Giorni fa una corsista mi ha chiesto se è possibile valutare in modo oggettivo una animazione Flash per verificarne la rispondenza alla linea guida 2.3 delle WCAG 2.0. L'intelligente domanda mi ha fatto rispolverare un tool di cui non parlavo da un po' di tempo: PEAT, Photosensitive Epilepsy Analysis Tool, del Trace Center, University of Wisconsin.
[La GL 2.3 aggiorna il punto di controllo 7.1 delle WCAG 1.0 e a cascata (prossima) il requisito 5 delle regole per la verifica tecnica del DM attuativo della legge 4/2004, per il quale Renzo Giust aveva realizzato un utile tool per la validazione delle Gif animate.]
La linea guida 2.3 delle WCAG 2.0 è finalizzata ad evitare lampeggi del monitor compresi in un intervallo considerato pericoloso per le persone affette da epilessia fotosensibile. Lampeggi in tale intervallo, in video ed animazioni, possono causare crisi epilettiche alle persone predisposte.
PEAT è un tool che serve ad analizzare file video in formato Avi, pertanto è possibile registrare - ad esempio con Camstudio - l'output del monitor come Avi (una parte o l'intero schermo), e analizzare qualsiasi animazione (compresi i video e le animazioni Flash come banner e giochi), per verificare la presenza di general e red Flash nel video. Si tratta di lampeggi con caratteristiche tali da essere pericolosi per le persone affette da epilessia fotosensibile.
Il test di verifica di successo 2.3.1 (livello A) richiede che:
- la frequenza di lampeggio sia pari o inferiore a 3 al secondo;
- non vi siano più di tre general flashes e/o tre red flashes al secondo;
- l'area interessata dal lampeggio occupi meno di un quarto di una area di 341 x 256 pixel in qualsiasi punto della schermata visualizzata alla risoluzione di 1024 x 768 pixel.
Il test di verifica di successo 2.3.2 (livello AAA) richiede che non vi siano più di tre flash, senza limitazioni di area e di luminosità.
Per il test di verifica di successo 2.3.1, è sufficiente una sola delle condizioni indicate per superare l'esame, si tratta infatti di mantenere < oppure = a 3 per secondo la frequenza di lampeggio (tecnica G19) oppure controllare la grandezza dell'area affetta dal flickering (tecnica G176).
Il PEAT analizza le differenze di luminosità e i lampeggi rosso saturo, per individuare la presenza di lampeggi pericolosi. La differenza di luminosità si calcola come 0.2126 x ((R / FS) ^ 2.2) + 0.7152 x ((G / FS) ^ 2.2) + 0.0722 x ((B / FS) ^ 2.2), dove R, G, e B sono i valori RGB red, green, e blue; FS è il valore massimo per R, G, e B (255 per 8 bit canali colore); il carattere "^" è un operatore esponenziale.
Il lampeggio (flickering, flashing) può essere causato da intermittenza (acceso-spento, strobe lights), ovvero da passaggi alternati a diversi colori con significative differenze di contrasto e luminosità, nonché da movimenti rapidi di parti. Oltre che temporale, il contrasto può essere spaziale.
PEAT è indicato espressamente nelle Techniques G15, G19 e G176 delle WCAG 2.0 come risorsa utile per i test.
[Aggiornamento di luglio 2009: è uscita una nuova versione di PEAT, con molte nuove funzionalità fra cui la cattura video da pagine Web. Leggi il post.]
Proviamo ad utilizzare PEAT: con Camstudio registriamo l'output a monitor nella sua interezza oppure in una parte che interessa (ad esempio un banner in formato Flash, Swf), avendo l'accortezza di settare a 60 il framerate di registrazione (il valore massimo accettato da PEAT), in questo modo avremo una risultante di movimento molto simile a quella reale a monitor.

Il banner Swf da esaminare...

Configuriamo a 60 il frame rate di registrazione in Camstudio, e registriamo il banner convertendolo in un formato idoneo al testing con PEAT.

PEAT esamina il banner ed evidenzia due intervalli critici, che non superano il test e potrebbero causare problemi agli utenti affetti da epilessia fotosensibile.
PEAT è liberamente scaricabile.






© 2007-2010