il tempo scorre fra le dita. Tra il pollice e l'indice scorre la sabbia che si accumula al fondo della pagina. La mano rappresenta una delle mudra più usate nel prânâyâma yoga (Jnana Mudra). Questo gesto accompagna anche la meditazione.

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15.09.08

Menabò blues

Un tempo, una volta spedito il testo di un libro all'editore, c'erano da una parte le bozze del testo e dall'altra il menabò, che mostrava come sarebbe stato impostato il libro (vedi articolo Menabò su Wikipedia). Le bozze si suddividevano tra le prime bozze, con il testo in continuo, e le bozze impaginate secondo il menabò. 

Nel contratto per il libro, spesso l'editore minacciava multe lievi  per correzioni importanti nelle prime bozze, e più care  nelle bozze impaginate se le correzioni dovessero cambiare il numero di righe, imponendo una modifica del menabò. Quindi gli autori erano attenti a fornire un testo il più definitivo possibile, e a rileggere molto accuratamente le prime bozze.

Negli anni 80, la diffusione dei programmi numerici di trattamento di testo ha un po' modificato questo percorso: il menabò è sì diventatao automaticamente adattabile al cambiamento nel numero di righe nel testo numerico fornito dall'autore in caso di correzioni dopo la consegna - però il menabò e le correzioni su bozze rimanevano.

Oggi invece, quasi tutti si possono permettere di acquisire trattamenti di testo con possibilità di impaginazione più raffinate che consentono l'editoria fai-da-te (Pages della Apple, ad esempio, ma ci sono anche soluzioni libere e gratuire): gli autori si possono avvalere di un distributore come Lulu.com, dove si carica la versione PDF del libro in una pagina dalla quale gli interessati lo possono ordinare, oppure distribuirloo da soli.

Però per ottenere un libro bello, cioè funzionale, la procedura non è cambiata: prima si finalizzano il contenuto e la struttura logica delle parti e sottoparti;  soltanto dopo si inserisce il contenuto nel  "menabò". Non va saltata la prima tappa, soprattutto se il testo è lungo e se l'impaginazione è complessa (e ancora di più se ci sono diversi autori). Inserire un contenuto ancora in fieri nell'impaginazione definitiva per vedere come verrà fuori può essere tentante, ma è bloccante - un po' come verniciare e incorniciare una tela dopo il primo schizzo, o mettere nel forno per ore un maialino neonato vivo con una mela nella bocca e il prezzemolo nelle orecchie per vedere come verrà fuori quando sarà abbastanza cresciuto per essere mangiato.

11.03.09

Aggiornamenti in tempo reale sulla repressione in Pakistan

Il 3 novembre 2007, il presidente-generale Musharraf proclamava lo stato di emergenza in Pakistan che avrebbe portato alla sua caduta pochi mesi dopo.

Oggi il presidente Zardari lo sta emulando, cercando di mettere a tacere l'opposizione politica e i difensori dei diritti umani. In particolare, sta provando ad impedire la Lunga Marcia per richiedere il ristauro dell'autorità giudiziaria legittima prevista per domani 12 marzo: divieto di raduni di più di 4 persone, numerosi arresti di politici, giuristi e militanti dei diritti umani.

In risposta, questi militanti hanno creato l'aggregatore sotto, che raduna notizie mandate via twitter - quindi anche via telefono cellulare - sulla repressione. L'aggregatore ha anche un RSS feed al quale è possibile abbonarsi.

Per ulteriori informazioni e commenti, vedi Long March LIVE updates sul blog Teeth Maestro, 11 marzo 09.

29.03.09

Non boycottate gli e-book per il Kindle di Amazon

Non boycottate gli e-book per il Kindle di Amazon che costano più di $9.99.

Boycottate Kindle, il lettore di e-book di Amazon.

04.04.09

Lasciate che tutti accedano agli e-libri - petizione

Traduzione della Petizione Allow Everyone Access to E-Books sostenuta dalla Reading Rights Coalition Rivolta all'Authors' Guild


Quando Amazon rilasciò il lettore di libri elettronici Kindle 2 il 9 febbraio 2009, la ditta annunciò che quel lettore avrebbe letto
e-libri ad alta voce utilizzando la tecnologia "text-to-speech"(sintesi vocale). Sotto la pressione della Authors' Guild, Amazon ha poi annunciato che avrebbe conferito agli autori e agli editori la possibilità di disattivare la funzione text-to-speech per qualsiasi dei, o per tutti i, loro e-book disponibili per il Kindle 2.

La Reading Rights Coalition, che rappresenta le persone che non possono leggere testi stampati, protesterà contro la minacciata rimozione della funzione text-to-speech dal Kindle 2 dell'Amazon davanti alla sede principale della Authors' Guild a New York, 31 East 32 Street, il 7 aprile 2009, dalle 12 alle 14. La coalizione comprende organizzazioni che rappresentano ciechi, dislessici, persone con problemi di apprendimento o di rielaborazione, persone anziane la cui
acuità visiva sta scemando, persone con traumi alla spina dorsale o che hanno subito un ictus. e molti altri per i quali l'aggiunta del text-to-speech al Kindle 2 aveva ripromesso per la prima volta un accesso facile, ad ampio raggio ["mainstream", cioè non una tecnologia assistiva mirata a una data categoria], a oltre 245'000 libri.

Firmate la petizione qui:

http://www.thepetitionsite.com/1/We-Want-To-Read

***

Fine della traduzione. Questa petizione spiega anche il contesto del mio post precedente, Non boycottate gli e-book per il Kindle di Amazon,

Però la petizione si concentra sull'essenziale: sullo scandalo di un'associazione di autori che, pretendendo che la sintesi vocale sia una rappresentazione audio e quindi soggetta al pagamento di ulteriori diritti, e ottenendo che Amazon ceda su questo punto, mette a rischio l'accesso allo scritto delle persone cieche e con disabilità di lettura.

Il mio post precedente invece era solo un'arrabbiatura contro i grulli che si sono comperato il Kindle, hanno comperato gli e-libri per il Kindle, e mo' mugugnano perché Amazon non vende tutti gli e-libri per il Kindle a meno di $10. Quando invece ci sono problemi ben più seri sia con il Kindle e le sue protezioni digitali, sia con gli e-libri del Kindle che funzionano solo sul Kindle, sia soprattutto con la vigliaccheria di Amazon nell'aver ceduto alla Authors' Guild a proposito della sintesi vocale.

Ma l'Amazon andrà attaccata dopo per queste nefandezze. Per ora conviene far capire alla Authors' Guild che l'uso della sintesi vocale non può essere equiparato alla rappresentazione audio, e che la loro avidità nel sostenerlo si potrebbe ribaltare contro di loro. Da qui la petizione della Reading Rights Coalition, e l'importanza che venga firmata da tutti coloro che credono nei pari diritti nell'accesso ai libri e alla conoscenza.

08.10.09

Ciechi e copyright di opere numeriche

La diffusione sempre crescente delle opere numeriche crea diverse problematiche di copyright che le leggi sul diritto d'autore (LDA) affrontano come possono.

Ad esempio, a causa dei trattati OMPI del 1996, WIPO Copyright Treaty (WCT) e WIPO Performances and Phonograms Treaty (WPPT), diversi paesi hanno introdotto nella loro LDA il divieto di eludere (circuire) protezioni numeriche anticopia di tipo "Digital Rights Management" (DRM). Tuttavia, per continuare a garantire i diritti degli utenti, in particolare di quelli con disabilità, e per rispondere alle necessità di biblioteche ed archivi, hanno aggiunto diverse restrizioni a questo divieto (cioè casi dove l'elusione delle protezioni DRM è consentita). Però nella paura che queste restrizioni portino a duplicazioni non autorizzate, vi hanno aggiunto una serie di limitazioni.

È difficile per i cittadini di adempire all'obbligo di conoscere la legge di fronte a questo garbuglio. Però c'è una categoria che capisce particolarmente bene queste problematiche: i ciechi, che le vivono in prima persona, e i cui contributi alle discussioni di questi ultimi anni sul copyright sono stati preziosissimi. Alcuni esemp:

Maggio 2007: revisione della LDA svizzera

Anche in Svizzera, nel 2007, è stata rivista la Legge sul diritto di autore. La bozza presentata al Parlamento mirava ad un equilibrio tra le restrizioni e le limitazioni alle restrizioni del divieto di eludere le protezioni DRM. Tuttavia, i rappresentanti dell'industria dei contenuti digitali - in particolare IFPI Svizzera e AudioVision Schweiz - hanno fatto un lobbying "massiccio" ("massgeblich" come dichiara l'IFPI stessa) per un divieto assoluto di questa illusione.

Tra le diverse azioni intraprese dalla società civile per opporsi a questo lobbying è stata particolarmente efficace la dichiarazione di Bernhard Heinser a nome di diverse associazioni ed iniziative di/per ciechi ed ipovedenti (vedi Statement wegen Urheberrecht - Schutzausnahme - Umgehungsverbot, 8 maggio 2007; ripreso con traduzione italiana in Dichiarazione di Bernhard Heinser su diritto d'autore - misure di protezione - divieto di elusione) dove egli spiegava perché i ciechi devono poter usare testi senza protezioni numeriche.

Agosto 2007: "Video on Demand" della SRG SSR Idée suisse

In agosto 2007 la SRG SSR Idée Suisse, che ragruppa le radio e televisioni svizzere di servizio pubblico lanciava l'offerta commerciale Video on Demand (VOD). A maggio, durante la conferenza INPUT 2007 a Lugano, il suo direttore Armin Walpen l'aveva presentata come uno dei modi di finanziamento del futuro per il servizio pubblico avrebbe potuto attingere. Si trattava di offrire agli utenti la possibilità di visionare un video prodotto da/per la SRG per due giorni, a un prezzo relativamente basso. Dopo i 2 giorni, il video sarebbe stato fatto scomparire dal loro computer via DRM.

Subito dopo il lancio di VOD, Digitale Allmend aveva posto

(continua)

06.08.10

Navigare meglio - agosto 2010: Imparare con i video

Testo dell'articolo pubblicato su Spendere Meglio

(con link aggiunti)

A giugno David N. Figlio, Mark Rush e Lu Yin hanno pubblicato un rapporto su un esperimento condotto durante un corso di microeconomia di tre mesi.

Per l'esperimento avevano suddiviso 327 studenti volontari – sui quasi 1600 iscritti al corso – in due gruppi: un gruppo seguiva le conferenze del corso in aula, l'altro su videoregistrazioni offerte nel sito del corso. Le altre condizioni – tutorial, documentazione online – erano identiche per tutti.

Lo scopo era di vedere se incideva sull'apprendimento degli studenti il modo di fruire quelle conferenze: dal vivo o su video. Dal confronto dei loro risultati all'esame è emersa una differenza – lieve ma preoccupante in quanto colpiva maggiormente gli studenti già più deboli in partenza – a sfavore di coloro che avevano seguito le lezioni su video.

L'ipotesi degli sperimentatori è che forse quei studenti abbiano  cercato di studiare i video all'ultimo momento prima dell'esame. In effetti, mentre si può accelerare la lettura di testi, il tempo di ascolto di un video non è comprimibile – salvo forse per i ciechi, abituati a leggere i testi numerici in audio con la sintesi vocale a tutta velocità.

Inoltre, per studiare è importante prendere appunti, e a scuola impariamo a farlo sui testi, durante lezioni dal vivo, ma non sui video. Eppure esistono strumenti che possono essere dirottati per farlo: quelli per aggiungere sottotitoli a un video, come quelli dei DVD. Quei sottotitoli sono prodotti da una trascrizione suddivisa in pezzi brevi muniti di indicazioni temporali che ne consentono la sincronizzazione con il video.

DotSub.com ed altri siti gratuiti consentono di creare facilmente questa trascrizione sincronizzata, di scaricarla per studiarla come qualsiasi testo, poi – volendo – di condividerla con altri i quali, a loro volta, potranno scegliere se leggerla come testo oppure se utilizzarla per produrre sottotitoli sul video. Però nulla impedisce di usare questi siti per annotare dati passi di un video anziché per sottotitolarlo.

Saper imparare con i video non serve soltanto a scuola: sempre più spesso, anche in ambito professionale, i video – ad esempio di una riunione di lavoro – vengono propinati come documentazione da assimilare. Come diceva Lawrence Lessig nella conferenza inaugurale di Wikimania 2006: "...lo scrivere parole è il latino della nostra epoca moderna. Il linguaggio ordinario della gente non è fatto di parole, ma è questo: video e suono."

Complementi di informazione

L'esperimento di David N. Figlio, Mark Rush e Lu Yin menzionato all'inizio ha suscitato un dibattito acceso. Vedi i link raccolti in diigo.com/user/calmansi/videoliveonline.

Per un esempio di uso accelerato della sintesi vocale, cfr. la registrazione proposta in Ascoltare il web con JAWS, sotto la guida di Gabriele Ghirlanda (bis), all'inizio e soprattutto alla fine.

Per altri strumenti di sottotitolazione che possono essere dirottati per la presa di appunti, vedi Three Video Captioning Tools. Inoltre, quando le immagini non aggiungono granché, è possibile estrarre l'audio e trascriverlo nelle etichette di Audacity.

30.07.11

Giornali belgi contro Google: testo della decisione della Corte d'appello

Nel 2006, Copiepresse, la società di gestione di diritti degli editori belgi di quotidinai francofoni e germanofoni, intentò un processo a Google per le brevi citazioni di Google News e per le versioni archiviate (in cache) linkate in Google Search. Il 5 maggio 2011, una decisione della Corte d'appello di Bruxelles confermava, con una lieve riformulazione, il giudizio del tribunale di prima istanza. :

La cour ... Condamne Google à retirer des sites Google.be et Google.com, plus particulièrement des liens «en cache» visibles sur "Google Web" et du service "Google News", tous les articles, photographies et représentations graphiques des éditeurs belges de presse quotidienne francophone et germanophone, représentés par Copiepresse, et des auteurs dont SAJ et Assucopie justifieront qu'elles détiennent les droits, sous peine d'une astreinte de 25.000,00 € par jour de retard ....

La sintassi è contorta e la parte evidenziata da me è ambigua: limita o esemplifica il campo di applicazione dell'ordine? Inoltre non sono giurista. Perciò quel che segue è solo un tentativo molto informale di traduzione:

La corte... ordina a Google di ritirare dai siti Google.be e Google.com, più particolarmente dai link "in cache" visibili su "Google Web" e dal servizio Google News, tutti gli articoli, fotografie e rappresentazioni grafiche degli editori francofoni e germanofoni belgi rappresentati da Copiepresse, e degli autori di cui SAJ e Assucopie giustificheranno di possiedere i diritti, pena una multa di € 25'000 per ogni giorno di ritardo. ...

Sembra che Google abbia inizialmente optato per l'interpretazione esemplificativa del passo evidenziato: in effetti, il 15 luglio 2011, rimosse ogni riferimento a contenuti di questi giornali in tutti i suoi risultati di ricerche.  Le Soir lamentò che  Google li stava boycottando, La Libre Belgique scrisse di una reazione brutale alla disputa con gli editor belgi.

Tuttavia, il 25 luglio, Google annunciò che avrebbe ripreso ad indicizzare quei giornai belgi, aggiungendo:

We are delighted that Copiepresse has given us assurances that we can re-include their sites in our Google search index without court-ordered penalties. We never wanted to take their sites out of our index, but we needed to respect a court order until Copiepresse acted. We remain open to working in collaboration with Copiepresse members in the future.

Da: Chloe Albanesius, "Google to Reindex Belgian Newspapers Amidst 'Boycott' Complaints," PCMag.com, July 18, 2011. Traduzione informale:

Siamo felicissimi che Copiepresse ci abbia fornito garanzie che possiamo includere di nuovo i loro siti nel nostro indice, ma  prima dell'azione di Copiepresse, dovevamo rispettare l'ordine della corte. Rimaniamo aperti alla collaborazione futura con i membri di Copiepresse.

Può darsi che i giuristi di Google abbiano realmente inteso la decisione della corte come un ordine di rimuovere ogni riferimento ai quotidiani affiliati a Copie press da tutti i risultati di ricerca, e che lo abbia fatto inizialmente per evitare di dover pagare le multe cospicue previste dalla decisione. O forse avranno visto nell'ambiguità della formulazione un'opportunità per una mossa strategica, sapendo che gli editori di questi quotidiani non sarebbero stati contenti di venire estromessi da tutti i risultati di ricerca. O forse entrambe le cose.

Presumibilmente, Copiepresse avrà protestato che la decisione della Corte riguardava soltanto i risultati delle ricerche Google News e i link alle versione in cache nei risultati Google Web Search. Però abbiamo soltanto quanto Google riferisce della mossa di Copiepresse, non il testo stesso di Copiepresse. E non è chiaro se ciò che la Corte intendeva corrisponde ciò che Copiepresse apparentemente intende.

Testo della decisione

Perciò questa decisione della Corte d'appello di Bruxelles è un documento importante per gli studi giuridici: oltre alle conseguenze dei dubbi sulla sua interpretazione, le sue lunghe e dettagliate considerazioni iniziali mettono in risalto le differenze tra le culture giuridiche europee e statunitensi.

Fino a poco fa, però, questa decisione era soltanto disponibile come PDF fotographico su Scribd,  inutilizzabile dalle persone cieche e scomodo per chiunque volesse studiarla in dettaglio. Per fortuna, il  BJ Institute di Hyderabad, India, ne ha fatto una versione testuale accessibile, disponibile come  PDF e DOC files. È quella che ho utilizzato per la citazione sopra.  Il  PDF accessibile  arret-google.pdf è stato offerto prima da Hartwig Thomas nel suo "Copiepresse vs. Google" (Digitale Allmend Blog, July 22, 2011). Il fle DOC è disponibile in  arret-google_text.doc .

Grazie ai collaboratori del BJ Institute per il loro lavoro accuratissimo.

13.10.11

Navigare Meglio Ottobre 2011: Approfondire assieme

Testo dell'articolo pubblicato su Spendere Meglio

Come non lo dice il dominio ".it", Scoop.it è un servizio web ideato in Francia, con sito web in inglese. Lanciato a dicembre 2010, è tuttora in prova, però dalla home page si può chiedere un invito che di solito  arriva entro 48 ore. Comunque, anche senza essere iscritti a Scoop.it, lo si può utilizzare per trovare informazioni selezionate da altri  su un dato tema, tramite il motore di ricerca interno pubblico linkato su "Browse more Awesome Topics" nella pagina principale.

L'iscrizione invece serve se volete creare una vostra pagina – detta "topic", appunto – dove  presentare informazioni su un tema che vi interessa. Per aggiungere informazioni a quel topic, ci sono tre modi:

Vi potete abbonare alle informazioni su temi dati che Scoop.it ricava da altri servizi online – Twitter, Youtube, Google News, ed altri – poi selezionare quelle  da menzionare e linkare nel vostro topic.  

È anche possibile aggiungere direttamente al topic qualsiasi pagina web dove vi trovate tramite il "bookmarklet" (vedi it.wikipedia.org/wiki/Bookmarklet)  di Scoop.it.

Il terzo modo (e forse il più proficuo) di raccogliere informazioni è la condivisione con altri utenti Scoop.it che hanno interessi simili. Potete "seguire" i loro topic, come si fa con i canali Youtube o con gli account Twitter: riceverete riassunti quotidiani delle notizie che essi hanno aggiunto e potete riprenderle anche voi nel vostro topic, suggerire loro informazioni e viceversa.

Questo aspetto comunitario rafforza anche alla diffusione dei topic, perché spesso, quando qualcuno segue il topic di un altro, l'altro fa la stessa cosa con quello del primo. Inoltre, quando si aggiunge una notizia a un topic Scoop.it, è anche possibile condividerla con altre reti sociali: Facebook, Twitter, ecc.

Certo, quasi tutto quanto ho descritto sopra si può anche fare con servizi online di condivisione di segnalibri. La differenza sta nella fruibilità dei topic Scoop.it,  su due colonne che però si riducono perfettamente a una colonna sola se viste ad es. con un telefonino, e con la possibilità di inserire immagini o persino video dalle pagine web menzionate. Infine, i topic Scoop.it contribuiscono anche alla diffusione delle pagine che menzionano: nelle statistiche di un blog multi-autore cui partecipo, essi appaiono da alcuni mesi tra le principali fonti di traffico.

Ulteriori informazioni

Sito di Scoop.it: http://www.scoop.it.

Tutorial video, con sottotitoli italiani: Scoop.it - Esplora la comunità Scoop.it.

"Topic" scoop.it Technology for Teaching and Learning., curato da Jan Schwartz.

"Topic" scoop.it Multimedia Accessibility, curato da me.

Post Scoop.It! (in inglese) di Jan Schwartz e me, sul suo blog Education and Training Solutions.

http://www.webcitation.org/625lZ3Z7e: versione archiviata di una pagina wiki scomparsa nel frattempo, intitolata "Scoopit effect", con alcune statistiche sull'effetto di diversi topic scoop.it sui referrer e sui commenti del blog etcjournal.com, tra agosto e settembre 2011.

18.12.11

Editing multimediale: Codice Forma Contenuto

Compito

In Codice Forma Contenuto, Andreas Formiconi ci ha chiesto di esplorare e confrontare i file english.xml  e italian.xml scaricabili dalla pagina Binary translation di Notepad++ - con Notepad++ se lo potevamo installare (funziona su Windows) o senza altrimenti.

Modo di esecuzione

Avendo un Mac, ho esplorato i 2 file "alla cieca", nel senso che non potevo vedere cosa essi producevano nell'applicazione stessa. Per capirne almeno la struttura, dopo averli aperti, ne ho copiato i contenuti in una specie di concordanza casareccia nella pagina editing_multimediale_03_notepad di un wiki wikispaces.

All'inizio avevo pensato di farlo con un Google Doc, ma sto usando un vecchio Mac e la pagina Google Docs mi ha detto che il mio browser (una vecchia versione di Firefox) potrebbe non farcela a gestirla, e di provare con Chrome. In effetti non riuscivo a scrivervi, ma col cavolo che installo Chrome per usare una Web app: sembra di tornare ai tempi dei siti Web 1.0 conficurati per essere letti con Internet Exporer. Da qui la scelta di Wikispaces.

Ho trasformato i tag che hanno 2 parti in titoli gerarchici affinché il sommario automatico della pagina riflettesse i loro livelli di incastonamento, con gli item di ogni doppio tag sotto la 1a parte del tag, in tabelle a tre colonne: Inglese, Italiano, Commenti.

Arrivata alla fine, dove si chiudono tutti i tag ancora aperti, mi sono accorta di aver ranzato perché non avevo riconosciuto <NotepadPlus> e <Native-Langue name="English" filename="english.xml" > come prime metà di tag. Mi sono arrabbiata, un po' come quando da bambina sbagliavo ad abbinare bottone ed occhiello abbotonando l'impermeabile. Ho pensato: "Chi se ne frega? Tanto il tuo trucco col sommario è una metafora probabilmente eretica che serve solo a te." Poi ho corretto i livelli di titoli lo stesso.

Osservazioni

La metafora del sommario della pagina wiki sarà eretica, però malgrado l'errore iniziale, soltanto l'attività di copia-incolla delle parti dei due file, prima ancora di guardare il sommario prodotto,  già mi aveva dato una certa idea della struttura dei due file, e quindi anche di come doveva apparire Notepad++ : cioè non molto diverso di altri editori che conosco. Beh, ci sono ancora zone "hic sunt leones" pe me, ma queste ci sono in tutti i processi di esplorazione e di apprendimento

Mi ha colpita la realizzazione del fatto che quando un'operazione può essere fatta in modi diversi - ad es. "salvare" con il menù File o con un'icona o con codice tastiera - tutti questi modi sono codificati separatamente. Logico, a ripensarci.

Ma italian.xml è proprio la traduzione di english.xml? In diverse sezioni, l'ordine degli item è diverso, addirittura accade che ci sia un item in italiano che non c'è un inglese, e viceversa.

E se si traducono soltanto - come sembra dal confronto - gli attribito "name" degli item e "title" della prima parte dei tag, perché correre il rischio che il traduttore cancelli per sbaglio qualcosa nel ressto del codice?

Esistono applicazioni online per la traduzione dei software. Ho partecipato - poco - alla traduzione dei siti di Democracy.tv (adesso Miro) con Launchpad. di Wikispaces con Pootle, e adesso partecipo a quella di Universal Subtitles con Transifex. Con tutte e tre, ai traduttori vengono mostrate soltanto le parti da tradurre, mica il resto del codice che rischiano di rovinare.

Inoltre - almeno con Transifex, per le due altre non ricordo - se qualcuno sta già lavorando a una data traduzione, l'applicazione te lo dice, così non state a pestartvi i pied, e si evitano i doppioni che sembrano esserci per le traduzioni di Notepad++, se ho capito bene la pagina Binary translation . Poi c'è la possibilità di segnalare dubbi sulla traduzione di un dato passo.

Certo, anche queste applicazioni di traduzione online presentano problemi: il testo da tradurre viene presentato in un file .po, che sembra un derivato del file .xml della sorgente completa, e non so come ne venga derivato - quanto automaticamente e quanto a mano. Fatto sta che a volte quei file .po ti propinano passi molto brevi, persino di una sola parola: sarà un nome? Sarà un verbo? Se un verbo, a quale persona?

Ciononostante, vista la possibilità di segnalare dubbi, queste applicazioni mi sembrano preferibili alla scelta di dare l'intero file .XML ai traduttori: a parte i rischi di errori che potrebbero rovinare il codice, la consapevolezza di quel rischio potrebbe scoraggiare molti volontari - per non parlare della necessità di tradursi tutto il file invece di poterlo fare collaborativamente.

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