il tempo scorre fra le dita. Tra il pollice e l'indice scorre la sabbia che si accumula al fondo della pagina. La mano rappresenta una delle mudra più usate nel prânâyâma yoga (Jnana Mudra). Questo gesto accompagna anche la meditazione.

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Formazione Archives

26.04.07

Multimedia per imparare le lingue?

Dal 16 al 20 aprile mi sono ritrovata ad insegnare il francese in un contesto universitario a Lugano, dopo 15 anni.

 15 anni fa, al Magistero di Arezzo, utilizzavo pochissimo il multimedia, almeno quello video: la mancanza di videoregistratori (ce n'era uno in aula magna, mi pare) era un ottimo pretesto per non farlo.

Beh, una volta, sì, ho utilizzato un video al Magistero. La sera prima avevo registrato al volo la conferenza stampa indetta da Mitterrand per annunciare l'operazione Desert Storm, durante la prima guerra del Golfo. O piuttosto per dirne il meno possibile, violando spudoratamente la grammatica per creare nebbia tra decisioni prese e incertezze Il mio primo pensiero è stato "Stupenda illustrazione per una lezione sulle ipotetiche." E il secondo: "Sei proprio una stronza: verranno ammazzate migliaia di persone in questa pazzia e tu pensi alla grammatica." Allora invece ho chiesto l'aula magna sul mezzogiorno e ho messo un foglio sulla porta per dire che chiunque fosse interessato poteva venire a vedere il video. 


Mostrare un video in classe per una "lezione di comprensione orale" mi mette a disagio. È contro natura, o almeno è profondamente maleducato costringere varie persone che stanno nello stesso luogo a badar ai discorsi dell'effige di gente che non c'è invece di parlare tra loro. All'università, gli studenti fingono educatamente di ascoltare e pensano ai cavoli propri. A scuola media, ma anche a liceo, i ragazzi si difendono con battute, lancio di palline di carta ecc.

Certo, molti albanesi hanno imparato e imparano l'italiano soltanto guardando la RAI, anche se le due lingue sono completamente. Però scelgono loro di farlo, scelgono le trasmissioni, e le guardano come vogliono, stravaccati sul divano o sdraiati sul tapeto, e possono insultare il politico o il presentatore. È molto diverso.

E cos'altro potevi fare con un video tradizionale su videocassetta, salvo guardarlo? Certo, una volta uno studente di prima liceo ha fatto un montaggio dissacrante di varie puntate di MacGyver, che odiava, e ci siamo tutti divertiti un mondo. Ma era difficile rielaborare una videocassetta.

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26.10.07

IT-Fitness: test and problems

[Nel seguito del post c'è la traduzione italiana.]

The IT-Fitness test was endorsed by German Federal Chancelor Angela Merkel on March 14, 2007, and by Swiss Federal Counselor and Head of the Federal Department of Economic Affairs Doris Leuthard on October 4, 2007. It is meant to assess and certify people's skills in using a computer and basic programs (Office, e-mail, web browser).

Over 150'000 Germans and 5'300 Swiss have already taken it, trusting in the promiss of the German it-fitness.de and Swiss it-fitness.ch sites that this certification would make them "für die Zukunft qualifiziert". This short video collage shows some important flaws in the test that put pay to this claim.

The slide presentation used to make the collage, with its transcript, is on .

Per ora il video sotto è soltanto in inglese. In italiano troverete informazioni sui problemi di valutazione e di certificazione del test IT-Fitness su itfitness.wikispaces.com

Further/altri links del.icio.us/noimedia/itfitness

Per visualizzare il filmato serve il plugin Flash, disponibileper tutti i sistemi operativi e per tutti i browser. http://www.adobe.com/shockwave/download/index.cgi?P1_Prod_Version=ShockwaveFlash">Scaricalo(basta un minuto).

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(basta un minuto)</a>.</p>
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Nel seguito del post la traduzione italiana del testo presente nelle slide del video.

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25.04.08

Il Corvo narrato dal Dr Lombardi

Il "Gruppo fiabe" è una delle attività organizzate dal Club 74, l'associazione degli utenti della Clinica Psichiatrica Cantonale (CPC) e del Centro abitativo, ricreativo e di lavoro (CARL) del Canton Ticino, in collaborazione con l'equipe terapeutica.

Sotto, potete sentire "Il Corvo" dei fratelli Grimm, narrato dal Dr Lombardi al Gruppo Fiabe il giovedì 24 aprile 2008. Si tratta di una registrazione dal vivo con lieve editing (attenuazione dei rumori di sfondo)

Il testo della fiaba è dato in italiano in grimmstories.com/it/grimm_fiabe/il_corvo, con link a versioni in altre lingue, inclusa quella originale tedesca.

07.03.09

Viva la tecnologia Web 2.0 - ma quella appropriata, per favore

Roberto Ellero mi segnala la pagina dell'Inaugurazione del 141° anno accademico di Ca' Foscari. Con encomiabile spirito di economia, il magnifico rettore  Pier Francesco Ghetti ha deciso di spostare la cerimonia online.

Ma perché con 3 video su YouTube?

A un certo punto, il rettore parla di documenti scaricabili da una pagina web. L'URL appare - non cliccabile. Con la funzione commenti di YT, la si poteva fare cliccabile [1].  Ma il vero punto è che non hanno senso video di 3 persone inquadrate da mezzobusti Tiggì anni 50.

Bastava l'audio con la trascrizione, e i documenti menzionati dal magnifico rettore - tutte cose che si potevano mettere iin una sola pagina dell'Internet Archive, dov'è possibile specificare il tipo di licenza di utilizzo e da cui tutti possono scaricare tutti i file - invece che di rafforzare ulteriormente il quasi monopolio del provider commerciale Google.

***

Altro caso: faccio parte di un gruppo di discussione sulla traduzione in collaborazione e sull'insegnamento delle lingue. Un altro membro ci sottopone il video Making IT, or Faking IT? dove Gavin Dudeney dice sì un sacco di cose pertinenti sulla deplorevole riluttanza degli insegnanti di lingue ad utilizzare strumenti online. Però questo video è una cattura di schermo di una presentazione di diapositive, con la sua voce off, con tanti errrhhh e altre esitazioni.

In effetti è difficile concentrarsi quando si fa un tutorial video in cattura di schermo e c'è bisogno allo stesso tempo di far andare avanti le diapositive. Ma soprattutto è assurdo imporsi questa difficoltà quando esiste la possibilità dello slidecasting, cioè di caricare la presentazione dia e il file audio, e di sincronizzarli dopo: è molto più facile ripulire il solo audio dalle esitazioni che non un video. E di nuovo, con uno slidecast - ad es. su Slideshare o su myPlick - si può scegliere la licenza di utilizzazione, e si può consentire agli utenti di scaricare sia le diapositive sia il file audio. Inoltre, il testo delle diapositive appare sotto lo slidecast.

***

Per il magnifico rettore Pier Francesco Ghetti, pazienza, è della generazione segnata dalla TV unidirezionale, quindi è normale che la sola cosa che capisca del cosiddetto Read/Write Web sia il video unidirezionale di YouTube, per giunta in versione monomediale, cioè ignorandone le funzionalità di commenti e di sottotitolazione. Anche se è strano che nessun suo collaboratore gli abbia suggerito una forma meno arcaica.

Ma uno come Dudeney - che fa la morale agli insegnanti sul loro conservatismo e sulla necessità che pensino "fuori dalla scatola" della loro formazione tradizionale per esplorare come gli strumenti Web 2.0 possano arricchire le loro lezioni e renderle più partecipative - dovrebbe razzolare un po' meglio.

Lodati siano il Web 2.0, il Read/Write Web e i loro ricchi strumenti. Ma per l'amor del cielo, non fissiamoci su quelli che consentono soltanto di scimiottare la TV.

[1] Aggiornamento 08.03.09: ho cancellato la frase "Con la funzione commenti di YT, la si poteva fare cliccabil"  perché Roberto Ellero mi ha giustamente fatto notare che nei commenti ai video YouTube non si possono fare link. In realtà non intendevo i commenti ai - e sotto i - video, bensì le annotazioni che si possono fare sul video, come Roberto spiega e illustra in Annotare video su YouTube. Però persino in quelle annotazioni, mi accorgo adesso che è soltanto possibile fare dei link ad altra roba YouTube, non a siti esterni. Ragione di più per esplorare altre soluzioni Web 2.0 invece di confinarsi a YT.

30.04.10

L'UNESCO dovrebbe sottotitolare i suoi video YouTube

Sommario

Premessa

L'UNESCO dovrebbe sottotitolare i video del suo canale YouTube perché l'accesso di tutti all'informazione è uno dei suoi scopi:

UNESCO works to create an enabling environment, which is conducive to and facilitates universal access to information and knowledge, including setting standards, raising awareness and monitoring progress to achieve universal access to information and knowledge.

(da: Access to Information; traduzione: "L'UNESCO lavora alla creazione di un ambiente abilitante che suscita e facilita l'accesso universale all'informazione e alla conoscenza, il ché include stipulare norme, incrementare la consapevolezza e monitorare i progressi per conseguire un accesso universale all'informazione e alla conoscenza).

Li dovrebbe sottotitolare anche perché L'UNESCO ha la sua sede a Parigi, che si trova nell'Unione Europea. E poiché il suo canale YouTube è intitolato UNESCO TV, dovrebbe adempire alla Direttiva 2007/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’ 11 dicembre 2007 , che modifica la direttiva 89/552/CEE del Consiglio relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri c, la quale stipula:

...(64) Il diritto delle persone con disabilità e degli anziani a partecipare e ad essere integrati nella vita sociale e culturale della Comunità è inscindibilmente legato alla fornitura di servizi di media audiovisivi accessibili. I mezzi per ottenere tale accessibilità dovrebbero comprendere, tra gli altri, il linguaggio dei segni, la sottotitolazione, l’audiodescrizione e la navigazione tra menu di facile comprensione. ...

Certo, alcuni di questi mezzi non si possono implementare su YouTube, però la sottotitolazione sì, molto facilmente. Anzi, YouTube offre sia una sottotitolazione automatica basata sul riconoscimento vocale (solo per i video in inglese), sia la traduzione automatica dei sottotitoli , che siano prodotti automaticamente o da umani.

Mentre la traduzione automatica funziona abbastanza bene, per la sottotitolazione tramite riconoscimento vocale, la qualità del risultato dipende dalla qualità dell'audio, dall'accento di chi parla e da altri fattori. Di conseguenza l'UNESCO non si può affidare unicamente, come fa ora, a queste due opzioni automatiche, bensì dovrebbe perlomeno sottotitolare i suoi video nella lingua originale.

Presentazione del World Anti-Piracy Observatory dell'UNESCO

Video originale

Il 21 aprile, l'UNESCO ha caricato su YouTube il video UNESCO highlights the World Book and Copyright Day (23 April) , senza sottotitoli dove

[i]n occasione della giornata mondiale del libro e del copyright (23 aprile), Petya Totcharova, Specialista di copyright dell'UNESCO, sottolinea l'importanza della lotta contro la pirateria per proteggere la creatività.

(tradotto dalla descrizione del video)

Video sottotitolato

Il 23 aprile, ho caricato su YouTube una copia di quel video, con solo l'audio su sfondo nero. In seguito vi ho aggiunto 3 file di sottotitoli (in inglese, francese e italiano), preparati in http://dotsub.com/view/4f324937-8d40-4df9-8431-b52269d79ddf. Infine ho utilizzato le annotazioni di YouTube per aggiungere direttamente sul video dei link alle pagine originali dei due video in caso di inserimento in altre sedi, e qualche altro riferimento.

Sottotitoli diversi

Copio qui soltanto i sottotitoli della parte dedicata al World Anti-Piracy Observatory dell'UNESCO (da 0:01:02 ca), con | a separare i sottotitoli: potete vederli tutti nei video inseriti sopra.

1 Sottotitoli inglesi umani

Cioè quel che la signora Totcharova ha realmente detto, dalla copia del 23 aprile:

The latest, the most recent activity of UNESCO | is the launch of the World Anti-Piracy Observatory. | We have considered it important | to develop this web-based, internet-based tool, | providing detailed information about different measures | - legislative or non formal measures - | that are applied by different countries in the world. | So the purpose is two-fold. | On one side, provide governments all over the world | with best practices, information and good ideas | about enforcement of rights and about respecting intellectual property laws. | On the other side, information provided for more than 110 countries in the world | also helps the right owners themselves.

2 Sottotitoli inglesi automatici

Dall'originale del 21 aprile, copiati il 28 aprile (i sottotitoli automatici di YouTube possono variare da un giorno all'altro, poiché oltre al riconoscimento vocale, utilizzano il confronto con tutti i testi indicizzati da google), con | per segnare la separazione tra sottotitoli, visto che quella sottotitolazione non ha punteggiatura:

the link is the most the sensitivity | olympians for the said the lunch all the world and to cut issue said victory | was conceded fifteen point in | to be the end of this | what beans incinnati be | tool | no I didn't | the children from a ship in time | this information is | the that the or nine four million shares | that's not going to buy different countries | in the world | that purpose the twofold | one wants | like governments | all over the world | and this that information on that | what did he has and ballot | enforcement of an extended out | respect the the public knows | on he had assigned information for a minute | for more than | one hundred and ten | countries in the world | also killed victims' rights in its himself

3 Traduzione italiana automatica dei sottotitoli inglesi automatici

Dall'originale del 21 aprile, copiati il 28 aprile (vedi sopra, 2):

il collegamento è più la sensibilità | Olimpi per detto il pranzo tutto il mondo e di tagliare questione ha detto la vittoria | fu concessa quindici punti in | essere la fine di questo | cosa fagioli | incinnati essere | no non ho | i bambini da una nave nel tempo | queste informazioni sono | il che la o nove 4.000 mila parti | che non sta andando a comprare diversi paesi | nel mondo | A tal fine il duplice | si vuole | Come i governi | in tutto il mondo | e tale che le informazioni su tale |cosa che ha e scrutinio | esecuzione di un estesa fuori | rispettare il pubblico sa | su di lui aveva assegnato le informazioni per un minuto | per più di | centodieci | i paesi del mondo | ucciso anche i diritti delle vittime 'nel suo stesso

4 Traduzione italiana automatica dei sottotitoli inglesi umani

Dalla copia del 23 aprile:

L'ultima, la più recente attività dell'UNESCO | è il lancio della World Anti-Pirateria Observatory. | Abbiamo ritenuto importante | di sviluppare modo leggibile e web-based, strumento basato su Internet, | fornire informazioni dettagliate sulle diverse misure | -Le misure legislative formali o non - | che vengono applicati dai diversi paesi del mondo. | Quindi lo scopo è duplice. | Da un lato, fornire ai governi di tutto il mondo | con le migliori pratiche, le informazioni e le buone idee | circa il rispetto dei diritti e sul rispetto leggi sulla proprietà intellettuale | D'altra parte, le nformazioni fornite da oltre 110 paesi in tutto il mondo | aiuta anche i titolari dei diritti stessi.

5 Sottotitoli italiani umani

Dalla copia del 23 aprile:

L'ultima attività dell'UNESCO | è il lancio dell'Osservatorio anti-pirateria (WAPO). | Abbiamo ritenuto importante | sviluppare questo strumento basato sul Web, sull'internet, | che fornisce informazioni dettagliate sulle varie misure | - legislative o informali - | implementate da vari paesi del mondo. | Lo scopo, quindi, è doppio. | Da una parte, fornire ai governi di tutto il mondo | le pratiche migliori, informazioni e buone idee | sull'imposizione dei diritti e sul rispetto delle leggi sulla proprietà intellettuale. | Dall'altra, le informazioni fornite per più di 110 paesi del mondo | aiutano anche gli aventi diritti stessi.

Conclusioni sulla sottotitolazione

Ovviamente, l'ideale sarebbe sottotitolare umanamente in tutte le lingue dei potenziali utenti dei video YouTube dell'UNESCO, ma costerebbe troppo. Tuttavia, l'esempio 5 mostra che la traduzione automatica di sottotitoli umani dà risultati accettabili, se non perfettamente accurati.

Non è ancora affidabile invece la sottotitolazione in lingua originale tramite il riconoscimento vocale di YouTube, come nell'esempio 2. Inoltre funziona soltanto per ora con i video in inglese, mentre l'UNESCO ha anche video in altre lingue nel suo canale YouTube.

L'UNESCO dovrebbe quindi aggiungere almeno un file di sottotitoli in lingua originale ai video del suo canale YouTube.

A questo fine, l'UNESCO potrebbe aprire un canale su DotSUB e caricare anche lì suoi video, come ha fatto Lee LeFever per anni con i tutorial "In Plain English" che realizzava con Sacha LeFeever: ognuno di questi tutorial è stato sottotitolato in inglese e diverse altre lingue (tra 4 per Borrowing Money In Plain English e 79 per Twitter in Plain English) da volontari che volevano diffondere un dato tutorial con sottotitoli nella loro lingua. Visto l'interesse culturale ed educativo dei video dell'UNESCO, E' verosimile che suscitino un simile interesse da parte di volontari. E una volta completato un set di sottotitoli, basta scaricarlo da DotSUB e ricaricarlo assieme al video YouTube.

E sul fondo?

Non ho affrontato qui gli aspetti controversi del "World Anti-Piracy Observatory" (WAPO) lanciato dall'UNESCO, a cominciare dal termine "anti-piracy" stesso. L'ho fatto invece nella prima metà di UNESCO, World Anti-Piracy Observatory and YouTube.

Da seguire in particolare: UNESCO: Collection of National Copyright Laws – Call for Public Domain Calculator (Digitale Allmend. 2010-04-24), nel caso che la persona incaricata del conto e-mail antipiracy(at)unesco.org – indicato nella pagina Contact Us del WAPO – decidesse finalmente di rispondere al suggerimento di Hartwig Thomas di dedicarsi anche / piuttosto all'elaborazione di un calcolatore per determinare quando una data opera è passata o passerà nel dominio pubblico.

06.08.10

Corso "Retour aux sources de l'audiovisuel" all'Audiorama di Montreux - nov. 2010

registratore a nastro che affonda in un lago, con richiamo all'SOS del Titanic ed invito a maggior efficacia nella preservazione del patrimonio audiovisivo

A novembre 2010 l'Audiorama, con il sostegno dell'UFCOM, offre la seconda edizione del  corso Retour aux sources de l’audiovisuel (ritorno alle fonti dell'audiovisiovo).

Dalla descrizione del corso:

Obiettivi:

1) Saper conservare, mantenere e far funzionare le apparecchiature di letture per:

  • consentire il reperimento di archivi audiovisivi
  • conservare un patrimonio immateriale - preoccupazione attuale dell'UNESCO

2) Poter identificare

  • i supporti, gli archivi audiovisivi e le apparecchiature
  • le apparecchiature in grado di restituire suoni ed immagini

Per il programma dettagliato e il formulario d'iscrizione, vedi la pagina del corso audiorama.ch/fr/fr_2010/fr_cours_nov2010.php.

Ringraziamento

all'Audiorama, per il permesso di utilizzare l'immagine del manifesto del corso, in cima a questo post.

Navigare meglio - agosto 2010: Imparare con i video

Testo dell'articolo pubblicato su Spendere Meglio

(con link aggiunti)

A giugno David N. Figlio, Mark Rush e Lu Yin hanno pubblicato un rapporto su un esperimento condotto durante un corso di microeconomia di tre mesi.

Per l'esperimento avevano suddiviso 327 studenti volontari – sui quasi 1600 iscritti al corso – in due gruppi: un gruppo seguiva le conferenze del corso in aula, l'altro su videoregistrazioni offerte nel sito del corso. Le altre condizioni – tutorial, documentazione online – erano identiche per tutti.

Lo scopo era di vedere se incideva sull'apprendimento degli studenti il modo di fruire quelle conferenze: dal vivo o su video. Dal confronto dei loro risultati all'esame è emersa una differenza – lieve ma preoccupante in quanto colpiva maggiormente gli studenti già più deboli in partenza – a sfavore di coloro che avevano seguito le lezioni su video.

L'ipotesi degli sperimentatori è che forse quei studenti abbiano  cercato di studiare i video all'ultimo momento prima dell'esame. In effetti, mentre si può accelerare la lettura di testi, il tempo di ascolto di un video non è comprimibile – salvo forse per i ciechi, abituati a leggere i testi numerici in audio con la sintesi vocale a tutta velocità.

Inoltre, per studiare è importante prendere appunti, e a scuola impariamo a farlo sui testi, durante lezioni dal vivo, ma non sui video. Eppure esistono strumenti che possono essere dirottati per farlo: quelli per aggiungere sottotitoli a un video, come quelli dei DVD. Quei sottotitoli sono prodotti da una trascrizione suddivisa in pezzi brevi muniti di indicazioni temporali che ne consentono la sincronizzazione con il video.

DotSub.com ed altri siti gratuiti consentono di creare facilmente questa trascrizione sincronizzata, di scaricarla per studiarla come qualsiasi testo, poi – volendo – di condividerla con altri i quali, a loro volta, potranno scegliere se leggerla come testo oppure se utilizzarla per produrre sottotitoli sul video. Però nulla impedisce di usare questi siti per annotare dati passi di un video anziché per sottotitolarlo.

Saper imparare con i video non serve soltanto a scuola: sempre più spesso, anche in ambito professionale, i video – ad esempio di una riunione di lavoro – vengono propinati come documentazione da assimilare. Come diceva Lawrence Lessig nella conferenza inaugurale di Wikimania 2006: "...lo scrivere parole è il latino della nostra epoca moderna. Il linguaggio ordinario della gente non è fatto di parole, ma è questo: video e suono."

Complementi di informazione

L'esperimento di David N. Figlio, Mark Rush e Lu Yin menzionato all'inizio ha suscitato un dibattito acceso. Vedi i link raccolti in diigo.com/user/calmansi/videoliveonline.

Per un esempio di uso accelerato della sintesi vocale, cfr. la registrazione proposta in Ascoltare il web con JAWS, sotto la guida di Gabriele Ghirlanda (bis), all'inizio e soprattutto alla fine.

Per altri strumenti di sottotitolazione che possono essere dirottati per la presa di appunti, vedi Three Video Captioning Tools. Inoltre, quando le immagini non aggiungono granché, è possibile estrarre l'audio e trascriverlo nelle etichette di Audacity.

19.03.11

Navigare Meglio - febbraio 2011 - Privacy: il caso Didasca

Testo dell'articolo pubblicato su Spendere Meglio

Spesso, a proposito della privacy in rete, i media demonizzano le reti sociali. Ed è vero che il loro uso comporta rischi: durante la notte di San Silvestro, è stata svaligiata l’abitazione dell’attore francese Michael Youn. Aveva pubblicato su Twitter una foto presa dal suo appartamento parigino e un suo fan aveva risposto indicando il nome della via, identificata grazie a Google Maps. In seguito, la compagna di Youn aveva a sua volta “twittato” una foto di Mégève, dove trascorrevano le ferie.
Non è stato il primo caso in cui i ladri si sono avvalsi di informazioni raccattate nelle reti sociali. E la colpa non è di queste ultime, bensì di chi vi sparge incautamente informazioni aggregabili.
Ci sono anche casi dove gravi violazioni della privacy sono dovute all’ignoranza, senza intenzione di dolo, ma tuttavia pericolose. L’associazione Didasca vanta di essere stata la prima in Italia ad organizzare corsi Ecdl (patente europea per la guida dei computer) negli anni ’90, cosa apparentemente rassicurante. L’anno scorso ha però iniziato ad offrire corsi gratuiti per insegnanti sulle applicazioni Google. Per raccogliere le iscrizioni, usa un questionario Google Docs, che immette le risposte in un foglio di calcolo online.
Primo problema: tra i dati richiesti, vi è il codice fiscale, in barba al regolamento di Google Docs sulla privacy, che vieta la raccolta di dati del genere, e alle affermazioni di Didasca stessa sul “massimo grado di tutela dei dati” in risposta a una domanda in merito. Inoltre, Didasca ha affidato a certi partecipanti al primo corso il reclutamento per il secondo, iniziato a gennaio. In un caso almeno, il neo-reclutatore ha impostato il foglio di calcolo come “visibile da chiunque”.
In seguito, Didasca ha creato account @didasca.org – in realtà semplici account Google – per i partecipanti, usando proprio il loro codice fiscale come nome utente e una password generica, avvertendoli soltanto a posteriori e rimandandoli a un tutorial video pubblico su come attivare questi account. C’è quindi un alto rischio che malviventi si avvalgano del foglio di calcolo pubblico per appropriarsi di questi account.
Perciò quando un ente, per quanto rispettabile e in buona fede, chiede dati personali come il codice fiscale per l’iscrizione a un suo servizio, conviene rinunciare all’offerta.

Ulteriori informazioni

20.03.11

Dirottare DotSUB per prendere appunti

In un commento all'Audio lezione di startup del corso di Andreas Formiconi, avevo scritto a proposito delle Web app di sottotitolazione:

...Queste applicazione sono concepite per fare sottotitoli, quindi in teoria per trascrivervi le parole dell'audio. Però possono altresì essere usate per prendere appunti, commenti ecc., poi scaricarli nel caso qualcuno volesse usare la pagina per sottotitolare davvero.

Siccome nella sua lezione Pre-assignment 2: ma cosa è il computer? Andreas adesso ha inserito una versione sottotitolata con DotSUB (in inglese e italiano da lui, in spagnolo da qualcun altro) del video "How to Use Google Documents : Spreadsheet Toolbar in Google Documents", ho deciso di usarne la pista "Sign Languages" per illustrare questo dirottamento.

In effetti, visto che si può soltanto scrivere del testo nelle piste di sottotitolazione DotSUB, quella "Sign Languages" è comunque inutilizzabile per la lingua dei segni: quindi dirottarla non nuoce a nessuno.

Però nel caso qualcun altro desiderasse modificarla per mettervi i propri appunti, ho salvato la mia versione come file .srt che potrò sembre ri-sincronizzare con il video se mi serve:

How_to_Use_Google_Documents___Spreadsheet_Toolbar_in_Google_Documents_sgn.srt

Quel file .srt può essere aperto con qualsiasi editore di testo.... salvo con Google Documents

19.04.11

Navigare Meglio - Aprile 2011 - Cyberbullismo o solo bullismo?

Testo dell'articolo pubblicato su Spendere Meglio

Nel 2005, per la trasmissione radiofonica "Tam Tam" di Adisi, Giovanni Rengucci ed io avevamo intervistato telefonicamente Nancy Willard, esperta statunitense della sicurezza online dei giovani, sul "cyberbullismo", cioè sulla violenza online tra giovani.

In quell'intervista, Willard aveva sottolineato le varie dimensioni – sociologica, penale, psicologica – del fenomeno, nonché le sue relazioni complesse con il bullismo nella vita reale: chi viene insultato e/o picchiato a scuola a volte si vendica, ma può anche essere una vittima online.. Di conseguenza, lei auspicava un approccio multidisciplinare  nel lottare contro il cyberbullismo.

A febbraio 2011, me ne ha riparlato quando è passata dalla Svizzera prima di un workshop  che ha condotto a Milano con specialisti dell'Unione Europea della sicurezza online dei giovani. Alcuni aspetti non sono cambiati in sei anni: le manifestazioni del bullismo online rimangono altrettanto durevoli. Inoltre, le reti sociali come Facebook e Twitter ne hanno persino aumentato la diffusione.

D'altro canto, di positivo, c'è che adesso esistono i gruppi multidisciplinari che auspicava. E sono giunti alla conclusione che i protagonisti più efficaci nel debellare i bulli sono i ragazzi stessi: gli adulti possono e devono incoraggiare e assecondare le loro iniziative, ma cercare di inculcare loro messaggi preconfezionati serve a poco.

Un altro cambiamento è che per i giovani – i cosidetti "nativi digitali" – il concetto di "cyber" non ha più senso: non che confondano la vita e ciò che avviene online, ma per loro gli strumenti telematici attuali sono solo strumenti, come per le generazioni precedenti il telefono, la Tv o il fax. E questo consente loro una percezione globale del bullismo, che avvenga online o a scuola o altrove.

L'ha capito la Casa Bianca che il 10 marzo ha ospitato una conferenza intitolata semplicemente "Antibullying", trasmessa in diretta su Facebook, che radunava studenti e specialisti. E l'avevano già capito da tempo certe Sme ticinesi: nel 2007 la Tsi aveva realizzato e diffuso il filmato "In disparte", una storia di bullismo che iniziava a scuola e continuava online, usando un doppio copione scritto dagli allievi della Sme di Massagno e dall'assemblea dei genitori della Sme di Lodrino.
Link a "In disparte" e all'intervista di Nancy Willard: http://bit.ly/bullismo.

Ulteriori informazioni

In Cyberbullying: An Interview with Nancy Willard, (14 febbraio 2011), ci sono diversi link a risorse utili sul tema del bullismo

30.07.11

Giornali belgi contro Google: testo della decisione della Corte d'appello

Nel 2006, Copiepresse, la società di gestione di diritti degli editori belgi di quotidinai francofoni e germanofoni, intentò un processo a Google per le brevi citazioni di Google News e per le versioni archiviate (in cache) linkate in Google Search. Il 5 maggio 2011, una decisione della Corte d'appello di Bruxelles confermava, con una lieve riformulazione, il giudizio del tribunale di prima istanza. :

La cour ... Condamne Google à retirer des sites Google.be et Google.com, plus particulièrement des liens «en cache» visibles sur "Google Web" et du service "Google News", tous les articles, photographies et représentations graphiques des éditeurs belges de presse quotidienne francophone et germanophone, représentés par Copiepresse, et des auteurs dont SAJ et Assucopie justifieront qu'elles détiennent les droits, sous peine d'une astreinte de 25.000,00 € par jour de retard ....

La sintassi è contorta e la parte evidenziata da me è ambigua: limita o esemplifica il campo di applicazione dell'ordine? Inoltre non sono giurista. Perciò quel che segue è solo un tentativo molto informale di traduzione:

La corte... ordina a Google di ritirare dai siti Google.be e Google.com, più particolarmente dai link "in cache" visibili su "Google Web" e dal servizio Google News, tutti gli articoli, fotografie e rappresentazioni grafiche degli editori francofoni e germanofoni belgi rappresentati da Copiepresse, e degli autori di cui SAJ e Assucopie giustificheranno di possiedere i diritti, pena una multa di € 25'000 per ogni giorno di ritardo. ...

Sembra che Google abbia inizialmente optato per l'interpretazione esemplificativa del passo evidenziato: in effetti, il 15 luglio 2011, rimosse ogni riferimento a contenuti di questi giornali in tutti i suoi risultati di ricerche.  Le Soir lamentò che  Google li stava boycottando, La Libre Belgique scrisse di una reazione brutale alla disputa con gli editor belgi.

Tuttavia, il 25 luglio, Google annunciò che avrebbe ripreso ad indicizzare quei giornai belgi, aggiungendo:

We are delighted that Copiepresse has given us assurances that we can re-include their sites in our Google search index without court-ordered penalties. We never wanted to take their sites out of our index, but we needed to respect a court order until Copiepresse acted. We remain open to working in collaboration with Copiepresse members in the future.

Da: Chloe Albanesius, "Google to Reindex Belgian Newspapers Amidst 'Boycott' Complaints," PCMag.com, July 18, 2011. Traduzione informale:

Siamo felicissimi che Copiepresse ci abbia fornito garanzie che possiamo includere di nuovo i loro siti nel nostro indice, ma  prima dell'azione di Copiepresse, dovevamo rispettare l'ordine della corte. Rimaniamo aperti alla collaborazione futura con i membri di Copiepresse.

Può darsi che i giuristi di Google abbiano realmente inteso la decisione della corte come un ordine di rimuovere ogni riferimento ai quotidiani affiliati a Copie press da tutti i risultati di ricerca, e che lo abbia fatto inizialmente per evitare di dover pagare le multe cospicue previste dalla decisione. O forse avranno visto nell'ambiguità della formulazione un'opportunità per una mossa strategica, sapendo che gli editori di questi quotidiani non sarebbero stati contenti di venire estromessi da tutti i risultati di ricerca. O forse entrambe le cose.

Presumibilmente, Copiepresse avrà protestato che la decisione della Corte riguardava soltanto i risultati delle ricerche Google News e i link alle versione in cache nei risultati Google Web Search. Però abbiamo soltanto quanto Google riferisce della mossa di Copiepresse, non il testo stesso di Copiepresse. E non è chiaro se ciò che la Corte intendeva corrisponde ciò che Copiepresse apparentemente intende.

Testo della decisione

Perciò questa decisione della Corte d'appello di Bruxelles è un documento importante per gli studi giuridici: oltre alle conseguenze dei dubbi sulla sua interpretazione, le sue lunghe e dettagliate considerazioni iniziali mettono in risalto le differenze tra le culture giuridiche europee e statunitensi.

Fino a poco fa, però, questa decisione era soltanto disponibile come PDF fotographico su Scribd,  inutilizzabile dalle persone cieche e scomodo per chiunque volesse studiarla in dettaglio. Per fortuna, il  BJ Institute di Hyderabad, India, ne ha fatto una versione testuale accessibile, disponibile come  PDF e DOC files. È quella che ho utilizzato per la citazione sopra.  Il  PDF accessibile  arret-google.pdf è stato offerto prima da Hartwig Thomas nel suo "Copiepresse vs. Google" (Digitale Allmend Blog, July 22, 2011). Il fle DOC è disponibile in  arret-google_text.doc .

Grazie ai collaboratori del BJ Institute per il loro lavoro accuratissimo.

17.11.11

Editing multimediale: sbranare i video

Il 15 novembre 2011 Andreas Formiconi ha pubblicato Inizia qui il (per)corso, un post dove dava le prime indicazioni per il suo corso  di Editing Multimediale per la Italian University Line (IUL). Tra i riferimenti, c'è un video introduttivoi: http://lai.dfc.unifi.it/blogoclasse/data/formiconi.mov.

Prima di finire di guardarlo, ne ho estratto l'audio con MPEG Streamclip e ho cominciato a trascriverlo nelle etichette di Audacity (beh, sbirciando sul video per le parti scritte e mute all'inizio e alla fine - la trascrizione è in http://bit.ly/EditMultimediaIntro).

Poi mi sono chiesta cosa mi spingeva a sbranare così i video, soprattutto quelli dichiarativi come questo, dove l'immagine non trasmette - apparentemente - informazioni particolari. Ma lo faccio anche con gli altri, e quando non li posso sbranare tecnicamente, lo faccio mentalmente: con le trasmissioni TV ad esempio: "Bello, questo documentario: funzionerebbe anche in radio". Oppure: "Questo servizio del TG è proprio un'idiozia, alla radio non lo avrebbero mai trasmesso".

E mi è tornato in mente "Holzwolle" (segatura), un racconto della raccolta Eigentlich möchte Frau Blum den Milchmann kennenlernen (1964: "Veramente, la signora Blum vorrebbe fare la conoscenza del lattaio") di Peter Bichsel.

Il narratore, che si annoia a morte durante la proiezione di diapositive (per le nuove generazioni: cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Diapositiva) di vacanze a casa di amici, incomincia a sognare agli orsacchiotti e di come li sventrava da piccolo:

Heute sind die Teddybären viel kleiner. Sie waren gross und gelb, und sie hatten etwas, das man in der Holzwolle suchte.
Jetzt ist er kaputt.

(Oggi gli orsacchiotti sono molto più piccoli. Erano grandi e gialli ed avevano qualcosa che uno cercava nella loro segatura.
Adesso è distrutto).

Allora ho capito, a contrario. Oggi i lattai non ci sono più, e gli amici mettono le foto di vacanze in un album flickr o picasa, poi ti mandano il link. E te la cavi con "Complimenti, sembra di esserci: che tramonti stupendi (e/o "come sei bravo a cogliere le espressioni della gente" e/o....)".

E i video online li puoi tranquillamente sventrare e sbranare, in cerca di ciò che hanno dentro o per puro vandalismo: tanto l'originale c'è ancora. Cioè l'analogia non è tanto con l'orsacchiotto imbottito di segatura di Bichsel, quanto con i pupazzi perpetuamente massacrati e rimassacrati dei cartoni Happy Tree Friends.

Inoltre, quale che sia la motivazione iniziale, lo sbranamento di video permette di scoprire quel che hanno dentro, quando lo hanno, cioè. All'inizio ho classificato il video http://lai.dfc.unifi.it/blogoclasse/data/formiconi.mov di Andreas tra "quelli dichiarativi (...), dove l'immagine non trasmette - apparentemente - informazioni particolari". Apparentemente soltanto, perché in realtà, anche se sembra uno di quei video dove qualcuno si riprende in piano sequenza, è interessante il modo in cui Andreas non fissa quasi mai la camera direttamente, ma guarda altrove, come se si rivolgesse a più persone nella stanza. Così evita di farci sentire sotto osservazione - o vittime di un tentativo di ipnosi - per 11 minuti.

Io normalmente i piani sequenza (o qualsiasi piano di ripresa, a dire il vero) non li noto. Quando è uscito "Professione reporter", tutti i critici si estasiavano sul "lunghissimo piano sequenza", allora con alcuni amici siamo andati a vederlo. E anche loro, dopo, si sono messi a discettare di quel piano sequenza - e a si sono scandalizzati quando ho chiesto: "Ma scusate, dov'era? Non l'ho mica visto".

Mi ci vuole proprio il contrasto con la versione solo audio per accorgermene, di questi piani. La cosa buffa è che quel piano sequenza di Antonioni adesso c'è su YouTube, ma in versione muta, quindi non lo posso sbranare come il video di Andreas per ricavarne l'audio. Però visto che c'è solo quello, non c'è più rischio che me lo perda. E sì, è impressionante:

Però la gente normale, cioè non montaggio-analfabeta come me, come lo percepisce oggi che la stragrande parte dei video non professionisti online è fatta di un solo piano?

04.12.11

Editing multimediale: feed reader

In Compito IUL 2: impiego di un aggregatore di feed, Andreas Formiconi chiede ai partecipanti al (per)Corso Editing Mutlimediale:

...l’esecuzione di uno screenshot (“istantanea” dello schermo o di una sua parte) in cui si veda la propria pagina Google Reader (o altro aggregatore) ...

Poiché ho scelto una soluzione "altro aggregatore" pubblica, preferisco indicarne semplicemente l'URL:  http://subtitling-for-accessibility-education-and-creativity.wikispaces.com/editing_multimediale_02_blogoclasse_feed - o più concisamente: http://bit.ly/EditMultimedialeFeed.

A proposito dei feed del blog Notecellulari, vedi nota 2. Beh, se "cellulari" nel titolo indica un "mobile device", è normale che quel blog sia un po' girovago.

18.12.11

Editing multimediale: Codice Forma Contenuto

Compito

In Codice Forma Contenuto, Andreas Formiconi ci ha chiesto di esplorare e confrontare i file english.xml  e italian.xml scaricabili dalla pagina Binary translation di Notepad++ - con Notepad++ se lo potevamo installare (funziona su Windows) o senza altrimenti.

Modo di esecuzione

Avendo un Mac, ho esplorato i 2 file "alla cieca", nel senso che non potevo vedere cosa essi producevano nell'applicazione stessa. Per capirne almeno la struttura, dopo averli aperti, ne ho copiato i contenuti in una specie di concordanza casareccia nella pagina editing_multimediale_03_notepad di un wiki wikispaces.

All'inizio avevo pensato di farlo con un Google Doc, ma sto usando un vecchio Mac e la pagina Google Docs mi ha detto che il mio browser (una vecchia versione di Firefox) potrebbe non farcela a gestirla, e di provare con Chrome. In effetti non riuscivo a scrivervi, ma col cavolo che installo Chrome per usare una Web app: sembra di tornare ai tempi dei siti Web 1.0 conficurati per essere letti con Internet Exporer. Da qui la scelta di Wikispaces.

Ho trasformato i tag che hanno 2 parti in titoli gerarchici affinché il sommario automatico della pagina riflettesse i loro livelli di incastonamento, con gli item di ogni doppio tag sotto la 1a parte del tag, in tabelle a tre colonne: Inglese, Italiano, Commenti.

Arrivata alla fine, dove si chiudono tutti i tag ancora aperti, mi sono accorta di aver ranzato perché non avevo riconosciuto <NotepadPlus> e <Native-Langue name="English" filename="english.xml" > come prime metà di tag. Mi sono arrabbiata, un po' come quando da bambina sbagliavo ad abbinare bottone ed occhiello abbotonando l'impermeabile. Ho pensato: "Chi se ne frega? Tanto il tuo trucco col sommario è una metafora probabilmente eretica che serve solo a te." Poi ho corretto i livelli di titoli lo stesso.

Osservazioni

La metafora del sommario della pagina wiki sarà eretica, però malgrado l'errore iniziale, soltanto l'attività di copia-incolla delle parti dei due file, prima ancora di guardare il sommario prodotto,  già mi aveva dato una certa idea della struttura dei due file, e quindi anche di come doveva apparire Notepad++ : cioè non molto diverso di altri editori che conosco. Beh, ci sono ancora zone "hic sunt leones" pe me, ma queste ci sono in tutti i processi di esplorazione e di apprendimento

Mi ha colpita la realizzazione del fatto che quando un'operazione può essere fatta in modi diversi - ad es. "salvare" con il menù File o con un'icona o con codice tastiera - tutti questi modi sono codificati separatamente. Logico, a ripensarci.

Ma italian.xml è proprio la traduzione di english.xml? In diverse sezioni, l'ordine degli item è diverso, addirittura accade che ci sia un item in italiano che non c'è un inglese, e viceversa.

E se si traducono soltanto - come sembra dal confronto - gli attribito "name" degli item e "title" della prima parte dei tag, perché correre il rischio che il traduttore cancelli per sbaglio qualcosa nel ressto del codice?

Esistono applicazioni online per la traduzione dei software. Ho partecipato - poco - alla traduzione dei siti di Democracy.tv (adesso Miro) con Launchpad. di Wikispaces con Pootle, e adesso partecipo a quella di Universal Subtitles con Transifex. Con tutte e tre, ai traduttori vengono mostrate soltanto le parti da tradurre, mica il resto del codice che rischiano di rovinare.

Inoltre - almeno con Transifex, per le due altre non ricordo - se qualcuno sta già lavorando a una data traduzione, l'applicazione te lo dice, così non state a pestartvi i pied, e si evitano i doppioni che sembrano esserci per le traduzioni di Notepad++, se ho capito bene la pagina Binary translation . Poi c'è la possibilità di segnalare dubbi sulla traduzione di un dato passo.

Certo, anche queste applicazioni di traduzione online presentano problemi: il testo da tradurre viene presentato in un file .po, che sembra un derivato del file .xml della sorgente completa, e non so come ne venga derivato - quanto automaticamente e quanto a mano. Fatto sta che a volte quei file .po ti propinano passi molto brevi, persino di una sola parola: sarà un nome? Sarà un verbo? Se un verbo, a quale persona?

Ciononostante, vista la possibilità di segnalare dubbi, queste applicazioni mi sembrano preferibili alla scelta di dare l'intero file .XML ai traduttori: a parte i rischi di errori che potrebbero rovinare il codice, la consapevolezza di quel rischio potrebbe scoraggiare molti volontari - per non parlare della necessità di tradursi tutto il file invece di poterlo fare collaborativamente.

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