<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom">
   <title>Bordato videoblog</title>
   <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.webmultimediale.org/barbara/" />
   <link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.webmultimediale.org/barbara/atom.xml" />
   <id>tag:www.webmultimediale.org,2008:/barbara//7</id>
   <updated>2007-10-21T07:53:48Z</updated>
   <subtitle>[...]
Anche il viandante dal pendio della cresta del monte,
non porta a valle una manciata di terra,
terra a tutti indicibile, ma porta una parola conquistata,
pura, la genziana 
gialla e blu. [...]

Non è forse l&apos;astuzia segreta 
di questa terra che sa tacere, quand&apos;essa sollecita gli 
amanti così
che ogni cosa, ogni cosa s&apos;esalta nel loro sentire?
[...]

R.M. RILKE, IX Elegia Duinese</subtitle>
   <generator uri="http://www.sixapart.com/movabletype/">Movable Type Personal 4.12</generator>


<entry>
   <title>Riflessioni a margine di Centochiodi di Ermanno Olmi</title>
   <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.webmultimediale.org/barbara/2007/10/centochiodi_una_interpretazion.html" />
   <id>tag:www.webmultimediale.org,2007:/barbara//7.30</id>
   
   <published>2007-10-17T14:08:57Z</published>
   <updated>2007-10-21T07:53:48Z</updated>
   
   <summary><![CDATA[PREMESSACentochiodi, l'ultimo film di Ermanno Olmi, ha scatenato polemiche vivaci e giudizi non uniformi. La particolarit&agrave; del film si deve ad almeno tre ragioni: il rapporto con la figura di Cristo &egrave; &quot;esplicitamente sottotraccia&quot;; il film rimane intenzionalmente &quot;aperto&quot; a...]]></summary>
   <author>
      <name>Barbara Bordato</name>
      <uri>http://www.protty.it/ceramica</uri>
   </author>
   
      <category term="Cinema" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
   
   <category term="115" label="Centochiodi" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   <category term="46" label="cinema" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   <category term="116" label="filosofia" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   <category term="110" label="Olmi" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   <category term="113" label="teologia" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   
   <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.webmultimediale.org/barbara/">
      <![CDATA[<h3><em>PREMESSA</em></h3><p><em>Centochiodi</em>, l'ultimo film di Ermanno Olmi, ha scatenato polemiche vivaci e giudizi non uniformi. La particolarit&agrave; del film si deve ad almeno tre ragioni: il rapporto con la figura di Cristo &egrave; &quot;esplicitamente sottotraccia&quot;; il film rimane intenzionalmente &quot;aperto&quot; a interpretazioni diverse; non ultimo&nbsp;- &egrave; una ragione extra-testuale ma non ininfluente&nbsp;- il film si &egrave; caricato di una valenza particolare perch&eacute; il regista ha annunciato che sarebbe stata l'ultima sua opera &quot;di fantasia&quot; (d'ora in avanti far&agrave; solo documentari).</p><p>Questo consente di avanzare letture che sono supportate dalla lettera del testo ma che il testo non esprime direttamente ed esplicitamente, proprio perch&eacute; rimane intenzionalmente &quot;aperto&quot;: si consegna cio&egrave;, per poter parlare, allo spettatore, il suo dire qualcosa dipende, ancor pi&ugrave; di quanto normalmente accada, dalla ricezione.</p><p>Nel prosieguo del post presentiamo una possibile lettura del film, che prende sul serio i molti rimandi evangelici e avanza delle tesi sulla figura di Cristo (come &egrave; inevitabile fare occupandosi di questa particolare figura a met&agrave; tra la storia e il mito). La lettura &egrave; quindi al tempo stesso un'interpretazione del film ma anche dell'oggetto particolare cui esso rinvia, ossia il Cristo (oggetto presumibilmente centrale per Olmi, che si dichiara cattolico).</p>]]>
      <![CDATA[<h3><em>TRAMA</em></h3><p>A Bologna, un giovane professore di filosofia delle religioni &quot;inchioda&quot; letteralmente i preziosi libri di una prestigiosa biblioteca e parte con la sua cabrio alla volta del fiume Po, nel mantovano. Poi abbandona macchina e documenti (ma non la carta di credito) nel fiume e si mette a camminare lungo l'argine. Qui trova un rudere che vorrebbe sistemare per abitarci e intanto fa amicizia con la gente del posto: persone semplici, i &quot;fiumaroli&quot;, che sembrano vivere fuori dal mondo ma che lo aiutano con grande cuore a rendere abitabile il rudere e che lo ascoltano con interesse quando racconta le parabole. </p><p>Un giorno, il giovane professore, che vive in incognito, viene raggiunto dai carabinieri (dopo un pagamento con la carta di credito prestata agli amici) e portato in caserma per un interrogatorio sul reato della biblioteca. Il professore confessa e gli vengono accordati gli arresti domiciliari. I &quot;fiumaroli&quot; gli preparano una festa di bentornato, un bambino annuncia di averlo visto lungo l'argine, ma il professore non arriva e non arriver&agrave; mai pi&ugrave;.</p><p>Questa &egrave; la trama del film, che si snoda lento, senza molti dialoghi e servendosi di attori non professionisti.</p><h3><em>INTERPRETAZIONE</em></h3><p>Il film si distende tra due momenti decisivi, l'inizio e la fine.</p><p>- L'inizio: la ribellione del professore verso il &quot;Libro&quot;, ovvero la cultura atrofizzata, strumento di potere capace solo di soffocare nell'obbedienza o surrogato della vita (modo per fuggire gli uomini), e il suo ritrarsi nella semplicit&agrave; della vita, rappresentata dai fiumaroli.</p><p>- Il finale: il professore delude le aspettative della gente, non presentandosi alla festa, e sparisce per sempre.</p><p>Che cosa succede &quot;in mezzo&quot;? A che cosa apre il gesto di ribellione iniziale e che cosa pu&ograve; voler dire il finale?</p><p>La &quot;crocifissione dei libri&quot; <em>sembra</em> condurre a un rovesciamento dal mondo-della-cultura alla vita-della-natura, ma si tratta solo di un ribaltamento apparente. In altri termini, non ci si salva dall'alienazione della societ&agrave; tornando indietro a una comunit&agrave; che vive secondo i ritmi della natura e con purezza di cuore. Il professore sembra rinascere a una nuova vita ma non &egrave; questo il suo punto di arrivo. </p><p>Nel film possiamo individuare tre momenti della &quot;vita nuova&quot; del professore: prima si assiste all'immersione del professore nella natura (dorme sull'erba dell'argine, si sveglia, cammina, inizia a piovere); poi all'incontro con la comunit&agrave; e alla condivisione quotidiana, di cibo e di parole (cibo per l'anima); infine alla sua sparizione.</p>

<div id="mmobj">

<object classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000"
           codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" width="320" height="430">
			<param name="SeamlessTabbing" value="false" />
 <param name="movie" value="http://www.webmultimediale.org/flv/wmplayer.swf?id=http://www.webmultimediale.org/flv/cit100.flv&amp;smi=http://www.webmultimediale.org/flv/100cortoB.smi" />
			<!--[if !IE]> -->
			<object type="application/x-shockwave-flash" data="http://127.0.0.1:5080/wmplayer.swf?id=http://www.webmultimediale.org/flv/wmplayer.swf?id=http://www.webmultimediale.org/flv/cit100.flv&amp;smi=http://www.webmultimediale.org/flv/100cortoB.smi" width="320" height="430">
			<param name="scale" value="noscale" />
			<p>Flash Needed. You may download Adobe Flash Player to view all the content on this site, or read the transcripts. Per visualizzare il filmato serve il plugin Flash, disponibile per tutti i sistemi operativi e per tutti i browser. <a href="http://www.adobe.com/shockwave/download/index.cgi?P1_Prod_Version=ShockwaveFlash">Scaricalo (basta un minuto)</a> oppure leggi la trascrizione del filmato.</p>
			</object>
			<!-- <![endif]-->
			
		</object>
	</div>

<p>Il finale &quot;stride&quot; con le scene precedenti: perch&eacute; il professore, rinato a nuova vita, non torna dai &quot;suoi&quot;?</p><p>Il finale fa saltare l'ipotesi del ribaltamento dalla cultura alla natura e muove lo spettatore a darsi ragione di esso.</p><p>&egrave; possibile avanzare un'interpretazione seguendo il filo conduttore del Cristo come &quot;controfigura&quot; del protagonista: il filo conduttore diventa un' ipotesi di lettura da verificare nella lettera del film.</p><p>La figura di Cristo &egrave; sottotraccia quando il professore racconta le parabole evangeliche, beve e mangia con i &quot;suoi&quot; e in generale nell'atmosfera &quot;evangelica&quot; della comunit&agrave;. Ma emerge anche nel finale.</p><p>L'arresto del professore da parte dei carabinieri richiama l'arresto e la morte di Ges&ugrave; (il suo venire sottratto alla comunit&agrave;), mentre il suo non ritornare nella comunit&agrave; rinvia alla risurrezione. Se infatti pensiamo alla risurrezione come un mancare del corpo che prelude a una nuova presenza, possiamo chiarire il senso del finale, ma anche viceversa: lo stesso finale pu&ograve; gettare luce su un certo senso della risurrezione. </p><p>Il professore si accorge che sta riproducendo la stessa dinamica che aveva denunciato con il gesto di ribellione verso i libri: come i libri devono promuovere una crescita e non soffocare l'ignorante nell'obbedienza, cos&igrave; il maestro &egrave; sempre esposto al rischio di volere adoratori anzich&eacute; allievi, e l'allievo rischia sempre di usare il maestro per non dover mettersi in gioco personalmente. Parafrasando si potrebbe citare il famoso detto &quot;se incontri il buddha per strada, uccidilo&quot;.</p><p>Allargando il discorso, potremmo dire secondo questa lettura che Olmi suggerisce un'interpretazione del Cristo meno rassicurante, meno comoda, che invece rinvia a ciascuno il compito di &quot;vivere bene&quot;, senza bisogno di stampelle.</p><p>L'inizio apre a una rinascita del professore, ma questa rinascita non coincide con un ritorno nel grembo rassicurante della comunit&agrave; ma con un'evoluzione spirituale che lo porta a realizzare quanto aveva solo cominciato mettendo a morte i libri.</p><p>Poco importa se il professore si getta nel fiume o torna alla sua vecchia vita: egli ha portato a termine il gesto iniziale della ribellione maturando un nuovo essere. </p><p><strong>L’intervento riassume i punti principali del mio saggio <em>Oltre il mito della natura e della presenza. Riflessioni a margine di Centochiodi di Ermanno Olmi</em>, pubblicato in <em>Filosofia e Teologia</em> 3/2007.</strong></p>]]>
   </content>
</entry>

<entry>
   <title>In my language</title>
   <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.webmultimediale.org/barbara/2007/03/in_my_language.html" />
   <id>tag:www.webmultimediale.org,2007:/barbara//7.20</id>
   
   <published>2007-03-04T18:13:47Z</published>
   <updated>2007-05-05T12:49:40Z</updated>
   
   <summary><![CDATA[Guardo il video di Amanda Baggs, segnalato nella lista della community di Webmultimediale da Claude Almansi: &egrave; una stupefacente testimonianza di una diversa percezione del mondo, dove con percezione non intendo il nudo livello sensoriale ma gi&agrave; un modo di...]]></summary>
   <author>
      <name>Barbara Bordato</name>
      <uri>http://www.protty.it/ceramica</uri>
   </author>
   
      <category term="Linguaggio e mondo" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
   
   <category term="42" label="autismo" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   <category term="43" label="linguaggio" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   
   <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.webmultimediale.org/barbara/">
      <![CDATA[<p>Guardo il video di Amanda Baggs, segnalato nella lista della community di Webmultimediale da Claude Almansi: &egrave; una stupefacente testimonianza di una diversa percezione del mondo, dove con percezione non intendo il nudo livello sensoriale ma gi&agrave; un modo di vivere le cose pragmaticamente e affettivamente connotate. Non so niente di autismo ma posso ipotizzare che Amanda non si trovi in uno stato di totale introflessione, dal momento che mostra coscienza del suo mondo e del mondo &quot;degli altri&quot;, quello &quot;condiviso&quot;, e riesce a parlarci della loro differenza...</p>]]>
      <![CDATA[<p>Sottotitoli a cura di: Anna Veronese (tedesco), Marietta Cathomas
(rumantsch-grischun), Claude Almansi (italiano e francese). Versione per linea Adsl.</p>
<div class="mmobj2"><!-- THIS CODE VERY ELEGANT BUT UNFORTUNATELY NO CONNECTION WITH MSAA WITHOUT CLASSID - Purtroppo senza l'attributo classid l'accesso con screenreader su Internet Explorer viene inibito per assenza di esposizione alle MSAA - Per avere accesso con Firefox è necessario usare l'elemento deprecato EMBED, che su Webmultimediale, sito che rispetta gli standard Web, non può essere utilizzato. Pertanto l'accesso con screenreader è possibile - giocoforza - solo con Internet Explorer. Grazie ai vendor :) <object type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.webmultimediale.org/flv/wmplayer.swf?smi=http://www.webmultimediale.org/flv/inmylanguage.smil" width="320" height="430">
			<param name="movie" value="http://www.webmultimediale.org/flv/wmplayer.swf?smi=http://www.webmultimediale.org/flv/inmylanguage.smil" />
		</object>-->
<object classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" width="320" height="430">
			<param name="SeamlessTabbing" value="false" />
 <param name="movie" value="http://www.webmultimediale.org/flv/wmplayer.swf?smi=http://www.webmultimediale.org/flv/inmylanguage.smil" />
			<!--[if !IE]> -->
			<object type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.webmultimediale.org/flv/wmplayer.swf?smi=http://www.webmultimediale.org/flv/inmylanguage.smil" width="320" height="430">
			<param name="scale" value="noscale" />
			<p>Flash Needed. You may download Adobe Flash Player to view all the content on this site, or read the transcripts. Per visualizzare il filmato serve il plugin Flash, disponibile per tutti i sistemi operativi e per tutti i browser. <a href="http://www.adobe.com/shockwave/download/index.cgi?P1_Prod_Version=ShockwaveFlash">Scaricalo (basta un minuto)</a> oppure leggi la trascrizione del filmato.</p>
			</object>
			<!-- <![endif]-->			
		</object>
	</div>
<p>Versione per linea Isdn.</p>
<div class="mmobj2">
<object classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" width="320" height="430">
			<param name="SeamlessTabbing" value="false" />
 <param name="movie" value="http://www.webmultimediale.org/flv/wmplayer.swf?smi=http://www.webmultimediale.org/flv/inmylanguage2.smil" />
			<!--[if !IE]> -->
			<object type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.webmultimediale.org/flv/wmplayer.swf?smi=http://www.webmultimediale.org/flv/inmylanguage2.smil" width="320" height="430">
			<param name="scale" value="noscale" />
			<p>Flash Needed. You may download Adobe Flash Player to view all the content on this site, or read the transcripts. Per visualizzare il filmato serve il plugin Flash, disponibile per tutti i sistemi operativi e per tutti i browser. <a href="http://www.adobe.com/shockwave/download/index.cgi?P1_Prod_Version=ShockwaveFlash">Scaricalo (basta un minuto)</a> oppure leggi la trascrizione del filmato.</p>
			</object>
			<!-- <![endif]-->			
		</object>
	</div>
<p>Vedendo come lei si inchina sul libro e se lo strofina sul viso, o che il suo dito gira in circolo attorno al pomello del mobile (e sempre accompagnandosi con una sorta di mantra), ossia vedendo che il suo rapporto con le cose non &egrave; certo quello consueto, la prima cosa che mi &egrave; venuta in mente &egrave; che effettivamente il nostro rapporto con le cose, quello &quot;normale&quot;, &egrave; gi&agrave; &quot;prescritto&quot;: fa parte di quell'insieme di significati che ciascuna cultura trasmette ai nuovi nati con i gesti e il linguaggio, ma anche di quei significati che sembrano corrispondere all'uso universalmente primario, quotidiano delle cose del mondo. Solo dentro a questo, sul suo sfondo o entro il suo grembo, sono possibili quelle infrazioni che costituiscono il di-pi&ugrave; del mondo per l'esistenza. Prima di essere un quadro di Fontana, quel taglio &egrave;, per esempio, l'effetto del taglierino sulla tovaglia di plastica della cucina. Magari Fontana ne aveva fatto l'esperienza e aveva guardato dentro a quel taglio, quasi specchiandosi e rischiando di venire assorbito entro di esso, perch&eacute; quel taglio si era fatto improvvisamente segno della lacerazione del &quot;mondo comune&quot;, che lascia intravedere attraverso una lunga e gelida fessura quello che lo minaccia sotto, sopra, oltre, qualcosa che lo svela come un sipario-cortina che, lacerato, mostra finalmente che esiste un palco dietro ad esso. </p><p>Mi sono un po' dilungata, ma era per dire che attraverso quei gesti insoliti con le cose si presentifica quanto i nostri gesti seguano solchi gi&agrave; dati, in geografie gi&agrave; note. Se qualcosa di nuovo pu&ograve; darsi, &egrave; nell'uso &quot;laterale&quot; delle cose, che le prende cio&egrave; per un verso che non &egrave; quello frontale, come l'arte contemporanea, che si pu&ograve; dire scopra nuove metafore &ndash; nuove ridescrizioni - &quot;facendole&quot; direttamente con le cose, dislocandole rispetto al loro significato consueto, che perch&eacute; consolidato sembra l'unico vero. Amanda non &egrave; un artista perch&eacute; la sua intenzione non &egrave; quella, e perch&eacute; &ndash; direbbero alcuni - non condivide il &quot;discorso&quot; artistico, ma mostrando come lei vive diversamente le cose, mostra in un modo non retorico ma schietto &ndash; e in un modo pi&ugrave; efficace di quanto non ci accada davanti a un bambino che nuota ancora nel suo mondo interiore &ndash; quanto possa essere schiacciante ci&ograve; che chiamiamo normale: per quanti non condividono i significati &quot;dei pi&ugrave;&quot;, e che vengono perci&ograve; discriminati, derisi, a volte privati della dignit&agrave; umana. Ma anche per noi, che spesso non abbiamo il coraggio di vivere le cose del mondo cos&igrave; come le cose, che in qualche modo ci chiamano, facendo eco al nostro discorso interiore, ci chiederebbero di fare.</p><p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://ballastexistenz.autistics.org/">Il blog di Amanda Baggs.</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=JnylM1hI2jc">Il filmato originale su Youtube.</a></p>
<p><a href="http://noimedia.iobloggo.com/archive.php?eid=94">Trascrizione italiana dei sottotitoli in inglese presenti nel filmato, sul blog di "Noi Media".</a></p>
]]>
   </content>
</entry>

<entry>
   <title>Linguaggio e accessibilità</title>
   <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.webmultimediale.org/barbara/2007/02/bella_la_citazione_di_claude.html" />
   <id>tag:www.webmultimediale.org,2007:/barbara//7.19</id>
   
   <published>2007-02-11T11:09:57Z</published>
   <updated>2007-02-11T16:53:04Z</updated>
   
   <summary><![CDATA[Bella la citazione di Claude Almansi, dal Pantagruele di Rabelais, mi ha incuriosito a leggere il libro: Discutere per segni &quot;di filosofia, geomanzia e cabala&quot;&nbsp;Dietro c'&egrave; il pregiudizio che il segno di tipo gestuale sia pi&ugrave; vicino alla realt&agrave; rispetto...]]></summary>
   <author>
      <name>Barbara Bordato</name>
      <uri>http://www.protty.it/ceramica</uri>
   </author>
   
      <category term="Semplificazione" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
   
   <category term="40" label="comunicazione non verbale" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   <category term="41" label="semplificazione" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   
   <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.webmultimediale.org/barbara/">
      <![CDATA[<p>Bella la citazione di Claude Almansi, dal <em>Pantagruele</em> di Rabelais, mi ha incuriosito a leggere il libro: </p><p><a title="link al videoblog di Claude Almansi" href="http://www.webmultimediale.org/almansi/2007/02/discutere_per_segni_di_filosof.html">Discutere per segni &quot;di filosofia, geomanzia e cabala&quot;</a>&nbsp;</p><p>Dietro c'&egrave; il pregiudizio che il segno di tipo gestuale sia pi&ugrave; vicino alla realt&agrave; rispetto al segno grafico (per es. l'ideogramma cinese) e poi all'insieme di segni grafici che compongono le parole. Che tra le cose e le parole, cio&egrave;, ci sia un rapporto segnico di corrispondenza. </p><p>Nietzsche, nel saggio giovanile <em>Su verit&agrave; e menzogna in senso extramorale</em>, fornisce una ricostruzione della genesi del linguaggio basata su questa catena: stimolo fisiologico, immagine, parola.</p><p>Questo tipo di pregiudizio dimentica per&ograve; che&nbsp;le stesse cose sono codeterminate dal linguaggio, ossia dal modo in cui le esprimiamo, o meglio sono parte della vita stessa, e la stessa vita non sarebbe cos&igrave; se avesse a disposizione altre parole. Questo se, pensando alle cose, non pensiamo a oggetti isolati, tipo il cane-la casa-l'erba, ma a cose dentro un contesto di relazioni, che &egrave; il modo in cui l'uomo incontra da sempre le cose.</p>]]>
      <![CDATA[<p>Se pensiamo che per i primitivi le cose non avevano un'identit&agrave; &quot;pulita&quot;, governata dal principio di contraddizione (questo &egrave; questo e non altro), ma anzi la logica era di tipo ambivalente (perch&eacute; logica vi era: era fondamentale infatti controllare, e quindi riuscire a prevedere, anticipare l'esperienza), quel tipo di pregiudizio, che isola la &quot;cosa&quot; portandola in un ambiente asettico di osservazione, non pu&ograve; che sembrarci una semplificazione razionalistica. La &quot;cosa&quot; concresce non con &quot;la&quot; parola, ma &quot;dentro alle parole&quot; in cui la si vive. <br />Ecco allora che quel tipo di pregiudizio, che &egrave; il pregiudizio di un'intera tradizione, si sposa bene con l'ideale della comprensione perfetta, guadagnabile arretrando dal linguaggio in direzione dei segni gestuali e su su fino a una consumazione dello stesso segno come veicolo della cosa, ma anche barriera separante dalla cosa (per esempio, la mistica: ma mistica nel senso di &quot;dimensione&quot; dell'esperienza aperta a tutti, secondo quanto rivendica Panikkar in <em>L'esperienza della vita</em>). </p><p>Per questo, credo, i sordi dalla nascita, che non condividono il nostro linguaggio (e quindi il nostro &quot;mondo&quot;), hanno bisogno di un'estrema semplificazione della realt&agrave;. Anche se oltre non vado: non saprei cio&egrave; precisare come stiano effettivamente le cose. </p><p>Con questo non dico che non esista una comprensione che non passa dal linguaggio (comprensione diretta?), ma si tratta di una comprensione che non pu&ograve; applicarsi alla &quot;comune&quot; comunicazione intersoggettiva. E non dico nemmeno che non sia vero che il linguaggio abbia in s&eacute; il carattere di una &quot;produzione&quot; parallela alla realt&agrave;, tale che abbiamo bisogno di &quot;tornare&quot; alle cose. </p><p>Insomma, &egrave; un problema intricato e ad ampio raggio. Volevo solo dire che quell'idea sottostante alla sfida lanciata da Thaumaste a Pantagruel &egrave; ricca di conseguenze sul piano teorico e pratico, e presuppone un'idea semplificata delle cose. </p><p>&nbsp;</p>]]>
   </content>
</entry>

</feed>
