Propongo un bel servizio del terzo canale della RAI, sul progetto di bilinguismo italiano-lingua dei segni di Cossato (Biella) per l'integrazione dei bambini sordi.
Il servizio, intitolato Integrazione possibile, è andato in onda il 25 aprile scorso all'interno del programma del TGR3 Il settimanale.
Viene intervistato Simone Cericola, docente LIS nel progetto.
Nato nel 1994, il progetto di Cossato ha integrato 28 alunni sordi nelle classi, dalla scuola materna fino alle superiori, come potrete vedere nel filmato.
Si ringrazia la Direzione Teche/Archivio Diritti della RAI per la gentile concessione alla pubblicazione di questo servizio su webmultimediale.org.
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Scrivi a Simone Cericola.
Nel prosieguo del post, la trascrizione del video.
Trascrizione
Bilinguismo italiano-lingua dei segni a Cossato (Biella) [sottotitoli a cura di Roberto Ellero]
Voce fuori campo: Utilizzano indifferentemente il segno o la voce, e vi sfidiamo a riconoscere i ragazzini sordi da quelli udenti. Siamo in una classe elementare, ma succede anche nelle materne, nelle medie e nelle superiori...
A Cossato, in provincia di Biella, è operativo ed efficiente il progetto di bilinguismo italiano e lingua dei segni ideato e strutturato quindici anni fa, nel 1994 per fare fronte a precise esigenze.
Simone Cericola: Le esigenze furono in quel momento di far entrare in una stessa classe tre bambine sorde.
Chi fu l'artefice? Fu il direttore attuale della scuola di Cossato, con la collaborazione di una logopedista e di un educatore sordo. Da lì iniziò il progetto di Cossato.
Voce fuori campo: Due gli obiettivi del progetto: far sì che i bambini udenti possano imparare una seconda lingua, e la LIS è una vera e propria lingua con una sua grammatica e una sua cultura,
e fare in modo che i bambini sordi acquisiscano buone competenze linguistiche per poi recepire anche più facilmente il linguaggio verbale, e poter trovare in ogni occasione la terminologia più appropriata per esprimersi.
Obiettivi superati di gran lunga grazie alla metodologia applicata per raggiungerli. Oggi infatti c'è una totale e perfetta integrazione fra bambini udenti e sordi,
e c'è un notevole e costante scambio di conoscenze. Tutti ne beneficiano, come sottolineano importanti studi.
Simone Cericola: Ricerche fatte dal CNR e da studenti della Bicocca hanno dimostrato che l'aspetto logico-matematico e l'attenzione aumentano, si sviluppano di più rispetto a delle classi normali.
Voce fuori campo: Specifici programmi che stimolano le abilità e le potenzialità psico-intellettive, ecco la metodologia messa a punto a Cossato e ora diventata modello per l'Europa.
Tanto per cominciare: laboratori, attività create ad hoc a seconda del corso frequentato; classi composte da 14-15 udenti e da due-quattro sordi.
E poi un mix di insegnanti comuni, di supporto, educatori per sordi, e soprattutto un interprete LIS che traduce per tutta la durata dell'orario scolastico, per rendere tutto ciò che viene detto visibile.
Simone Cericola: Se l'insegnante si gira e scrive alla lavagna, chiaramente non può parlare insieme. Aspetta, e si gira. E nel frattempo c'è l'interprete.
A differenza di altre situazioni c'è l'interprete che rimane sempre a disposizione, traduce sempre e fa da ponte da una lingua all'altra: lingua italiana > lingua dei segni, lingua dei segni > lingua italiana.
Voce fuori campo: I ragazzi sviluppano anche un senso di solidarietà... di più: una spirito di complicità, unico davvero per la situazione e per l'età: basta guardarli attentamente durante un compito in classe.
Simone Cericola: Vedi i bambini che si suggeriscono in lingua dei segni, e questo è un vantaggio in più per loro: da sotto banco piuttosto che da dietro la schiena, o altro...
le mamme non dovrebbero saperlo ma a volte succede anche questo, ma è una cosa simpatica e carina...
Si ringrazia la Direzione Teche/Archivio Diritti della RAI per la gentile concessione alla pubblicazione di questo servizio su webmultimediale.org






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