the world and to cut issue said victory | was conceded fifteen point in | to be the end of this | what beans incinnati be | tool | no I didn't | the children from a ship in time | this information is | the that the or nine four million shares | that's not going to buy different countries | in the world | that purpose the twofold | one wants | like governments | all over the world | and this that information on that | what did he has and ballot | enforcement of an extended out | respect the the public knows | on he had assigned information for a minute | for more than | one hundred and ten | countries in the world | also killed victims' rights in its himself

3 Traduzione italiana automatica dei sottotitoli inglesi automatici

Dall'originale del 21 aprile, copiati il 28 aprile (vedi sopra, 2):

il collegamento è più la sensibilità | Olimpi per detto il pranzo tutto il mondo e di tagliare questione ha detto la vittoria | fu concessa quindici punti in | essere la fine di questo | cosa fagioli | incinnati essere | no non ho | i bambini da una nave nel tempo | queste informazioni sono | il che la o nove 4.000 mila parti | che non sta andando a comprare diversi paesi | nel mondo | A tal fine il duplice | si vuole | Come i governi | in tutto il mondo | e tale che le informazioni su tale |cosa che ha e scrutinio | esecuzione di un estesa fuori | rispettare il pubblico sa | su di lui aveva assegnato le informazioni per un minuto | per più di | centodieci | i paesi del mondo | ucciso anche i diritti delle vittime 'nel suo stesso

4 Traduzione italiana automatica dei sottotitoli inglesi umani

Dalla copia del 23 aprile:

L'ultima, la più recente attività dell'UNESCO | è il lancio della World Anti-Pirateria Observatory. | Abbiamo ritenuto importante | di sviluppare modo leggibile e web-based, strumento basato su Internet, | fornire informazioni dettagliate sulle diverse misure | -Le misure legislative formali o non - | che vengono applicati dai diversi paesi del mondo. | Quindi lo scopo è duplice. | Da un lato, fornire ai governi di tutto il mondo | con le migliori pratiche, le informazioni e le buone idee | circa il rispetto dei diritti e sul rispetto leggi sulla proprietà intellettuale | D'altra parte, le nformazioni fornite da oltre 110 paesi in tutto il mondo | aiuta anche i titolari dei diritti stessi.

5 Sottotitoli italiani umani

Dalla copia del 23 aprile:

L'ultima attività dell'UNESCO | è il lancio dell'Osservatorio anti-pirateria (WAPO). | Abbiamo ritenuto importante | sviluppare questo strumento basato sul Web, sull'internet, | che fornisce informazioni dettagliate sulle varie misure | - legislative o informali - | implementate da vari paesi del mondo. | Lo scopo, quindi, è doppio. | Da una parte, fornire ai governi di tutto il mondo | le pratiche migliori, informazioni e buone idee | sull'imposizione dei diritti e sul rispetto delle leggi sulla proprietà intellettuale. | Dall'altra, le informazioni fornite per più di 110 paesi del mondo | aiutano anche gli aventi diritti stessi.

Conclusioni sulla sottotitolazione

Ovviamente, l'ideale sarebbe sottotitolare umanamente in tutte le lingue dei potenziali utenti dei video YouTube dell'UNESCO, ma costerebbe troppo. Tuttavia, l'esempio 5 mostra che la traduzione automatica di sottotitoli umani dà risultati accettabili, se non perfettamente accurati.

Non è ancora affidabile invece la sottotitolazione in lingua originale tramite il riconoscimento vocale di YouTube, come nell'esempio 2. Inoltre funziona soltanto per ora con i video in inglese, mentre l'UNESCO ha anche video in altre lingue nel suo canale YouTube.

L'UNESCO dovrebbe quindi aggiungere almeno un file di sottotitoli in lingua originale ai video del suo canale YouTube.

A questo fine, l'UNESCO potrebbe aprire un canale su DotSUB e caricare anche lì suoi video, come ha fatto Lee LeFever per anni con i tutorial "In Plain English" che realizzava con Sacha LeFeever: ognuno di questi tutorial è stato sottotitolato in inglese e diverse altre lingue (tra 4 per Borrowing Money In Plain English e 79 per Twitter in Plain English) da volontari che volevano diffondere un dato tutorial con sottotitoli nella loro lingua. Visto l'interesse culturale ed educativo dei video dell'UNESCO, E' verosimile che suscitino un simile interesse da parte di volontari. E una volta completato un set di sottotitoli, basta scaricarlo da DotSUB e ricaricarlo assieme al video YouTube.

E sul fondo?

Non ho affrontato qui gli aspetti controversi del "World Anti-Piracy Observatory" (WAPO) lanciato dall'UNESCO, a cominciare dal termine "anti-piracy" stesso. L'ho fatto invece nella prima metà di UNESCO, World Anti-Piracy Observatory and YouTube.

Da seguire in particolare: UNESCO: Collection of National Copyright Laws – Call for Public Domain Calculator (Digitale Allmend. 2010-04-24), nel caso che la persona incaricata del conto e-mail antipiracy(at)unesco.org – indicato nella pagina Contact Us del WAPO – decidesse finalmente di rispondere al suggerimento di Hartwig Thomas di dedicarsi anche / piuttosto all'elaborazione di un calcolatore per determinare quando una data opera è passata o passerà nel dominio pubblico.

02.12.10

Per difendere la "proprietà intellettuale", gli US sequestrano domini web registrati all'estero e violano l'accessibilità

La settimana scorsa, le pagine di  82 siti web sono state sostituite dal questa mmagine di testo:

immagine di testo inserita senza attributo alt nei siti sequestrati

che ne annunciava il sequestro da parte del reparto Homeland Security Investigationsi dell'ente governativo US  ICE e  dal Dipartimento della Giustizia, "per violazione di copyrigh"t.

Sembrava una burla: oltre la goffagine dell'immagine che sembra una cattura di schermo di qualcosa ideato negli anni 90 da un ragazzino  che avrebbe appena scoperto come usare come usare le tabelle annidate per l'impaginazione, quell'immagine di testo era inserita senza fornire una descrizione alternativa.  E di solio gli enti governativi US sono molto rispettosi delle regole di accessibilità Web..

Inoltre, tra i domini sequestrati, c'è torrent-finder.com, che è semplicemente un motore di meta-ricerca di torrent, che non li ospita, eancora menoi file scaricabili tramite torrent. Quindi dove sarebbe stata la violazione di copyright? Poi il dominio  era stato registrato nel 2005 da un cittadino egiziano: come mai enti US lo potevano legalmente sequestrare? Infine, torrent-finder prosegue tranquillo la sua attività dal suo altro dominio, torrent-finder.info.

La cosa sembrava completamente assurda.

Però lunedì 29 novembre, il Dipartimente della Giustizia (DoJ) e quell'ente ICE hanno tenuto una conferenza stampa confermando che i sequestri erano opera loro, parte della loro operazione In Oaur Sites 2. Vedi i testi delle loro dichiarazioni: del DoJ - di ICE.  E ICE ha caricato su YouTube un video che riassume quella conferenza stampa. Con sottotitoli italiani:

(da universalsubtitles.org/videos/ZJo6ZhTX7W0d/it, dove c'è anche la trascrizione dei sottotitoli).

Sui meccanismi contorti del sequestri con apparente outsourcing a una ditta privata che potrebbe spiegare la violazione del primo principio dell'accessibilità informatica, tentativo di spiegazione nel PS di ‘Operation In Our Sites II’ – Out of Sight for the Blind.

Però come mai "In Our Sites" se sequestrano siti e domini stranieri? Poi tutte quelle immagini guerriere fanno venire in mente Il Prode Anselmo:

Passa un giorno, passa l'altro
Mai non torna il prode Anselmo,
Perché egli era molto scaltro
Andò in guerra e mise l'elmo...

Mise l'elmo sulla testa
Per non farsi troppo mal
E partì la lancia in resta
A cavallo d'un caval.

(...)

Quando presso ai Salamini
Sete ria incominciò,
E l'Anselmo coi più fini
Prese l'elmo, e a bere andò.

Ma nell'elmo, il crederete?
C'era in fondo un forellin
E in tre dì morì di sete
Senza accorgersi il tapin.

...

Nel caso della crociata ICE, altro che forellin.

26.07.11

Navigare Meglio Giugno 2011: Youtube: scuola di copyright

Testo dell'articolo pubblicato su Spendere Meglio

Il 14 aprile 2011, YouTube annunciava sul suo blog ufï¬ciale il lancio di una scuola di copyright per utenti ripetutamente beccati ad usare contenuti altrui. Quel comunicato affermava che, in precedenza, avevano sempre cancellato l’account dell’utente alla terza segnalazione di una violazione del genere. Invece, ormai, gli utenti avrebbero potuto far cancellare una segnalazione dalla loro fedina seguendo con successo una scuola di copyright, che consiste in un tutorial video (in inglese, con sottotitoli in 43 lingue) e in un quiz sul video (nella lingua in cui l’utente guarda YouTube).
Il tutorial – un cartone animato dove un piratuccio chiamato Russell incorre l’ira di una reboante voce off per varie violazioni del copyright – è fatto bene, in un certo senso: quando Russell prova a postare su YouTube registrazioni fatte in un cinema, poi in un concerto live, viene minacciato di cancellazione del suo account e anche peggio.
In seguito, quando si ï¬lma mentre balla sulla musica del suo gruppo preferito, la voce si fa più mite e spiega che persino nei remix, se una componente è sotto copyright, bisogna ottenere il permesso dell’avente diritto – salvo se la riutilizzazione rientra nell’eccezione per il fair use. E legge a tutta velocità una spiegazione di cosa sia il fair use, concludendo che, in caso di dubbio, occorre consultare «un avvocato specializzato nel copyright». Questo, come hanno rilevato diversi commentatori, è demenziale, soprattutto in un tutorial rivolto anche, e soprattutto, ad adolescenti.
Il video però continua: Russell ï¬nalmente ci azzecca, e usa soltanto creazioni sue. La voce off si congratula con lui – ma a questo punto il cannone spara, affondando Russell e la nave. Così il messaggio sottinteso – e quindi più importante - di questo tutorial sembra essere: «Ragazzi, la legge sul copyright è davvero demenziale: nemmeno facendo tutto giusto vi salverete. Quindi avvaletevi di questa scuola di copyright, per quanto assurda sia, per salvare i vostri account. È il solo palliativo che vi possiamo offrire».
Intanto, un mio conoscente 13enne che si era beccato una segnalazione YouTube per l’uso di musica sotto copyright, ha capito l’antifona: ormai usa esclusivamente musiche sotto la licenza creative commons più aperta, che richiede solo l’attribuzione all’autore.

Ulteriori informazioni

30.07.11

Giornali belgi contro Google: testo della decisione della Corte d'appello

Nel 2006, Copiepresse, la società di gestione di diritti degli editori belgi di quotidinai francofoni e germanofoni, intentò un processo a Google per le brevi citazioni di Google News e per le versioni archiviate (in cache) linkate in Google Search. Il 5 maggio 2011, una decisione della Corte d'appello di Bruxelles confermava, con una lieve riformulazione, il giudizio del tribunale di prima istanza. :

La cour ... Condamne Google à retirer des sites Google.be et Google.com, plus particulièrement des liens «en cache» visibles sur "Google Web" et du service "Google News", tous les articles, photographies et représentations graphiques des éditeurs belges de presse quotidienne francophone et germanophone, représentés par Copiepresse, et des auteurs dont SAJ et Assucopie justifieront qu'elles détiennent les droits, sous peine d'une astreinte de 25.000,00 € par jour de retard ....

La sintassi è contorta e la parte evidenziata da me è ambigua: limita o esemplifica il campo di applicazione dell'ordine? Inoltre non sono giurista. Perciò quel che segue è solo un tentativo molto informale di traduzione:

La corte... ordina a Google di ritirare dai siti Google.be e Google.com, più particolarmente dai link "in cache" visibili su "Google Web" e dal servizio Google News, tutti gli articoli, fotografie e rappresentazioni grafiche degli editori francofoni e germanofoni belgi rappresentati da Copiepresse, e degli autori di cui SAJ e Assucopie giustificheranno di possiedere i diritti, pena una multa di € 25'000 per ogni giorno di ritardo. ...

Sembra che Google abbia inizialmente optato per l'interpretazione esemplificativa del passo evidenziato: in effetti, il 15 luglio 2011, rimosse ogni riferimento a contenuti di questi giornali in tutti i suoi risultati di ricerche.  Le Soir lamentò che  Google li stava boycottando, La Libre Belgique scrisse di una reazione brutale alla disputa con gli editor belgi.

Tuttavia, il 25 luglio, Google annunciò che avrebbe ripreso ad indicizzare quei giornai belgi, aggiungendo:

We are delighted that Copiepresse has given us assurances that we can re-include their sites in our Google search index without court-ordered penalties. We never wanted to take their sites out of our index, but we needed to respect a court order until Copiepresse acted. We remain open to working in collaboration with Copiepresse members in the future.

Da: Chloe Albanesius, "Google to Reindex Belgian Newspapers Amidst 'Boycott' Complaints," PCMag.com, July 18, 2011. Traduzione informale:

Siamo felicissimi che Copiepresse ci abbia fornito garanzie che possiamo includere di nuovo i loro siti nel nostro indice, ma  prima dell'azione di Copiepresse, dovevamo rispettare l'ordine della corte. Rimaniamo aperti alla collaborazione futura con i membri di Copiepresse.

Può darsi che i giuristi di Google abbiano realmente inteso la decisione della corte come un ordine di rimuovere ogni riferimento ai quotidiani affiliati a Copie press da tutti i risultati di ricerca, e che lo abbia fatto inizialmente per evitare di dover pagare le multe cospicue previste dalla decisione. O forse avranno visto nell'ambiguità della formulazione un'opportunità per una mossa strategica, sapendo che gli editori di questi quotidiani non sarebbero stati contenti di venire estromessi da tutti i risultati di ricerca. O forse entrambe le cose.

Presumibilmente, Copiepresse avrà protestato che la decisione della Corte riguardava soltanto i risultati delle ricerche Google News e i link alle versione in cache nei risultati Google Web Search. Però abbiamo soltanto quanto Google riferisce della mossa di Copiepresse, non il testo stesso di Copiepresse. E non è chiaro se ciò che la Corte intendeva corrisponde ciò che Copiepresse apparentemente intende.

Testo della decisione

Perciò questa decisione della Corte d'appello di Bruxelles è un documento importante per gli studi giuridici: oltre alle conseguenze dei dubbi sulla sua interpretazione, le sue lunghe e dettagliate considerazioni iniziali mettono in risalto le differenze tra le culture giuridiche europee e statunitensi.

Fino a poco fa, però, questa decisione era soltanto disponibile come PDF fotographico su Scribd,  inutilizzabile dalle persone cieche e scomodo per chiunque volesse studiarla in dettaglio. Per fortuna, il  BJ Institute di Hyderabad, India, ne ha fatto una versione testuale accessibile, disponibile come  PDF e DOC files. È quella che ho utilizzato per la citazione sopra.  Il  PDF accessibile  arret-google.pdf è stato offerto prima da Hartwig Thomas nel suo "Copiepresse vs. Google" (Digitale Allmend Blog, July 22, 2011). Il fle DOC è disponibile in  arret-google_text.doc .

Grazie ai collaboratori del BJ Institute per il loro lavoro accuratissimo.

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