Riflessioni a margine di Centochiodi di Ermanno Olmi
PREMESSA
Centochiodi, l'ultimo film di Ermanno Olmi, ha scatenato polemiche vivaci e giudizi non uniformi. La particolarità del film si deve ad almeno tre ragioni: il rapporto con la figura di Cristo è "esplicitamente sottotraccia"; il film rimane intenzionalmente "aperto" a interpretazioni diverse; non ultimo - è una ragione extra-testuale ma non ininfluente - il film si è caricato di una valenza particolare perché il regista ha annunciato che sarebbe stata l'ultima sua opera "di fantasia" (d'ora in avanti farà solo documentari).
Questo consente di avanzare letture che sono supportate dalla lettera del testo ma che il testo non esprime direttamente ed esplicitamente, proprio perché rimane intenzionalmente "aperto": si consegna cioè, per poter parlare, allo spettatore, il suo dire qualcosa dipende, ancor più di quanto normalmente accada, dalla ricezione.
Nel prosieguo del post presentiamo una possibile lettura del film, che prende sul serio i molti rimandi evangelici e avanza delle tesi sulla figura di Cristo (come è inevitabile fare occupandosi di questa particolare figura a metà tra la storia e il mito). La lettura è quindi al tempo stesso un'interpretazione del film ma anche dell'oggetto particolare cui esso rinvia, ossia il Cristo (oggetto presumibilmente centrale per Olmi, che si dichiara cattolico).
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