Nel febbraio dello scorso anno si è svolto al Cinema senza barriere di Milano un convegno dedicato alle percezioni sensoriali fra arte e visioni: Il quinto senso.
Il progetto Cinema senza barriere, allo Spazio Oberdan di Milano, www.mostrainvideo.com
offre una programmazione cinematografica pensata per chi è diversamente abile, e in particolare per i non vedenti e le persone con deficit uditivi (film audiocommentati per non vedenti e sottotitolati per non udenti).
La domanda sottesa all'evento era: "Se un non vedente improvvisamente riacquistasse la vista, sarebbe in grado di riconoscere un oggetto, in precedenza conosciuto solo attraverso il tatto?"
Gli studiosi che hanno partecipato (file PDF, 400 KB) hanno portato diversi punti di vista, supportati dalle esperienze pratiche di artisti che non hanno voluto considerare la loro disabilità una "tragedia", ma un punto di partenza per scoprire metodiche differenti dal solito per fare arte.
Sono stati proiettati alcuni cortometraggi, che hanno trasmesso modalità percettive e mondi emotivi di grande forza evocativa.
Ho effettuato le riprese di un interessante intervento.
Nel corso dell'evento vi è stata la dimostrazione dal vivo di Esref Armagan, gentilmente accompagnato dalle spiegazioni di Joan Eroncel.
Come si legge nel programma dell'evento, "Esref Armagan è nato nel 1953 in un sobborgo di Istanbul, da una famiglia modesta, ed è non vedente dalla nascita. Pur non avendo mai ricevuto un'istruzione formale, spesso seguiva le lezioni a scuola con i bambini del suo quartiere. Ha iniziato a dipingere per passatempo e perché voleva capire se era possibile esprimere, attraverso la pittura, le sensazioni che provava. L'artista ha quindi cominciato a porsi delle domande e ha creato gradualmente tutto un repertorio di immagini; mentre le realizzava, si chiedeva di che colore fossero, o potessero essere, alcuni oggetti. Concetti quali la prospettiva, le ombre, il movimento, l'uso del colore, il senso dell'umorismo, l'equilibrio sono andati evolvendosi man mano che l'artista, facendo leva sul suo intuito, capiva cosa doveva mostrare ai vendenti per dare un senso alle sue immagini."
Esref Armagan ha eseguito degli schizzi su un cavalletto e mostrato come dipinge con la mano destra e cosa fa con la mano sinistra, come misura le distanze, ecc.
Nell'impossibilità di usare il colore di fronte a una platea, l'artista ha descritto il processo e i metodi da lui ideati per l'utilizzo del colore. Joan Eroncel ha tradotto le domande che gli sono state rivolte.
Ho effettuato le riprese, con la gentile autorizzazione dei curatori dell'evento; nella sottotitolazione vi è la traduzione in italiano dei commenti di Joan Eroncel.
Nel 1997, Joan Eroncel lesse un articolo del Prof. John Kennedy, pubblicato sulla rivista Scientific American, nel quale si analizzavano le tecniche pittoriche degli artisti non vedenti e capì che Esref era già molto al di là di quello di cui parlava il Prof. Kennedy. I due sono riusciti a incontrarsi di persona soltanto nel 2004. Questo seminario ha rappresentato una seconda opportunità di incontro, e il Prof. John Kennedy ha confrontato nel suo intervento la visione prospettica nel vedente Brunelleschi nel Rinascimento e nel non vedente Esref Armagan nel 2006.
Riporto la sintesi del programma di sala: "Il principio della convergenza in uno spazio tridimensionale, la cui scoperta risale all'epoca del Rinascimento fiorentino, può essere riprodotto nelle opere di un artista affetto da cecità congenita? Esref, un artista non vedente dalla nascita, è stato invitato a disegnare vari soggetti, fra cui il piano di un tavolo, con tre cubi, le cui dimensioni diventano più piccole verso la parte sinistra per chi osserva. Ha utilizzato delle linee convergenti per mostrare la parte superiore dei cubi che diminuiscono in profondità. Ha dato ai cubi sulla sinistra dimensioni più piccole rispetto al cubo posto di fronte all'osservatore. Ha disegnato le facce dei cubi a sinistra utilizzando linee inclinate, rivolgendo verso il basso la parte anteriore del cubo che vediamo di fronte. Il risultato si avvicina alla prospettiva tridimensionale. Possiamo osservare che la convergenza degli oggetti dal punto di vista di chi li tocca corrisponde a quella di chi li guarda.
Nel 2006, con il tatto, possiamo utilizzare le scoperte fatte da Brunelleschi sulla percezione. Il concetto di prospettiva elaborato nel Rinascimento fiorentino è importante in pittura non soltanto per i vedenti ma anche per i non vedenti."
Il prossimo 17 marzo si terrà allo Spazio Oberdan di Milano il convegno Ti sento con gli occhi, ti parlo con le mani - viaggio nel paese dei sordi tra poesia, musica ed arti visive
Un non udente può produrre musica o "sentirla"? Come si realizzano buoni programmi televisivi per adulti e bambini che contemplino la presenza di persone disabili? Come adattare le trasmissioni televisive alle necessità dei non udenti? I TG nei vari Paesi rendono possibile l'accesso all'informazione anche a chi ha bisogno della lingua dei segni? A queste e ad altre domande cercheranno di rispondere i numerosi relatori italiani e stranieri del convegno, proponendo attraverso filmati e relazioni un interessante viaggio nel paese dei sordi tra poesia, musica ed espressioni artistiche.






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