il tempo scorre fra le dita. Tra il pollice e l'indice scorre la sabbia che si accumula al fondo della pagina. La mano rappresenta una delle mudra più usate nel prânâyâma yoga (Jnana Mudra). Questo gesto accompagna anche la meditazione.

IL GRANDE NUDO ROSSO - Trascrizione del video

Sei capitato qui da un motore di ricerca? Puoi fruire del video dello spettacolo teatrale adattato al Web: Il Grande Nudo Rosso, di Marco Pernich, Studio 900.

IL GRANDE NUDO ROSSO, di Marco Pernich
Trascrizione del video pubblicato su Webmultimediale.org in ottobre 2007

Associazione Studio 900
IL GRANDE NUDO ROSSO

Titoli di testa
Drammaturgia e regia di Marco Pernich. Con Carlotta Cossutta, Barbara Gallo, Sara Semprini, Lucia Scott

Musiche originali di Carmine Cella. Scene e Costumi della Compagnia Studio 900

I testi per l'audiodescrizione sono di Marco Pernich

Riprese video, montaggio, sottotitolazione e adattamento al Web a cura di Roberto Ellero, webmultimediale.org

Compagnia Studio 900 - Webmultimediale.org - Tutti i diritti riservati

Narrazione
"Una certa isola greca anche una qualunque con un certo numero di pini viti bottegucce sere del sabato domeniche e lunedì..." così dice il poeta e questo si respira all'inizio.

Narrazione
Quattro ragazze vestite di bianco una tarda giornata estiva aria di vacanza risa e la villa. La villa chiusa da tempo bianca davanti alla spiaggia e al blu del mare. Villa di famiglia forse chissà...

Narrazione
Le ragazze ci tornano come dopo un lungo tempo quello che le separa dall'infanzia. E non appena entrano in casa i ricordi sono lì di nuovo presenti. Ma non solo...

PROLOGO
Dunque i soldati cantavano e cantavano ancora li udivamo anche nel sonno che cantavano. Una canzone non eroica né a dire il vero triste o paralitica

una canzone appresa certamente dalle donne al paese e che insegnavano reduci dal fronte alle donne più giovani.

[musica]

In una stessa donna sono presenti più dee e così come sull'olimpo hanno luogo competizioni conflitti e alleanze tra dee.

Questi potenti modelli interni lottano per trovare espressione come le dee greche per la mela d'oro.

IL RACCONTO DI IFIGENIA
E' un gioco o un ricordo quello di Ifigenia? E' una tradizione famigliare ripetuta più volte
o una cosa cui hanno assistito?

E che cosa spinge le ragazze a giocare questo gioco insieme innocente e perfido? Perché una di loro viene suo malgrado trasformata in Ifigenia? E perché due si sfidano

rubandosi ripetutamente la parola nel racconto? Chi le muove? Che cosa agisce dentro di loro? Bisogna ricordare con un altro poeta che "questo mare è pieno di dei" ed anche che questo è un mare "pieno di sperma e di lacrime".

E sul piccolo colle roccioso pieno d'asfodeli nessun capro nero per fare un sacrificio per salvare il loro paese e il mondo intero.

IFIGENIA
Non mi obbligare a vedere il mondo sottoterra. Non mi fare morire prima del tempo.
Sottoterra è il nulla. Cosa c'entro io con le nozze di Paride?

IFIGENIA
E' dolce per gli uomini vedere questa luce mentre sottoterra è il nulla. Chi vuole morire è folle. Vivere male è molto meglio che morire bene.

CORO
La cerimonia era cominciata. Il corteo saliva sulla collina. Adorati gli dei il padre fece un cenno ai servi perché come un capretto disperatamente attaccato alla terra e ancora coperto dalle sue bende

CORO
essa fosse presa appesa imbavagliata: non doveva la sua dolce bocca bestemmiare il nome dei suoi, e bisognava soffocarne l'urlo!

IFIGENIA
Addio giorno assolato, addio splendida luce del dio, sarà strana la vita che ci verrà data. Addio luce che ho tanto amato.

IL RACCONTO DI CASSANDRA
Ma il gioco a rubarsi la scena continua ed è sempre più chiaro che una rivalità profonda lega e contrappone le ragazze.

Narrazione
Quella rimasta in disparte nel primo racconto s'impadronisce della scena e diventa Cassandra. Le altre sono spiazzate e lei racconta il momento finale culminante di Cassandra

Narrazione
quando porta la morte nella casa di Agamennone ma nello stesso tempo atterrita dalla sua stessa fine cerca disperatamente di avvertirlo. Ci commuove forse ma la parola le viene rubata

Narrazione
e c'è chi già si trasforma in Clitemnestra e la invita nel palazzo. E la terza ragazza deve metterci del suo con un commento.

CASSANDRA
Guardate questi ragazzi, qui davanti al palazzo, ombre di sogno: sì sono i figli massacrati dai parenti che portano in pasto le loro interiora

CASSANDRA
a un padre che se le porta alla bocca... Ecco è Apollo stesso che mi spoglia qui del manto dei profeti.

CASSANDRA
E ora che il dio profeta per cui fui profeta mi ha portata lui stesso qui a morire non un altare mi attende sotto il palazzo paterno ma un ceppo che sgozzata arrosserò di sangue.

CLITEMNESTRA
Entra Cassandra, entra anche tu. I buoni dei hanno voluto che anche tu prendessi parte con noi al bagno lustrale con gli altri schiavi sotto l'altare domestico.

CORO
No, non fu il fatto che si rimangiò la sua promessa Apollo e che sputando in bocca a Cassandra sottrasse ogni potere di persuasione alle sue parole

CORO
vanificando così le sue predizioni per se stessa e per gli altri, no. E' solo che nessuno vuol credere la verità.

IL RACCONTO DI CLITEMNESTRA
Clitemnestra la colpevole dell'assassinio di Agamennone cosa pensava prima dell'arrivo del re quando era solo un annuncio in quel tempo che sta tra la lontananza e il dubbio da una parte

Narrazione
e la presenza dall'altra? A questo dà voce una delle ragazze prendendo tutta la scena su di sé... Ma adesso qualcosa comincia a svelarsi come un filo che spinge ognuna delle ragazze

Narrazione
a giocare a un solo personaggio e a dargli una voce talvolta originale che mostra altro da quello che tradizionalmente si sa....

CORO
Sulla strada di Micene alberata di eucalyptus puoi trovare formaggio di pecora e vino resinato "A la belle Helene de Menelas" un'osteria che svia il pensiero dal sangue degli Atridi.

CORO
I poeti parlano molto dell'invenzione del delitto nella casa di crisi. Parlano - i diabolici - della logica della regina, la moglie del soldato assente, Agamennone mente spada tradita.

[musica]

CLITEMNESTRA
"Venga il sovrano - disse la sovrana. Sia il benvenuto. Di vetro anche lui." L'abbiamo imparata anche noi la morte. Sappiamo. Vediamo.

CLITEMNESTRA
Ce l'ha insegnata lui per primo. Abbiamo aperto gli occhi. Ben venga il re di vetro con la spada di vetro alla sua sposa di vetro, ai suoi sudditi di vetro,

CLITEMNESTRA
alle sue creature di vetro, trascinando con sé greggi di vetro spoglie di vetro schiave di vetro trofei di vetro! Suonate le campane!

CLITEMNESTRA
Da vetta a vetta accendano i guardiani i segnali di fuoco per la nostra vittoria di vetro – nostra nostra - di tutti noi. Che l'abbiamo imparata anche noi nella pazienza e più nell'attesa insopportabile e occhiuta.

CORO
Disse così la sovrana e sopra le sue tempie si vedeva il sangue martellare, si vedeva il suo sudore.

STASIMO UNO
Si chiude così la prima parte del racconto e le ragazze assomigliano sempre meno alle quattro giovani in vacanza su un'isola greca

Narrazione
dov'è la villa di famiglia e lasciano intravvedere un mistero di cui sono portatrici.

Di tra i cipressi è uscita una luna enorme. Alle spalle si sente la massa scura della casa come una tomba antica e imponente.

[musica] [una ragazza disegna per terra delle caselle e ci salta dentro giocando un gioco di bimbi]

Il Mare di Grecia. Questo mare è pieno di isole e sulla più orientale di tutte scese Afrodite nata dalle onde. Mare che vide tanti amori e grosse sventure.

IL RACCONTO DI SAFFO
Così ecco una diventare Saffo, la Saffo disperata perché l'amore non è stato la risposta assoluta che cercava

Narrazione
e nemmeno la morte le ha concesso al pace del ricongiungersi all'assoluto. La compagna che diventa la sua interlocutrice però sembra in possesso di una sapienza

Narrazione
che va oltre la sapienza dell'accettazione dell'attimo del limite della leggerezza. Ma Saffo non può capire...

[musica] [danza]

SAFFO
E' monotono qui. Il mare è monotono. Tu non ti annoi?

CORO
Preferivi quand'eri mortale lo so. Eppure cercavi la morte questa morte.

SAFFO
No, non sapevo che fosse così. Credevo che tutto finisse con l'ultimo salto. Che il desiderio l'inquietudine il tumulto sarebbero spenti. Il mare inghiotte il mare, mi dicevo, annienta.

CORO
Tutto muore nel mare e rivive. La nostra vita è foglia e tronco polla d'acqua e schiuma d'onda. Questo è il nostro solo desiderio e destino.

CORO
Nostro solo terrore è che un uomo ci possegga, ci fermi. Calipso s'è fatta fermare da un uomo. Più nulla le è valso.

SAFFO
Io la capisco Calipso. Ma non capisco che vi abbia ascoltate. Che cos'è un desiderio che cede?

CORO
Non saprai mai cos'è sorridere? Sorridere è vivere come una foglia, come un'onda, accettando la sorte. E' morire a una forma e rinascere a un'altra.

IL RACCONTO DI ARIADNE
I vestiti delle ragazze che progressivamente cadono sembrano insieme svelare corpi belli come quelli di giovani dee e qualcos'altro che insieme è e non è di questo mondo,

Narrazione
qualcosa che sembra lì a portata di mano e nello stesso tempo rimane inafferrabile... La ragazza che aveva fatto Ifigenia diventa Ariadne abbandonata da Teseo a Nasso

Narrazione
come volesse rispondere alla disperazione di Saffo raccontando quanto l'amore sia inganno e non contatto con l'assoluto ma la ragazza che aveva fatto Clitemnestra assassina per amore

Narrazione
diventa Dioniso e compare per rapire Ariadne e portarla in qualche paradiso. L'amore ammette l'accesso all'assoluto?

Voce fuori campo
(Borges. Labirinto, da Elogio dell'ombra) Non ci sarà sortita. / Tu sei dentro e la fortezza abbraccia l'universo / e non ha né diritto né rovescio / né muro esterno né segreto centro.

Non sperare che la durezza del tuo cammino / che ostinatamente si biforca in due, / che ostinatamente si biforca in due, / abbia fine. E' di ferro il tuo destino.

Così il tuo giudice. Non aspettare l'assalto / del toro umano / la cui strana forma plurima dà orrore / a un groviglio interminabile / di pietra che si intreccia.

CORO
Così se n'è andato anche lui. Perché credi che ti abbia lasciata?

ARIADNE
Che vuoi da me?

CORO
La vela nera se n'è andata per sempre. Questa storia è finita.

ARIADNE
E' la mia vita che finisce.

CORO
Altro ti attende. E' un nuovo dio. E' il più giovane di tutti gli dei. Ti ha veduta e gli piaci. Lo chiamano Dioniso. E' un dio di gioia.

CORO
Uccide ridendo lo accompagnano i tori e le tigri. La sua vita è una festa e tu gli piaci.

ARIADNE
Ma come mi ha vista?

CORO
Chi può dirlo. Sei mai stata in un vigneto in costa a un colle lungo il mare nell'ora lenta in cui la terra dà il suo odore? Quando l'uva matura e l'aria pesa di mosto?

CORO
O hai mai guardato un melograno frutto e fiore? Qui regna Dioniso nel fresco dell'edera nei pineti e sulle aie.

ARIADNE
Non c'è luogo solitario abbastanza che gli dei non ci vedano?

CORO
Gli dei sono il luogo sono la solitudine sono il tempo che passa. Verrà Dioniso e ti parrà d'essere rapita da un gran vento come quei turbini che passano sui vigneti e sulle aie.

ARIADNE
E lui com'è? Molto crudele?

CORO
Tutti gli dei sono crudeli. Ogni cosa divina è crudele. Nessun dio sa rimpiangere nulla. Sarà come amare un luogo un corso d'acqua un'ora del giorno. Nessun uomo val tanto. Ti piacerà e gli piacerai. [musica]

IL RACCONTO DI CIRCE
Anche Circe sembra non credere all'amore... La ragazza che aveva risposto a Saffo e prima commentato quasi senza parteciparvi le vicende degli Atridi

Narrazione
adesso diventa anche lei un personaggio: Circe. Circe la maga la strega in realtà un'antica divinità del Mediterraneo di prima che i popoli Indoeuropei

Narrazione
conquistassero le antiche civiltà matriarcali, confinata in un angolo remoto assiste al confuso agitarsi degli uomini. A lei non sono stati concessi amori se non Odisseo...

Narrazione
Ma Odisseo le ha insegnato la possibilità che l'amore non sia solo risposta a un bisogno fisico ma si carichi di altri valori sia simbolo della ricerca della scoperta della solidarietà tra esseri umani.

Narrazione
E le ha insegnato la bellezza degli esseri umani che è tutta nella loro capacità di trasformare gli avvenimenti in memoria. Viene in mente un altro poeta: "è la memoria il bene più prezioso".

CIRCE
Tu non sai quanto morire li attiri. Morire è sì un destino per loro, una ripetizione ma s'illudono che cambi qualche cosa.

LEUCO'
Perché allora non volle diventare un maiale?

CIRCE
Non volle nemmeno diventare dio e sai quanto Calipso lo pregasse, quella sciocca. Odisseo era così: né maiale né dio, un uomo solo estremamente intelligente e bravo davanti al destino.

LEUCO'
Dimmi ti è molto piaciuto con lui?

CIRCE
Che dici... Una volta credetti di avergli spiegato perché la bestia è più simile al dio che non l'uomo mortale. La bestia che mangia monta e non ha memoria.

CIRCE
Non seppe mai cos'è il sorriso degli dei – di noi che sappiamo il destino.

LEUCO'
Nessun uomo capisce noi e le bestie. Sono ben rozzi nella loro intelligenza. Dimmi: tu hai molto giocato con loro?

CIRCE
Me li godo. Me li godo come posso. Non mi fu dato di avere dei nel mio letto e uomini solo Odisseo. Tutti gli altri che tocco diventano bestie e s'infuriano e mi cercano così come bestie.

CIRCE
Io li prendo: la loro furia non è né meglio né peggio dell'amore di un dio. Ma con loro non devo nemmeno sorridere. Non mi succede di abbassare gli occhi.

LEUCO'
E Odisseo...

CIRCE
Vuoi sapere chi era Odisseo? Una sera mi descrisse il suo arrivo in Eea, la paura dei compagni, le sentinelle poste alle navi

CIRCE
e poi mi disse che il giorno dopo videro levarsi al di là della selva una spira e che gridarono di gioia riconoscendo la patria e le case.

CIRCE
Quella sera mi disse che voleva scordarsi chi ero e dov'era, e mi chiamò Penelope.

LEUCO'
O Circe così sciocco è stato?

CIRCE
Anch'io fui sciocca e gli dissi di piangere. Non pianse. Pianse più tardi pianse quando gli descrissi il lungo viaggio che restava e la discesa nell'Ade e il buio pesto dell'Oceano.

CIRCE
L'uomo mortale non ha che questo d'immortale. Il ricordo che porta e il ricordo che lascia. Davanti al ricordo sorridono anche loro rassegnati.

STASIMO DUE
Ma chi sono allora queste ragazze che abbiamo visto trasformarsi a vista? Cosa stanno cercando di dimostrare l'una all'altra?

Narrazione
E' solo un dibattito filosofico (l'amore, il potere, la gloria...)? O la sfida è anche su un altro livello?

IL RACCONTO DI CALIPSO
Lo scontro si polarizza e ora la ragazza che ha fatto Clitemnestra e Dioniso diventa Calipso e quella che ha commentato la storia degli Atridi e poi è stata Circe diventa Odisseo,

Narrazione
l'unico uomo presente nel gioco tutto femminile delle ragazze! (Anche questo vorrà dire qualcosa? Perché proprio lei a interpretare un uomo?).

Narrazione
Il racconto di Calipso è il racconto della desolazione per la fine di un amore ma anche il racconto dell'impossibilità per l'uomo di vivere nell'immobilità del divino.

Narrazione
Ma lo scontro tra i due personaggi è anche lo scontro tra le due ragazze che stanno prevalendo tra le altre e sono scopertamente antagoniste per qualcosa che non conosciamo ancora.

ODISSEO
Che cosa è cambiato per te da quel giorno in cui terra e mare ti obbedivano? Hai sentito che eri stanca, che eri sola. Hai scordato i tuoi nomi.

CALIPSO
Non è questo Odisseo. Quello che è stato non sarà mai più. Solo un lungo sonno cominciato chissà quando. E se tu vai via è l'alba il risveglio.

CALIPSO
Io temo l'alba come tu temi la morte. Da quando sei giunto hai portato un'altra isola in te.

ODISSEO
Da troppo tempo la cerco. Io non posso accettare e tacere.

ODISSEO
Poi l'hai detto tu stessa: porto l'isola in me.

CALIPSO
Oh mutata perduta un silenzio. Le case saranno come il viso di un vecchio. Le tue parole avranno un senso altro dal loro. Sarai più solo che nel mare. Devi spezzare la catena del destino

CALIPSO
e lasciarti affondare nel tempo. Chi non si ferma adesso subito non si ferma mai più.

ODISSEO
Io non sono immortale.

CALIPSO
Lo sarai se mi ascolti.

IL RACCONTO DI FEDRA
Ma la ragazza che ha fatto Odisseo sembra ormai padrona del gioco e adesso diventa Fedra con la sua lucida pazzia d'amore il suo arrendersi all'evidenza della passione

Narrazione
e il suo rimproverare l'arido moralismo del ragazzo di cui è innamorata. Chiama direttamente in causa gli dei stavolta: Afrodite dea dell'amore che fa impazzire

Narrazione
e Artemide dea della verginità fredda solitaria e scostante. E le due dee compaiono lì presenti con i loro due approcci diversi all'esistenza.

Narrazione
Con Fedra la ragazza che la interpreta sembra dirci quanto male porti l'amore ma anche l'arida solitudine di chi l'amore rifiuta e accusare così la ragazza-Artemide

Narrazione
di portare il male agli uomini ma alla fine quella si vendica consegnando alla ragazza-Fedra il cappio con cui Fedra s'impicca.

FEDRA
Ti ho convocato. Non so da che parte cominciare. Aspetto che faccia sera che s'allunghino le ombre nel parco ch'entrino dentro casa le ombre delle statue

FEDRA
degli alberi a nascondermi le mani a nascondermi il viso a nascondermi le parole che ancora informi indugiano.

FEDRA
Questa casa è piena della tua ombra. La casa è un corpo - lo tocco mi tocca mi s'appiccica addosso - soprattutto di notte. Le fiamme delle lucerne mi leccano le cosce i fianchi;

FEDRA
indugiano con brividi sottili sotto l'orecchio sinistro; mi leccano i capezzoli; la loro saliva splende mi brucia.

FEDRA
Questa casa è un corpo: è il tuo corpo e allo stesso tempo il mio. Tento di camminare e i lenzuoli mi si trascinano dietro come dopo l'amore.

FEDRA
[Ride] Dalle mie dita pende quella catenina familiare, quella con la tua crocetta (quella che dicono ti abbia regalato la tua dea). (Te l'ho rubata io).

FEDRA
Ricordo la tua infantile sorpresa quando la perdesti il tuo senso di colpa come ti scintillavano gli occhi come ti avvampava le gote il sangue.

FEDRA
Insieme a te cercava la vecchia nutrice e anch'io cercavo di trovarla. Buttammo sottosopra le stanze la cucina il cortile la stalla.

FEDRA
No non posso lamentarmi di te o del mio destino. Certi istanti anche la sola coscienza della nostra sventura può portarci al di sopra di essa in uno spazio elevato e profondo.

FEDRA
Forse un giorno lo imparerai anche tu: il nostro dolore anche il più infimo ci addolora di più del dolore del mondo intero.

EPILOGO
Tutto quello che gli uomini toccano diventa tempo. Diventa azione attesa e speranza. Anche il loro morire è qualcosa.

EPILOGO
[musica]

DEA
Ogni gesto che fate ripete un modello divino. Ciò che è stato sarà.

Narrazione
Ma ormai il gioco è scoperto: quelle che credevamo semplici ragazze in vacanza sono in realtà quattro dee:

Narrazione
la Dea dell'amore e l'energia universale: Afrodite. La dea vergine della notte e della solitudine: Artemide. La dea della casa: Era. E la dea della Sapienza: Atena.

Narrazione
Il gioco a cui abbiamo assistito altro non è che il conflitto che dentro ogni donna si svolge tra diverse dee che non sono altro che figure di diversi aspetti dell'anima della donna.

Narrazione
Nelle diverse fasi della vita prevale una sull'altra ma ognuna è costantemente presente con le sue caratteristiche in una dialettica senza fine.

Narrazione
Allo spettatore scegliere: "a chi spetta la mela d'oro"!. E in fondo è divertente scoprire a quale delle dee abbiamo dato il primato, in diversi momenti della nostra vita.

IL GRANDE NUDO ROSSO
Drammaturgia e regia di Marco Pernich. Compagnia Studio 900 - Webmultimediale.org - Tutti i diritti riservati

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