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      <title>Bordato videoblog</title>
      <link>http://www.webmultimediale.org/barbara/</link>
      <description>[...]
Anche il viandante dal pendio della cresta del monte,
non porta a valle una manciata di terra,
terra a tutti indicibile, ma porta una parola conquistata,
pura, la genziana 
gialla e blu. [...]

Non è forse l&apos;astuzia segreta 
di questa terra che sa tacere, quand&apos;essa sollecita gli 
amanti così
che ogni cosa, ogni cosa s&apos;esalta nel loro sentire?
[...]

R.M. RILKE, IX Elegia Duinese</description>
      <language>it</language>
      <copyright>Copyright 2009</copyright>
      <lastBuildDate>Thu, 08 Jan 2009 10:54:00 +0100</lastBuildDate>
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         <title>Barocco e contemporaneo: la scultura di Javier Marìn</title>
         <description><![CDATA[<p>Ho visto di recente la mostra dello scultore messicano Javier Mar&igrave;n alla  Rotonda di via Besana (Milano, fino al 30 gennaio 2009). Ad attrarmi &egrave; stato il  carattere figurativo del suo lavoro, che porta un&rsquo;impronta fortemente classica.  Ero curiosa di vedere come un contemporaneo (Mar&igrave;n &egrave; nato nel 1962) si comporta  con la Figura, che messa a morte e sopraffatta dall&rsquo;astratto ha preso un valore  iconico (nel video alcune mie fotografie delle opere di Javier Mar&igrave;n).</p>   <script type="text/javascript">
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</script> <script src="http://www.webmultimediale.org/flvplayer2/einterface.php" type="text/javascript"></script> <script type="text/javascript">function startWA(id){}</script> <p>Cos&igrave; riassumerei il lavoro di Mar&igrave;n: la monumentalit&agrave; delle statue antiche,  la retorica del canone classico, i corpi nella loro figuralit&agrave; anatomica. Ma  anche segni di una statuaria sacra di provenienza orientale, come le imponenti  teste dei buddha scoperte nel 1996 a Qingzhou.</p> <p>A proposito di Javier Mar&igrave;n hanno parlato di barocco. S&igrave;, c&rsquo;&egrave; il realismo  barocco spagnolo portoghese messicano, che noi chiameremmo grottesco, e che  sparge quell&rsquo;aria asfittica di morte da controriforma (la chiesa di San  Francesco a Porto). Sangue, materia, statuine in cera vestite, con tanto di  barba vera, i boti medioevali offerti alla Vergine. Forse l&rsquo;odore di morte viene  dal fatto che l&igrave; la morte (una certa percezione della morte) vien fatta sentire  senza timore, trattata senza pudore. Non &egrave; pi&ugrave; mistero, trascendenza. La morte &egrave;  fisica, fenomeno da vedere e da toccare.</p> <p>E c&rsquo;&egrave; del barocco nei corpi abbondanti, larghi, possenti, dilatati quasi fino  al grottesco, come accade per mani e piedi, che in alcuni casi sembrano  protuberanze vegetali che tendono di nuovo verso la terra da cui sono  usciti.</p> <p>Ma poi c&rsquo;&egrave; lo straniamento contemporaneo. Quella distanza dai modelli che ti  lascia percepire la manipolazione interpretativa. E quindi ci sono i fili di  ferro, i corpi che sono in realt&agrave; manichini cavi, risultati di suture esibite.  C&rsquo;&egrave; la resina, che sembra cera, ma &egrave; plastica e pesa meno, e lascia trasparire  volumi creati con carne secca e semi di amaranto. E poi c&rsquo;&egrave; l&rsquo;esperienza del  cambio di dimensione, che comporta un&rsquo;alterazione del soggetto e quindi della  percezione. I volti giganti dai tratti indios, con le labbra enormi appena  dischiuse. Il trittico di meduse con l&rsquo;occhio gelido.</p> <p>Il &ldquo;grande&rdquo; vuole provocare uno sfondamento della percezione ordinaria.  Costringerci a rapportarci a dimensioni altre rispetto alle misure pi&ugrave; note e  umane. Terra. Inconscio. Morte. Il mistero della carne. Che per Mar&igrave;n &ndash;  messicano - non sembra un oceano di silenzio siderale, ma una voragine buia,  viva e pulsante, in cui con o senza paura &ndash; non importa quando si va incontro a  quel che c&rsquo;&egrave; da fare - affonda per poterci guardare dentro.</p> <p>E mi viene da pensare che per noi non c&rsquo;&egrave; scoperta e riconoscimento allo  specchio, attraverso la parete algida dello strumento, lo schermo bidimensionale  su cui l&rsquo;oggetto si riflette e si proietta, facendosi vedere ma sottraendosi, in  realt&agrave;, perch&eacute; si offre solo alla vista. Non c&rsquo;&egrave; scoperta per noi laddove ci  teniamo salvi, al riparo, dietro uno schermo. Per scoprire ci dobbiamo calare:  calare nella carne, rimanendo uno. La speranza che ci guida &egrave; riuscire a non  farne sostanza vitrea, ma poter farla un giorno risuonare come cristallo.</p>]]></description>
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          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">Arte</category>
        
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">Javier Marìn</category>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">scultura</category>
        
         <pubDate>Thu, 08 Jan 2009 10:54:00 +0100</pubDate>
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         <title>Riflessioni a margine di Centochiodi di Ermanno Olmi</title>
         <description><![CDATA[<h3><em>PREMESSA</em></h3><p><em>Centochiodi</em>, l'ultimo film di Ermanno Olmi, ha scatenato polemiche vivaci e giudizi non uniformi. La particolarit&agrave; del film si deve ad almeno tre ragioni: il rapporto con la figura di Cristo &egrave; &quot;esplicitamente sottotraccia&quot;; il film rimane intenzionalmente &quot;aperto&quot; a interpretazioni diverse; non ultimo&nbsp;- &egrave; una ragione extra-testuale ma non ininfluente&nbsp;- il film si &egrave; caricato di una valenza particolare perch&eacute; il regista ha annunciato che sarebbe stata l'ultima sua opera &quot;di fantasia&quot; (d'ora in avanti far&agrave; solo documentari).</p><p>Questo consente di avanzare letture che sono supportate dalla lettera del testo ma che il testo non esprime direttamente ed esplicitamente, proprio perch&eacute; rimane intenzionalmente &quot;aperto&quot;: si consegna cio&egrave;, per poter parlare, allo spettatore, il suo dire qualcosa dipende, ancor pi&ugrave; di quanto normalmente accada, dalla ricezione.</p><p>Nel prosieguo del post presentiamo una possibile lettura del film, che prende sul serio i molti rimandi evangelici e avanza delle tesi sulla figura di Cristo (come &egrave; inevitabile fare occupandosi di questa particolare figura a met&agrave; tra la storia e il mito). La lettura &egrave; quindi al tempo stesso un'interpretazione del film ma anche dell'oggetto particolare cui esso rinvia, ossia il Cristo (oggetto presumibilmente centrale per Olmi, che si dichiara cattolico).</p>]]></description>
         <link>http://www.webmultimediale.org/barbara/2007/10/centochiodi_una_interpretazion.html</link>
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          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">Cinema</category>
        
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">Centochiodi</category>
        
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          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">filosofia</category>
        
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          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">teologia</category>
        
         <pubDate>Wed, 17 Oct 2007 16:08:57 +0100</pubDate>
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         <title>In my language</title>
         <description><![CDATA[<p>Guardo il video di Amanda Baggs, segnalato nella lista della community di Webmultimediale da Claude Almansi: &egrave; una stupefacente testimonianza di una diversa percezione del mondo, dove con percezione non intendo il nudo livello sensoriale ma gi&agrave; un modo di vivere le cose pragmaticamente e affettivamente connotate. Non so niente di autismo ma posso ipotizzare che Amanda non si trovi in uno stato di totale introflessione, dal momento che mostra coscienza del suo mondo e del mondo &quot;degli altri&quot;, quello &quot;condiviso&quot;, e riesce a parlarci della loro differenza...</p>]]></description>
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          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">Linguaggio e mondo</category>
        
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">autismo</category>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">linguaggio</category>
        
         <pubDate>Sun, 04 Mar 2007 19:13:47 +0100</pubDate>
      </item>
      
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         <title>Linguaggio e accessibilità</title>
         <description><![CDATA[<p>Bella la citazione di Claude Almansi, dal <em>Pantagruele</em> di Rabelais, mi ha incuriosito a leggere il libro: </p><p><a title="link al videoblog di Claude Almansi" href="http://www.webmultimediale.org/almansi/2007/02/discutere_per_segni_di_filosof.html">Discutere per segni &quot;di filosofia, geomanzia e cabala&quot;</a>&nbsp;</p><p>Dietro c'&egrave; il pregiudizio che il segno di tipo gestuale sia pi&ugrave; vicino alla realt&agrave; rispetto al segno grafico (per es. l'ideogramma cinese) e poi all'insieme di segni grafici che compongono le parole. Che tra le cose e le parole, cio&egrave;, ci sia un rapporto segnico di corrispondenza. </p><p>Nietzsche, nel saggio giovanile <em>Su verit&agrave; e menzogna in senso extramorale</em>, fornisce una ricostruzione della genesi del linguaggio basata su questa catena: stimolo fisiologico, immagine, parola.</p><p>Questo tipo di pregiudizio dimentica per&ograve; che&nbsp;le stesse cose sono codeterminate dal linguaggio, ossia dal modo in cui le esprimiamo, o meglio sono parte della vita stessa, e la stessa vita non sarebbe cos&igrave; se avesse a disposizione altre parole. Questo se, pensando alle cose, non pensiamo a oggetti isolati, tipo il cane-la casa-l'erba, ma a cose dentro un contesto di relazioni, che &egrave; il modo in cui l'uomo incontra da sempre le cose.</p>]]></description>
         <link>http://www.webmultimediale.org/barbara/2007/02/bella_la_citazione_di_claude.html</link>
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          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#category">Semplificazione</category>
        
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">comunicazione non verbale</category>
        
          <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">semplificazione</category>
        
         <pubDate>Sun, 11 Feb 2007 12:09:57 +0100</pubDate>
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