il tempo scorre fra le dita. Tra il pollice e l'indice scorre la sabbia che si accumula al fondo della pagina. La mano rappresenta una delle mudra più usate nel prânâyâma yoga (Jnana Mudra). Questo gesto accompagna anche la meditazione.

Trascrizione del video dell'incontro con Roberto Ellero allo stand della Regione Emilia Romagna, COMPA 2007

Sei capitato qui da un motore di ricerca? Puoi fruire del video dell'intervento.

"Web multimediale: accessibilità dei video per il Web e del Video Share", Bologna, COMPA 2007

Trascrizione del video dell'incontro con Roberto Ellero allo stand della Regione Emilia Romagna, COMPA 2007. Video di Webmultimediale.org

COMPA 2007 - www.webmultimediale.org | www.webmultimediale.it

Argomenti: Accessibilità e qualità degli audiovisivi per il Web - Una soluzione ideale ai problemi di accessibilità degli audiovisivi sul Web - Un Video Share accessibile (www.webmultimediale.it)

Roberto Ellero: Buongiorno. Ringrazio tutti di essere qui a seguire questa presentazione dedicata all'accessibilità degli audiovisivi per il Web.
[...] Riguardo a questi termini che ho utilizzato, credo che sulla sottotitolazione ci intendiamo.
L'audiodescrizione non è altro che una traccia audio aggiuntiva che trasmette l'informazione visiva in forma uditiva. Fa vedere con l'udito: anche le persone non vedenti, che non possono vedere quello che avviene sulla scena, ovvero quanto avviene di non dialogico, possono seguire ugualmente ascoltando il commento di una voce professionale fuori campo che dà conto di questi aspetti visivi.
Infine, l'interpretazione in LIS (lingua dei segni italiana). Come sapete, la LIS è la prima lingua delle persone che nascono sorde, che non crescono con il feedback acustico come è capitato a noi, che non possono imparare la lingua con il canale uditivo. Per queste persone la lingua dei segni è la lingua madre, e si tratta di una vera lingua, non è un adattamento o una traduzione dalla lingua parlata. Ha una sua sintassi, un insieme di regole che consentono di comunicare in modo assolutamente efficace, con anzi una maggiore espressività rispetto alla lingua parlata. Una cosa che può sembrare difficile da immaginare è fornire questo servizio di interpretazione LIS sul Web. Oggi vi farò vedere una soluzione che abbiamo elaborato io e Alessio Cartocci, che consente di avere un doppio flusso video: nel primo avremo il filmato e nel secondo ci sarà l'interpretazione simultanea in LIS.
Tecnicamente dirò pochissimo, perché le informazioni - per chi fosse interessato - sono reperibili nel sito www.webmultimediale.org e nell'Area Multimedia del sito www.webaccessibile.org.
In pratica non è niente di straordinario, si tratta di una tecnologia che esiste dal 1998, si chiama SMIL, è una specifica del W3C: un semplice linguaggio di marcatura basato su XML, che consente in modo molto semplice di collegare e sincronizzare fra di loro tracce video, audio (per l'audiodescrizione) e testo (per i sottotitoli).
Dal punto di vista tecnico non ci sono particolari problemi, è una cosa che possono fare anche i ragazzini con 4-5 ore di formazione.
Il risultato è possibile ottenerlo in tutti i formati per il Web: QuickTime, Windows Media... come vedete si tratta - proprio come al cinema o alla televisione - di una serie di didascalie che si succedono nel tempo, sincronizzate col parlato. All'interno di una pagina, Windows Media mostra i sottotitoli in una divisione sotto il video, con la possibilità di ingrandirne i caratteri, caratteristica unica di questo formato per il Web. Questo invece è il risultato con Real player.
Come dicevo, dal punto di vista tecnico non ci sono particolari problemi. La specifica SMIL esiste dal '98, il supporto dal 1999, quindi potrebbe sorprendere che sul Web i sottotitoli siano rarissimi da trovare. Sono attualmente poche decine in Italia i filmati sottotitolati.
Per quale motivo? Fondamentalmente, alla luce delle mie indagini di anni, sono arrivato alla conclusione che i motivi principali sono due: il primo è il fattore tempo, nel processo di produzione. Per quanto sia molto facile realizzare i sottotitoli, la sottotitolazione richiede necessariamente una manualità che è quella della trascrizione del parlato, che richiede molto tempo. L'altro giorno ho realizzato i sottotitoli del mio filmato del seminario che ho tenuto a Smau. Ho parlato per 50 minuti e la trascrizione mi ha richiesto cinque ore di lavoro, a me che ho una certa pratica. Questo per la trascrizione. Poi ci vuole un'oretta per fare il timing, la sincronizzazione temporale delle singole didascalie. Capite che aggiungere sette ore di lavoro al montaggio di un filmato di 50 minuti ha delle ricadute pesantissime nel processo di lavoro. Questo è uno dei motivi.
L'altro motivo è la compatibilità: le soluzioni che si sono succedute sino ad oggi hanno avuto sempre dei significativi problemi di compatibilità. Se andate nel sito www.webaccessibile.org, nell'Area Multimedia trovate una tabella di compatibilità che ho realizzato in seguito a test, dalla quale si ricava che la visualizzazione dei sottotitoli nei vari formati, browser e sistemi operativi, è gravemente deficitaria, e di fatto vanifica il lavoro che si fa. Quindi quelle cinque ore di lavoro di trascrizione sarebbero state pressoché inutili utilizzando i formati standard.
Un altro grave problema dei player standard: Windows Media player, QuickTime e Real player, è che sono completamente inaccessibili a Jaws. In sostanza la persona che usa Jaws [il lettore di schermo più usato dai non vedenti] non è in grado di fare clic su Play: nel senso che non è in grado di far partire il filmato. [Vengono visualizzate slide che citano il testo consolidato della direttiva comunitaria "Audiovisivi senza frontiere"]. Questo è uno dei motivi per cui, nella comunità dei non vedenti, di multimedialità non si parla, non essendoci il supporto di Jaws ai Player multimediali. Questo toglie ogni senso alla realizzazione di tracce audiodescrittive, proprio perché le persone non vedenti che usano Jaws non possono ascoltare queste tracce. Perdere ore per realizzare audiodescrizioni per il Web, fino ad oggi, non aveva molto senso. Infatti i filmati audiodescritti sul Web sono assolutamente introvabili [ma se ne trovano nel sito www.webmultimediale.org].
Per i sottotitoli per i non udenti abbiamo ulteriori problemi, di compatibilità, infatti se uso Windows Media con i sottotitoli su Mac non li vedo, lo stesso avviene utilizzando il formato Real all'interno di pagine Web, con molti browser. Lo stesso accade con QuickTime. Pertanto, fornire i video in un solo formato diventa limitativo, avrò una ridotta platea di utenti. Ma fornire un servizio per tutti i tre player, completo di sottotitolazione e audiodescrizione, richiederebbe una quantità di lavoro assolutamente impensabile da potersi in concreto realizzare.
Ed è per questi motivi che io e Alessio Cartocci - visto che ci interessa fornire un servizio audiovisivo accessibile - abbiamo ragionato su come trovare una soluzione a questo problema, e abbiamo elaborato pertanto un sistema: questo che vedete, che è un player basato su Flash (non è un Flash-player ma un player scritto da zero in ActionScript), si compone di un contenitore (il player stesso, un file SWF accessibile a Jaws, che riesce ad attivarne tutti i pulsanti, e funziona con tutti i browser e sistemi operativi, anche Linux e Macintosh) che esegue file video in formato Flash Video (FLV). Questo formato consente un encoding di alta qualità con il codec VP6, di straordinaria efficienza perché consente di avere file di buona qualità con un peso inferiore rispetto al formato Windows Media, e che sono anche molto fluidi.
Quindi, sia dal punto di vista della qualità che da quello della compatibilità, abbiamo risolto con questo player (che è nuovo, essendo stato costruito da zero da Alessio Cartocci) il problema di funzionamento della base del player che si vede con tutti i sistemi operativi e browser (il plugin Flash si installa anche su Linux e Macintosh). Dopodiché il nostro player presenta caratteristiche interessanti: è possibile ottenere una sottotitolazione multilingue (in tedesco, inglese, italiano ecc.) con qualsiasi formato standard di sottotitolazione per il Web (W3C SMIL, W3C DFXP, Real Text, QuickTime Text, Windows Media SAMI). Visto che il nostro player supporta SMIL, è possibile associare un numero illimitato di file audio, ciò che mi consente di fare audiodescrizioni, anche in più lingue. Con questo switch [Ellero indica la tendina di selezione lingua del player], selezionando la lingua inglese, otterrò in modo sincronizzato (senza bisogno di ripartire da zero) i sottotitoli e l'audiodescrizione in inglese. Sempre con SMIL, è possibile sincronizzare un secondo flusso video per la LIS [si consideri che questo supporto di SMIL nel formato FLV è una novità assoluta a livello mondiale]. In questo modo, le tante ore di lavoro sono ben spese perché il servizio accessibile sarà fruibile da tutti, indipendentemente dalla presenza di disabilità sensoriali.
Vi faccio vedere un esempio.
Il player di Webmultimediale.org è attualmente in fase di Beta, e non è stato ancora stato rilasciato da Alessio.
Esistono due versioni: una versione base (solo sottotitoli) che viene usata nel mio Video Share accessibile Webmultimediale.it, che poi vedremo, e la versione completa, usata nel sito Webmultimediale.org come progetto pilota, che è ancora in fase di studio: stiamo lavorando a livello internazionale all'interno di liste del W3C, anche con non vedenti che ci stanno dando una mano per risolvere i vari problemi di interazione con Jaws. La versione base sarà tra pochi giorni liberamente scaricabile, anche personalizzata grazie ad un'applicazione online che consentirà di scegliere colore e logo. La versione completa è il frutto di un lungo lavoro e non è ancora distribuita.
Vediamo subito un esempio in produzione nel sito www.webmultimediale.org, il progetto pilota dove è nato questo player. Il progetto Webmultimediale.org è nato il primo gennaio 2007 con due filoni di ricerca principali: l'accessibilità degli audiovisivi per il Web e lo studio dei contenuti multimediali per il Web, che è il discorso che facevo all'inizio, per cui se voglio come in questo caso portare sul Web uno spettacolo teatrale devo fare un lavoro di adattamento: fruire di un evento teatrale, filmico o televisivo sul Web non è come fruirlo nel media di origine, infatti la televisione ha modalità di fruizione diverse dal Web, lo stesso vale per il teatro che addirittura è uno spazio sociale, un rituale.
L'adattamento di questo spettacolo ha una storia un po' lunga che trovate nel sito Webmultimediale.org. C'è un importante aspetto relazionale e sociale, consistito nel fatto che per realizzarlo ho dovuto conoscere la compagnia teatrale e il regista, e fare un lavoro umano di conquista della fiducia di queste persone: degli attori, del drammaturgo, dei tecnici di scena, perché sono entrato a vedere le prove per potere fare le riprese video nella maniera più adatta al Web, dove vanno privilegiati i primi piani (la finestra video è purtroppo di soli 320 pixel per 240). E poi una serie di altre cose che mi hanno portato a una selezione di scene, per passare da 60 minuti di spettacolo a 15. Quello che il fruitore Web ha in più rispetto a chi va a vedere lo spettacolo dal vivo è l'audiodescrizione, che in questo caso è stata fatta in un modo un po' particolare. Si tratta di un'attrice che, non nel fuori campo ma in riprese video fatte ad hoc, interviene a spiegare volta per volta i vari episodi. Una cosa utile non solo per chi non vede, ma per tutti, è infatti di uno spettacolo complesso. Si tratta di trasmetterne alcuni aspetti in modo che sia avvincente anche per chi lo segue dalla scrivania di casa.
L'obiettivo finale è realizzare dei contenuti che inducano la persona ad andare a teatro, ad andare al cinema, a vedere lo spettacolo nel medium originario. In questo modo si crea un circolo virtuoso, un dialogo fra i vari mezzi audiovisivi, in modo da ridare dignità all'audiovisivo per il Web: attualmente siamo in una fase in cui si è ancora colpiti e preda degli effetti speciali e delle potenzialità del mezzo, da un punto di vista esclusivamente tecnico.
Pertanto i video si fanno e si caricano ma in assenza di una riflessione teorico-critica sui contenuti e sui format: non esistono ancora dei format per il Web ben definiti. Gli altri media tradizionali hanno invece decenni di teorizzazioni alle spalle, e il Web non fa altro che emulare in modo approssimativo quello che si fa negli altri mezzi.
Questo che vediamo oggi è un tentativo di definire un format teatrale per il Web, che abbia una identità Web, che funzioni bene sul Web, e sia stato progettato per il Web. Il player è quello che avete visto prima e ve ne faccio vedere il funzionamento in diretta. Il video dura trenta minuti. Naturalmente non ha senso che noi vediamo ora qui questo filmato per intero, esso è infatti stato pensato per la fruizione Web, invece qui ci troviamo in una situazione da sala di cinema d'essai, che richiederebbe una diversa progettazione.
E' importante notare che il filmato è trasmesso in streaming rtmp, ciò che consente dei vantaggi rispetto a quella che è la modalità prevalente di diffusione: lo pseudostreaming [downoad progressivo]. La gente non sa che nelle piattaforme di Video Sharing (YouTube, Google Video...) i video vengono trasmessi in pseudostreaming. Questo significa che i filmati vengono scaricati progressivamente nella cache del browser e alla fine della visione - lo si voglia o no - l'intero filmato si trova all'interno della cache del browser. Quindi non serve neppure usare i programmi per scaricare i filmati su YouTube: sarà sufficiente un copia file nella cache per poterli salvare nel proprio PC.
Questo crea dei problemi a chi, come me, ha realizzato un video teatrale, infatti se lo pubblicassi in download progressivo mi esporrei a rischi legali per la tutela dei diritti di proprietà intellettuale. Il video sarebbe manipolabile da chiunque, scaricabile, remixabile, e me lo potrei ritrovare da un giorno all'altro in qualunque parte del mondo. Invece, trasmettendolo in streaming, il filmato non è scaricabile. Certo, esistono dei software di "streaming recording" in grado di registrare il flusso video, ma il risultato finale sarà un file decodificato, ad un esame legale sarà diverso dal file originario, e in questo modo il webmaster avrà fatto il possibile per la tutela del diritto d'autore.
Questo è uno dei vantaggi dello streaming. L'altro è la possibilità di andare in qualsiasi parte del filmato con un clic sulla barra, senza doverlo scaricare preventivamente nella sua interezza. Sono pertanto libero di spostarmi in qualsiasi punto del filmato, dove riprenderà il flusso di bit, che nel momento in cui si fruiscono vanno distrutti.
Non rimane niente nel computer locale di questo video.
Come vi dicevo, è possibile cambiare lingua, passando in questo caso dall'italiano all'inglese. In questo modo si internazionalizza il lavoro e si aumenta la platea dei potenziali spettatori.
E' importante che il player sia interagibile da tastiera. Senza il mouse, spostandomi col tabulatore posso selezionare i vari pulsanti, ed è fondamentale per il principio della "device independence". Posso da tastiera disattivare i sottotitoli (che agli ipovedenti possono dare fastidio), posso poi spegnere la finestra della LIS, che può dare fastidio a chi non serve. Posso inoltre spostare e ridimensionare, col mouse o da tastiera, la finestra della LIS.
I contenuti del video credo siano interessanti, e vi invito a vederlo da casa nel sito www.webmultimediale.org.
Quello che manca sul Web, nonostante sia un grande mezzo di comunicazione, è il feedback dei visitatori: noi pubblichiamo tante cose, ma è difficile che qualcuno ci dica cosa ne pensa. Sotto il video ho indicato gli indirizzi email mio e del drammaturgo, il quale è stato così interessato a questa iniziativa che ha fornito [oltre ai testi dell'audiodescrizione] un testo introduttivo di sua mano che spiega la sua idea di teatro e cosa voleva trasmettere con questo spettacolo.
Dopo avere visto l'utilizzo di tipo culturale, passiamo alla mia nuova piattaforma accessibile di Video Sharing, che è su da una settimana: www.webmultimediale.it.
Come sapete vanno per la maggiore oggi le piattaforme di condivisione video come YouTube e Google Video, ma io ho voluto farne una che naturalmente si distinguesse. La trovate su www.webmultimediale.it.
A differenza delle altre piattaforme, qui le persone possono sì iscriversi e caricare i propri video, con la stessa facilità con cui li possono caricare su YouTube, ma oltre a questo c'è la possibilità di sottotitolare i video [in modo standard Web]. Ho quindi esteso l'accessibilità autoriale, fatta dal webmaster che aggiunge i sottotitoli, a quella dello "user generated content".
Vediamo in breve il procedimento per sottotitolare. Ho fatto una pagina che spiega come si fa. Vediamo prima il funzionamento di un filmato: è il video del seminario che ho tenuto a SMAU 2007, di 50 minuti, lo ho caricato e chiunque - come avviene su YouTube - può fare un copia e incolla di questo codice e condividere il video nel proprio blog, ottenendo comunque sempre questo risultato, ovvero un filmato sottotitolato. I sottotitoli li ho fatti io e li ho caricati nella piattaforma con due-tre clic. Otteniamo così un filmato accessibile anche nel Video Share. Si tratta della prima piattaforma accessibile in Italia, mentre all'estero ne esistono già altre (Dotsub.com, Mojiti.com...), all'estero queste cose si fanno più che da noi. Il player è sempre quello di Alessio Cartocci, con una diversa skin adatta a questo contesto, e consente l'interazione con Jaws. In questo senso credo sia l'unica piattaforma di Video Share accessibile ai non vedenti. Perché la sottotitolazione è per così dire speculare rispetto ai contenuti testuali per il Web, infatti per questi contenuti testuali si pensa più che altro all'accessibilità per i ciechi, invece per l'accessibilità degli audiovisivi si pensa più che altro soltanto all'accessibilità per i sordi. Invece si dovrebbe pensare a tutte le categorie di disabilità per qualunque tipo di contenuti. Qui in questo modo io non discrimino nessuno, chiunque anche con canali interrotti può accedere e fruire dello stesso filmato cui può accedere la persona che non ha limitazioni sensoriali.
Come funziona? E' semplicissimo: ci si iscrive, si fa un login, come in tutte le piattaforme si ottiene una coppia nome utente e password, e si può entrare a caricare e modificare i video. Questa è l'interfaccia di amministrazione, dove posso caricare nuovi video, che vengono automaticamente compressi e convertiti nel formato Flash Video (che viene utilizzato in tutte le piattaforme di Video Share per i motivi di compatibilità che ho detto prima). La compressione e conversione è trasparente all'utente, che non si deve preoccupare di niente: fa il suo filmato col cellulare o la videocamera, ottiene un file Avi o Mpeg, lo carica con un normale modulo di upload (c'è spazio fino a 100 MB per filmato). Il caricamento è quindi alla portata di un ragazzino, senza nessuna particolare capacità tecnica. Dopo avere caricato il filmato, è possibile leggere in questa pagina di tutorial i semplici passi da seguire per fare i sottotitoli. Ho realizzato un video tutorial di cinque minuti, nel quale spiego come usare il software MAGpie, scaricabile gratuitamente dal sito www.ncam.org. Con un minimo di manualità è possibile generare i file di sottotitolazione. Pertanto, se vi interessa avere delle istruzioni su come si fa, le trovate all'interno di questa area. Si trovano molti tutoriali sull'uso di MAGpie, ma in lingua inglese, nei siti www.webaim.org e soprattutto www.ncam.org. Chi è interessato mi può scrivere, poi le slide saranno rese pubbliche, il mio indirizzo email è robertoellero@gmail.com. Spero di avere un po' di dialogo, la mia attività su Webmultimediale.org non è di tipo commerciale. Io sono interessato per passione a queste cose, perché ho una mia personale idea etica di come si fa il Web: qualunque tipo di feedback e di scambio di esperienze per me rappresenta un grande risultato sul piano sociale. Come dicevo, Webmultimediale.org non ha finalità commerciali, è una comunità, non sono solo io.
Una volta fatta un po' di esperienza sull'uso di questo software, si otterrà un file di sottotitolazione, che basterà caricare avendo l'accortezza di dare al file come nome il numero di Id del video. Ad esempio il video di prima aveva Id 118, quindi basterà caricare un file di nome 118.xml e automaticamente ci sarà l'associazione del video con i sottotitoli. Quindi dal punto di vista tecnico in questo modo dimostro che anche nel Video Share l'accessibilità è possibile (questa è una piattaforma patchwork, chi è interessato mi può scrivere, che ho realizzato in parte io aggiungendo l'aspetto sottotitolazione), e senza dover spendere milioni per acquistare piattaforme Enterprise, senza necessità di finanziamenti. Questa operazione è motivata sì dal fornire un servizio accessibile, ma anche dalla volontà di dimostrare che non è necessario rivolgersi a grandi vendor per ottenere una cosa di questo genere, e che accessibile è possibile anche per gli audiovisivi.
Torniamo a Webmultimediale.org. A differenza delle altre piattaforme di Video Share generaliste, questa piattaforma non è fine a se stessa ma è finalizzata a selezionare video di qualità. Il riferimento che trovate a sinistra, nella Home di Webmultimediale.org, lo spiega: i filmati più interessanti che verranno caricati nella piattaforma di Share, saranno selezionati, corredati di testo e immagini, quindi valorizzati al meglio e pubblicati nel sito principale che è Webmultimediale.org. Questo anche nella logica di costruire col tempo una riflessione sugli audiovisivi per il Web, che ci conduca - non subito ma fra 5-10 anni - a parlare degli audiovisivi per il Web con lo stesso valore culturale con il quale parliamo di teatro, di cinema, di televisione, sperando anche di fare qualcosa di più, visto che attualmente la televisione è poco considerata dal punto di vista culturale.

COMPA 2007, incontro con Roberto Ellero allo stand della Regione Emilia Romagna. Video sottotitolato prodotto da Webmultimediale.org, e condiviso su Webmultimediale.it

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