il tempo scorre fra le dita. Tra il pollice e l'indice scorre la sabbia che si accumula al fondo della pagina. La mano rappresenta una delle mudra più usate nel prânâyâma yoga (Jnana Mudra). Questo gesto accompagna anche la meditazione.

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Marzo 2009 Archives

03.03.09

Video ed epilessia fotosensibile

Giorni fa una corsista mi ha chiesto se è possibile valutare in modo oggettivo una animazione Flash per verificarne la rispondenza alla linea guida 2.3 delle WCAG 2.0. L'intelligente domanda mi ha fatto rispolverare un tool di cui non parlavo da un po' di tempo: PEAT, Photosensitive Epilepsy Analysis Tool, del Trace Center, University of Wisconsin.

[La GL 2.3 aggiorna il punto di controllo 7.1 delle WCAG 1.0 e a cascata (prossima) il requisito 5 delle regole per la verifica tecnica del DM attuativo della legge 4/2004, per il quale Renzo Giust aveva realizzato un utile tool per la validazione delle Gif animate.]

La linea guida 2.3 delle WCAG 2.0 è finalizzata ad evitare lampeggi del monitor compresi in un intervallo considerato pericoloso per le persone affette da epilessia fotosensibile. Lampeggi in tale intervallo, in video ed animazioni, possono causare crisi epilettiche alle persone predisposte.

PEAT è un tool che serve ad analizzare file video in formato Avi, pertanto è possibile registrare - ad esempio con Camstudio - l'output del monitor come Avi (una parte o l'intero schermo), e analizzare qualsiasi animazione (compresi i video e le animazioni Flash come banner e giochi), per verificare la presenza di general e red Flash nel video. Si tratta di lampeggi con caratteristiche tali da essere pericolosi per le persone affette da epilessia fotosensibile.

Il test di verifica di successo 2.3.1 (livello A) richiede che:

  • la frequenza di lampeggio sia pari o inferiore a 3 al secondo;
  • non vi siano più di tre general flashes e/o tre red flashes al secondo;
  • l'area interessata dal lampeggio occupi meno di un quarto di una area di 341 x 256 pixel in qualsiasi punto della schermata visualizzata alla risoluzione di 1024 x 768 pixel.

Il test di verifica di successo 2.3.2 (livello AAA) richiede che non vi siano più di tre flash, senza limitazioni di area e di luminosità.

Per il test di verifica di successo 2.3.1, è sufficiente una sola delle condizioni indicate per superare l'esame, si tratta infatti di mantenere  < oppure = a 3 per secondo la frequenza di lampeggio (tecnica G19) oppure controllare la grandezza dell'area affetta dal flickering (tecnica G176).
Il PEAT analizza le differenze di luminosità e i lampeggi rosso saturo, per individuare la presenza di lampeggi pericolosi. La differenza di luminosità si calcola come 0.2126 x ((R / FS) ^ 2.2) + 0.7152 x ((G / FS) ^ 2.2) + 0.0722 x ((B / FS) ^ 2.2), dove R, G, e B sono i valori RGB red, green, e blue; FS è il valore massimo per R, G, e B (255 per 8 bit canali colore); il carattere "^" è un operatore esponenziale.
Il lampeggio (flickering, flashing) può essere causato da intermittenza (acceso-spento, strobe lights), ovvero da passaggi alternati a diversi colori con significative differenze di contrasto e luminosità, nonché da movimenti rapidi di parti. Oltre che temporale, il contrasto può essere spaziale.

PEAT è indicato espressamente nelle Techniques G15, G19 e G176 delle WCAG 2.0 come risorsa utile per i test.

[Aggiornamento di luglio 2009: è uscita una nuova versione di PEAT, con molte nuove funzionalità fra cui la cattura video da pagine Web. Leggi il post.]

Proviamo ad utilizzare PEAT: con Camstudio registriamo l'output a monitor nella sua interezza oppure in una parte che interessa (ad esempio un banner in formato Flash, Swf), avendo l'accortezza di settare a 60 il framerate di registrazione (il valore massimo accettato da PEAT), in questo modo avremo una risultante di movimento molto simile a quella reale a monitor.

il banner Swf da esaminare, visualizzato direttamente nel browser per la registrazione
Il banner Swf da esaminare...

configuriamo a 60 il frame rate
Configuriamo a 60 il frame rate di registrazione in Camstudio, e registriamo il banner convertendolo in un formato idoneo al testing con PEAT.

l'interfaccia di PEAT

PEAT esamina il banner ed evidenzia due intervalli critici, che non superano il test e potrebbero causare problemi agli utenti affetti da epilessia fotosensibile.

PEAT è liberamente scaricabile.

31.03.09

Sottotitolare video online o in locale, facile e veloce

Sottotitolare i video è importante, per non discriminare le persone sorde e chi non può utilizzare l'audio per circostanze ambientali o limiti Hardware. E per l'internazionalizzazione, col multilingue. Inoltre, la base del lavoro di sottotitolazione è trascrivere il parlato, e la trascrizione è il primo requisito di accessibilità dei video, che è utile a tutti, ad esempio per scorrere velocemente i contenuti video, ed è richiesto obbligatoriamente dalla metodologia per la verifica tecnica della normativa italiana per l'accessibilità dei siti di pubblica utilità.

Da anni esistono le tecnologie per farlo in Rete (vedi su Webmultimediale esempi in tutti i formati tradizionali), ma ora che è possibile sottotitolare i video erogati con i Player Flash Video, cadono i limiti di compatibilità crossplatform e crossbrowser che con i Player tradizionali (Windows Media, Real, QuickTime) rendevano poco efficiente il lavoro di trascrizione e temporizzazione, che costituisce il captioning.

Su Webmultimediale gran parte dei video sono sottotitolati. Personalmente lavoro trascrivendo il parlato (seguendo l'audiovisivo in locale con Vlc player) e poi importando il testo (a righe separate da riga vuota per automatizzare le didascalie) in Magpie, un software gratuito che si scarica dal sito di NCAM (il maggiore organismo statunitense per l'accessibilità del multimedia) e che funziona su Win e Mac.

Chi preferisce lavorare in locale come faccio io, può seguire una mia breve guida video che fa parte della documentazione a disposizione di chi si iscrive al mio Video Share accessibile, webmultimediale.ch, e che gentilmente Claude Almansi ha reso pubblica nel suo videoblog.


Chi invece si trova meglio a lavorare con strumenti online (ad esempio i tool di Overstream, Dotsub, Bubbleply, Asterpix, Stormberry...) può fruire di un tool molto facile e comodo che si trova in tutte le pagine-video del mio Video Share Webmultimediale.ch, per sottotitolare i propri video direttamente nella pagina che li visualizza al pubblico, o anche per generare i sottotitoli in formato Srt, utili per sottotitolare i video su YouTube. Esporta i sottotitoli nei formati Dfxp, Srt, Google Video, subviewer, Adobe encore.

Per comodità lo riporto in questa pagina, con precaricato uno dei video di webmultimediale.

Si tratta di Subtitle Horse 2.0: Online Subtitle/Captions Editor, che l'autore consente di scaricare. La struttura è molto semplice, ed è possibile personalizzarlo ed integrarlo con minime modifiche in qualsiasi CMS. Grazie ai corsisti del Comune di Modena per avermelo segnalato durante un corso che ho tenuto sull'accessibilità dei video.

E' facile, prova a giocarci ;-)
Fai partire il filmato > fermalo dopo la prima frase (con barra spaziatrice) > scrivi la frase nel box sotto il video > clic su "Create" > riprendi il video e via così... alla fine: Menu Titles > Export, copia in un file di testo e salva come numeroID.xml. Infine carica i sottotitoli nel tuo account, o usali altrove! Ad esempio utilizzando uno dei dieci Flash Player accessibili messi a confronto in Player Zen Garden.

E' vietata la riproduzione totale o parziale del layout e dei contenuti (testi, immagini, filmati) su carta, supporti tecnologici (floppy, CD-ROM, siti web, ...) e altro per ricavarne lucro, o per distribuirlo come proprio o per qualsiasi altra motivazione, senza il consenso scritto del responsabile del sito

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