Informazioni su Webmultimediale
Da un'idea di Roberto Ellero nasce la risorsa italiana sul multimedia.
Webmultimediale.org integra i codici linguistico e visivo, riflettendo sul tempo, la dimensione con la quale la multimedialità contribuisce al Web.
Perché Webmultimediale?
Con Webmultimediale ho voluto creare uno spazio aperto alle riflessioni più diverse e della più diversa provenienza. E - perché no - aperto anche al pensiero.
Mi occupo di accessibilità del Web a livello tecnico, e col tempo ne ho valorizzato il portato sociale e sostenuto il carattere culturale.
Così, quando sono passato a specializzarmi in accessibilità degli audiovisivi, l'interesse si è diretto quasi spontaneamente alla sinergia tra codice testuale e visivo come fattore capace di creare un nuovo significato.
Concretamente: rendere un video accessibile significa renderlo disponibile per chi ha alcune porte bloccate nell'accesso alla realtà rispetto ai cosiddetti normodotati. Quando si trattava di scrivere i sottotitoli e le audiodescrizioni, o di insegnare a farlo, si imponeva una scelta: adattare i contenuti a queste particolari forme di accesso, oppure fare di questo vincolo l'occasione per scoprire qualcosa di nuovo.
A partire da questo punto di vista particolare il discorso si è quindi allargato all'audiovisivo sul Web in generale: alle sue caratteristiche, al suo utilizzo, alle sue potenzialità. E questo non poteva non portare a problematizzare il Web come ambiente puramente virtuale e a riflettere sul rapporto tra informazione e narrazione, informazione ed esperienza.
Il concept grafico
Ho scelto di esprimere l'idea di Webmultimediale attraverso la mano con uno scopo preciso: sottolineare l'importanza della fisicità e della comunicazione non verbale per riequilibrare il pregiudizio della virtualità del Web.
Le mani si trovano unite per riprodurre la W, risultato di un raddoppio, segno di un'unione che ricrea una cosa nuova.
Ma ho utilizzato la mano anche per rappresentare l'idea della sabbia. In questo caso si trova nella posizione di un noto mudra del prânâyâma yoga, che spesso accompagna la meditazione.
Tra il pollice e l'indice scivolano con sapiente controllo i granelli di sabbia, che vanno ad accumularsi in fondo alla pagina. Sabbia, clessidra, tempo.
E' l'autore che dosa il tempo, che lo fa scorrere e lo sente trascorrere. Il filo di sabbia scende e si fonde nella duna: un cumulo che si fa radura, luogo in cui fare esperienza. Selezionare, mettere ordine tra gli atomi di informazione e ricomporre storie, percorsi di senso.
La sabbia richiama la spiaggia, il bagnasciuga, il mare, il litorale: frangenti che ripullulano, si rimodellano grazie al tempo. Ma la sabbia è anche deserto, silenzio, solitudine meditativa. Un tempo immoto in cui riattingere l'eterno.
Ho voluto dare a queste riflessioni una cornice grafica che non fosse solo decorativa. Vorrei che questi rinvii simbolici fossero capaci di stimolare le riflessioni della community sugli audiovisivi.
La community
Gli audiovisivi fanno del Web uno spazio sociale a tutti gli effetti!
Anche Webmultimediale è un fenomeno e uno spazio sociale, non soltanto un veicolo di informazione...
Gli amici autori di webmultimediale.org.
L'ideatore
Con Webmultimediale intraprendo un mio personale sentiero di ricerca. Ho iniziato a occuparmi di Web nel 2000 come community manager di protty.it. Successivamente l'interesse si è diretto verso i temi legati all'accessibilità del Web, di cui sono studioso dal 2002.
Vorrei coinvolgere quanti hanno a che fare per ragioni diverse con il Web e condividono l'interesse per la forza comunicativa che scaturisce da testi, immagini e movimento, come si ritrova negli audiovisivi.
Per altre informazioni su di me visita il mio sito personale: www.robertoellero.it
Progetto editoriale
Webmultimediale.org è un progetto sperimentale che intende riflettere sul rapporto tra i documenti audiovisivi e il Web.
La radice del progetto è duplice. Da una parte, si assiste all'interesse crescente di integrare la dimensione ipertestuale con immagini e suoni per restituire al virtuale la profondità dell'esperienza analogica.
Dall'altra, ci è dato riscontrare una quasi esclusiva attenzione al mezzo e parallelamente una scarsa considerazione per i contenuti. L'ambiente virtuale - con le sue caratteristiche formali, le opportunità che apre e le prospettive che ci riserva - tende a prevalere sulla destinazione comunicativa dei contenuti che ospita.
Questo stato di cose ci ha portato a istituire un nesso tra l'autoreferenzialità che contraddistingue il mezzo e la tendenza a integrare la dimensione strettamente verbale del Web, aprendo la dimensione segnica al piano dei significati.
Questo nesso ha imposto una riflessione intorno al rapporto tra tecnologie e contenuti per il Web, che intende portare l'attenzione sulla specificità del multimediale nel Web per meglio delinearne le potenzialità.
Il video "emblema" di Webmultimediale
La natura del Web conduce in modo inconsapevole a pensare come sostanziale l'effimero meccanismo del mezzo che consente di comunicare, e a trascurare invece il messaggio che si vuole trasmettere. Nel filmato che segue una esemplificazione metaforica di questo fenomeno. Si tratta della macchina di Shannon, di cui Arthur Clarke ha parlato in un suo libro: Voice Across the Sea, 1958.
Rappresenta, nel nostro contesto, un componente multimediale il cui contenuto è il componente multimediale stesso: la tecnica per la tecnica.
Aspetto positivo: il componente deve funzionare. Aspetto negativo: il solo funzionamento non è sufficiente per la ragione d'essere dell'operazione comunicativa.
Il testo di Clarke | nota sul Flash player | puoi ingrandire il filmato con la funzione di ingrandimento caratteri del browser (soluzione di Alessio Cartocci)
Proponendosi di suscitare dibattito nei professionisti del settore e un'attiva cooperazione, Webmultimediale.org si dichiara ispirato dall'interesse a realizzare la vocazione universale del Web quale luogo di comunicazione e socialità.
Webmultimediale.org propone alcune riflessioni iniziali che si augura capaci di stimolare il dibattito.
Il multimediale integra e arricchisce l'esperienza ipertestuale del Web recuperando la "freccia" del tempo. Il tempo è l'asse portante della narratività.
Se la navigazione ipertestuale fa saltare lo spazio-tempo, rende cioè tutte le cose ugualmente equidistanti dal soggetto, che si trova quindi a essere padrone dei propri movimenti senza alcun vincolo od ostacolo (a parte la velocità della connessione), la fruizione del multimedia ripristina il tempo quale fattore determinante e ineliminabile dell'esperienza.
E' un caso che così facendo il multimediale si trovi a reintrodurre nello spazio orizzontalizzato del Web quella condizione - il tempo - che è l'unica a fare della vita di un vivente un'esistenza?
Il tempo genera quell'ordine che fa sì che ogni nostro passo lasci un'orma, per quanto invisibile o inconsapevole. Il passato per l'uomo non può mai essere uno scrivere sull'acqua, che subito si richiude e inghiotte quel che venuto alla presenza. La temporalità - il nostro tendere, appena concepiti, verso la morte, o, detto in una forma greca, l'essere la vita e la morte i poli di uno stesso arco - lo impedisce.
Nel saggio "Il narratore" il filosofo tedesco Walter Benjamin distingue tra narrazione e informazione e denuncia la fine dell'esperienza mettendola in relazione con la fine della narrazione. Secondo Benjamin, la fine della modernità porta con sé l'incapacità di narrare, che comporta la trasmissione di saggezza attraverso le storie.
Il multimediale nel Web rappresenta un'integrazione alla dimensione ipertestuale, nella misura in cui fa del virtuale un luogo di esperienza.
Nell'ipotesi di adattamento di un materiale multimediale al Web quel che è in gioco è proprio l'esperienza. La funzione del materiale diventa non più solo informativa - dare a conoscere che qualcosa esiste - ma propriamente conoscitiva - dire come è la cosa. E solo promuovendo conoscenza e non semplice informazione l'uomo fa esperienza.
Cosa significa pensare l'elaborazione di materiale multimediale per il Web?
Occorre essere consapevoli che si tratta di una traduzione. L'adattamento a un nuovo mezzo - portare per esempio uno spettacolo teatrale sul Web - comporta un trasferimento che è una nuova opera. Cambiando il mezzo - che nel caso del Web coincide con un ambiente, un "mondo" si potrebbe dire - cambiano i contenuti. Sorgono nuove potenzialità espressive, che ricadono, se sfruttate, anche sui contenuti.
Se si accetta la sfida rappresentata da ogni cambio di mezzo e di contesto, la traduzione comporterà scelte comunicative di fondo che daranno al materiale una nuova possibilità di esistere.
01/01/2007 - © Roberto Ellero - roberto@webmultimediale.org









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