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      <title>Almansi videoblog</title>
      <link>http://www.webmultimediale.org/almansi/</link>
      <description>Quelli tra noi che da docenti universitari dedicano la propria vita a scrivere testi amano pensare che la gente capisca il mondo attraverso i nostri testi scritti. Però urge sempre di più riconoscere che lo scrivere parole è il latino della nostra epoca moderna, e che il linguaggio ordinario della gente, la vulgata della gente, non è fatta di parole, ma è questo: video e suono.
Dalla conferenza di Lawrence Lessig a Wikimania 2006 (video completo in http://blip.tv/file/57456)</description>
      <language>it</language>
      <copyright>Copyright 2011</copyright>
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         <title>Editing multimediale: Codice Forma Contenuto</title>
         <description><![CDATA[<h5>Compito</h5><p>In <a href="http://iamarf.org/2011/12/17/codice-forma-contenuto/">Codice Forma Contenuto</a>, Andreas Formiconi ci ha chiesto di esplorare e confrontare i file <a href="http://websvn.tuxfamily.org/dl.php?repname=notepadplus/repository&amp;path=/trunk/PowerEditor/installer/nativeLang/english.xml">english.xml</a>&nbsp; e <a href="http://websvn.tuxfamily.org/dl.php?repname=notepadplus/repository&amp;path=/trunk/PowerEditor/installer/nativeLang/italian.xml">italian.xml</a>  scaricabili dalla pagina <a href="http://notepad-plus-plus.org/contribute/binary-translations.html">Binary translation</a> di <a href="http://notepad-plus-plus.org/">Notepad++</a> - con Notepad++ se lo potevamo installare (funziona su Windows) o senza altrimenti.</p><h5>Modo di esecuzione</h5><p>Avendo un Mac, ho esplorato i 2 file &quot;alla cieca&quot;, nel senso che non potevo vedere cosa essi producevano nell'applicazione stessa. Per capirne almeno la struttura, dopo averli aperti, ne ho copiato i contenuti in una specie di concordanza casareccia nella pagina <a href="http://subtitling-for-accessibility-education-and-creativity.wikispaces.com/editing_multimediale_03_notepad">editing_multimediale_03_notepad</a> di un wiki wikispaces.</p><p>All'inizio avevo pensato di farlo con un Google Doc, ma sto usando un vecchio Mac e la pagina Google Docs mi ha detto che il mio browser (una vecchia versione di Firefox) potrebbe non farcela a gestirla, e di provare con Chrome. In effetti non riuscivo a scrivervi, ma col cavolo che installo Chrome per usare una Web app: sembra di tornare ai tempi dei siti Web 1.0 conficurati per essere letti con Internet Exporer. Da qui la scelta di Wikispaces.</p><p>Ho trasformato i tag che hanno 2 parti in titoli gerarchici affinch&eacute; il  sommario automatico della pagina riflettesse i loro livelli di  incastonamento, con gli item di ogni doppio tag sotto la 1a parte del  tag, in tabelle a tre colonne: Inglese, Italiano, Commenti.</p><p>Arrivata alla fine, dove si chiudono tutti i tag ancora aperti, mi sono accorta di aver ranzato perch&eacute; non avevo riconosciuto &lt;NotepadPlus&gt; e &lt;Native-Langue name=&quot;English&quot; filename=&quot;english.xml&quot; &gt; come prime met&agrave; di tag. Mi sono arrabbiata, un po' come quando da bambina sbagliavo ad abbinare bottone ed occhiello abbotonando l'impermeabile. Ho pensato: &quot;Chi se ne frega? Tanto il tuo trucco col sommario &egrave; una metafora probabilmente eretica che serve solo a te.&quot; Poi ho corretto i livelli di titoli lo stesso.</p><h5>Osservazioni</h5><p>La metafora del sommario della pagina wiki sar&agrave; eretica, per&ograve; malgrado l'errore iniziale, soltanto l'attivit&agrave; di copia-incolla delle parti dei due file, prima ancora di guardare il sommario prodotto,&nbsp; gi&agrave; mi aveva dato una certa idea della struttura dei due file, e quindi anche di come doveva apparire Notepad++ : cio&egrave; non molto diverso di altri editori che conosco. Beh, ci sono ancora zone &quot;hic sunt leones&quot; pe me, ma queste ci sono in tutti i processi di esplorazione e di apprendimento</p><p>Mi ha colpita la realizzazione del fatto che quando un'operazione pu&ograve; essere fatta in modi diversi - ad es. &quot;salvare&quot; con il men&ugrave; File o con un'icona o con codice tastiera - tutti questi modi sono codificati separatamente. Logico, a ripensarci.</p><p>Ma <a href="http://websvn.tuxfamily.org/dl.php?repname=notepadplus/repository&amp;path=/trunk/PowerEditor/installer/nativeLang/italian.xml">italian.xml</a>  &egrave; proprio la traduzione di <a href="http://websvn.tuxfamily.org/dl.php?repname=notepadplus/repository&amp;path=/trunk/PowerEditor/installer/nativeLang/english.xml">english.xml</a>? In diverse sezioni, l'ordine degli item &egrave; diverso, addirittura accade che ci sia un item in italiano che non c'&egrave; un inglese, e viceversa.</p><p>E se si traducono soltanto - come sembra dal confronto - gli attribito &quot;name&quot; degli item e &quot;title&quot; della prima parte dei tag, perch&eacute; correre il rischio che il traduttore cancelli per sbaglio qualcosa nel ressto del codice?</p><p>Esistono applicazioni online per la traduzione dei software. Ho partecipato - poco - alla traduzione dei siti di Democracy.tv (adesso <a href="http://www.getmiro.com/">Miro</a>) con <a href="https://launchpad.net/">Launchpad</a>. di <a href="http://www.wikispaces.com">Wikispaces</a> con <a href="http://sourceforge.net/projects/translate/">Pootle</a>, e adesso partecipo a quella di <a href="http://www.universalsubtitles.org">Universal Subtitles</a> con <a href="https://www.transifex.net/home/">Transifex</a>. Con tutte e tre, ai traduttori vengono mostrate soltanto le parti da tradurre, mica il resto del codice che rischiano di rovinare.</p><p>Inoltre - almeno con Transifex, per le due altre non ricordo - se qualcuno sta gi&agrave; lavorando a una data traduzione, l'applicazione te lo dice, cos&igrave; non state a pestartvi i pied, e si evitano i doppioni che sembrano esserci per le traduzioni di Notepad++, se ho capito bene la pagina  <a href="http://notepad-plus-plus.org/contribute/binary-translations.html">Binary translation</a> . Poi c'&egrave; la possibilit&agrave; di segnalare dubbi sulla traduzione di un dato passo.</p><p>Certo, anche queste applicazioni di traduzione online presentano problemi: il testo da tradurre viene presentato in un file .po, che sembra un derivato del file .xml della sorgente completa, e non so come ne venga derivato - quanto automaticamente e quanto a mano. Fatto sta che a volte quei file .po ti propinano passi molto brevi, persino di una sola parola: sar&agrave; un nome? Sar&agrave; un verbo? Se un verbo, a quale persona?</p><p>Ciononostante, vista la possibilit&agrave; di segnalare dubbi, queste applicazioni mi sembrano preferibili alla scelta di dare l'intero file .XML ai traduttori: a parte i rischi di errori che potrebbero rovinare il codice, la consapevolezza di quel rischio potrebbe scoraggiare molti volontari - per non parlare della necessit&agrave; di tradursi tutto il file invece di poterlo fare collaborativamente.</p><p></p>]]></description>
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         <pubDate>Sun, 18 Dec 2011 22:19:54 +0100</pubDate>
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         <title>Navigare Meglio Dicembre 2011 - Multimedia: Oltre Babele</title>
         <description><![CDATA[<h2>Testo dell'articolo pubblicato su Spendere Meglio</h2><p>A settembre, Babel Festival di letteratura e traduzione ha mostrato a Bellinzona il film &ldquo;Arna&rsquo;s Children&rdquo; di Juliano Mer Khamis sul teatro di bambini palestinesi creato da sua madre Arna a Jenin. Particolarmente sconvolgente la scena in cui Arna fa narrare a un bambino sotto shock il bombardamento della sua casa da parte dell&rsquo;esercito israeliano.<br />Nello stesso periodo, Babel aveva anche organizzato un workshop di traduzione per il cinema, e Filippo Ottoni, incaricato della parte del doppiaggio, aveva criticato il fatto che questa scena fosse sottotitolata anzich&eacute; doppiata, perch&eacute; leggere i sottotitoli gli impediva di guardare la faccia del bambino. I partecipanti avevano obiettato che il tempo per assimilare un sottotitolo di sette parole &egrave; minimo, mentre la voce autentica del bambino era fondamentale: doppiata da un attorino abbiente, per quanto bravo fosse, non avrebbe avuto senso.<br />Questa discussione era tipica di una specie di sfasamento tra docenti e partecipanti in quel workshop. Certo, Filippo Ottoni e Val&eacute;rie Giardini &ndash; incaricata della parte della sottotitolazione &ndash; erano preparatissimi. Certo, il workshop era dedicato alla traduzione per il cinema e per la televisione mainstream: &egrave; stata appassionante la relazione di Claudia Quadri della Rsi sulle scelte tra doppiaggio e sottotitoli per i documentari.<br />Tuttavia, la nostra epoca &egrave; quella dei video online, e anche della loro sottotitolazione da parte di volontari. Le piattaforme web che consentono questa sottotitolazione non sono sofisticate quanto gli strumenti illustrati in quel workshop di Babel, e i volontari sono spesso dilettanti. Per&ograve; sono collaborative: se qualcuno non capisce una parola, lascia un buco che viene colmato da un altro, in un processo di miglioramento simile a quello di Wikipedia.<br />Certo, il workshop organizzato da Babel Festival riguardava il doppiaggio e la sottotitolazione professionali come avvengono tuttora per il cinema e per la televisione. Per&ograve; in un mondo multimediale oltre Babele, dove le barriere linguistiche vengono superate dagli utenti stessi, come cambieranno le loro aspettative? Ci saranno ancora puristi anti-sottotitoli a volere il costoso doppiaggio? La gente accetter&agrave; ancora che le televisioni nostrane tengano per s&eacute; le trascrizioni prodotte dalla sottotitolazione invece di condividerle come fanno le tv di servizio pubblico negli Usa?</p><h2>Ulteriori informazioni</h2><p>Babel Festival: <a href="http://www.babelfestival.com/">http://www.babelfestival.com</a>.</p><p>Arna's Children: <a href="http://arna.info/Arna/">http://arna.info/Arna</a>. La sequenza discussa durante l'atelier di Babel sul doppiaggio si trova in <a href="http://www.youtube.com/watch?v=XwZft7bg-tU">http://www.youtube.com/watch?v=XwZft7bg-tU</a>, a partire da 1:45.</p>]]></description>
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         <pubDate>Wed, 07 Dec 2011 16:08:49 +0100</pubDate>
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         <title>Editing multimediale: feed reader</title>
         <description><![CDATA[<p>In <a href="http://iamarf.org/2011/12/04/compito-iul-2-impiego-di-un-aggregatore-di-feed/">Compito IUL 2: impiego di un aggregatore di feed</a>, Andreas Formiconi chiede ai partecipanti al (per)Corso Editing Mutlimediale:</p><blockquote><p>...l&rsquo;esecuzione di uno <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Screenshot">screenshot</a> (&ldquo;istantanea&rdquo; dello schermo o di una sua parte) in cui si veda la propria pagina Google Reader (o altro aggregatore) ...</p></blockquote><p>Poich&eacute; ho scelto una soluzione &quot;altro aggregatore&quot; pubblica, preferisco indicarne semplicemente l'URL:&nbsp; <a href="http://subtitling-for-accessibility-education-and-creativity.wikispaces.com/editing_multimediale_02_blogoclasse_feed">http://subtitling-for-accessibility-education-and-creativity.wikispaces.com/editing_multimediale_02_blogoclasse_feed</a> - o pi&ugrave; concisamente: <a href="http://bit.ly/EditMultimedialeFeed">http://bit.ly/EditMultimedialeFeed</a>.</p><p>A proposito dei feed del blog Notecellulari, vedi nota <a href="http://subtitling-for-accessibility-education-and-creativity.wikispaces.com/editing_multimediale_02_blogoclasse_feed#cite_note-2">2</a>. Beh, se &quot;cellulari&quot; nel titolo indica un &quot;mobile device&quot;, &egrave; normale che quel blog sia un po' girovago.</p>]]></description>
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         <pubDate>Sun, 04 Dec 2011 18:04:22 +0100</pubDate>
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         <title>Editing multimediale: sbranare i video</title>
         <description><![CDATA[<p>Il 15 novembre 2011 Andreas Formiconi ha pubblicato <a rel="nofollow" href="http://iamarf.org/2011/11/15/inizia-qui-il-percorso/" class="wiki_link_ext">Inizia qui il (per)corso</a>, un post dove dava le prime indicazioni per il suo corso&nbsp; di <a rel="nofollow" href="http://iamarf.org/category/corso-iul-autunno-2011/" class="wiki_link_ext">Editing Multimediale</a> per la Italian University Line (<a rel="nofollow" href="http://www.iuline.it/ambiente/" class="wiki_link_ext">IUL</a>). Tra i riferimenti, c'&egrave; un video introduttivoi:  <a href="http://lai.dfc.unifi.it/blogoclasse/data/formiconi.mov">http://lai.dfc.unifi.it/blogoclasse/data/formiconi.mov</a>.</p><p>Prima di finire di guardarlo, ne ho estratto l'audio con <a href="http://www.squared5.com/">MPEG Streamclip</a> e ho cominciato a trascriverlo nelle etichette di <a rel="nofollow" href="http://audacity.sourceforge.net/" class="wiki_link_ext">Audacity</a> (beh, sbirciando sul video per le parti scritte e mute all'inizio e alla fine - la trascrizione &egrave; in <a rel="nofollow" href="http://bit.ly/EditMultimediaIntro" class="wiki_link_ext">http://bit.ly/EditMultimediaIntro</a>).</p><p>Poi mi sono chiesta cosa mi spingeva a sbranare cos&igrave; i video, soprattutto quelli dichiarativi come questo, dove l'immagine non trasmette - apparentemente - informazioni particolari. Ma lo faccio anche con gli altri, e quando non li posso sbranare tecnicamente, lo faccio mentalmente: con le trasmissioni TV ad esempio: &quot;Bello, questo documentario: funzionerebbe anche in radio&quot;. Oppure: &quot;Questo servizio del TG &egrave; proprio un'idiozia, alla radio non lo avrebbero mai trasmesso&quot;.</p><p>E mi &egrave; tornato in mente &quot;Holzwolle&quot; (segatura), un racconto della raccolta Eigentlich m&ouml;chte <em>Frau Blum den Milchmann kennenlernen</em> (1964: &quot;Veramente, la signora Blum vorrebbe fare la conoscenza del lattaio&quot;) di Peter Bichsel.</p><p>Il narratore, che si annoia a morte durante la proiezione di diapositive (per le nuove generazioni: cfr. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Diapositiva">http://it.wikipedia.org/wiki/Diapositiva</a>) di vacanze a casa di amici, incomincia a sognare agli orsacchiotti e di come li sventrava da piccolo:</p><blockquote><p>Heute sind die Teddyb&auml;ren viel kleiner. Sie waren gross und gelb, und sie hatten etwas, das man in der Holzwolle suchte.<br />Jetzt ist er kaputt.</p><p>(Oggi gli orsacchiotti sono molto pi&ugrave; piccoli. Erano grandi e gialli ed avevano qualcosa che uno cercava nella loro segatura.<br />Adesso &egrave; distrutto).</p></blockquote><p></p><p>Allora ho capito, a contrario. Oggi i lattai non ci sono pi&ugrave;, e gli amici mettono le foto di vacanze in un album flickr o picasa, poi ti mandano il link. E te la cavi con &quot;Complimenti, sembra di esserci: che tramonti stupendi (e/o &quot;come sei bravo a cogliere le espressioni della gente&quot; e/o....)&quot;.</p><p>E i video online li puoi tranquillamente sventrare e sbranare, in cerca di ci&ograve; che hanno dentro o per puro vandalismo: tanto l'originale c'&egrave; ancora. Cio&egrave; l'analogia non &egrave; tanto con l'orsacchiotto imbottito di segatura di Bichsel, quanto con i pupazzi perpetuamente massacrati e rimassacrati dei cartoni <a href="http://www.happytreefriends.com/">Happy Tree Friends</a>.</p><p>Inoltre, quale che sia la motivazione iniziale, lo sbranamento di video permette di scoprire quel che hanno dentro, quando lo hanno, cio&egrave;. All'inizio ho classificato il video  <a href="http://lai.dfc.unifi.it/blogoclasse/data/formiconi.mov">http://lai.dfc.unifi.it/blogoclasse/data/formiconi.mov</a> di Andreas tra &quot;quelli dichiarativi (...), dove l'immagine non trasmette - apparentemente - informazioni particolari&quot;. Apparentemente soltanto, perch&eacute; in realt&agrave;, anche se sembra uno di quei video dove qualcuno si riprende in piano sequenza, &egrave; interessante il modo in cui Andreas non fissa quasi mai la camera direttamente, ma guarda altrove, come se si rivolgesse a pi&ugrave; persone nella stanza. Cos&igrave; evita di farci sentire sotto osservazione - o vittime di un tentativo di ipnosi - per 11 minuti.</p><p>Io normalmente i piani sequenza (o qualsiasi piano di ripresa, a dire il vero) non li noto. Quando &egrave; uscito &quot;Professione reporter&quot;, tutti i critici si estasiavano sul &quot;lunghissimo piano sequenza&quot;, allora con alcuni amici siamo andati a vederlo. E anche loro, dopo, si sono messi a discettare di quel piano sequenza - e a si sono scandalizzati quando ho chiesto: &quot;Ma scusate, dov'era? Non l'ho mica visto&quot;.</p><p>Mi ci vuole proprio il contrasto con la versione solo audio per accorgermene, di questi piani. La cosa buffa &egrave; che quel piano sequenza di Antonioni adesso <a href="http://www.youtube.com/watch?v=pvbqy8FZq8Y">c'&egrave; su YouTube</a>, ma in versione muta, quindi non lo posso sbranare come il video di Andreas per ricavarne l'audio. Per&ograve; visto che c'&egrave; solo quello, non c'&egrave; pi&ugrave; rischio che me lo perda. E s&igrave;, &egrave; impressionante:</p><p></p><p><iframe width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="" src="http://www.youtube.com/embed/pvbqy8FZq8Y"></iframe></p><p>Per&ograve; la gente normale, cio&egrave; non montaggio-analfabeta come me, come lo percepisce oggi che la stragrande parte dei video non professionisti online &egrave; fatta di un solo piano?</p>]]></description>
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         <pubDate>Thu, 17 Nov 2011 14:09:22 +0100</pubDate>
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         <title>Navigare Meglio Ottobre 2011: Approfondire assieme</title>
         <description><![CDATA[<h2>Testo dell'articolo pubblicato su Spendere Meglio</h2><p>Come non lo dice il dominio &quot;.it&quot;, Scoop.it &egrave; un servizio web ideato in Francia, con sito web in inglese. Lanciato a dicembre 2010, &egrave; tuttora in prova, per&ograve; dalla home page si pu&ograve; chiedere un invito che di solito &nbsp;arriva entro 48 ore. Comunque, anche senza essere iscritti a Scoop.it, lo si pu&ograve; utilizzare per trovare informazioni selezionate da altri &nbsp;su un dato tema, tramite il motore di ricerca interno pubblico linkato su &quot;Browse more Awesome Topics&quot; nella pagina principale.</p><p>L'iscrizione invece serve se volete creare una vostra pagina &ndash; detta &quot;topic&quot;, appunto &ndash; dove &nbsp;presentare informazioni su un tema che vi interessa. Per aggiungere informazioni a quel topic, ci sono tre modi:</p><p>Vi potete abbonare alle informazioni su temi dati che Scoop.it ricava da altri servizi online &ndash; Twitter, Youtube, Google News, ed altri &ndash; poi selezionare quelle &nbsp;da menzionare e linkare nel vostro topic. &nbsp;</p><p>&Egrave; anche possibile aggiungere direttamente al topic qualsiasi pagina web dove vi trovate tramite il &quot;bookmarklet&quot; (vedi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bookmarklet" target="_blank">it.wikipedia.org/wiki/<wbr></wbr>Bookmarklet</a>) &nbsp;di Scoop.it.</p><p>Il terzo modo (e forse il pi&ugrave; proficuo) di raccogliere informazioni &egrave; la condivisione con altri utenti Scoop.it che hanno interessi simili. Potete &quot;seguire&quot; i loro topic, come si fa con i canali Youtube o con gli account Twitter: riceverete riassunti quotidiani delle notizie che essi hanno aggiunto e potete riprenderle anche voi nel vostro topic, suggerire loro informazioni e viceversa.</p><p>Questo aspetto comunitario rafforza anche alla diffusione dei topic, perch&eacute; spesso, quando qualcuno segue il topic di un altro, l'altro fa la stessa cosa con quello del primo. Inoltre, quando si aggiunge una notizia a un topic Scoop.it, &egrave; anche possibile condividerla con altre reti sociali: Facebook, Twitter, ecc.</p><p>Certo, quasi tutto quanto ho descritto sopra si pu&ograve; anche fare con servizi online di condivisione di segnalibri. La differenza sta nella fruibilit&agrave; dei topic Scoop.it, &nbsp;su due colonne che per&ograve; si riducono perfettamente a una colonna sola se viste ad es. con un telefonino, e con la possibilit&agrave; di inserire immagini o persino video dalle pagine web menzionate. Infine, i topic Scoop.it contribuiscono anche alla diffusione delle pagine che menzionano: nelle statistiche di un blog multi-autore cui partecipo, essi appaiono da alcuni mesi tra le principali fonti di traffico.</p><h2>Ulteriori informazioni</h2><p>Sito di Scoop.it: <a href="http://www.scoop.it/">http://www.scoop.it</a>.</p><p>Tutorial video, con sottotitoli italiani: <a href="http://www.universalsubtitles.org/it/videos/qtRNAeJgQyda/it/169163/">Scoop.it</a> - <a href="http://www.universalsubtitles.org/it/videos/MFJyS1wTcaYZ/it/170074/">Esplora la comunit&agrave; Scoop.it</a>.</p><p>&quot;Topic&quot; scoop.it  <a target="_blank" href="http://www.scoop.it/t/technology-for-teaching-and-learning" title="Technology for Teaching and Learning">Technology for Teaching and Learning</a>., curato da Jan Schwartz.</p><p>&quot;Topic&quot; scoop.it <a href="http://www.scoop.it/t/multimedia-accessibility">Multimedia Accessibility</a>, curato da me.</p><p>Post <a href="http://www.educationtrainingsolutions.com/2011/10/scoop-it/">Scoop.It!</a> (in inglese) di Jan Schwartz e me, sul suo blog Education and Training Solutions.</p><p><a href="http://www.webcitation.org/625lZ3Z7e">http://www.webcitation.org/625lZ3Z7e</a>: versione archiviata di una pagina wiki scomparsa nel frattempo, intitolata &quot;Scoopit effect&quot;, con alcune statistiche sull'effetto di diversi topic scoop.it sui referrer e sui commenti del blog <a href="http://etcjournal.com/">etcjournal.com</a>, tra agosto e settembre 2011.</p><p></p>]]></description>
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         <pubDate>Thu, 13 Oct 2011 15:16:59 +0100</pubDate>
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