il tempo scorre fra le dita. Tra il pollice e l'indice scorre la sabbia che si accumula al fondo della pagina. La mano rappresenta una delle mudra più usate nel pranayama yoga (Jnana Mudra). Questo gesto accompagna anche la meditazione.

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Il Web come mezzo audiovisivo: l'idea di regia nasce accessibile

Quest'anno ho tenuto il mio quarto seminario a SMAU. SMAU rappresenta ormai un rituale di rimpatriata per gli amici di IWA, ci si reincontra in real life dopo mesi di chattate ed è sempre un piacere ritrovarsi a riequilibrare le tensioni della comunicazione elettronica.
Ben 24 quest'anno i seminari di IWA, e tutti il 18 ottobre: è stata una rimpatriata speciale, lo stand sempre pieno e con l'entusiasmo di sempre (i veterani vivono il rituale da sei anni e più). Questo video offre un breve spaccato della giornata, allo stand di IWA.

Nel mio seminario ho parlato fra l'altro della scarsa considerazione, molto diffusa, della qualità dei contenuti audiovisivi rispetto a quelli testuali. I contenuti di testo, adattati al Web come strumento di comunicazione particolare, diverso dai tradizionali contesti tipografici, sono tenuti in gran conto e trovano nel Web writing l'etichetta professionale. Eppure lo stesso dovrebbe valere per i contenuti audiovisivi sul Web, che è anche in questo caso un mezzo di comunicazione diverso dagli altri mezzi audiovisivi tradizionali (televisione, cinema, teatro).

Nel seminario ho analizzato queste differenze, e la conseguente necessità di adattare e calibrare i video per la fruizione in Rete, proponendo come sempre una serie di esempi concreti per cercare di ridare dignità alla comunicazione audiovisiva su Web: come arte, disciplina, professione, Web filming.
Il video completo del mio seminario è disponibile su YouTube (in 4 episodi), su Blip Tv e nel mio Video Share Webmultimediale.ch, che includo qui.
Buona visione. Graditi i commenti.
Nel seguito del post riporto la trascrizione, per scorrere velocemente i temi trattati.

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18 ottobre 2008, SMAU, seminario di Roberto Ellero - "Il Web come mezzo audiovisivo: l'idea di regia nasce accessibile"
Trascrizione integrale del parlato

Roberto Ellero
Oggi vi parlerò delle idee che entrano nel vivo del discorso che sto portando avanti da un paio d'anni ormai nel sito webmultimediale.org, un progetto no-profit nel quale si fanno delle ricerche sulle tecnologie di erogazione video per il Web e in particolare - che è quello che mi interessa di più -
delle ricerche sui contenuti video per il Web, progettati per il Web; non contenuti video che derivano da altri mezzi, come la televisione ad esempio, e che vengono portati sul Web così come sono. Possiamo cominciare il discorso a partire da alcuni principi di fondo a cui tengo molto
perché rappresentano una visione del video per il Web un po' diversa da quella cui siamo abituati.
Vado un po' veloce per poter passare subito agli esempi. Il primo punto è che l'attenzione ai canali alternativi, quindi sostanzialmente l'accessibilità dei video:
fare vedere con l'udito e sentire con la vista, l'abitudine a trasformare il canale uditivo in una forma di comunicazione visiva e viceversa, aiuta ad approfondire il messaggio che si intende comunicare, e quindi migliora la qualità del prodotto audiovisivo per tutti gli utenti.
Ne deriva una visione dell'accessibilità dei video che non sia semplicemente un servizio per le persone con disabilità, ma un'occasione di migliorare la propria comprensione del messaggio che si deve trasmettere, infine si tratta di produrre dei video che abbiano una migliore qualità e definizione - nel breve tempo a disposizione - per riuscire a trasmettere nel modo migliore il messaggio audiovisivo.
Sul rinforzo fra codici diversi, codice visivo e linguistico, e l'associazione - che consente il Web - fra video testi e immagini, cosa non possibile alla televisione o al cinema, questo rinforzo dei codici consente la circolarità fra il testo e il visivo, e viceversa, che come dicevo consente di costruire una strategia di comunicazione audiovisiva più coinvolgente. Che è poi l'opposto di quanto attualmente
si fa ad esempio nel video share a livello globale dove assistiamo alla ricerca del video virale come quel video che riesce ad ottenere 100.000 visite, cercando una strategia che non è quella di curare il contenuto, l'aspetto narrativo interno dell'audiovisivo, ma di introdurre una sorta di freneticità convulsa nella successione dei vari momenti, con una durata che non supera i tre minuti, cercando di incontrare quello che si presume sia il gusto dell'utente Web. Si tende quindi ad abbssare la qualità dei contenuti, proprio per raggiungere il gusto del pubblico,
quello che si fa anche alla televisione con la ricerca forsennata dell'audience, che come sappiamo produce un deterioramento della qualità del servizio.
Vorrei farvi vedere, per entrare un po' nel vivo, un paio di esempi di video "virali", che insegnano su YouTube a fare video virali, per cercare di ottenere il massimo risultato sul piano delle visite.
Si incontrano una serie di passaggi, uno dei quali è il limitare la durata, per non "annoiare" il fruitore. Ma un altro video, ancora più esplicito, dice chiaramente che i contenuti non hanno molta importanza... esistono alcuni video, che tutti quanti abbiamo visto, che hanno fatto 2 milioni di visite,
che però dal punto di vista dei contenuti non danno nessuna esperienza, né informativa né culturale, è semplicemente svago.
Seguire questa strada non comporta una ricerca di qualità nei contenuti, come è già attualmente quella che si segue per i contenuti testuali, che vengono ormai abbastanza curati, mentre per i video siamo ancora in una fase iniziale. Come vedete si tratta di una serie di consigli basati sul buon senso che però prescindono da qualsiasi attenzione culturale per l'andamento narrativo del video. E' una successione di stimoli...
Ecco [indica un frame del video citato], "non preoccupatevi particolarmente della qualità".Quello che conta nella fruizione su YouTube è questa freneticità, fornire cose curiose, che possono impressionare, sollecitare una certa curiosità, ma poi una volta visto rimane una cosa piuttosto irrilevante.
Tornando al nostro discorso, il problema cui si assiste in questo ambito è che c'è un grande interesse ad integrare il Web con la dimensione audiovisiva,
perché l'audiovisivo consente di portare sul Web la temporalità, la narratività, però questo interesse è al momento rivolto prevalenetemente alle tecnologie: si pensa al funzionamento della macchina, alle qualità, alle features e caratteristiche dei player multimediali, e tutto questo tende a prevalere sulla destinazione comunicativa, non si riflette sul significato dell'operazione comunicativa che metto in campo con i miei video.
Quello che sto cercando di portare avanti con il mio sito [webmultimediale.org] è di stimolare una riflessione fra tecnologie e contenuti, in modo da porre un bilanciamento fra la tecnologia che deve essere al servizio dei contenuti e i contenuti, che devono essere liberi di potersi esprimere.
Adesso passiamo agli esempi... quello che intendo mostrarvi oggi è che progettare filmati con l'accessibilità in mente, pensando anche agli utenti non udenti e non vedenti, consente di migliorare l'esperienza e la qualità per tutti dell'esperienza multimediale. Questo perché l'attenzione
- fin dal momento in cui si progetta un video - ai canali alternativi, consente di raccontare storie con maggiore profondità.
E adesso vedamo alcuni esempi concreti, queste sono cose teoriche... C'è da dire un'ultima cosa, il Web è uno strumento di comunicazione che si differenzia dagli altri strumenti audiovisivi tradizionali. Il Web non è la televisione, non è il cinema, perché il cinema si fruisce in una dimensione simile a quella in ci siamo adesso, ovvero una situazione sociale, la televisione si fruisce in una dimensione casalinga e familiare [il salotto di casa], il Web si fruisce invece in una dimensione solitaria, alla scrivania, e questa è la prima differenza.
Poi c'è la differenza nella velocitàdi fruizione. Il Web è frenetico, la fruizione è molto più veloce, e poi sul Web abbiamo - in più rispetto agli altri mezzi mezzi audiovisivi - la possibilità di corredare il video con un testo e delle immagini.
Su queste differenze si gioca un altro aspetto oltre a quello della qualità dei contenuti, ovvero l'adattamento al Web dei contenuti audiovisivi.
Il Web non è la televisione, pertanto l'approccio con una interfaccia di questo genere, vi faccio un esempio ma ce ne sono tantissimi, è un approccio televisivo. Infatti viene dato il massimo spazio all'area video e nessuno spazio ai testi e alle immagini di corredo al video.
Si propone una visione di tipo televisivo. Non so se sapete che YouTube da un paio di settimane consente una nuova visualizzazione, la visualizzazione "cinema".
Non per tutti i video ma attualmente solo per alcuni video molto lunghi. Tutta la pagina viene oscurata: attraverso questa icona è possibile accendere o spegnere la luce in sala, e ai lati del video vi sono delle tendine rosse che simulano una sala cinematografica.
Questa simulazione tradisce che ancora si tende a portare sul Web l'esperienza di fruizione cinematografica e televisiva, in questo caso cinematografica, simulando a livello di metafora il grande schermo. Questo naturalmente aiuta a dare un senso di familiarità all'utente,
che si trova in un ambiente che ricopia l'esperienza che si vive al cinema. Però ci riporta al discorso che facevo, per cui non si deve sottovalutare che un video deve essere calibrato, adattato al Web. Per quelle differenze che abbiamo visto poco fa.
Queste cose  vi ho detto in modo sintetico... comunque spero di poter avere una continuazione anche via email di questi discorsi che richiederebbero più tempo.
Chi è interessato può scrivermi, comunque trova su Webmultimediale.org degli approfondimenti testuali e video che rappresentano in concreto un tentativo di realizzazione di questa visione, che in qualche modo tende a concepire il video come qualcosa su cui riflettere, e a porre la domanda: "per quale motivo carico i miei video sul Web?". Siamo attualmente in una fase di prevalenza tecnologica,
per cui ci si stupisce di poter fare delle cose, piuttosto che pensare perché le sto facendo.
Allora, proprio per riflettere in concreto su questo, vi faccio vedere alcuni esempi di video che comunque trovate su webmultimediale.org.
Qui a SMAU non c'è la Rete, pertanto ho caricato un server di streaming che si chiama Red5, una versione Open Source del Flash streaming server di Adobe, e se non mi tradisce riusciremo comunque a vedere in streaming alcuni dei video che si trovano su Webmultimediale. Cominciamo dal Gabbiano Jonathan Livingston...
ho ingrandito l'interfaccia in modo che sia più evidente il fatto che su Webmultimediale i video sono sempre all'interno di un contesto di testo e di immagini.
Questo per quel discorso del rinforzo dei codici che consente di approfondire il messaggio che passa attraverso canali differenziati.
Questo semplifica la vita anche a chi ha dei problemi di comprensione del testo, o è dislessico, che attraverso il video può avere un confronto con il contenuto testuale e seguire meglio il messaggio. Questo è solo uno dei vantaggi. In questo video vi è un adattamento al Web
di uno spettacolo teatrale. Su Webmultimediale troverete in particolare questo tipo di adattamento: dal teatro al Web.
Per adattare al Web uno spettacolo teatrale è necessario sintetizzarlo, fare una sintesi, una selezione di scene. A differenza però di quei video, non so se li conoscete, i video di cinque secondi [five seconds video], che si trovano su YouTube, il lavoro che faccio io è un lavoro per cui si conserva una sensatezza narrativa.
Il passaggio a uno spettacolo teatrale di un'ora a un video di dieci minuti, non avviene in modo casuale, come avviene ad esempio ne "Il Signore degli anelli" in cinque secondi... è un esempio esilarante, che indica fino a che punto si può arrivare quando si pretende di fare questa sintesi,
però semplicemente per catturare il visitatore, senza dire niente. [Viene mostrato un video di cinque secondi] Ecco questo era uno dei capitoli della trilogia del Signore degli anelli in cinque secondi. C'è un proliferare di questi video. Come vedete, oltre a questo,
c'è anche, molto divertente, "Star Wars" in cinque secondi. [Vengono mostrati alcuni video di cinque secondi] E' una silloge...
E' molto divertente, poiché si pensa che l'utente non resista 10, 15 o 20 minuti davanti a un video, si arriva a questo estremo, ma in questo modo si perde il racconto, la storia. Quello che invece cerco di fare, con un esperimento che può avere dei limiti, perché un video di dodici minuti rappresenta una scommessa che può non sempre funzionare. Si tratta di uno spettacolo teatrale basato su un libro
di Richard Bach, "Il Gabbiano Jonathan Livingston", che conoscerete tutti, e quindi lo spettacolo teatrale derivato da questo libro ha una durata di un'ora e un quarto. Insieme alla regista Giovanna Tauro [mixcompany di Milano] e alla sua collaboratrice Giuliana Rubbia,
ci siamo messi attorno ad un tavolo e abbiamo fatto una selezione delle scene. E'un lavoro che va fatto con il regista e il drammaturgo, perché si deve rispettare il lavoro di chi ha fatto lo spettacolo. Già questo è interessante perché non è un lavoro che sin fa soli, ma con un gruppo di persone,
con la compagnia di teatro, e questo impone di avere una certa fiducia da parte di queste persone. Vi faccio vedere questa selezione, vediamo i primi tre minuti.
Riguardo alle alternative, questo video ha i sottotitoli per non udenti, e un'audiodescrizione per chi non vede: c'è un commento fuori campo che racconta...
e in questo caso, visto che lo spettacolo è dal vivo e non si poteva avere sempre gli spazi per inserire la voce narrante, ho inserito dei cartelli come avveniva nel cinema muto. [Scorrono i titoli di testa] Vedete che nei titoli si spiega che il testo dell'audiodescrizione è il frutto di un lavoro di scrittura collettiva: all'interno di un mio seminario, una decina di persone hanno visto le singole scene
che costituiscono l'ambientazione, l'hanno descritta con carta e penna, e questo testo frutto di una selezione di punti di vista è entrato come traccia audio in questo video. Aggiunge la possibilità per chi non vede di seguire comunque con la traccia audio la storia. [Viene proiettato il video]
[Cartello con didascalia esplicativa] E' la storia di un gabbiano solitario a cui piaceva volare alto e di uno stormo ignorante a cui importava soltanto di mangiare.
Giuliana Rubbia
[Audiodescrizione] Silenzio. Lo spazio è nella penombra. Fondali con gabbiani.    MADRE: ... ma sembri malato!
Roberto Ellero
Ecco, se spengo l'audio e simulo la sordità, posso seguire grazie ai sottotitoli. Se invece non ci vedo, e quindi non vedo i sottotitoli e l'area video, posso comunque seguire l'audio... [Ancora qualche istante del video]
In questo modo, anche per il fatto che questo player multimediale - realizzato da Alessio Cartocci che fa parte del progetto Webmultimediale, la persona non vedente con le tecnologie assistive che usa può far partirre i filmato. Mentre con i player multimediali tradizionali
(Windows Media Player, QuickTime, Real player, e molti dei Flash player che si usano nelle piattaforme di Video Share) semplicemente la persona non vedente non riesce a "fare clic su Play", poiché lo screen-reader non è in grado di intercettare il pulsante.
Quindi, in presenza di un player pensato per l'accessibilità, e in presenza di un video che ha le alternative, non discriminiamo nessuno: anche le persone sorde e non vedenti possono seguire questa esperienza multimediale, senza ricorrere  a tracce audio a parte, separate,
o ad altre soluzioni che rappresentano una moltiplicazione di versioni che non sono idonee, non sono adeguate perché costituiscono dei ghetti.
E' importante avere un video unico che riunisce tutte le alternative, che possono servire a tutti: i sottotitoli possono essere utili in ufficio, dove non posso attivare l'audio, e la narrazione serve a tutti perché questa spiegazione in questo caso deriva dalla visione di 11 persone,
ma in un'altra versione che avete sotto deriva invece dalle note di scena del drammaturgo. Si offre quindi la possibilità di entrare di più
nella sceneggiatura, nel testo teatrale, e questo rappresenta un'operazione culturale.
Questo è un primo esempio, poi lo potete vedere nel sito Webmultimediale.org nella sua completezza...
Vediamo ora un altro esempio, un altro spettacolo teatrale, con la compagnia di teatro di Milano Studio Novecento, un testo teatrale dedicato all'anima femminile indagata nei suoi archetipi dal punto di vista delle divinità della Grecia antica. Il testo è molto interessante,
lo spettacolo dal vivo è molto coinvolgente, e allora la scommessa è capire se la trasposizione sul Web riesce a far passare qualcosa del messaggio.
Questo lo potrete sperimentare a casa, ora vi faccio vedere che in questo video abbiamo qualcosa in più rispetto al precedente: una seconda finestra video, vi è un doppio flusso video sincronizzato con SMIL. Si tratta di un player FLV che supporta SMIL, che è una specifica del W3C nata proprio per sincronizzare più tracce multimediali. In sostanza abbiamo non un video ma due,
sincronizzati: nel primo video abbiamo lo spettacolo, nel secondo l'interpretazione in lingua dei segni [LIS], per non udenti. [Scorrono i titoli di testa del video de "Il Grande Nudo Rosso"] Associazione Studio 900, IL GRANDE NUDO ROSSO
Titoli di testa. Drammaturgia e regia di Marco Pernich. Con Carlotta Cossutta, Barbara Gallo, Sara Semprini, Lucia Scott - Musiche originali di Carmine Cella. Scene e Costumi della Compagnia Studio 900 - I testi per l'audiodescrizione sono di Marco Pernich
Riprese video, montaggio, sottotitolazione e adattamento al Web a cura di Roberto Ellero, webmultimediale.org - Compagnia Studio 900 - Webmultimediale.org - Tutti i diritti riservati
Narrazione: Una certa isola greca anche una qualunque con un certo numero di pini viti bottegucce
Roberto Ellero
Mi fermo un attimo perché in questo caso, invece di avere - come prima - un'audiodescizione fatta con i cartelli come nel cinema muto, oppure sfruttando le pause nel parlato nel corso dello spettacolo, abbiamo realizzato con il drammaturgo Marco Pernich delle scene
dedicate a questo video, in ambientazione naturale in esterno, con un'attrice [Carlotta Cossutta] che introduce i singoli episodi.
E' una forma di audiodescrizione "visiva", che serve a chi non vede per capire il contesto, ma anche a chi ci vede per il maggiore contrasto fra scene in esterno e le scene a teatro: questo aumenta l'interesse ed il coinvolgimento. Vi è poi la sottotitolazione multilingue,
in questo caso i sottotitoli sono in italiano e in inglese. E' possibile spegnere la finestra con la lingua dei segni per i non udenti, disattivare i sottotitoli, perché l'utente deve poter decidere di cosa disporre: qualsiasi forma aggiuntiva può essere un distrattore.
Ora vediamo il passaggio dalla narrazione alla scena teatrale. [Viene mostrato il video]
Narrazione: E non appena entrano in casa i ricordi sono lì di nuovo presenti. Ma non solo...
PROLOGO, Dunque i soldati cantavano e cantavano ancora li udivamo anche nel sonno che cantavano. Una canzone non eroica né a dire il vero triste o paralitica
una canzone appresa certamente dalle donne al paese e che insegnavano reduci dal fronte alle donne più giovani.
Roberto Ellero
Ecco, mi fermo qui, in questo caso il video è molto lungo, mezz'ora: dallo spettacolo originario di un'ora sono state fatte delle scelte di montaggio per un totale
di circa 15 minuti, e poi c'è l'aggiunta di 10 minuti di narrazione, che nello spettacolo a teatro non ci sono. Quindi sul Web possiamo avere qualcosa in più rispetto all'esperienza teatrale; ovviamente abbiamo qualcosa in meno, andando a teatro ovviamente l'esperienza è completamente diversa.
In questo modo è però possibile incuriosire e coinvolgere rispetto a questo spettacolo teatrale lo spettatore interessato, che può essere invogliato ad andare a vedere lo spettacolo a teatro, oppure viceversa, avendo visto lo spettacolo a teatro, può approfondire, grazie al corredo di testo, c'è in questa pagina una introduzione allo spettacolo da parte dello stesso drammaturgo, ci sono delle immagini, si trovano gli indirizzi email del drammaturgo e degli attori,
c'è quindi qualcosa in più, e si crea un circolo virtuoso fra teatro e Web che dovrebbe sviluppare appieno le potenzialità didattiche del Web.
In questo caso la selezione non è casuale, come nel caso dei video che abbiamo visto, caricati su YouTube, che rappresentano una forma di svago senza riflessione. Nel caso di questo video invece lo stesso principio per cui il video sul Web deve essere più sintetico, pieno di contrasti,
con riprese ravvicinate, perché lo schermo video sul Web è molto più piccolo rispetto al grande schermo e alla scena teatrale, pertanto dovremo fare primi piani e riprese ravvicinate... Tutti questi accorgimenti servono per mantenere l'attenzione del fruitore, e nello stesso gli fanno fare un'esperienza culturale, non solo un'esperienza di sollecitazione, di puro divertimento, senza un interesse di pensiero, e riguardo lo stesso linguaggio di comunicazione audiovisiva.
La comunicazione audiovisiva ha le sue regole, una sintassi, rappresenta una serie di competenze che si devono avere: il video professionale deve essere fatto
da una persona che abbia una certa maturità visiva, una certa conoscenza su come si struttur una narrazione in termini audiovisivi.
Tutte queste competenze, assieme a quelle previste per l'accessibilità tecnica, consentono di avere un risultato che non discrimina e che dovrebbe fornire degli strumenti per seguire un discorso, per portare a delle riflessioni, e questo naturalmente dipende anche dai contenuti che si è deciso di mettere sul Web. Vediamo ora un terzo esempio, si tratta ancora di una cosa diversa: passiamo da una rappresentazione dell'uditivo in visivo, e viceversa, a una rappresentazione della musica, linguaggio uditivo, attraverso una resa visiva della musica con la lingua dei segni [LIS]. In questo caso la persona disabile non è soltanto un fruitore di un servizio che non discrimina,
ma è al centro della scena. Si tratta di uno spettacolo, che in questa pagina nel sito webmultimediale.org viene spiegato in termini sia di immagini che di testo, e c'è poi il video del Musical "Dio era tra noi", che racconta brani tratti dai libri dello scrittore Primo Levi.
La rappresentazione è sia teatrale, in forma di mimica e con interventi degli attori, sia musicale con un gruppo di rock indipendente che commenta con la musica i vari aspetti emozionali del discorso. Abbiamo ancora il doppio video sincronizzato con SMIL, ma in questo viene usato in un modo diverso dal precedente: viene usato per porre simultaneamente all'attenzione due punti di vista.
Normalmente, guardando un film siamo abituati a vedere punti di vista diversi in successione: il fruitore vede il montaggio come un lavoro fatto a monte, non può fare altro che seguire il montaggio deciso dal regista e dal montatore. In questo caso invece il montaggio, quindi la scelta
dei punti di vista può essere fatta dall'utente. Abbiamo due telecamere puntate una sul gruppo musicale e una sulla scena teatrale, ed il fruitore può decidere liberamente quale seguire in qualsiasi momento. Vi sono i sottotitoli in italiano ed in inglese.
[Viene mostrato il video, senza audio] Potete notare come anche senza la musica, vi è la resa visiva con la lingua dei segni [LIS] a cura di Antonio Pellegrino, attore e ballerino sordo dalla nascita, che sente la musica con le vibrazioni sulla pelle.
Attraverso la lingua dei segni, che è una vera e propria lingua, una lingua visiva, con una grammatica una sintassi e una grande possibilità combinatoria con i segni, Antonio Pellegrino riesce a trasmettere sia il testo cantato dal cantante dei Malazeta, e riesce anche a trasmettere l'emozione musicale, con il linguaggio corporeo e la lingua dei segni.
Noi che possiamo sentire possiamo avere un'integrazione... se lo vedrete a casa noterete che l'insieme di danza e lingua dei segni, anche se non la si conosce, nell'ascolto della musica aumenta di molto la comprensione del messaggio e il passare delle emozioni.
[Viene mostrato il video con l'audio] Questa è la poesia "Se questo è un uomo" di Primo Levi. Se qualcuno qui conosce la LIS, potrà apprezzare molto che il testo che viene recitato con la base musicale è potenziato dalla resa visiva. Alcuni segni sono anche abbastanza comprensibili.
Credo sia un modo molto interessante di seguire questa poesia.
Primo Levi
"Ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa. La malattia vi impedisca. I vostri nati torcano il viso da voi."
Roberto Ellero
Purtroppo non abbiamo il tempo di continuare, non è questa una sede idonea per concentrarsi... se vi interessa questo esperimento lo trovate nel sito www.webmultimediale.org. Vi trovate anche una serie di informazioni su questo progetto e su questo gruppo musicale, i Malazeta.
Vediamo ora un ultimo esempio, con una situazione ancora diversa, si tratta di un balletto, uno spettacolo di danza nel quale c'è un episodio in cui la musica viene resa con la lingua dei segni. Vi sono due interpreti, che in questo caso sono due interpreti udenti, che hanno
fatto la scuola per interprete LIS, e interpretano la canzone "Alegrìa", molto nota, che viene danzata dal gruppo di danza.
Abbiamo un insieme di danza, musica e lingua dei segni, molto interessante e coinvolgente. Questo video dura solo pochi minuti.
Anche in questo caso abbiamo il doppio video sincronizzato, con un uso simile a quello visto poco fa.
[Viene mostrato il video. Musica] Alegria. Come un lampo di vita. Alegria. Come un pazzo gridar. Alegria. Del delittuoso grido...
Roberto Ellero
Mi fermo, perché vorrei lasciare qualche minuto per le domande... abbiamo visto che sto facendo un tentativo di ricerca per i video sul Web per ridare dignità al video Sul Web, e una identità per differenziarlo dall'esperienza che si fa a teatro, al cinema e alla televisione.
E' una ricerca anche linguistica, basata su una selezione intelligente che salvaguarda la narratività interna del prodotto originario e tende a comunicare in forma sintetica qualcosa del messaggio originario.
Il problema che abbiamo, facendo un discorso che tutto sommato, nonostante il video stia diventando protagonista del Web, un discorso sui contenuti video che sia culturale, è che rimane sempre di nicchia.
Quindi qualsiasi commento, anche critico, è sempre benvenuto. Altrimenti ci sembra di parlare al muro, non sappiamo mai se il messaggio arrivi da qualche parte. E' frustrante, infatti ogni tanto parlo in pubblico proprio per avere un riscontro con le persone.
Grazie per l'interesse [applausi].

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