Il mio seminario a Web Senza Barriere 2008
Il 7 maggio scorso ho tenuto un seminario all'interno del convegno Web Senza Barriere 2008, dedicato a E-inclusion, accessibilità , usabilità e architettura dell’informazione.
E' stato un incontro importante in particolare per la filosofia sottesa all'evento: non solo riflettere sulla situazione attuale e sui possibili sviluppi futuri dell'accessibilità del Web, ma far dialogare tutte le professionalità e le menti più brillanti del Web, per ridare senso alle indagini tecniche, sui contenuti e sui diversi punti di vista autore-fruitore nei diversi ambiti in cui il mezzo Internet consente di esprimersi a chi ha un messaggio testuale, visivo, parlato da trasmettere al mondo.
Diverse decine di seminari tutti di estremo interesse, la sede vasta e prestigiosa, l'organizzazione davvero impeccabile. Complimenti a Marco Bertoni e ad Andrea Femminini e ai collaboratori. Formula nuova e molti spunti di dialogo per nuove idee, collaborazioni e amicizie.
Ho realizzato le riprese del mio seminario e naturalmente i relativi sottotitoli e la trascrizione. E' quindi possibile seguire a video o in lettura quanto ho detto (durata 75 minuti), e insieme consultare le slide.
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Durante il seminario il pubblico è stato numeroso e attentissimo. Nei 100 minuti di tempo ho alternato le questioni squisitamente tecniche, relative al contenitore-macchina audiovisiva, con le riflessioni sui contenuti audiovisivi, con l'obiettivo di dimostrare che l'accessibilità dei video su Web non prosciuga il messaggio, non costringe a togliere e a semplificare, non è una disciplina che impedisca di fare quello che si vuole. Richiede più lavoro, ma questo lavoro alla fine produce un contenuto che è più ricco di comunicazione per tutti.
L'importanza della traduzione dei codici, dal visivo al verbale e viceversa, risiede nel fatto che un messaggio può essere trasmesso in tanti modi diversi, e il segreto della comunicazione senza barriere sta proprio nella capacità di tradurre quello che si ha in testa, in forma visuale o testuale, con la musica o in altri modi diversi. Ma fino a quando non si dominano i linguaggi, si pensa che il linguaggio che si usa sia l'unico linguaggio giusto da utilizzare. E' una questione culturale.
Tutti questi aspetti (audio, video, testo, immagini) ci si deve abituare a tradurli costantemente uno con l'altro. E' una ginnastica mentale che aiuta ad approfondire qualsiasi messaggio io intenda trasmettere. Il risultato è che si migliora la propria capacità di comunicare.
Continuare a pubblicare video non accessibili significa non solo discriminare (cosa che rileva per diversi aspetti), ma anche rinunciare ad approfondire gli aspetti linguistici dei video.
E questo è un danno culturale su cui è bene riflettere.




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