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   <title>Videoblog</title>
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   <updated>2008-10-24T21:04:41Z</updated>
   <subtitle>Il multimediale integra e arricchisce l&apos;esperienza ipertestuale del Web recuperando la &quot;freccia&quot; del tempo. Il tempo è l&apos;asse portante della narratività.

Se la navigazione ipertestuale fa saltare lo spazio-tempo, rende cioè tutte le cose ugualmente equidistanti dal soggetto, la fruizione del multimedia ripristina il tempo quale fattore determinante e ineliminabile dell&apos;esperienza.

E&apos; un caso che così facendo il multimediale si trovi a reintrodurre nello spazio orizzontalizzato del Web quella condizione - il tempo - che è l&apos;unica a fare della vita di un vivente un&apos;esistenza?</subtitle>
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   <title>Il Web come mezzo audiovisivo: l&apos;idea di regia nasce accessibile</title>
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   <published>2008-10-23T20:04:29Z</published>
   <updated>2008-10-24T21:04:41Z</updated>
   
   <summary><![CDATA[Quest'anno ho tenuto il mio quarto seminario a SMAU. SMAU rappresenta ormai un rituale di rimpatriata per gli amici di IWA, ci si reincontra in real life dopo mesi di chattate ed &egrave; sempre un piacere ritrovarsi a riequilibrare le...]]></summary>
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      <name>Roberto Ellero</name>
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      <![CDATA[<p>Quest'anno ho tenuto il mio quarto seminario a <a href="http://www.smau.it">SMAU</a>. SMAU rappresenta ormai un rituale di rimpatriata per gli amici di <a href="http://www.iwa.it">IWA</a>, ci si reincontra in <i>real life</i> dopo mesi di chattate ed &egrave; sempre un piacere ritrovarsi a riequilibrare le tensioni della comunicazione elettronica. <br />Ben 24 quest'anno i seminari di IWA, e tutti il 18 ottobre: &egrave; stata una rimpatriata speciale, lo stand sempre pieno e con l'entusiasmo di sempre (i veterani vivono il rituale da sei anni e pi&ugrave;). <a href="http://www.webmultimediale.it/play.php?vid=190">Questo video offre un breve spaccato della giornata</a>, allo stand di IWA.<br /><br />Nel mio seminario ho parlato fra l'altro della scarsa considerazione, molto diffusa, della qualit&agrave; dei contenuti audiovisivi rispetto a quelli testuali. I contenuti di testo, adattati al Web come strumento di comunicazione particolare, diverso dai tradizionali contesti tipografici, sono tenuti in gran conto e trovano nel <b>Web writing</b> l'etichetta professionale. Eppure lo stesso dovrebbe valere per i contenuti audiovisivi sul Web, che &egrave; anche in questo caso un mezzo di comunicazione diverso dagli altri mezzi audiovisivi tradizionali (televisione, cinema, teatro). <br /><br />Nel seminario ho analizzato queste differenze, e la conseguente necessit&agrave; di adattare e calibrare i video per la fruizione in Rete, proponendo come sempre una serie di esempi concreti per cercare di ridare dignit&agrave; alla comunicazione audiovisiva su Web: come arte, disciplina, professione, <b>Web filming</b>.<br />Il video completo del mio seminario &egrave; disponibile su <a href="http://it.youtube.com/watch?v=XYolk4MsbtI"><b>YouTube (in 4 episodi)</b></a>, su <a href="http://blip.tv/file/1388722/"><b>Blip Tv</b></a> e nel mio Video Share <a href="http://www.webmultimediale.it"><b>Webmultimediale.it</b></a>, che includo qui. <br />Buona visione. Graditi i commenti.<br />Nel seguito del post riporto la trascrizione, per scorrere velocemente i temi trattati.</p><p></p> <div><object classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" width="320" height="455"><param name="movie" value="http://www.webmultimediale.it/wmplayer.swf?id=http://www.webmultimediale.it/uploads/hvsoiplKaU2CyGHduIWN.flv&amp;smi=http://www.webmultimediale.it/uploads/193.xml" /><!--[if !IE]> --><object type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.webmultimediale.it/wmplayer.swf?id=http://www.webmultimediale.it/uploads/hvsoiplKaU2CyGHduIWN.flv&amp;smi=http://www.webmultimediale.it/uploads/193.xml" width="320" height="455"><p>Webmultimediale.it Video Share. Flash Needed. You may download Adobe Flash Player to view all the content on this site. Per visualizzare il filmato serve il plugin Flash, disponibile per tutti i sistemi operativi e per tutti i browser. <a href="http://www.adobe.com/shockwave/download/index.cgi?P1_Prod_Version=ShockwaveFlash">Scaricalo (basta un minuto)</a>.</p></object><!-- <![endif]--></object></div>]]>
      <![CDATA[<p><br />18 ottobre 2008, SMAU, seminario di Roberto Ellero - &quot;Il Web come mezzo audiovisivo: l'idea di regia nasce accessibile&quot;<br />Trascrizione integrale del parlato<br /><br />Roberto Ellero<br />Oggi vi parler&ograve; delle idee che entrano nel vivo del discorso che sto portando avanti da un paio d'anni ormai nel sito webmultimediale.org, un progetto no-profit nel quale si fanno delle ricerche sulle tecnologie di erogazione video per il Web e in particolare - che &egrave; quello che mi interessa di pi&ugrave; -<br />delle ricerche sui contenuti video per il Web, progettati per il Web; non contenuti video che derivano da altri mezzi, come la televisione ad esempio, e che vengono portati sul Web cos&igrave; come sono. Possiamo cominciare il discorso a partire da alcuni principi di fondo a cui tengo molto<br />perch&eacute; rappresentano una visione del video per il Web un po' diversa da quella cui siamo abituati.<br />Vado un po' veloce per poter passare subito agli esempi. Il primo punto &egrave; che l'attenzione ai canali alternativi, quindi sostanzialmente l'accessibilit&agrave; dei video:<br />fare vedere con l'udito e sentire con la vista, l'abitudine a trasformare il canale uditivo in una forma di comunicazione visiva e viceversa, aiuta ad approfondire il messaggio che si intende comunicare, e quindi migliora la qualit&agrave; del prodotto audiovisivo per tutti gli utenti.<br />Ne deriva una visione dell'accessibilit&agrave; dei video che non sia semplicemente un servizio per le persone con disabilit&agrave;, ma un'occasione di migliorare la propria comprensione del messaggio che si deve trasmettere, infine si tratta di produrre dei video che abbiano una migliore qualit&agrave; e definizione - nel breve tempo a disposizione - per riuscire a trasmettere nel modo migliore il messaggio audiovisivo.<br />Sul rinforzo fra codici diversi, codice visivo e linguistico, e l'associazione - che consente il Web - fra video testi e immagini, cosa non possibile alla televisione o al cinema, questo rinforzo dei codici consente la circolarit&agrave; fra il testo e il visivo, e viceversa, che come dicevo consente di costruire una strategia di comunicazione audiovisiva pi&ugrave; coinvolgente. Che &egrave; poi l'opposto di quanto attualmente<br />si fa ad esempio nel video share a livello globale dove assistiamo alla ricerca del video virale come quel video che riesce ad ottenere 100.000 visite, cercando una strategia che non &egrave; quella di curare il contenuto, l'aspetto narrativo interno dell'audiovisivo, ma di introdurre una sorta di freneticit&agrave; convulsa nella successione dei vari momenti, con una durata che non supera i tre minuti, cercando di incontrare quello che si presume sia il gusto dell'utente Web. Si tende quindi ad abbssare la qualit&agrave; dei contenuti, proprio per raggiungere il gusto del pubblico,<br />quello che si fa anche alla televisione con la ricerca forsennata dell'audience, che come sappiamo produce un deterioramento della qualit&agrave; del servizio.<br />Vorrei farvi vedere, per entrare un po' nel vivo, un paio di esempi di video &quot;virali&quot;, che insegnano su YouTube a fare video virali, per cercare di ottenere il massimo risultato sul piano delle visite.<br />Si incontrano una serie di passaggi, uno dei quali &egrave; il limitare la durata, per non &quot;annoiare&quot; il fruitore. Ma un altro video, ancora pi&ugrave; esplicito, dice chiaramente che i contenuti non hanno molta importanza... esistono alcuni video, che tutti quanti abbiamo visto, che hanno fatto 2 milioni di visite,<br />che per&ograve; dal punto di vista dei contenuti non danno nessuna esperienza, n&eacute; informativa n&eacute; culturale, &egrave; semplicemente svago.<br />Seguire questa strada non comporta una ricerca di qualit&agrave; nei contenuti, come &egrave; gi&agrave; attualmente quella che si segue per i contenuti testuali, che vengono ormai abbastanza curati, mentre per i video siamo ancora in una fase iniziale. Come vedete si tratta di una serie di consigli basati sul buon senso che per&ograve; prescindono da qualsiasi attenzione culturale per l'andamento narrativo del video. E' una successione di stimoli...<br />Ecco [indica un frame del video citato], &quot;non preoccupatevi particolarmente della qualit&agrave;&quot;.Quello che conta nella fruizione su YouTube &egrave; questa freneticit&agrave;, fornire cose curiose, che possono impressionare, sollecitare una certa curiosit&agrave;, ma poi una volta visto rimane una cosa piuttosto irrilevante.<br />Tornando al nostro discorso, il problema cui si assiste in questo ambito &egrave; che c'&egrave; un grande interesse ad integrare il Web con la dimensione audiovisiva,<br />perch&eacute; l'audiovisivo consente di portare sul Web la temporalit&agrave;, la narrativit&agrave;, per&ograve; questo interesse &egrave; al momento rivolto prevalenetemente alle tecnologie: si pensa al funzionamento della macchina, alle qualit&agrave;, alle features e caratteristiche dei player multimediali, e tutto questo tende a prevalere sulla destinazione comunicativa, non si riflette sul significato dell'operazione comunicativa che metto in campo con i miei video.<br />Quello che sto cercando di portare avanti con il mio sito [webmultimediale.org] &egrave; di stimolare una riflessione fra tecnologie e contenuti, in modo da porre un bilanciamento fra la tecnologia che deve essere al servizio dei contenuti e i contenuti, che devono essere liberi di potersi esprimere.<br />Adesso passiamo agli esempi... quello che intendo mostrarvi oggi &egrave; che progettare filmati con l'accessibilit&agrave; in mente, pensando anche agli utenti non udenti e non vedenti, consente di migliorare l'esperienza e la qualit&agrave; per tutti dell'esperienza multimediale. Questo perch&eacute; l'attenzione<br />- fin dal momento in cui si progetta un video - ai canali alternativi, consente di raccontare storie con maggiore profondit&agrave;.<br />E adesso vedamo alcuni esempi concreti, queste sono cose teoriche... C'&egrave; da dire un'ultima cosa, il Web &egrave; uno strumento di comunicazione che si differenzia dagli altri strumenti audiovisivi tradizionali. Il Web non &egrave; la televisione, non &egrave; il cinema, perch&eacute; il cinema si fruisce in una dimensione simile a quella in ci siamo adesso, ovvero una situazione sociale, la televisione si fruisce in una dimensione casalinga e familiare [il salotto di casa], il Web si fruisce invece in una dimensione solitaria, alla scrivania, e questa &egrave; la prima differenza.<br />Poi c'&egrave; la differenza nella velocit&agrave;di fruizione. Il Web &egrave; frenetico, la fruizione &egrave; molto pi&ugrave; veloce, e poi sul Web abbiamo - in pi&ugrave; rispetto agli altri mezzi mezzi audiovisivi - la possibilit&agrave; di corredare il video con un testo e delle immagini.<br />Su queste differenze si gioca un altro aspetto oltre a quello della qualit&agrave; dei contenuti, ovvero l'adattamento al Web dei contenuti audiovisivi.<br />Il Web non &egrave; la televisione, pertanto l'approccio con una interfaccia di questo genere, vi faccio un esempio ma ce ne sono tantissimi, &egrave; un approccio televisivo. Infatti viene dato il massimo spazio all'area video e nessuno spazio ai testi e alle immagini di corredo al video.<br />Si propone una visione di tipo televisivo. Non so se sapete che YouTube da un paio di settimane consente una nuova visualizzazione, la visualizzazione &quot;cinema&quot;.<br />Non per tutti i video ma attualmente solo per alcuni video molto lunghi. Tutta la pagina viene oscurata: attraverso questa icona &egrave; possibile accendere o spegnere la luce in sala, e ai lati del video vi sono delle tendine rosse che simulano una sala cinematografica.<br />Questa simulazione tradisce che ancora si tende a portare sul Web l'esperienza di fruizione cinematografica e televisiva, in questo caso cinematografica, simulando a livello di metafora il grande schermo. Questo naturalmente aiuta a dare un senso di familiarit&agrave; all'utente,<br />che si trova in un ambiente che ricopia l'esperienza che si vive al cinema. Per&ograve; ci riporta al discorso che facevo, per cui non si deve sottovalutare che un video deve essere calibrato, adattato al Web. Per quelle differenze che abbiamo visto poco fa.<br />Queste cose&nbsp; vi ho detto in modo sintetico... comunque spero di poter avere una continuazione anche via email di questi discorsi che richiederebbero pi&ugrave; tempo.<br />Chi &egrave; interessato pu&ograve; scrivermi, comunque trova su Webmultimediale.org degli approfondimenti testuali e video che rappresentano in concreto un tentativo di realizzazione di questa visione, che in qualche modo tende a concepire il video come qualcosa su cui riflettere, e a porre la domanda: &quot;per quale motivo carico i miei video sul Web?&quot;. Siamo attualmente in una fase di prevalenza tecnologica,<br />per cui ci si stupisce di poter fare delle cose, piuttosto che pensare perch&eacute; le sto facendo.<br />Allora, proprio per riflettere in concreto su questo, vi faccio vedere alcuni esempi di video che comunque trovate su webmultimediale.org.<br />Qui a SMAU non c'&egrave; la Rete, pertanto ho caricato un server di streaming che si chiama Red5, una versione Open Source del Flash streaming server di Adobe, e se non mi tradisce riusciremo comunque a vedere in streaming alcuni dei video che si trovano su Webmultimediale. Cominciamo dal Gabbiano Jonathan Livingston...<br />ho ingrandito l'interfaccia in modo che sia pi&ugrave; evidente il fatto che su Webmultimediale i video sono sempre all'interno di un contesto di testo e di immagini.<br />Questo per quel discorso del rinforzo dei codici che consente di approfondire il messaggio che passa attraverso canali differenziati.<br />Questo semplifica la vita anche a chi ha dei problemi di comprensione del testo, o &egrave; dislessico, che attraverso il video pu&ograve; avere un confronto con il contenuto testuale e seguire meglio il messaggio. Questo &egrave; solo uno dei vantaggi. In questo video vi &egrave; un adattamento al Web<br />di uno spettacolo teatrale. Su Webmultimediale troverete in particolare questo tipo di adattamento: dal teatro al Web.<br />Per adattare al Web uno spettacolo teatrale &egrave; necessario sintetizzarlo, fare una sintesi, una selezione di scene. A differenza per&ograve; di quei video, non so se li conoscete, i video di cinque secondi [five seconds video], che si trovano su YouTube, il lavoro che faccio io &egrave; un lavoro per cui si conserva una sensatezza narrativa.<br />Il passaggio a uno spettacolo teatrale di un'ora a un video di dieci minuti, non avviene in modo casuale, come avviene ad esempio ne &quot;Il Signore degli anelli&quot; in cinque secondi... &egrave; un esempio esilarante, che indica fino a che punto si pu&ograve; arrivare quando si pretende di fare questa sintesi,<br />per&ograve; semplicemente per catturare il visitatore, senza dire niente. [Viene mostrato un video di cinque secondi] Ecco questo era uno dei capitoli della trilogia del Signore degli anelli in cinque secondi. C'&egrave; un proliferare di questi video. Come vedete, oltre a questo,<br />c'&egrave; anche, molto divertente, &quot;Star Wars&quot; in cinque secondi. [Vengono mostrati alcuni video di cinque secondi] E' una silloge...<br />E' molto divertente, poich&eacute; si pensa che l'utente non resista 10, 15 o 20 minuti davanti a un video, si arriva a questo estremo, ma in questo modo si perde il racconto, la storia. Quello che invece cerco di fare, con un esperimento che pu&ograve; avere dei limiti, perch&eacute; un video di dodici minuti rappresenta una scommessa che pu&ograve; non sempre funzionare. Si tratta di uno spettacolo teatrale basato su un libro<br />di Richard Bach, &quot;Il Gabbiano Jonathan Livingston&quot;, che conoscerete tutti, e quindi lo spettacolo teatrale derivato da questo libro ha una durata di un'ora e un quarto. Insieme alla regista Giovanna Tauro [mixcompany di Milano] e alla sua collaboratrice Giuliana Rubbia,<br />ci siamo messi attorno ad un tavolo e abbiamo fatto una selezione delle scene. E'un lavoro che va fatto con il regista e il drammaturgo, perch&eacute; si deve rispettare il lavoro di chi ha fatto lo spettacolo. Gi&agrave; questo &egrave; interessante perch&eacute; non &egrave; un lavoro che sin fa soli, ma con un gruppo di persone,<br />con la compagnia di teatro, e questo impone di avere una certa fiducia da parte di queste persone. Vi faccio vedere questa selezione, vediamo i primi tre minuti.<br />Riguardo alle alternative, questo video ha i sottotitoli per non udenti, e un'audiodescrizione per chi non vede: c'&egrave; un commento fuori campo che racconta...<br />e in questo caso, visto che lo spettacolo &egrave; dal vivo e non si poteva avere sempre gli spazi per inserire la voce narrante, ho inserito dei cartelli come avveniva nel cinema muto. [Scorrono i titoli di testa] Vedete che nei titoli si spiega che il testo dell'audiodescrizione &egrave; il frutto di un lavoro di scrittura collettiva: all'interno di un mio seminario, una decina di persone hanno visto le singole scene<br />che costituiscono l'ambientazione, l'hanno descritta con carta e penna, e questo testo frutto di una selezione di punti di vista &egrave; entrato come traccia audio in questo video. Aggiunge la possibilit&agrave; per chi non vede di seguire comunque con la traccia audio la storia. [Viene proiettato il video]<br />[Cartello con didascalia esplicativa] E' la storia di un gabbiano solitario a cui piaceva volare alto e di uno stormo ignorante a cui importava soltanto di mangiare.<br />Giuliana Rubbia<br />[Audiodescrizione] Silenzio. Lo spazio &egrave; nella penombra. Fondali con gabbiani.&nbsp;&nbsp;&nbsp; MADRE: ... ma sembri malato!<br />Roberto Ellero<br />Ecco, se spengo l'audio e simulo la sordit&agrave;, posso seguire grazie ai sottotitoli. Se invece non ci vedo, e quindi non vedo i sottotitoli e l'area video, posso comunque seguire l'audio... [Ancora qualche istante del video]<br />In questo modo, anche per il fatto che questo player multimediale - realizzato da Alessio Cartocci che fa parte del progetto Webmultimediale, la persona non vedente con le tecnologie assistive che usa pu&ograve; far partirre i filmato. Mentre con i player multimediali tradizionali<br />(Windows Media Player, QuickTime, Real player, e molti dei Flash player che si usano nelle piattaforme di Video Share) semplicemente la persona non vedente non riesce a &quot;fare clic su Play&quot;, poich&eacute; lo screen-reader non &egrave; in grado di intercettare il pulsante.<br />Quindi, in presenza di un player pensato per l'accessibilit&agrave;, e in presenza di un video che ha le alternative, non discriminiamo nessuno: anche le persone sorde e non vedenti possono seguire questa esperienza multimediale, senza ricorrere&nbsp; a tracce audio a parte, separate,<br />o ad altre soluzioni che rappresentano una moltiplicazione di versioni che non sono idonee, non sono adeguate perch&eacute; costituiscono dei ghetti.<br />E' importante avere un video unico che riunisce tutte le alternative, che possono servire a tutti: i sottotitoli possono essere utili in ufficio, dove non posso attivare l'audio, e la narrazione serve a tutti perch&eacute; questa spiegazione in questo caso deriva dalla visione di 11 persone,<br />ma in un'altra versione che avete sotto deriva invece dalle note di scena del drammaturgo. Si offre quindi la possibilit&agrave; di entrare di pi&ugrave;<br />nella sceneggiatura, nel testo teatrale, e questo rappresenta un'operazione culturale.<br />Questo &egrave; un primo esempio, poi lo potete vedere nel sito Webmultimediale.org nella sua completezza...<br />Vediamo ora un altro esempio, un altro spettacolo teatrale, con la compagnia di teatro di Milano Studio Novecento, un testo teatrale dedicato all'anima femminile indagata nei suoi archetipi dal punto di vista delle divinit&agrave; della Grecia antica. Il testo &egrave; molto interessante,<br />lo spettacolo dal vivo &egrave; molto coinvolgente, e allora la scommessa &egrave; capire se la trasposizione sul Web riesce a far passare qualcosa del messaggio.<br />Questo lo potrete sperimentare a casa, ora vi faccio vedere che in questo video abbiamo qualcosa in pi&ugrave; rispetto al precedente: una seconda finestra video, vi &egrave; un doppio flusso video sincronizzato con SMIL. Si tratta di un player FLV che supporta SMIL, che &egrave; una specifica del W3C nata proprio per sincronizzare pi&ugrave; tracce multimediali. In sostanza abbiamo non un video ma due,<br />sincronizzati: nel primo video abbiamo lo spettacolo, nel secondo l'interpretazione in lingua dei segni [LIS], per non udenti. [Scorrono i titoli di testa del video de &quot;Il Grande Nudo Rosso&quot;] Associazione Studio 900, IL GRANDE NUDO ROSSO<br />Titoli di testa. Drammaturgia e regia di Marco Pernich. Con Carlotta Cossutta, Barbara Gallo, Sara Semprini, Lucia Scott - Musiche originali di Carmine Cella. Scene e Costumi della Compagnia Studio 900 - I testi per l'audiodescrizione sono di Marco Pernich<br />Riprese video, montaggio, sottotitolazione e adattamento al Web a cura di Roberto Ellero, webmultimediale.org - Compagnia Studio 900 - Webmultimediale.org - Tutti i diritti riservati<br />Narrazione: Una certa isola greca anche una qualunque con un certo numero di pini viti bottegucce<br />Roberto Ellero<br />Mi fermo un attimo perch&eacute; in questo caso, invece di avere - come prima - un'audiodescizione fatta con i cartelli come nel cinema muto, oppure sfruttando le pause nel parlato nel corso dello spettacolo, abbiamo realizzato con il drammaturgo Marco Pernich delle scene<br />dedicate a questo video, in ambientazione naturale in esterno, con un'attrice [Carlotta Cossutta] che introduce i singoli episodi.<br />E' una forma di audiodescrizione &quot;visiva&quot;, che serve a chi non vede per capire il contesto, ma anche a chi ci vede per il maggiore contrasto fra scene in esterno e le scene a teatro: questo aumenta l'interesse ed il coinvolgimento. Vi &egrave; poi la sottotitolazione multilingue,<br />in questo caso i sottotitoli sono in italiano e in inglese. E' possibile spegnere la finestra con la lingua dei segni per i non udenti, disattivare i sottotitoli, perch&eacute; l'utente deve poter decidere di cosa disporre: qualsiasi forma aggiuntiva pu&ograve; essere un distrattore.<br />Ora vediamo il passaggio dalla narrazione alla scena teatrale. [Viene mostrato il video]<br />Narrazione: E non appena entrano in casa i ricordi sono l&igrave; di nuovo presenti. Ma non solo...<br />PROLOGO, Dunque i soldati cantavano e cantavano ancora li udivamo anche nel sonno che cantavano. Una canzone non eroica n&eacute; a dire il vero triste o paralitica<br />una canzone appresa certamente dalle donne al paese e che insegnavano reduci dal fronte alle donne pi&ugrave; giovani.<br />Roberto Ellero<br />Ecco, mi fermo qui, in questo caso il video &egrave; molto lungo, mezz'ora: dallo spettacolo originario di un'ora sono state fatte delle scelte di montaggio per un totale<br />di circa 15 minuti, e poi c'&egrave; l'aggiunta di 10 minuti di narrazione, che nello spettacolo a teatro non ci sono. Quindi sul Web possiamo avere qualcosa in pi&ugrave; rispetto all'esperienza teatrale; ovviamente abbiamo qualcosa in meno, andando a teatro ovviamente l'esperienza &egrave; completamente diversa.<br />In questo modo &egrave; per&ograve; possibile incuriosire e coinvolgere rispetto a questo spettacolo teatrale lo spettatore interessato, che pu&ograve; essere invogliato ad andare a vedere lo spettacolo a teatro, oppure viceversa, avendo visto lo spettacolo a teatro, pu&ograve; approfondire, grazie al corredo di testo, c'&egrave; in questa pagina una introduzione allo spettacolo da parte dello stesso drammaturgo, ci sono delle immagini, si trovano gli indirizzi email del drammaturgo e degli attori,<br />c'&egrave; quindi qualcosa in pi&ugrave;, e si crea un circolo virtuoso fra teatro e Web che dovrebbe sviluppare appieno le potenzialit&agrave; didattiche del Web.<br />In questo caso la selezione non &egrave; casuale, come nel caso dei video che abbiamo visto, caricati su YouTube, che rappresentano una forma di svago senza riflessione. Nel caso di questo video invece lo stesso principio per cui il video sul Web deve essere pi&ugrave; sintetico, pieno di contrasti,<br />con riprese ravvicinate, perch&eacute; lo schermo video sul Web &egrave; molto pi&ugrave; piccolo rispetto al grande schermo e alla scena teatrale, pertanto dovremo fare primi piani e riprese ravvicinate... Tutti questi accorgimenti servono per mantenere l'attenzione del fruitore, e nello stesso gli fanno fare un'esperienza culturale, non solo un'esperienza di sollecitazione, di puro divertimento, senza un interesse di pensiero, e riguardo lo stesso linguaggio di comunicazione audiovisiva.<br />La comunicazione audiovisiva ha le sue regole, una sintassi, rappresenta una serie di competenze che si devono avere: il video professionale deve essere fatto<br />da una persona che abbia una certa maturit&agrave; visiva, una certa conoscenza su come si struttur una narrazione in termini audiovisivi.<br />Tutte queste competenze, assieme a quelle previste per l'accessibilit&agrave; tecnica, consentono di avere un risultato che non discrimina e che dovrebbe fornire degli strumenti per seguire un discorso, per portare a delle riflessioni, e questo naturalmente dipende anche dai contenuti che si &egrave; deciso di mettere sul Web. Vediamo ora un terzo esempio, si tratta ancora di una cosa diversa: passiamo da una rappresentazione dell'uditivo in visivo, e viceversa, a una rappresentazione della musica, linguaggio uditivo, attraverso una resa visiva della musica con la lingua dei segni [LIS]. In questo caso la persona disabile non &egrave; soltanto un fruitore di un servizio che non discrimina,<br />ma &egrave; al centro della scena. Si tratta di uno spettacolo, che in questa pagina nel sito webmultimediale.org viene spiegato in termini sia di immagini che di testo, e c'&egrave; poi il video del Musical &quot;Dio era tra noi&quot;, che racconta brani tratti dai libri dello scrittore Primo Levi.<br />La rappresentazione &egrave; sia teatrale, in forma di mimica e con interventi degli attori, sia musicale con un gruppo di rock indipendente che commenta con la musica i vari aspetti emozionali del discorso. Abbiamo ancora il doppio video sincronizzato con SMIL, ma in questo viene usato in un modo diverso dal precedente: viene usato per porre simultaneamente all'attenzione due punti di vista.<br />Normalmente, guardando un film siamo abituati a vedere punti di vista diversi in successione: il fruitore vede il montaggio come un lavoro fatto a monte, non pu&ograve; fare altro che seguire il montaggio deciso dal regista e dal montatore. In questo caso invece il montaggio, quindi la scelta<br />dei punti di vista pu&ograve; essere fatta dall'utente. Abbiamo due telecamere puntate una sul gruppo musicale e una sulla scena teatrale, ed il fruitore pu&ograve; decidere liberamente quale seguire in qualsiasi momento. Vi sono i sottotitoli in italiano ed in inglese.<br />[Viene mostrato il video, senza audio] Potete notare come anche senza la musica, vi &egrave; la resa visiva con la lingua dei segni [LIS] a cura di Antonio Pellegrino, attore e ballerino sordo dalla nascita, che sente la musica con le vibrazioni sulla pelle.<br />Attraverso la lingua dei segni, che &egrave; una vera e propria lingua, una lingua visiva, con una grammatica una sintassi e una grande possibilit&agrave; combinatoria con i segni, Antonio Pellegrino riesce a trasmettere sia il testo cantato dal cantante dei Malazeta, e riesce anche a trasmettere l'emozione musicale, con il linguaggio corporeo e la lingua dei segni.<br />Noi che possiamo sentire possiamo avere un'integrazione... se lo vedrete a casa noterete che l'insieme di danza e lingua dei segni, anche se non la si conosce, nell'ascolto della musica aumenta di molto la comprensione del messaggio e il passare delle emozioni.<br />[Viene mostrato il video con l'audio] Questa &egrave; la poesia &quot;Se questo &egrave; un uomo&quot; di Primo Levi. Se qualcuno qui conosce la LIS, potr&agrave; apprezzare molto che il testo che viene recitato con la base musicale &egrave; potenziato dalla resa visiva. Alcuni segni sono anche abbastanza comprensibili.<br />Credo sia un modo molto interessante di seguire questa poesia.<br />Primo Levi<br />&quot;Ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa. La malattia vi impedisca. I vostri nati torcano il viso da voi.&quot;<br />Roberto Ellero<br />Purtroppo non abbiamo il tempo di continuare, non &egrave; questa una sede idonea per concentrarsi... se vi interessa questo esperimento lo trovate nel sito www.webmultimediale.org. Vi trovate anche una serie di informazioni su questo progetto e su questo gruppo musicale, i Malazeta.<br />Vediamo ora un ultimo esempio, con una situazione ancora diversa, si tratta di un balletto, uno spettacolo di danza nel quale c'&egrave; un episodio in cui la musica viene resa con la lingua dei segni. Vi sono due interpreti, che in questo caso sono due interpreti udenti, che hanno<br />fatto la scuola per interprete LIS, e interpretano la canzone &quot;Alegr&igrave;a&quot;, molto nota, che viene danzata dal gruppo di danza.<br />Abbiamo un insieme di danza, musica e lingua dei segni, molto interessante e coinvolgente. Questo video dura solo pochi minuti.<br />Anche in questo caso abbiamo il doppio video sincronizzato, con un uso simile a quello visto poco fa.<br />[Viene mostrato il video. Musica] Alegria. Come un lampo di vita. Alegria. Come un pazzo gridar. Alegria. Del delittuoso grido...<br />Roberto Ellero<br />Mi fermo, perch&eacute; vorrei lasciare qualche minuto per le domande... abbiamo visto che sto facendo un tentativo di ricerca per i video sul Web per ridare dignit&agrave; al video Sul Web, e una identit&agrave; per differenziarlo dall'esperienza che si fa a teatro, al cinema e alla televisione.<br />E' una ricerca anche linguistica, basata su una selezione intelligente che salvaguarda la narrativit&agrave; interna del prodotto originario e tende a comunicare in forma sintetica qualcosa del messaggio originario.<br />Il problema che abbiamo, facendo un discorso che tutto sommato, nonostante il video stia diventando protagonista del Web, un discorso sui contenuti video che sia culturale, &egrave; che rimane sempre di nicchia.<br />Quindi qualsiasi commento, anche critico, &egrave; sempre benvenuto. Altrimenti ci sembra di parlare al muro, non sappiamo mai se il messaggio arrivi da qualche parte. E' frustrante, infatti ogni tanto parlo in pubblico proprio per avere un riscontro con le persone.<br />Grazie per l'interesse [applausi].<br /><br />Tutti i diritti riservati, nessun utilizzo consentito senza l'autorizzazione scritta di Roberto Ellero</p><p></p>]]>
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   <title>Venezia, ponte di Calatrava, il ponte che divide</title>
   <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.webmultimediale.org/videoblog/2008/08/venezia_ponte_di_calatrava_il.html" />
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   <published>2008-08-30T20:51:16Z</published>
   <updated>2008-09-03T15:29:38Z</updated>
   
   <summary>Nel video si arriva a esaminare il ponte di Calatrava dopo un viaggio in treno, durante il quale Roberto Ellero illustra le analogie fra Web Accessibility e barriere architettoniche, evidenziando i limiti del ponte di Calatrava riguardo la sua inaccessibilità per le persone con disabilità. Roberto Ellero ci accompagna poi in tutto il percorso che un disabile motorio può percorrere dal ponte di Calatrava fino al sestiere di Cannaregio, senza l&apos;ausilio di mezzi pubblici.</summary>
   <author>
      <name>Roberto Ellero</name>
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   </author>
   
      <category term="Barriere architettoniche" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
   
   <category term="204" label="accessibilità" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   <category term="216" label="barriere architettoniche" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   <category term="203" label="Calatrava" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
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   <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.webmultimediale.org/videoblog/">
      <![CDATA[<p><b>[This post contains English Captions and <b>English Transcript of the spoken part</b>]</b></p><p><b>L'inaccessibilit&agrave; del ponte di Calatrava</b>, il quarto ponte sul Canal Grande di Venezia, sta suscitando un vivo dibattito nei mezzi di comunicazione, ed in particolare sul Web.</p><p><b>Niente di meglio allora, per comprendere meglio cosa stia succedendo a Venezia </b>in questa occasione di confronto sulle ragioni etiche, simboliche e tecniche dell'abbattimento delle barriere architettoniche, <b>di andare a vedere questa opera pubblica dalla storia travagliata </b>(costi lievitati, tempi di realizzazione andati oltre il previsto di molto, la discriminazione delle persone con disabilit&agrave;...).</p><p>Nel video si arriva a Venezia in treno, facciamo insieme una passeggiata fino al ponte di Calatrava, discutiamo delle analogie fra Web Accessibility e barriere architettoniche, evidenziando i limiti del ponte di Calatrava riguardo la sua inaccessibilit&agrave; per le persone con disabilit&agrave;, esaminiamo il ponte come simbolo e l'ovovia (l'alternativa accessibile non ancora realizzata) come esempio&nbsp; di adeguamento imperfetto&nbsp;per una progettazione senza cura per l'accessibilit&agrave;, e andiamo poi a fare tutto il percorso che un disabile motorio pu&ograve; percorrere&nbsp;dal ponte di Calatrava fino al sestiere di Cannaregio, senza l'ausilio di mezzi pubblici. Faremo molte scoperte interessanti...</p><div><object classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" width="320" height="455"><param name="movie" value="http://www.webmultimediale.it/wmplayer.swf?id=http://www.webmultimediale.it/uploads/WSfaqft0HNTzikz4CjwO.flv&amp;smi=http://www.webmultimediale.it/uploads/176.xml" /><!--[if !IE]> --><object type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.webmultimediale.it/wmplayer.swf?id=http://www.webmultimediale.it/uploads/WSfaqft0HNTzikz4CjwO.flv&amp;smi=http://www.webmultimediale.it/uploads/176.xml" width="320" height="455"><p>Webmultimediale.it Video Share. Flash Needed. You may download Adobe Flash Player to view all the content on this site. Per visualizzare il filmato serve il plugin Flash, disponibile per tutti i sistemi operativi e per tutti i browser. <a href="http://www.adobe.com/shockwave/download/index.cgi?P1_Prod_Version=ShockwaveFlash">Scaricalo (basta un minuto)</a>.</p></object><!-- <![endif]--></object><p><strong>Se va a scatti la tua linea &egrave; lenta... Nessun problema: metti in pausa per qualche minuto e poi riprendi la visione.<br />Oppure vai alla versione <a href="http://it.youtube.com/watch?v=6RJm8aUEyEs">Youtube</a> o <a href="http://video.google.com/videoplay?docid=2380937540710660599">Google Video</a> </strong>(entrambe con sottotitoli in italiano e in inglese).</p></div><p><b>Nella continuazione del post c'&egrave; la trascrizione del video in italiano e in inglese</b>. Il filmato &egrave; <b>sottotitolato </b>in italiano per i non udenti, e in inglese (grazie a <a href="http://www.webmultimediale.org/almansi/">Claude Almansi</a> per la traduzione). Funziona anche con le tecnologie assistive che usano i non vedenti per navigare il Web, che possono quindi seguire l'audio, completo di descrizioni dei vari aspetti architettonici presi in considerazione.<br /><a href="http://www.webmultimediale.it/play.php?vid=176"><b>Condividi il video nel tuo blog prelevando il codice nella pagina fonte</b></a>, nel video share accessibile di Webmultimediale.</p><p><b><span>Alcuni link per approfondire:</span></b></p><ul><li><span><a href="http://www.archiportale.com/progetti/SchedaProgetto.asp?origine=&amp;IdProg=2545">Scheda del progetto</a></span></li><li><a href="http://it.youtube.com/watch?v=KaxNavvZuFU">Video sfogo della ditta costruttrice</a></li><li><a href="http://www.webmultimediale.org/wm/mt-search.cgi?tag=Calatrava&amp;blog_id=6">L'intervento su Calatrava di Claude Almansi</a></li><li><a href="http://robertoscano.info/tag/calatrava/">Post sul Calatrava nel blog di Roberto Scano</a></li><li><a href="http://blog.vita.it/francamente/tag/venezia/">Articoli di Franco Bomprezzi</a></li><li><a href="http://www.architettiroma.it/archivio.aspx?id=7502">Un articolo sul Ponte di Calatrava di Gian Antonio Stella, del 2005 (Corriere della sera del 20.07.05)</a></li></ul>]]>
      <![CDATA[<p><i>Venezia: ponte di Calatrava. Sopralluogo prima dell'apertura<br /></i>Un  instant video a cura di Roberto Ellero, <a href="http://www.webmultimediale.org">www.webmultimediale.org</a>.<br />Riprese,  montaggio e sottotitolazione a cura di Roberto Ellero.<br />Tutti i diritti  riservati - <a href="http://www.webmultimediale.org">www.webmultimediale.org</a></p> <p><b>Trascrizione del parlato</b></p> <p><b>Roberto Ellero: </b>A pochi giorni dall'apertura - senza inaugurazione - del  ponte di Calatrava, quarto ponte sul Canal Grande a Venezia, gli animi si sono  surriscaldati a causa della inaccessibilit&agrave; di questa opera pubblica, che &egrave;  inaccessibile alle persone con disabilit&agrave; motorie e alle persone ipovedenti.  <br />Da una parte il sindaco della citt&agrave;, Massimo Cacciari, che attribuisce alle  associazioni dei disabili la colpa di aver danneggiato la citt&agrave; impedendo  l'inagurazione del ponte con la partecipazione del presidente della Repubblica  Napolitano.<br />E dall'altra, le associazioni dei disabili che da anni si battono  perch&eacute; questa opera pubblica, questo ponte, sia accessibile a tutti senza  discriminazioni.<br />L'apertura del ponte di Calatrava rappresenta sicuramente  un'occasione importante per riflettere sulle disabilit&agrave;, sull'accesso  universale, sulla non discriminazione, proprio perch&eacute; &egrave; un ponte, e un ponte ha  la funzione di collegare, di unire due realt&agrave;. Questa &egrave; la funzione di un ponte,  quindi oltre all'aspetto, al modo in cui &egrave; costruito, ha una funzione: il ponte  ha la funzione di unire due realt&agrave;, due parti della citt&agrave;. Ma in questo caso,  l'apertura di questo ponte simbolicamente rappresenta una contraddizione perch&eacute;  divide, divide una parte della cittadinanza che pu&ograve; attraversarlo con le proprie  gambe, e un'altra parte rappresentata dalle persone con disabilit&agrave; che sono  invece escluse dalla partecipazione alla vita sociale.&nbsp;<br />Nei fatti, il ponte  risulta attualmente inaccessibile.&nbsp;<br />E' vero che &egrave; in preparazione una  &quot;ovovia&quot;, ovvero una struttura aggiuntiva che nasce successivamente alla  progettazione e realizzazione del ponte, quindi qualcosa che si aggiunge,  esterna al ponte, una capsula, che consente l'alloggiamento di una persona in  carrozzella e le consente di attraversare il ponte. Con un tempo di  attraversamento molto lungo, intorno ai 17 minuti. <br />Ma oltre a questo  dobbiamo pensare che questa soluzione, che &egrave; una soluzione successiva (non era  prevista nella progettazione del ponte), &egrave; una soluzione parziale, perch&eacute; il  disabile attraversa il ponte isolato all'interno dell'abitacolo di questa  ovovia, ed &egrave; quindi separato dalla possibilit&agrave; di partecipare alla vita sociale  in questo attraversamento del ponte che unisce piazzale Roma con la  citt&agrave;.<br />Questo isolamento, lungo 17 minuti, rappresenta una esclusione dalla  vita sociale, perch&eacute; salendo il ponte si incontrano persone, ci si ferma a  parlare, si guarda il panorama e si fanno quattro chiacchiere. Questo &egrave; un grave  limite: il funzionamento c'&egrave; ma manca la partecipazione, l'appartenere alla  stessa comunit&agrave; che vive socialmente questo ponte. <br />Per questo trovo sia  molto interessante il fatto che in questa occasione si &egrave; avuto - come aspetto  positivo, nonostante tutto - il fatto che si sono uniti due mondi: quello dello  studio e della risoluzione dei problemi delle barriere architettoniche, e quello  della risoluzione dei problemi delle barriere digitali, dell'accessibilit&agrave; del  Web.&nbsp;<br />Gli studiosi di questi due aspetti del problema hanno cominciato a  parlarsi. [La questione &egrave; stata sollevata da un post di Roberto Scano nel suo  blog: <a href="http://www.robertoscano.info">www.robertoscano.info</a>. Dal blog  dell'esperto di accessibilit&agrave; del Web il dibattito &egrave; poi passato ai  media.]&nbsp;<br />Si possono notare delle analogie, per chi &egrave; da qualche anno ad  occuparsi di questi temi, sul Web o nel mondo fisico; ci sono delle analogie,  fra barriere architettoniche e barriere digitali. Vi sono analogie anche nelle  modalit&agrave; di risoluzione dei problemi, e nei difetti in questi tentativi di  risoluzione di problemi. Un esempio che balza subito agli occhi &egrave; il fatto che  il modo migliore, pi&ugrave; efficiente, che porta a un'opera (sia essa un video sul  Web, o un sito Web, o un ponte o un'opera architettonica) armonica, completa,  che non discrimina nessuno.&nbsp;<br />E questo modo &egrave; la progettazione accessibile, il  progettare con l'accessibilit&agrave; in mente rispettando i principi del &quot;Design for  all&quot;.<br />Progettare con l'accessibilit&agrave; in mente significa realizzare opere,  fisiche o digitali, che funzionano meglio, che non discriminano, esteticamente  pi&ugrave; armoniche e pi&ugrave; funzionali allo scopo. Dove al centro dell'attenzione non &egrave;  l'opera ma la persona, le persone che ne devono fruire.<br />Quando un'opera, un  sito Web o un video non sono stati progettati originariamente in modo  accessibile, con la sensibilit&agrave; per soddisfare tutte le varie esigenze di tutti  i fruitori, indipendentemente dalle loro capacit&agrave; e disabilit&agrave;, quando avviene  questo si ottiene un'opera di fatto inaccessibile alla quale quindi si dovr&agrave; poi  fare una modifica, una integrazione, un'aggiunta, un adeguamento, un  adattamento. Questo adattamento successivo &egrave; sicuramente necessario ma non  produce i risultati di qualit&agrave; che si sarebbero avuti invece con una  progettazione accessibile all'origine.<br />Questo &egrave; un fatto molto interessante,  soprattutto per chi produce manufatti digitali, video o siti Web, e ne parlo per  mia esperienza diretta, tanto &egrave; che da anni tratto del fatto che un video  pensato gi&agrave; dall'idea di regia con l'accessibilit&agrave; in mente produce un risultato  finale pi&ugrave; coinvolgente, pi&ugrave; anche emozionalmente interessante, perch&eacute;  l'abilit&agrave;, l'abitudine, la ginnastica continua a tradurre il vidivo in uditivo e  viceversa, quindi a fare vedere con l'udito e a fare sentire con la vista,  significa approfondire la capacit&agrave; di analizzare le potenzialit&agrave; dei vari codici  linguistici e visivi, fare dialogare meglio fra di loro queste varie forme di  comunicazione, ed unirle in un componente audiovisivo pi&ugrave; efficiente sul piano  della comunicazione.&nbsp;<br />La stessa cosa pu&ograve; avvenire naturalmente quando si  progettano opere di architettura nel mondo fisico, tanto &egrave; vero che questa  analogia fra i due mondi &egrave; confermata dal fatto che un adattamento successivo  come avviene nel ponte di Calatrava con l'ovovia produce una sorta di  parallelismo fra due mondi, e non li unisce. Come avviene nei siti Web  paralleli, che vengono fatti per fornire una strada alternativa per le persone  con disabilit&agrave;. Quante volte abbiamo incontrato sul Web siti alternativi che  pongono la domanda al fruitore: &quot;Tu sei normodotato oppure sei non vedente?&quot;, e  se una persona risponde &quot;sono non vedente&quot; viene inviata in una sezione diversa,  in un percorso diverso rispetto a quello che fanno le persone che ci vedono.  <br />Questo crea un ghetto, crea una separazione. In realt&agrave;, si deve puntare ad  un'opera unica che soddisfa tutte le varie esigenze. <br />Descrizione del ponte  tratta dal sito Web archiportale.com: <br /><a href="http://www.archiportale.com/progetti/SchedaProgetto.asp?origine=&amp;IdProg=2545">www.archiportale.com/progetti/SchedaProgetto.asp?origine=&amp;IdProg=2545</a><br />&quot;Un  enorme arco trasparente lungo 94 metri e largo dai 6 ai 9 metri, per un peso  complessivo di 470 tonnellate. La struttura &egrave; in acciaio, i corrimano in bronzo,  le alzate in marmo d'Istria e gli scalini in vetro infrangibile.[...] Se i ponti  tradizionali, per questioni di stabilit&agrave;, presentano un restringimento al  centro, la struttura progettata dal noto architetto spagnolo presenta alle due  estremit&agrave; un'ampiezza di tre metri che aumenta man mano che si prosegue verso il  centro dove raggiunge i nove metri di larghezza.&quot; Il responsabile del progetto  esecutivo Salvatore Vento spiega che &quot;&egrave; stato cos&igrave; immaginato perch&eacute; i  visitatori possano fermarsi al centro ed ammirare il panorama senza ostacolare  il cammino degli altri&quot;.<br />Come avevo gi&agrave; indicato, il ponte rappresenta quindi  uno spazio sociale, uno spazio da vivere. A questo spazio le persone con  disabilit&agrave; non possono partecipare, se &egrave; vero che l'ovovia viene in questa  pagina descritta come: &quot;un'ovovia nascosta ai piedi del ponte all'interno di una  botola che, aperta a richiesta, lascia salire la cabina che accoglie al suo  interno la persona disabile. La botola viene quindi sollevata da un braccio e  agganciata ad un carrello scorrevole sistemato nella parte esterna del ponte.  Concluso l'attraversamento, le operazioni si ripetono partendo dall'altra sponda  per consentire il percorso al contrario&quot;.<br />In questi giorni si &egrave; sentito anche  dire che &egrave; possibile ovviare all'inaccessibilit&agrave; del ponte utilizzando il  vaporetto. Ma, come si legge in un documento del 2003 firmato da molti  architetti, <br /><a href="http://www.hbgroup.it/calatrava/Appello.htm">www.hbgroup.it/calatrava/Appello.htm</a><br />in  realt&agrave; &quot;il vaporetto non pu&ograve; essere considerato una corretta soluzione  alternativa anche perch&eacute; in contrasto con il DPR 503/96 art. 26: &egrave; l'opera in s&eacute;  che deve essere accessibile in quanto spazio, monumento, opera d'arte vissuta  dai cittadini&quot;.<br />Per quanto riguarda l'utilit&agrave; del ponte in termini di  risparmio di tempo per chi deve raggiungere a piedi la stazione dei treni da  piazzale Roma, esistono gi&agrave; due ponti che consentono di raggiungere le  Fondamenta e poi attraversando il ponte degli Scalzi di raggiungere la stazione,  e il ponte di Calatrava fa risparmiare circa 3 o 4 minuti.<br />Facciamo un  percorso insieme, vedendo cosa consentirebbe a una persona in carrozzella questo  ponte se fosse attualmente accessibile, ovvero tutto il percorso che gli sarebbe  consentito dopo l'attraversamento del ponte.<br />E' noto che Venezia &egrave; una citt&agrave;  fatta di ponti, e quindi al di l&agrave; della questione di principio ci pu&ograve; essere chi  pu&ograve; dire - visto che quasi tutti gli altri ponti sono inaccessibili (sono pochi  infatti i ponti con la cremagliera che consente l'attraversamento con la  carrozzella) - a cosa serve che il ponte di Calatrava lo sia... Prima di tutto,  questo &egrave; un ponte che viene realizzato successivamente all'entrata in vigore  della normativa sulle barriere architettoniche, e quindi la legge va rispettata.  Ma al di l&agrave; del rispetto della legge e della questione etica, di principio,  della non discriminazione di nessuno, c'&egrave; anche un altro fatto, concreto,  pratico. C'&egrave; poi il fatto che da qualche parte si deve cominciare per andare poi  avanti per gradi. <br />Tornando al nostro cammino senza incontrare barriere,  abbiamo raggiunto la stazione dei treni dal ponte di Calatrava, abbiamo  proseguito per Strada Nova e grazie al Ponte delle Guglie, che ha una banchina  accessibile, abbiamo raggiunto l'area del Ghetto vecchio.<br />Entriamo nel Campo  del Ghetto vecchio, ma qui in realt&agrave; incontriamo un problema di barriere che di  fatto rende impossibile alle persone con disabilit&agrave; di entrare nel Campo del  Ghetto vecchio, perch&eacute; l'accesso al Campo &egrave; garantito da tre ponti che  attraversano piccoli canali. Trattandosi per&ograve; in questo caso di attraversamenti  molto brevi, esistono e sono gi&agrave; state collaudate delle soluzioni tecnologiche  abbastanza semplici da mettere in atto come ad esempio il &quot;rolling bridge&quot; a  Londra, che vedete nell'immagine.<br />Torniamo in Strada Nova e continuiamo il  percorso arrivando fino al teatro Italia, e qui ci dobbiamo fermare perch&eacute;  incontriamo un ponte.<br />All'interno del post che include questo video, nel sito  <a href="http://www.webmultimediale.org/videoblog">www.webmultimediale.org/videoblog</a>,  sono contenuti i link a tutte le risorse giornalistiche pi&ugrave; importanti che  possono dar conto a chi voglia approfondire i vari aspetti politici, tecnici,  sociali.</p> <p>Roberto Ellero - <a href="http://www.webmultimediale.org">www.webmultimediale.org</a><br />Riprese,  montaggio e sottotitolazione a cura di Roberto Ellero.<br />Contatto: <a href="mailto:info@robertoellero.it">info@robertoellero.it</a><br />30-08-2008  - Tutti i diritti riservati - <a href="http://www.webmultimediale.org">www.webmultimediale.org</a></p> <p>&nbsp;</p> <p><b>Transcript of the spoken part (by Claude Almansi)<br /></b></p> <p><b>Roberto Ellero: </b>A few days before the opening &ndash; without inauguration ceremony  &ndash; of Calatrava's bridge, the fourth bridge on the Great Canal in Venice, tempers  are getting hot due to the inaccessibility of this public work, which can be  used neither by people with motor disabilities nor by low-sighted people.<br />On  one side, the mayor of the town, Massimo Cacciari, accuses disabled people's  associations of having harmed the town by preventing the inauguration of the  bridge with the participation of President of the Republic Napolitano. <br />And  on the other side, the disabled people associations who have been fighting for  years in favor of full accessibility of this bridge to all, without  discrimination.<br />The opening of Calatrava's bridge certainly represents an  important opportunity for a reflection about disabilities and universal access,  on non discrimination, precisely because it is a bridge, and a bridge's function  is to connect, to unite two realities. That's what a bridge's function is.  Hence, beyond appearance, beyond the way in which it is built, it has a  function: this bridge's function is to unite two realities, two parts of the  town.<br />But in the present case, the opening of this bridge symbolically  represents a contradiction, because it divides, it divides one part of the  citizens who can cross it on their own legs, from another part of them,  represented by the people with disabilities who are excluded from participating  in the social life.<br />In effect, the bridge is presently inaccessible.  <br />True, an &quot;ovovia&quot; (literally, &quot;egg-way&quot;), i.e. an added-on structure, is  being prepared. This structure is created after the planning and realization of  the bridge, so it is something added, something outside the bridge, a capsule in  which a person in a wheelchair can fit and cross the bridge &ndash; with a very long  crossing time, of ca. 17 minutes.<br />But beyond this, we must also consider that  this solution, which is an a posteriori solution (it wasn't foreseen in the  design of the bridge), is a partial solution, because the disabled person  crosses the bridge in isolation, within the shell of this egg-way, and hence is  severed from the possibility to participate in the social life during this  crossing of the bridge between Piazzale Roma and the town.<br />This 17-minute  isolation means an exclusion from social life because those who get on the  bridge, meet people, stop to speak with others, to enjoy the view, to chat. This  is a severe limitation: there is functionality, but what is lacking is  participation, taking part in the same community who lives socially on this  bridge. Thus I find it very interesting that this issue, has caused the unity &ndash;  a positive fact, in spite of everything &ndash; of two worlds: the world of those who  study and solve the problems created by architectural obstacles, and the world  of solutions to problems caused by digital obstacles, of Web accessibility.<br />People who study those two aspects of the problem have started to speak  together [The issue was raised by Roberto Scano in a post on his blog, <a href="http://www.robertoscano.info/">www.robertoscano.info</a>. From the blog of  this expert of web accessibility, the debate moved on to the media scene.]<br />And some analogies can be seen, if you have been dealing with these issues  for some years, be it on the Web or in the physical world: there are analogies  between architectural and digital obstacles. There are also analogies in the  ways problems get solved, and in the defects in these attempts to solve  problems. One immediately obvious example is the fact that the best, most  efficient way to produce a work &ndash; be it a Web video or site, or be it a bridge  or a work of architecture &ndash; a work that is is harmonious, complete and doesn't  discriminate anyone.<br />This way is accessible planning, i.e. a planning that  keeps accessibility in mind and respects the principles of &quot;Design for  all&quot;.<br />Planning with accessibility in mind means realizing physical or digital  works that work better, that don't discriminate, that are aesthetically more  harmonious and more functional to their purpose. Where the focus is not on the  work but on the person, the people who are to use it.<br />When a work, a Web site  or a video haven't been originally planned in an accessible way, with  sensitivity to the need of satisfying every single need of every single user,  whatever their capacities and disabilities &ndash; when this happens, the result is a  work that is actually inaccessible and therefore needs an further modification,  integration, addition, adaptation. This further adaptation is obviously  necessary but it does not produce the quality results that would have been  reached instead through starting with accessible planning.<br />This is a very  interesting fact, particularly for those who produce digital manufacts &ndash; be they  videos or Web site &ndash; and I am speaking out of direct experience, as for years, I  have been dealing with the fact that a video conceived originally with  accessibility in mind produces something far more convincing, also far more  interesting emotionally, because ability, habit, exercise keeps translating  visual elements into auditive ones and vice-versa, hence makes people see with  their ears and listen with their eyes, which means enhancing the capacity to  analyse the potentials of several linguistic and visual codes and provoking the  interaction of these several forms of communication and unite them in an  audiovisual element that communicates more efficiently.<br />The same thing can  happen when planning architectural works in the physical world, and actually,  this analogy between both worlds is confirmed by the fact that an a posteriori  adaptation, as the &quot;egg-way&quot; in the case of Calatrava's bridge, produces two  parallel worlds but does not unite them &ndash; just as with parallel Web sites made  to offer an alternative path for people with disabilities. How often have we  chanced upon alternative Web sites that ask the user: &quot;Are you are you  non-disabled or non-seeing?&quot;, and if the person answers: &quot;I'm non-seeing&quot;, she  or he gets invited to a different viewing, to a different path from the one used  by seeing people.<br />This creates a ghetto, a separation. What must be actually  aimed for is a unique work satisfying each and every need. Description of the  bridge from the Web site archiportale.com: <a href="http://www.archiportale.com/progetti/SchedaProgetto.asp?origine=&amp;IdProg=2545">www.archiportale.com/progetti/SchedaProgetto.asp?origine=&amp;IdProg=2545</a>  &quot;A huge transparent arch, 94 meter long and between 6 and 9 meter wide,  totalling 470 tons. The structure is made of steel, the railings of brass, the  risers of Istrian marmor and the steps of unbreakable glass. [...] Whereas  traditional bridges, due to stability motives, get narrower in the middle, the  width of the structure planned by the renowned Spanish architect is of 3 meters  at both ends and broadens to 9 meter as you proceed towards the middle.&quot;<br />The  person answerable for the executive project, Salvatore Vento, explains that &quot;it  was conceived in this manner so that visitors can stop in the middle and admire  the view without hampering other people's walk&quot;. <br />As I already said, the  bridge is therefore meant as a social space, a lived space. People with  disabilities cannot participate in this space, as the &quot;egg-way&quot; is described in  the self same web page as &quot;an egg-way hidden at the feet of the brige in a trap  which, once opened on demand, lets the cabin containing the disabled person  rise. The [cabin] then gets lifted by a lever and hooked to a sliding dolly  placed on the external part of the bridge. After the crossing, the operations  are repeated from the other embankment, in order to permit the reverse  trip&quot;.<br />In these last days, it has also been said that the inaccessibility of  the bridge can be overcome by using the steamboat. But actually, as stated in a  2003 document signed by many architects <a href="http://www.hbgroup.it/calatrava/Appello.htm">www.hbgroup.it/calatrava/Appello.htm</a>:  &quot;the steamboat cannot be considered as a correct alternative solution, also  because it is in contrast with art. 26 of the 503/96 DPR (presidential decree):  it is the work itself &ndash; as space, monument, work of art experienced by citizens  - that must be accessible&quot;.<br />As to the usefulness of the bridge to save time  for those who must reach the station on foot from piazzale Roma, there are  already 2 bridges leading to the Fondamenta, then to reach the station over the  Ponte degli Scalzi, and Calatrava's bridge saves ca. 3 or 4 minutes.<br />Let's  try such a route together, to see what this bridge would allow a person in a  wheelchair if it were presently accessible, i.e. the whole route she or he could  use after having crossed the bridge.<br />It is known that Venice is made of  bridges, and therefore, beyond the issue of principle, someone could say that  considering that almost all the other bridges are inaccessible (in fact, only a  few bridges have a rack-rail that enables crossing in a wheelchair), what is the  point of accessibility for Calatrava's bridge? First of all, this bridge is  being built after the coming into force of the legal norm on architectural  obstacles, and hence the law must be abided. But beyond law abiding and the  ethical issue, beyond the principle of not discriminating against anyone, there  is also another concrete, practical fact. There is also the fact that one must  start somewhere and then proceed gradually.<br />Coming back to our obstacle-free  walk, we have reached the train station from Calatrava's bridge, then proceeded  along Strada Nova and thanks to Ponte delle Guglie, which has an accessible  shoulder, we have reached the area of the Ghetto Vecchio.We enter the Campo del  Ghetto Vecchio but here, we actually meet an obstacle that effectively makes it  impossible for people with disabilities to enter the Campo del Ghetto Vecchio,  because it can only be accessed through three bridges that cross small  canals.<br />However, in this case, it is a matter of very short crossings, and  there are rather simple technological solutions that have already been tested  and that could be enacted as, for instance, the London &quot;rolling bridge&quot; you see  in the picture.<br />Let's go back to Strada Nova and continue our route up to the  Teatro Italia &ndash; and here we must stop because we meet another bridge.<br />In the  blog post that includes dhis video, in <a href="http://www.webmultimediale.org/videoblog">www.webmultimediale.org/videoblog</a>,  there are links to all most important press resources for those who want to  further examine the several political, technical and social aspects.</p>   <p>Roberto Ellero - <a href="http://www.webmultimediale.org/">www.webmultimediale.org</a> <br />Contact:  <a href="mailto:info@robertoellero.it">info@robertoellero.it</a> 30-08-2008 - <a href="../../../../../">www.webmultimediale.org</a></p> <p></p>]]>
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   <title>Annotare video su YouTube</title>
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   <published>2008-08-18T12:52:53Z</published>
   <updated>2008-08-18T14:41:33Z</updated>
   
   <summary><![CDATA[Caricando un mio nuovo video su YouTube ho notato che &egrave; disponibile un servizio di annotazione testuale sincronizzata dei video. La tecnologia appare molto simile a quella utilizzata gi&agrave; da un paio di anni nel video share Mojiti, chiuso da...]]></summary>
   <author>
      <name>Roberto Ellero</name>
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      <category term="Tecnologie" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
   
   <category term="195" label="video annotations" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   <category term="197" label="YouTube" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   
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      <![CDATA[<p>Caricando un mio nuovo video su YouTube ho notato che &egrave; disponibile un servizio di <b>annotazione testuale sincronizzata dei video</b>. <br />La tecnologia appare molto simile a quella utilizzata gi&agrave; da un paio di anni nel video share <a href="http://www.mojiti.com/">Mojiti</a>, chiuso da qualche mese.</p><p><b>L'interfaccia per aggiungere <em>speech bubbles</em>, note o spot ai propri video &egrave; molto facile da utilizzare</b>, ed anche la definizione dell'intervallo di tempo in cui &egrave; visibile ciascuna didascalia &egrave; alla portata di tutti.</p><p>Aspetti positivi: facilit&agrave; d'uso, immediatezza della pubblicazione, possibilit&agrave; di usare i commenti come sottotitolazione (l'utente pu&ograve; disattivare/attivare i commenti).<br />Aspetti negativi: i commenti testuali rimangono all'interno dell'area video, la tecnologia non utilizza standard Web per la sottotitolazione.</p><p><b>Una immagine dell'interfaccia di gestione delle annotazioni:</b></p><p><img width="400" height="352" src="http://www.webmultimediale.org/videoblog/documenti/bubbles.jpg" alt="schermata dell'interfaccia di video annotations in YouTube" /></p><p><strong>Il mio video con alcune annotazioni:</strong></p> <div><object classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/YP5K3_Z5OzY&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><!--[if !IE]> --><object type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/YP5K3_Z5OzY&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" width="425" height="344"><p>Webmultimediale.org videoblog. Flash Needed. You may download Adobe Flash Player to view all the content on this site. Per visualizzare il filmato serve il plugin Flash, disponibile per tutti i sistemi operativi e per tutti i browser. <a href="http://www.adobe.com/shockwave/download/index.cgi?P1_Prod_Version=ShockwaveFlash">Scaricalo (basta un minuto)</a>.</p></object><!-- <![endif]--></object></div><p>Da ormai due anni <b>Google Video</b> consente di sottotitolare i video, esternamente all'area di visione: <a href="http://video.google.it/videoplay?docid=-8226581489861733163&amp;ei=0nepSPrvFYKSigKGhIUK">riporto un esempio per un confronto diretto</a>.</p><p><a href="http://www.webmultimediale.it/play.php?vid=139">Un altro confronto, con il mio video share <b>webmultimediale.it</b></a>. Si differenzia dai citati video share per la sottotitolazione multilingue tramite standard Web (SMIL, DFXP, SAMI).</p><p>&nbsp;</p><p></p>]]>
      
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   <title>Il mio seminario a Web Senza Barriere 2008</title>
   <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.webmultimediale.org/videoblog/2008/05/il_mio_seminario_a_web_senza_b.html" />
   <id>tag:www.webmultimediale.org,2008:/videoblog//3.40</id>
   
   <published>2008-05-29T14:05:10Z</published>
   <updated>2008-05-29T20:20:31Z</updated>
   
   <summary>Il 7 maggio scorso ho tenuto un seminario all&apos;interno del convegno Web Senza Barriere 2008, dedicato a E-inclusion, accessibilità, usabilità e architettura dell’informazione. E&apos; stato un incontro importante in particolare per la filosofia sottesa all&apos;evento: non solo riflettere sulla situazione...</summary>
   <author>
      <name>Roberto Ellero</name>
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      <category term="Resoconti e incontri" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
   
   <category term="191" label="accessibilità video" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   <category term="105" label="audiodescrizione" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   <category term="193" label="cultura audiovisiva" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   <category term="54" label="LIS" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   <category term="51" label="sottotitoli" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   <category term="189" label="Web Senza Barriere" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   
   <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.webmultimediale.org/videoblog/">
      <![CDATA[<p>Il 7 maggio scorso ho tenuto un seminario all'interno del convegno <a href="http://websenzabarriere.uniroma2.it/"><strong>Web Senza Barriere 2008</strong></a>, dedicato a E-inclusion, accessibilità, usabilità e architettura dell’informazione. <br />
E' stato un incontro importante in particolare per la filosofia sottesa all'evento: <strong>non solo riflettere sulla situazione attuale e sui possibili sviluppi futuri dell'accessibilità del Web, ma far dialogare tutte le professionalità e le menti più brillanti del Web</strong>, per ridare senso alle indagini tecniche, sui contenuti e sui diversi punti di vista autore-fruitore nei diversi ambiti in cui il mezzo Internet consente di esprimersi a chi ha un messaggio testuale, visivo, parlato da trasmettere al mondo.<br />
Diverse decine di seminari tutti di estremo interesse, la sede vasta e prestigiosa, l'organizzazione davvero impeccabile. Complimenti a Marco Bertoni e ad Andrea Femminini e ai collaboratori. Formula nuova e molti spunti di dialogo per nuove idee, collaborazioni e amicizie.</p>

<p>Ho realizzato le riprese del mio seminario e naturalmente i relativi sottotitoli e la trascrizione. E' quindi possibile seguire a video o in lettura quanto ho detto (durata 75 minuti), e insieme <a href="http://www.webmultimediale.org/web-senza-barriere">consultare le slide</a>.</p>

<div><object classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" width="320" height="455">	<param name="movie" value="http://www.webmultimediale.it/wmplayer.swf?id=http://www.webmultimediale.it/uploads/MRldQdmh2nAuVRyqhKnZ.flv&amp;smi=http://www.webmultimediale.it/uploads/168.xml" />	<!--[if !IE]> -->	<object type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.webmultimediale.it/wmplayer.swf?id=http://www.webmultimediale.it/uploads/MRldQdmh2nAuVRyqhKnZ.flv&amp;smi=http://www.webmultimediale.it/uploads/168.xml" width="320" height="455">		<p>Webmultimediale.it Video Share. Flash Needed. You may download Adobe Flash Player to view all the content on this site. Per visualizzare il filmato serve il plugin Flash, disponibile per tutti i sistemi operativi e per tutti i browser. <a href="http://www.adobe.com/shockwave/download/index.cgi?P1_Prod_Version=ShockwaveFlash">Scaricalo (basta un minuto)</a>.</p>	</object>	<!-- <![endif]--></object></div>
<p><a href="http://www.webmultimediale.org/wsb_trascrizione.htm"><strong>Trascrizione con le slide</strong></a> | <a href="http://www.webmultimediale.it/play.php?vid=168">Condividi questo video nel tuo blog</a></p>

<p><strong>Durante il seminario il pubblico è stato numeroso e attentissimo</strong>. Nei 100 minuti di tempo ho alternato le questioni squisitamente tecniche, relative al contenitore-macchina audiovisiva, con le riflessioni sui contenuti audiovisivi, con l'obiettivo di dimostrare che <strong>l'accessibilità dei video su Web non prosciuga il messaggio</strong>, non costringe a togliere e a semplificare, non è una disciplina che impedisca di fare quello che si vuole. Richiede più lavoro, ma questo lavoro alla fine <strong>produce un contenuto che è più ricco di comunicazione per tutti</strong>. <br />
L'importanza della traduzione dei codici, dal visivo al verbale e viceversa, risiede nel fatto che un messaggio può essere trasmesso in tanti modi diversi, e il segreto della comunicazione senza barriere sta proprio nella capacità di tradurre quello che si ha in testa, in forma visuale o testuale, con la musica o in altri modi diversi. <strong>Ma fino a quando non si dominano i linguaggi, si pensa che il linguaggio che si usa sia l'unico linguaggio giusto da utilizzare</strong>. <strong>E' una questione culturale</strong>. </p>

<p>Tutti questi aspetti (audio, video, testo, immagini) ci si deve abituare a tradurli costantemente uno con l'altro. E' una ginnastica mentale che aiuta ad approfondire qualsiasi messaggio io intenda trasmettere. Il risultato è che si migliora la propria capacità di comunicare.<br />
<strong>Continuare a pubblicare video non accessibili significa non solo discriminare (cosa che rileva per diversi aspetti), ma anche rinunciare ad approfondire gli aspetti linguistici dei video. <br />E questo è un danno culturale su cui è bene riflettere.</strong></p>
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   <title>La ricchezza della differenza</title>
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   <id>tag:www.webmultimediale.org,2008:/videoblog//3.35</id>
   
   <published>2008-03-29T13:19:14Z</published>
   <updated>2008-03-29T18:15:08Z</updated>
   
   <summary>Si è svolto allo Spazio Oberdan di Milano, il 15 marzo 2008, il seminario La ricchezza della differenza - Cinema, audiovisivi e tecnologie per vivere meglio insieme, nell&apos;ambito del progetto Cinema senza barriere. Ogni anno viene organizzato un seminario, che,...</summary>
   <author>
      <name>Roberto Ellero</name>
      <uri>http://www.robertoellero.it</uri>
   </author>
   
      <category term="Resoconti e incontri" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
   
   <category term="152" label="Aiace" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
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   <category term="144" label="Cinema senza barriere" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
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   <category term="148" label="film audiocommentati" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   <category term="150" label="film sottotitolati" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
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   <category term="154" label="Spazio Oberdan" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   <category term="142" label="video accessibili" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   
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      <![CDATA[<p>Si è svolto allo Spazio Oberdan di Milano, il 15 marzo 2008, il seminario <a href="http://www.mostrainvideo.com/aiace/aiaceseminari2008.html"><em>La ricchezza della differenza - Cinema, audiovisivi e tecnologie per vivere meglio insieme</em></a>, nell'ambito del progetto <a href="http://www.mostrainvideo.com/aiace/aiace.html">Cinema senza barriere</a>. <br />Ogni anno viene organizzato un seminario, che, "in senso interdisciplinare, aiuta a cogliere gli aspetti positivi delle buone prassi che si svolgono a favore dei diversamente abili, per aumentare la conoscenza su tematiche spesso considerate solo specialistiche, per sensibilizzare tutti noi al rispetto della differenza, per dare uno spazio di affermazione e confronto alle loro capacità creative".<br />Come per le precedenti edizioni (vedi i post relativi al <a href="http://www.webmultimediale.org/videoblog/2007/03/il_quinto_senso.html">2006</a> e al <a href="http://www.webmultimediale.org/videoblog/2007/04/un_non_udente_puo_produrre_mus.html">2007</a>) <strong>Webmultimediale propone un resoconto video dell'evento</strong>.</p>
<blockquote cite="http://www.mostrainvideo.com/aiace/aiaceseminari2008.html"><p>I seminari di Cinema senza Barriere hanno raccontato che si può dipingere anche se si è ciechi, che si può amare la musica anche se si è sordi, hanno mostrato le similitudini tra la lingua dei segni ed il linguaggio cinematografico, hanno fatto vedere a noi, increduli "normodotati", che tante sono le vie creative per esprimere il proprio sentire, le proprie emozioni.</p></blockquote>
<p>Il percorso di quest'anno ha preso le mosse dalle emozioni, con l'intervento di Enzo Soresi (autore del libro <em>Il cervello anarchico: dall'emozione all'atto creativo</em>), un esperto in neurobiologia che esemplificando il tema dei neuroni specchio invita tutti a sviluppare il più possibile la creatività. Vi sono state testimonianze di altri Paesi europei (i documentari realizzati con gli adolescenti olandesi sordi, le produzioni delle scuole svedesi, la danza del gruppo australiano Merry Makers, fino alle possibili applicazioni tecnologiche che passano attraverso la pelle). <br />I protagonisti dei film proiettati sono consapevoli della propria diversità, consapevolezza con cui "si può abbattere quella cultura caritatevole che genera il pregiudizio", come afferma il primo comico italiano disabile, <a href="http://www.zanza.it/">David Anzalone, in arte Zanza</a>, protagonista di un intervento strepitoso che ha coinvolto il pubblico in sonore risate, smontando luoghi comuni e facendo pensare.<br />Ho effettuato le riprese video degli interventi di <strong>Tomas Johansson </strong>(<em>Film svedesi accessibili per ciechi e sordi</em>) e di <strong>Jill Scott</strong> (<em>Il progetto E-skin, creare una pelle elettronica per persone con disabilità visiva</em>).<br /><img class="fleft" src="http://www.webmultimediale.org/images/anios.jpg" width="89" height="82" alt="logo ANIOS" />Interpretazione in lingua dei segni italiana a cura di Marta Enoch e Chiara Fassina, interpreti <a href="http://www.anios.it" title="collegamento al sito dell'ANIOS">ANIOS</a> (Associazione Nazionale Interpreti LIS). <br />Riprese video, montaggio e sottotitolazione a cura di <a href="http://www.robertoellero.it">Roberto Ellero</a>.<br /><span lang="en"><a href="http://www.webmultimediale.org/SC_1.2.5/"><em>Flash-based concept</em></a> by</span> <a href="mailto:alessio.cartocci@gmail.com">Alessio Cartocci</a>.<br /><span lang="en">Streaming with Red5 Open Source Flash server by</span> <a href="http://www.fimietta.it">Daniela Remogna</a>.</p>
<p><a href="http://www.webmultimediale.org/SC_1.2.5/cinema-senza-barriere/johansson.htm"><img src="http://www.webmultimediale.org/images/schermata_johansson.jpg" width="360" height="278" alt="schermata del video dell'intervento di Tomas Johansson" /></a><br /><a href="http://www.webmultimediale.org/SC_1.2.5/cinema-senza-barriere/johansson.htm">Pagina con il video dell'intervento di Tomas Johansson</a>.</p><hr />
<p><a href="http://www.webmultimediale.org/SC_1.2.5/cinema-senza-barriere/scott.htm"><img src="http://www.webmultimediale.org/images/schermata_scott.jpg" width="360" height="270" alt="schermata del video dell'intervento di Jill Scott" /></a><br /><a href="http://www.webmultimediale.org/SC_1.2.5/cinema-senza-barriere/scott.htm">Pagina con il video dell'intervento di Jill Scott</a>.<br /><br /></p>


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   <title>Risposta alla lettura di &quot;Centochiodi&quot; di Barbara Bordato</title>
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   <id>tag:www.webmultimediale.org,2007:/videoblog//3.31</id>
   
   <published>2007-10-26T16:07:33Z</published>
   <updated>2007-12-05T17:46:33Z</updated>
   
   <summary><![CDATA[La lettura del post di Barbara Bordato, e in particolare - in gustosa anteprima rispetto alla pubblicazione nella rivista Filosofia e Teologia 3/2007 - la lettura del suo saggio sullo stesso argomento, di estrema lucidit&agrave; e ricchezza, ben oltre al...]]></summary>
   <author>
      <name>Roberto Ellero</name>
      <uri>http://www.robertoellero.it</uri>
   </author>
   
      <category term="Cinema" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
   
   <category term="115" label="Centochiodi" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   <category term="46" label="cinema" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   <category term="116" label="filosofia" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   <category term="110" label="Olmi" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   <category term="113" label="teologia" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   
   <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.webmultimediale.org/videoblog/">
      <![CDATA[<p>La lettura del <a href="http://www.webmultimediale.org/barbara/2007/10/centochiodi_una_interpretazion.html">post di Barbara Bordato</a>, e in particolare - in gustosa anteprima rispetto alla pubblicazione nella rivista <em>Filosofia e Teologia</em> 3/2007 - la lettura del suo saggio sullo stesso argomento, di estrema lucidit&agrave; e ricchezza, ben oltre al film da cui Barbara trae le mosse, mi ha provocato un insieme di riflessioni critiche. Cerco di riassumerle...</p>
]]>
      <![CDATA[<p>&quot;Centochiodi pu&ograve; essere letto a mio avviso come la storia di una rinascita&quot;, scrive Barbara nel saggio, e lo ripete nel <a href="http://www.webmultimediale.org/barbara/2007/10/centochiodi_una_interpretazion.html">post</a>: &quot;L'inizio apre a una rinascita del professore, ma questa rinascita non coincide con un ritorno nel grembo rassicurante della comunit&agrave; ma con un'evoluzione spirituale che lo porta a realizzare quanto aveva solo cominciato mettendo a morte i libri.&quot;</p><p>La mia percezione del film, al contrario, &egrave; di una rinascita incompiuta, di un fallimento.</p><p>Barbara sostiene, di seguito, che &quot;l'epilogo rivela come la ferita apertasi con la crocifissione dei libri dovesse coerentemente risolversi in un ulteriore, necessario tradimento: il gesto eccedente dell'assenza, che inaugura un regime di tutt'altro ordine rispetto a quello della mera vita naturale, l'ordine dell'esistenza&quot;.</p><p>Il dubbio che mi viene &egrave;: da dove proviene l'essere necessario di questo tradimento, il ritirarsi dall'umano rappresentato dalla comunit&agrave;, con le sue aspettative e i suoi bisogni? </p><p>Nel saggio Barbara continua sostenendo che sono tutt'altro che irrilevanti le righe che il professore si trova a leggere &quot;nell'attimo di indugio&quot; che precede l'atto di crocifissione dell'ultimo libro: &quot;righe che parlano di rinascita, di un cominciare dal principio e di una 'evidenza' che &egrave; il correlato di una nuova capacit&agrave; di vedere: 'Chi rinasce nell'amore, crede in ogni cosa che il suo occhio vede'.&quot; </p><p>A mio parere &egrave; proprio qui invece l'origine dell'incompiutezza, della rinascita fallita.</p><p>Se il professore consegna la propria identit&agrave; determinata al grande fiume, lasciando cadere i documenti (ma conservando la carta di credito: legame che sembra negare l'effettiva separazione del ribelle, o segno di una mente lucida fino alla preveggenza), e porta a termine il suo atto di rivolta non tornando nella comunit&agrave; che lo aveva accolto, ritirandosi in un'assenza muta, manca l'idea di come immaginarsi il luogo nuovo del professore. La percezione emotiva, che trasmette l'epilogo del film, &egrave; di un senzapatria, un uomo rimasto senza un luogo dove andare.</p><p>I nessi che sorreggono queste obiezioni sono molti, ad esempio l'immagine del professore che prende la mano della studentessa indiana tra le sue, immagine che sembra correlata a quella delle mani della moglie e del marito che soffre per il figlio andato via, mentre viene raccontata la parabola del figliol prodigo (nella visione onirica del padre, il figlio ha le stesse fattezze del professore ed è con la sua donna e il proprio figlio).</p><p>E ancora, il tema del figliol prodigo &egrave; anche nella scena del monsignore chino sul libro inchiodato, che dice al professore che cerca di rincuorarlo &quot;non sei degno di questo luogo&quot;. Anche qui &egrave; un fallimento, il professore non viene riaccolto.</p>

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							  <p>Questa scena ha, come sfondo musicale, lo stesso passaggio della sonata per violino e pianoforte che fa da sfondo alla scena d'amore con la panettiera (ballo dopo la scena del gallo). La musica di Fabio Vacchi echeggia in una citazione colta il violinismo stravinskiano del <em>Duo Concertant</em>. Nella colonna sonora, questo tema è presente solamente in questi due episodi, che sono quindi legati in modo significativo dal ritorno del tema.<br />Il motivo della sonata evoca l'amore, che si declina in due modi diversi - entrambi negati -, e allude a un'appartenenza che lega il professore e gli impedisce un vero distacco, coerente con la ribellione attuata con la crocifissione dei libri: denuncia cio&egrave; un conflitto irrisolto che impedisce una soluzione armonica, sia umanamente che rispetto al trascendente.</p><p>Si noti che l'ultimo libro inchiodato dice anche che &quot;dell'amore percepisci la presenza come se udissi un suono&quot;. Quel suono &egrave; la melodia comune ai due momenti, il sigillo dello scacco, dell'irresolutezza del professore, cui &egrave; condannato come responsabile, anche se forse non colpevole. </p><p>Il film &egrave; incentrato a mio avviso sullo scacco rappresentato dall'impossibilit&agrave; di allineare quel testo e il vissuto personale. Il professore non appartiene n&eacute; alla vita n&eacute; ai libri, non ha dove andare.</p><p>Sia la studentessa indiana che la panettiera sono attratte dal professore, ma solo l'indiana viene baciata (&egrave; colta: la cultura &egrave; essenzialmente discriminazione?), &egrave; lei in questo caso ad andarsene in aereo senza ritorno. Non c'&egrave; senso tragico perch&eacute; il protagonista controlla tutta l'azione e prevede tutte le possibilit&agrave;. Nel tragico il protagonista sarebbe stato travolto. </p><p>Ultima osservazione: il comportamento di crocifissione dei libri &egrave; rituale, il professore per mettersi in discussione deve attuare un rituale. Il rituale ha una componente pubblica essenziale, deve essere esibito per funzionare. L'&quot;artisticit&agrave;&quot; rilevata dal Pubblico Ministero non &egrave; altro che il segno del carattere oggi inaudito dei rituali.</p>
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   <title>Audiodescrizione del teatro d&apos;opera: conversazione con Barbara Marsala</title>
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   <published>2007-07-01T15:22:46Z</published>
   <updated>2007-10-31T08:19:33Z</updated>
   
   <summary>Conversazione con Barbara Marsala sulla audiodescrizione e la sopratitolazione nel teatro d&apos;opera.</summary>
   <author>
      <name>Roberto Ellero</name>
      <uri>http://www.robertoellero.it</uri>
   </author>
   
      <category term="Resoconti e incontri" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
   
   <category term="105" label="audiodescrizione" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   <category term="106" label="sopratitolazione" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
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   <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.webmultimediale.org/videoblog/">
      <![CDATA[<p><img src="http://www.webmultimediale.org/images/logo_ISIVIU.jpg" width="190" height="169" class="fright" alt="logo dell'associazione Isiviù di Messina" />Il <a href="http://www.teatrodimessina.it/htmver/testo.asp?idnews=67">Teatro lirico <em>Vittorio Emanuele</em> di Messina</a>, in collaborazione con l'<a href="http://isiviu.altervista.org/isiviu_barbaramarsala.html">associazione Isiviù di Barbara
Marsala</a>, mette a disposizione il servizio di audiodescrizione, che ha lo scopo di coinvolgere le persone non vedenti nella fruizione degli spettacoli d'opera. <br />Gli spettatori sono dotati ciascuno di un auricolare e di una ricevente. Il servizio è svolto a titolo gratuito.<br /><strong>Attualmente il Teatro di Messina è l'unico in Italia
a proporre l'Audiodescrizione delle opere liriche</strong>.</p><p><img src="http://www.webmultimediale.org/images/Barbara_Marsala_sm.jpg" width="144" height="164" class="fleft" alt="fotografia di Barbara Marsala, presidente dell'associazione Isiviù di Messina" /><strong>Ce ne parla Barbara Marsala</strong>, presidente di Isiviù, in una chiacchierata che abbiamo fatto poco prima della rappresentazione del monologo <em>Un sogno fatto in Sicilia</em>, testo e direzione di Barbara (tratto dal libro di Leonardo Sciascia).<br />Mi scuso per l'illuminazione un poco tenue, purtroppo la location e il breve tempo a disposizione non ci hanno consentito riprese video perfette, ma la cosa più importante è il messaggio, che le parole di Barbara ci trasmettono molto chiaramente.
</p>


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<p><a href="http://www.webmultimediale.org/trascrizione_marsala.html"><strong>Trascrizione del parlato</strong></a>.</p>]]>
      
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   <title>Un non udente può produrre musica o &quot;sentirla&quot;? Il clavicembalo oculare di Castel</title>
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   <published>2007-04-13T10:56:15Z</published>
   <updated>2007-05-05T12:27:11Z</updated>
   
   <summary><![CDATA[Si &egrave; svolta il 17 marzo 2007, allo spazio Oberdan di Milano, una giornata di studio dedicata alle persone non udenti e al loro rapporto con poesia, musica ed espressioni artistiche. Il seminario Ti sento con gli occhi, ti parlo...]]></summary>
   <author>
      <name>Roberto Ellero</name>
      <uri>http://www.robertoellero.it</uri>
   </author>
   
      <category term="Resoconti e incontri" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
   
   <category term="56" label="I sordi e le arti" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   <category term="54" label="LIS" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   <category term="52" label="musica" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   
   <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.webmultimediale.org/videoblog/">
      <![CDATA[<p>Si &egrave; svolta il 17 marzo 2007, allo spazio Oberdan di Milano, una giornata di studio dedicata alle persone non udenti e al loro rapporto con poesia, musica ed espressioni artistiche. </p><p>Il seminario <strong><em>Ti sento con gli occhi, ti parlo con le mani</em></strong>, organizzato da <a href="http://www.mostrainvideo.com/aiace/aiace.html"><strong>CINEMA SENZA BARRIERE</strong></a>, progetto a cura di AIACE - Eva Schwarzwald e Romano Fattorossi, insieme a <acronym title="Ente nazionale per la protezione e l'assistenza dei sordi">ENS</acronym>, <acronym title="Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti">UIC</acronym>, <acronym title="Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi Civili">ANMIC</acronym>, promosso dalla Provincia di Milano, Settore cultura, ha indagato i codici di natura non acustica che aiutano lo sviluppo dei sordi, presentando progetti significativi per eliminare l'emarginazione, per sostenere l'&quot;accettabilit&agrave; sociale&quot;, per interrompere il silenzio che ci separa da loro.</p><p><strong>L'evento ha avuto carattere di eccezionalit&agrave;</strong>, per la qualit&agrave; degli interventi e per l'interpretazione in lingua dei segni italiana e britannica, la traduzione bidirezionale in cuffia, la stenotipia in proiezione e i sottotitoli in italiano degli spezzoni filmici proiettati. [<strong>Nel seguito del post</strong>, la sintesi degli interventi e <strong>il video con LIS e sottotitoli della relazione di Paolo Quintili sul clavicembalo oculare</strong>.]</p>]]>
      <![CDATA[<p><strong>Sono stati posti alcuni interrogativi che rimangono aperti, in tutta la loro complessit&agrave;, anche per la riflessione multimediale sull'accessibilit&agrave; <em>dei contenuti</em> del Web</strong>, seguendo diversi percorsi: la scienza (cui allude la sinestesia del titolo), il linguaggio dei segni, la poesia, la televisione, la musica per i non udenti e forme espressive &quot;alternative&quot;.</p><p><strong>Un non udente pu&ograve; produrre musica o &quot;sentirla&quot;?</strong> Come si realizzano buoni programmi televisivi per adulti e bambini che contemplino la presenza di persone disabili? Come adattare le trasmissioni televisive alle necessit&agrave; dei non udenti? I TG nei vari Paesi rendono possibile l'accesso all'informazione anche a chi ha bisogno della lingua dei segni?</p><blockquote cite="http://www.mostrainvideo.com/aiace/aiaceseminari2007.html"><p>&quot;Parliamo dei sordi, di persone con una struttura cognitiva per tanto tempo considerata &quot;diversa&quot; e pertanto educati diversamente, ritenuti incapaci di provare interessi od esprimere capacit&agrave; creative pari ai normodotati. Spesso abituati ad uno scambio di relazioni limitato alla loro cerchia, protetti, con scarse occasioni di apertura all'arte e alla cultura, alla musica, raramente destinatari di progetti culturali che paiono escludere chi non pu&ograve; sentire, quali musica, teatro, danza, i non udenti sono invece attivi anche in quelle aree in cui viene coinvolto un sentire emotivo e corporeo, considerato di propriet&agrave; esclusiva dei &quot;normali&quot;. Compagnie di danza, musicisti, attori, artisti, raccontano storie diverse da quelle che ci immaginiamo, ci fanno capire quante barriere nel pensiero impediscano uno scambio e una comunicazione tra i due mondi.&quot; [Dalle note di sala]</p></blockquote><p>Ha aperto i lavori <strong>Emiliano Mereghetti</strong>, ricercatore linguistico della Storia dei sordi, docente di teoria e pratica LIS (Lingua dei segni italiana), responsabile del Centro ricerche per la storia, la cultura e la lingua dei sordi presso l'Ens di Mlano. Il suo intervento &egrave; stato una presentazione introduttiva alla LIS, davvero magistrale nell'essenzialit&agrave;, che partendo dal corretto scioglimento dell'acronimo: Lingua dei segni italiana (e non Lingua italiana dei segni), e accennando alle regole e ai quattro parametri formazionali, ne ha evidenziato la natura di lingua autonoma, ricca di sfumature e di possibilit&agrave; espressive e spaziali adatte alla creativit&agrave; poetica e teatrale. Contrariamente a quanto molti pensano, fermandosi alla superficie, la vastit&agrave; combinatoria dei segni con le 26 configurazioni delle mani, i 15 luoghi del loro movimento, i sei possibili orientamenti del palmo e i 32 tipi di movimento, la LIS consente una ricchezza comunicativa superiore alla lingua parlata.</p><p><strong>Paolo Quintili</strong>, ricercatore presso l'Universit&agrave; di Roma &quot;Tor Vergata&quot;, Dottore dell'Universit&agrave; di Paris 1 - Sorbonne, ha parlato della musica per i sordomuti e del progetto del &quot;clavicembalo oculare&quot; di Louis-Bertrand Castel (1688-1757).</p>
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<!-- THIS CODE VERY ELEGANT BUT UNFORTUNATELY NO CONNECTION WITH MSAA WITHOUT CLASSID - Purtroppo senza l'attributo classid l'accesso con screenreader su Internet Explorer viene inibito per assenza di esposizione alle MSAA - Per avere accesso con Firefox è necessario usare l'elemento deprecato EMBED, che su Webmultimediale, sito che rispetta gli standard Web, non può essere utilizzato. Pertanto l'accesso con screenreader è possibile - giocoforza - solo con Internet Explorer. Grazie ai vendor :)
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<p><strong>Riprese video e sottotitolazione a cura di Roberto Ellero</strong> | <a href="http://www.webmultimediale.org/trascrizione_quintili.htm"><strong>Trascrizione del parlato</strong></a> in formato testo.</p>

<p>[E' possibile ingrandire il filmato con la funzione di ingrandimento caratteri del browser. Richiede linea DSL. <br />Nel caso di connessione da rete aziendale, questa potrebbe inibire il collegamento al server di streaming e quindi impedire la visione.]</p>

<p>Grazie alla gentile autorizzazione di Quintili, propongo per intero il suo intervento, di grande interesse per l'analisi storiografica riguardo i tentativi di traduzioni sinestetiche dell'esperienza musicale, muovendo dal progetto settecentesco di un'<em>Ottica dei colori </em>del padre gesuita Castel, tanto ammirata dai <em>Philosophes</em>, tesa a dimostrare l'esattezza della teoria newtoniana del colore con una macchina musicale capace di riprodurre la scala cromatica del prisma in analogia con gli armonici naturali nei suoni. L'analogia voleva mostrare l'indipendenza di una <em>universale</em> sensibilit&agrave; dalle diverse modalit&agrave; sensoriali di percezione in cui si esplica: l'idea di un'assolutezza comunicabile in codici molteplici ha avuto fortuna. Quintili ha portato interessanti esempi di successive realizzazioni, fino all'organo oculare di Paquette, costruito nel 1993.</p><p><strong>Francesco Ferretti</strong>, docente di Filosofia del linguaggio presso l'Universit&agrave; di Roma Tre, ha parlato del <em>riconoscimento dell'altro</em> da due prospettive diverse, secondo l'attenzione alla variabilit&agrave; (l'enorme variet&agrave; delle lingue parlate, ad esempio) o alla comunanza &quot;noicentrica&quot; (empatia, posta a fondamento di tutte le lingue). Ha mostrato come l'empatia, intesa come <em>sentire l'altro sulla propria pelle</em>, abbia ripreso terreno nelle neuroscienze, in studi che mostrano un'idea di comunicazione dove le <em>emozioni condivise</em> hanno una priorit&agrave; logica e cronologica sugli scambi simbolici: la natura originaria della comunicazione gestuale diviene punto iniziale di elaborazione dei linguaggi, la cui variabilit&agrave; non conduce necessariamente a una pluralit&agrave; di pensieri - idea alla base anche della disputa fra &quot;oralisti&quot; (lettura labiale) e &quot;segnanti&quot;, fautori del codice segnico - ma ad una universale coessenzialit&agrave; di gesto e ri-conoscimento nella simulazione corporea. Questo, se si porta l'attenzione ai caratteri universali del linguaggio e si privilegia il primato del gesto sulla parola e il riconoscimento dell'altro su base emotivo-empatica. </p><p>Questo argomento ha trovato risonanze nell'intervento di <strong>Tommaso Russo</strong>, ricercatore in Filosofia del Linguaggio all'Universit&agrave; della Calabria, dedicato alla poesia in segni: il ritmo delle mani e la danza dei sensi. I canali visivo e acustico si basano su caratteristiche generali comuni nella facolt&agrave; di linguaggio dell'uomo: la lingua poetica rinnova il linguaggio perch&eacute; attinge a risorse universali nelle forme di comunicazione umana. In poesia la dimensione uditiva richiama aspetti visivi e tattili e viceversa &egrave; possibile il passaggio da vista a udito e da udito a gusto: la poesia segnata fa uso visivo di rima, versificazione, allitterazioni e metafore. Simmetrie e disegni corporei accomunano la poesia in segni con la danza ed il cinema.</p><p><strong>Dirksen Bauman</strong>, docente presso la Gallaudet University in Letteratura americana del linguaggio dei segni, ha illustrato la somiglianza fra il linguaggio dei segni e il linguaggio filmico, esemplificando con tecniche di editing e di uso della macchina da presa. I due linguaggi sono stati messi in dialogo da artisti non udenti, con esiti di grande coinvolgimento e forza evocativa. Chi &egrave; stato presente e ha assistito alla proiezione di due realizzazioni filmiche, credo che conserver&agrave; impresse nella memoria le immagini metaforico-simboliche di mani come radici e l'espressione di tutto lo spettro emozionale del colore rosso con modalit&agrave; gestuali di comunicazione. Arduo sarebbe provare a tradurre nel rigido bronzo delle parole su carta queste metafore visive, con altrettanta forza. Di grande interesse, grazie ai convincenti esempi di storyboard a confronto con successioni di segni-immagine, anche il parallelismo della sintassi segnica con la sintassi della comunicazione visiva del cinema.</p><p>Questo discorso &egrave; continuato in modo coerente con l'intervento di <strong>Sue Caro</strong> e <strong>Allan Johnston</strong>, curatori per la Bbc della linea editoriale della testata che si occupa del rispetto e della tutela degli utenti diversamente abili. Gli esempi, tratti dalla programmazione televisiva anglosassone, sono stati esemplari nel dimostrare che l'attenzione alle disabilit&agrave; potenzia per tutti il messaggio e il coinvolgimento nelle storie raccontate, sia nella fiction che nei programmi per i bambini. Sue Caro, responsabile di <em>See Hear</em>, il programma di riferimento della Bbc per la comunit&agrave; dei sordi, ha il merito di aver divulgato la cultura dei sordi ed il linguaggio dei segni in Inghilterra, e di avere sconfitto i pregiudizi relativi alla comunit&agrave; dei sordi. Allan Johnston &egrave; autore di programmi per bambini con difficolt&agrave; di linguaggio. In questo senso la Bbc &egrave; decisamente molti anni avanti rispetto alla programmazione italiana, purtroppo assai carente.</p><p>Difficilmente traducibile in parole l'intervento di <strong>Paul Whittaker</strong>, compositore e pianista sordo, fondatore e direttore artistico dell'associazione britannica <em>Music and the deaf</em>, nata nel 1988 per aiutare le persone sorde ad accedere alla musica e alle arti, attraverso workshop, progetti educativi, dibattiti e performance teatrali nel linguaggio dei segni, attivit&agrave; dopo scuola, corsi strumentali e la creazione di un'orchestra di giovani non udenti.</p><p>Non &egrave; possibile dare anche solo una idea lontana del suo intervento. Si &egrave; trattato di una esperienza commovente. Ha reso con la lingua dei segni e l'espressivit&agrave; del corpo, in modo simile a una danza mescolata con modalit&agrave; comunicative proprie della direzione di coro, un song melodico di cui non ricordo la vocalist. Bella la musica, ma forse - alla luce della suggestione che ha saputo trasmettere nel compiere l'atto taumaturgico di comunicare l'esperienza musicale a chi non sente - pi&ugrave; dolce la melodia non udita, per citare il noto verso dell'<em>Ode a un'urna greca</em> di John Keats, e per richiamare alla fine quel <em>mondo dietro il mondo</em> che si percepisce quando non si ascolta <em>la musica</em> mentre la si ascolta, o non si vede il <em>raffigurato</em> mentre si guarda un quadro, o si percepisce il <em>significato del significato</em> mentre si legge una poesia. </p><p>La natura asemantica della musica produce la sostanziale impossibilit&agrave; di esprimere in parole un'idea musicale, rimane per&ograve; il fatto che &quot;&egrave; un'idea, che si rivolge a noi attraverso il linguaggio che le &egrave; proprio, con una forza e una logica altrettanto grandi di quella propria delle parole&quot;. La citazione &egrave; tratta da un saggio di Macdonald Critchley, <em>Esperienze estatiche e sinestetiche durante la percezione musicale </em>(in <em>La musica e il cervello</em>, Piccin 1987), la cui bibliografia pu&ograve; interessare chi volesse approfondire le sinestesie sonogene, in particolare la facolt&agrave; dell'<em>audition color&eacute;e</em>. Se il linguaggio verbale pu&ograve; diventare inaccessibile dopo una lesione cerebrale, mentre pu&ograve; conservarsi integro il pensiero musicale, le traduzioni suono/colore come i fotismi possono essere - alla luce dell'indagine neurologica moderna - una porta di accesso alle esperienze estetiche attraverso i canali sostitutivi.</p><p>Il merito pi&ugrave; grande dell'evento &egrave; stato credo il continuo rimando a questo universale sfondo, oltrepassando le barriere dei sensi e dei codici, un'esperienza che mi ha confermato molto piacevolmente che la volont&agrave; di comunicare fra le persone &egrave; un bisogno profondo che trova risposta <em>soltanto se la comunicazione suscita emozione</em>, se non &egrave; solamente funzione di meccanismi preordinati a uno scopo. </p><p>Questo &egrave; anche l'aspetto potenzialmente pi&ugrave; interessante (o il solo veramente interessante, sebbene pochissimo indagato) dell'accessibilit&agrave; del Web, oltre la pur necessaria accessibilit&agrave; tecnica. </p>]]>
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   <title>Aggiornamento del flash player di Webmultimediale</title>
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   <id>tag:www.webmultimediale.org,2007:/videoblog//3.22</id>
   
   <published>2007-03-08T19:22:26Z</published>
   <updated>2007-05-15T15:10:15Z</updated>
   
   <summary>Oggi diventa pubblica la nuova versione del player Flash di Webmultimediale, opera di Alessio Cartocci. La versione precedente del player di Alessio è online dalla pubblicazione di questo sito, quindi dal primo gennaio 2007, e ha già avuto notevole successo...</summary>
   <author>
      <name>Roberto Ellero</name>
      <uri>http://www.robertoellero.it</uri>
   </author>
   
      <category term="Tecnologie" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
   
   <category term="48" label="Flash player" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   <category term="50" label="SMIL" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   <category term="51" label="sottotitoli" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   
   <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.webmultimediale.org/videoblog/">
      <![CDATA[<p>Oggi diventa pubblica la <strong>nuova versione del player Flash di Webmultimediale</strong>, opera di Alessio Cartocci. <img class="fleft" src="http://www.webmultimediale.org/images/player1f.jpg" alt="il player di Alessio, prima versione gennaio 2007" /> La versione precedente del player di Alessio è online dalla pubblicazione di questo sito, quindi dal primo gennaio 2007, e ha già avuto notevole successo essendo sostanzialmente una <strong>soluzione perfetta per la sottotitolazione nell'uso del formato Flash Video</strong> (FLV, che presenta il vantaggio di essere utilizzabile su qualsiasi piattaforma e browser).<br />
Consentiva di attivare/disattivare i sottotitoli, di usare come file di sottotitolazione un file SAMI (il formato di Windows Media player), di effettuare streming e pseudostreaming.<br />
E' stato segnalato nella lista pubblica del <strong>W3C WCAG Working Group</strong>, con illustrazione delle specifiche:<br />
<a href="http://lists.w3.org/Archives/Public/w3c-wai-gl/2007JanMar/0011.html">http://lists.w3.org/Archives/Public/w3c-wai-gl/2007JanMar/0011.html</a><br />
<a href="http://lists.w3.org/Archives/Public/w3c-wai-gl/2007JanMar/0016.html">http://lists.w3.org/Archives/Public/w3c-wai-gl/2007JanMar/0016.html</a><br />
e reso noto da Alessio Cartocci all'interno di un mio articolo sull'accessibilità del multimedia nel numero di marzo di <strong>Internet Magazine</strong>.</p>

<p>Oggi (fatalità proprio lo stesso giorno dell'uscita di qualcosa di analogo - ma con meno funzionalità e come estensione per Adobe Flash - nel sito dell'NCAM) ho il piacere di presentare una versione pressoché definitiva <strong>che consente di utilizzare qualsiasi formato Web per la sottotitolazione: <br />
SAMI, QuickTime txt, Real rt, W3C SMIL, W3C DFXP</strong>, <br />
nella pubblicazione di Flash Video (FLV) sia in streaming che in pseudostreaming.<br />Si tratta di un oggetto di programmazione attualmente unico a livello mondiale. Abbiamo avuto conferma via email da tecnici dell'NCAM (il principale organismo statunitense per l'accessibilità degli audiovisivi su Web) che il player di Webmultimediale è il primo e attualmente l'unico a supportare SMIL su Flash Video per la sincronizzazione (il componente flvplayback lo supporta solamente per il multibitrate, inoltre il player di Webmultimediale non utilizza questo componente).<br />E' controllabile pienamente da tastiera, anche negli spostamenti del cursore temporale (utilizzando i tasti freccia).<br />
<strong>Il player consente inoltre la sottotitolazione multilingua senza limitazioni. Utilizzando SMIL è possibile collegare file audio per l'audiodescrizione, anche multilingue</strong>. <br /><a href="http://www.webmultimediale.org/barbara/2007/03/in_my_language.html">Un esempio di sottotitolazione multilingue</a> (testo in italiano, tedesco, francese e romancio), gestito con SMIL. <br /><a href="http://www.webmultimediale.org/esempio_multiaudiodescrizione/esempio.htm">Un esempio, gestito con SMIL, di <strong>audiodescrizione</strong> e sottotitolazione multilingue</a> (testo e audio in italiano e tedesco), con versione in pseudostreaming e versione in streaming rtmp.<br />

Da oggi tutti i filmati presenti su Webmultimediale utilizzano il player multilingue (testo e audio) di Alessio.<br />

<img class="fright" src="http://www.webmultimediale.org/images/multiplayer.jpg" alt="il player di Alessio, seconda versione marzo 2007: Flash supporta SMIL" /></p>
<p><strong>Aggiornamento del 2 maggio 2007:</strong> il Player - primo esempio a livello mondiale - supporta l'<strong>interpretazione in Lingua dei segni</strong> attraverso un flusso video secondario sincronizzato, con <acronym lang="en" title="Synchronized Multimedia Integration Language">SMIL</acronym> 1.0 nel formato Flash Video, visualizzato in una finestra interna draggabile (<a href="http://www.w3.org/TR/WCAG20/"><acronym lang="en" title="Web Content Accessibility Guidelines">WCAG</acronym> 2.0</a>, <span lang="en"><a href="http://www.webmultimediale.org/cms/index.php?module=pagemaster&amp;PAGE_user_op=view_page&amp;PAGE_id=156">Level 3 Success Criterion 1.2.5</a> for Guideline 1.2</span>).<br />
<a href="http://www.webmultimediale.org/SC_1.2.5/" title="prova le caratteristiche accessibili del Flash Player"><strong>Un esempio vale più di mille parole</strong></a>.<br />
Ha ottenuto <a href="http://lists.w3.org/Archives/Public/w3c-wai-gl/2007AprJun/0082.html">ottima accoglienza da parte di adobe.com</a> nella mailinglist del gruppo di lavoro del <acronym>W3C</acronym> che sta scrivendo le <acronym lang="en" title="Web Content Accessibility Guidelines">WCAG</acronym> 2.0.
</p>

<p>Per ulteriori informazioni su questo player scrivi a <a href="mailto:alessio@terrafertile.com">Alessio Cartocci</a>.
E' disponibile su Webmultimediale <a href="http://www.webmultimediale.org/cms/index.php?module=pagemaster&amp;PAGE_user_op=view_page&amp;PAGE_id=150">un tutorial con tutti i dettagli costruttivi</a>.</p>]]>
      
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   <title>Il quinto senso</title>
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   <published>2007-03-08T11:05:05Z</published>
   <updated>2007-05-05T12:33:01Z</updated>
   
   <summary>Nel febbraio dello scorso anno si è svolto al Cinema senza barriere di Milano un convegno dedicato alle percezioni sensoriali fra arte e visioni: Il quinto senso. Il progetto Cinema senza barriere, allo Spazio Oberdan di Milano, www.mostrainvideo.com offre una...</summary>
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      <name>Roberto Ellero</name>
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      <category term="Resoconti e incontri" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
   
   <category term="46" label="cinema" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   <category term="45" label="percezioni sensoriali" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   
   <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.webmultimediale.org/videoblog/">
      <![CDATA[<p>Nel febbraio dello scorso anno si è svolto al <strong>Cinema senza barriere </strong>di Milano un convegno dedicato alle percezioni sensoriali fra arte e visioni: <em>Il quinto senso</em>. <br />Il progetto Cinema senza barriere, allo Spazio Oberdan di Milano, <a href="http://www.mostrainvideo.com/index.html/">www.mostrainvideo.com</a>
offre una <a href="http://www.mostrainvideo.com/aiace/aiace.html">programmazione cinematografica</a> pensata per chi è diversamente abile, e in particolare per i non vedenti e le persone con deficit uditivi (film audiocommentati per non vedenti e sottotitolati per non udenti). </p>
<p>La domanda sottesa all'evento era: "Se un non vedente improvvisamente riacquistasse la vista, sarebbe in grado di riconoscere un oggetto, in precedenza conosciuto solo attraverso il tatto?"<br />
<a href="http://sintesi.provincia.milano.it/portalemilano/pdf/Seminario18Febbraio.pdf">Gli studiosi che hanno partecipato (file PDF, 400 KB)</a> hanno portato diversi punti di vista, supportati dalle esperienze pratiche di artisti che non hanno voluto considerare la loro disabilità una "tragedia", ma un punto di partenza per scoprire metodiche differenti dal solito per fare arte.<br />
Sono stati proiettati alcuni cortometraggi, che hanno trasmesso modalità percettive e mondi emotivi di grande forza evocativa.<br />
Ho effettuato le riprese di un interessante intervento.</p>]]>
      <![CDATA[<p>Nel corso dell'evento vi è stata la dimostrazione dal vivo di Esref Armagan, gentilmente accompagnato dalle spiegazioni di Joan Eroncel. <br />Come si legge nel programma dell'evento, "Esref Armagan è nato nel 1953 in un sobborgo di Istanbul, da una famiglia modesta, ed è non vedente dalla nascita. Pur non avendo mai ricevuto un'istruzione formale, spesso seguiva le lezioni a scuola con i bambini del suo quartiere. Ha iniziato a dipingere per passatempo e perché voleva capire se era possibile esprimere, attraverso la pittura, le sensazioni che provava. L'artista ha quindi cominciato a porsi delle domande e ha creato gradualmente tutto un repertorio di immagini; mentre le realizzava, si chiedeva di che colore fossero, o potessero essere, alcuni oggetti. Concetti quali la prospettiva, le ombre, il movimento, l'uso del colore, il senso dell'umorismo, l'equilibrio sono andati evolvendosi man mano che l'artista, facendo leva sul suo intuito, capiva cosa doveva mostrare ai vendenti per dare un senso alle sue immagini."<br />

<strong>Esref Armagan ha eseguito degli schizzi su un cavalletto </strong>e mostrato come dipinge con la mano destra e cosa fa con la mano sinistra, come misura le distanze, ecc.<br /> Nell'impossibilità di usare il colore di fronte a una platea, l'artista ha descritto il processo e i metodi da lui ideati per l'utilizzo del colore. Joan Eroncel ha tradotto le domande che gli sono state rivolte. </p>
<p>Ho effettuato le riprese, con la gentile autorizzazione dei <a href="http://www.mostrainvideo.com">curatori dell'evento</a>; nella sottotitolazione vi è la traduzione in italiano dei commenti di Joan Eroncel.</p>

<div id="mmobj"><!-- THIS CODE VERY ELEGANT BUT UNFORTUNATELY NO CONNECTION WITH MSAA WITHOUT CLASSID - Purtroppo senza l'attributo classid l'accesso con screenreader su Internet Explorer viene inibito per assenza di esposizione alle MSAA - Per avere accesso con Firefox è necessario usare l'elemento deprecato EMBED, che su Webmultimediale, sito che rispetta gli standard Web, non può essere utilizzato. Pertanto l'accesso con screenreader è possibile - giocoforza - solo con Internet Explorer. Grazie ai vendor :)
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			<p>Flash Needed. You may download Adobe Flash Player to view all the content on this site, or read the transcripts. Per visualizzare il filmato serve il plugin Flash, disponibile per tutti i sistemi operativi e per tutti i browser. <a href="http://www.adobe.com/shockwave/download/index.cgi?P1_Prod_Version=ShockwaveFlash">Scaricalo (basta un minuto)</a> oppure leggi la trascrizione del filmato.</p>
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			<!-- <![endif]-->			
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	</div>
<p><a href="http://www.webmultimediale.org/player_alessio_rtmp/trascrizione_armagan.txt">Trascrizione</a>.</p>
<p>Nel 1997, Joan Eroncel lesse un articolo del Prof. John Kennedy, pubblicato sulla rivista Scientific American, nel quale si analizzavano le tecniche pittoriche degli artisti non vedenti e capì che Esref era già molto al di là di quello di cui parlava il Prof. Kennedy. I due sono riusciti a incontrarsi di persona soltanto nel 2004. Questo seminario ha rappresentato una seconda opportunità di incontro, e il Prof. John Kennedy ha confrontato nel suo intervento la visione prospettica nel vedente Brunelleschi nel Rinascimento e nel non vedente Esref Armagan nel 2006.</p>

<p>Riporto la sintesi del programma di sala: "Il principio della convergenza in uno spazio tridimensionale, la cui scoperta risale all'epoca del Rinascimento fiorentino, può essere riprodotto nelle opere di un artista affetto da cecità congenita? Esref, un artista non vedente dalla nascita, è stato invitato a disegnare vari soggetti, fra cui il piano di un tavolo, con tre cubi, le cui dimensioni diventano più piccole verso la parte sinistra per chi osserva. Ha utilizzato delle linee convergenti per mostrare la parte superiore dei cubi che diminuiscono in profondità. Ha dato ai cubi sulla sinistra dimensioni più piccole rispetto al cubo posto di fronte all'osservatore. Ha disegnato le facce dei cubi a sinistra utilizzando linee inclinate, rivolgendo verso il basso la parte anteriore del cubo che vediamo di fronte. Il risultato si avvicina alla prospettiva tridimensionale. Possiamo osservare che la convergenza degli oggetti dal punto di vista di chi li tocca corrisponde a quella di chi li guarda. <br />

Nel 2006, con il tatto, possiamo utilizzare le scoperte fatte da Brunelleschi sulla percezione. Il concetto di prospettiva elaborato nel Rinascimento fiorentino è importante in pittura non soltanto per i vedenti ma anche per i non vedenti."</p>
<p>Il prossimo 17 marzo si terrà allo Spazio Oberdan di Milano <a href="http://www.provincia.mi.it/cultura/manifestazioni/oberdan/cinema_barriere/Convegno">il convegno <em>Ti sento con gli occhi, ti parlo con le mani - viaggio nel paese dei sordi tra poesia, musica ed arti visive</em></a> <br />

Un non udente può produrre musica o "sentirla"? Come si realizzano buoni programmi televisivi per adulti e bambini che contemplino la presenza di persone disabili? Come adattare le trasmissioni televisive alle necessità dei non udenti? I TG nei vari Paesi rendono possibile l'accesso all'informazione anche a chi ha bisogno della lingua dei segni? A queste e ad altre domande cercheranno di rispondere i numerosi relatori italiani e stranieri del convegno, proponendo attraverso filmati e relazioni un interessante viaggio nel paese dei sordi tra poesia, musica ed espressioni artistiche. </p>]]>
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   <title>Lobodilattice a CASOdark</title>
   <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.webmultimediale.org/videoblog/2007/01/lobodilattice_a_casodark.html" />
   <id>tag:www.webmultimediale.org,2007:/videoblog//3.15</id>
   
   <published>2007-01-26T15:29:27Z</published>
   <updated>2007-05-05T12:37:32Z</updated>
   
   <summary>CASOart è un collettivo d&apos;arte e scienza e si adopera nella ricerca di una coscienza europea. Si connota per essere un gruppo informale che si rinnova ogni anno e che si mette a disposizione di ogni espressione creativa contemporanea: pittura,...</summary>
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      <name>Roberto Ellero</name>
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   </author>
   
      <category term="Videoart" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
   
   <category term="26" label="CASOart" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   <category term="24" label="Videoart" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   
   <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://www.webmultimediale.org/videoblog/">
      <![CDATA[<p><a href="http://www.casoart.com"><strong>CASOart</strong></a> è un collettivo d'arte e scienza e si adopera nella ricerca di una coscienza europea. Si connota per essere un gruppo informale che si rinnova ogni anno e che si mette a disposizione di ogni espressione creativa contemporanea: pittura, fotografia, scrittura, videoart, musica, documentari scientifici, ricerca di una espressione multimediale e accessibile.<br />
Con Webmultimediale, CASO videointervista <a href="http://www.lobodilattice.com"><strong>Lobodilattice</strong></a>, movimento culturale indipendente, durante il microevento CASOdark...</p>]]>
      <![CDATA[<p><strong>CASO</strong> è l'associazione che si è costituita per sostenere le iniziative di CASOart e concretizzare i progetti che vengono proposti.<br />
L'obiettivo è quello di dare la possibilità ai ricercatori artistici e scientifici di disporre del proprio estro e talento anche per il piacere della condivisione, della crescita e della ricerca, senza per altro essere vincolati dal collettivo stesso.<br />
In particolare la <em>Video art </em>è stimolante per la stretta interazione tra arte e scienza, legata ad una ricerca contemporanea di creatività attraverso i mezzi tecnologici e i software più all'avanguardia. <br />La Video art in questa intervista testimonia il confronto e lo scambio negli incontri fra i collettivi CASOart e altre realtà underground con simili obiettivi; la conoscenza e la condivisione di progetti a medio e lungo termine sono azioni culturali e opportunità per consolidare rapporti fertili.</p>

<p>Degna testimonianza ne è la partecipazione al microevento CASOdark di <strong>Lobodilattice</strong>, movimento culturale indipendente che si occupa di Arte Visuale, Letteratura, Teatro, Sperimentazione e Contaminazione di generi. <br />

Lo stesso microevento è stato caratterizzato dalla provocazione del lavoro di <strong>Nicolas Vavassori</strong>, capace di stupire ed emozionare attraverso sculture che nascono dalla reinterpretazione di materiali di scarto. Le sue opere nascono dal recupero di materiali scartati perché ritenuti inutili. Vavassori dà nuova vita e nuova forma. Nasce così un "Gatto a coltelli" (apre le prime immagini dell'intervista a Lobodilattice), vecchi televisori degli anni '50 si trasformano in lampade, forchette e cucchiai sono ora candelabri e bracciali. </p>

<p><strong>Vivì Bertin, presidente CASO, intervista Marco Lamanna e Andrea Bovo, visual artist Lobodilattice.</strong> Il testo e la trascrizione dell'intervista sono a cura di