il tempo scorre fra le dita. Tra il pollice e l'indice scorre la sabbia che si accumula al fondo della pagina. La mano rappresenta una delle mudra più usate nel prânâyâma yoga (Jnana Mudra). Questo gesto accompagna anche la meditazione.

Web Senza Barriere 2008 - Roberto Ellero, seminario Accessibilità e qualità dei contenuti multimediali, trascrizione del video

Sei capitato qui da un motore di ricerca? Puoi fruire del video del seminario di Roberto Ellero.

Università di Roma2 Tor Vergata, 7 maggio 2008

Riprese video, montaggio, sottotitolazione e adattamento al Web a cura di Roberto Ellero www.webmultimediale.org

Webmultimediale.org - Tutti i diritti riservati - roberto@webmultimediale.org

Le slide del seminario sono disponibili al seguente indirizzo:
http://www.webmultimediale.org/web-senza-barriere

All'interno della trascrizione ogni riferimento alle singole slide è collegato alla relativa slide online.


Roberto Ellero: Buongiorno a tutti, cominciamo in orario...
Oggi parlerò come sapete di accessibilità dei video, ma ne parlerò cercando di mettere in relazione gli aspetti tecnici, che sono necessari per il funzionamento... mi sentite poco? Provate ad avvicinarvi, in quest'aula purtroppo non c'è l'audio. [Per questo motivo l'audio è poco chiaro, è possibile però seguire grazie ai sottotitoli.]
Bene, stavo dicendo che oggi parlerò di accessibilità degli audiovisivi, per le persone con limitazioni della vista e dell'udito, anche per i disabili motori, dal versante tecnologico ma anche dal versante dei contenuti.
[slide 2] Questi sono alcuni temi che intrecciano questi due aspetti. Il fatto, ad esempio, che l'attenzione ai canali alternativi migliora la qualità per tutti gli utenti: l'esperienza multimediale migliora se l'audiovisivo viene progettato con l'accessibilità in mente.
Un altro aspetto è che lavorando ed approfondendo i vari aspetti dei codici visivo e linguistico (studio dei rapporti fra i canali visivo e linguistico, le traduzioni da un canale all'altro) è possibile recepire dei contenuti che provengono da altri mezzi. Questo perché l'analisi più approfondita dei contenuti rende possibile - conoscendo il mezzo televisivo, il mezzo cinematografico, la fruizione teatrale e conoscendo bene lo strumento Internet -, lavorando sulla traccia audio, sul video e sulla testualità che sta dietro il video, rende possibile adattare al Web gli audiovisivi in modo da consentire una loro fruizione adeguata attraverso il monitor del proprio Pc.
E su questo rinforzo fra codici diversi si fonda la potenza comunicativa degli audiovisivi: perché ogni video parte sempre da un testo, da una storyboard, da una sceneggiatura e al testo ritorna (quando si legge un libro si generano delle immagini nella mente, in successione, che rappresentano una sorta di audiovisivo, e il percorso inverso - dall'audiovisivo al testo - rappresenta l'audiodescrizione, che è uno degli aspetti dall'accessibilità dei video per quanto riguarda le persone non vedenti.
[slide 3] Faccio un po' di premesse sui motivi per cui ci dobbiamo occupare di accessibilità dei video. Il fatto è che la discriminazione nell'accesso ai video su Web è una esclusione non soltanto dalle fonti informative ma anche dalla vita sociale. Dico solo ora, ho dimenticato di dirlo all'inizio, che queste slide sono molto ricche di testo perché saranno fruibili da voi autonomamente anche senza di me, in un secondo momento, e poi perché se fossero qui presenti delle persone sorde - visto che non c'è purtroppo un servizio di interpretariato in lingua dei segni - sarebbe possibile per le persone sorde seguire entro certi limiti quello che sto dicendo.
Questa discriminazione dalla vita sociale viene dal fatto che con la diffusione delle connessioni veloci la fruizione di audiovisivi è aumentata in Italia come nel resto del mondo, e quindi l'audiovisivo è diventato una parte molto importante della fruizione Web. Poi, con gli strumenti del cosiddetto Web 2.0 si è affermata una condivisione sociale: i video possono essere commentati, condivisi nei blog, e quindi portano con sé una serie di comportamenti sociali, di scambio di informazioni audiovisive, che purtroppo attualmente per la gran parte escludono le persone non vedenti e non udenti da questa esperienza sociale.
[slide 4] Esiste un documento della Commissione europea, che è stato presentato nel marzo del 2007, con un titolo diverso rispetto al documento precedente (è in corso di modificazione da molti anni, ma è arrivato a un testo consolidato): non più "Televisione senza frontiere", ma "Audiovisivi senza frontiere", togliendo quindi la limitazione ad un solo mezzo audiovisivo, per audiovisivo si intende oggi uno strumento di comunicazione veicolato da più mezzi di comunicazione audiovisiva. In questo documento c'è un punto che riguarda l'accessibilità: "Il diritto delle persone con disabilità e delle persone anziane di partecipare, di essere integrate nella vita sociale e culturale della comunità, è inestricabilmente connesso alla fornitura di servizi audiovisivi accessibili. E questa accessibilità include (senza che sia limitata a questi aspetti) la lingua dei segni, la sottotitolazione, l'audiodescrizione e una navigabilità facile.
Questo per estendere l'aspetto normativo, oltre la legge Stanca, che comunque comprende questi aspetti all'interno del requisito 18 del decreto attuativo della legge, che indica di corredare i video di sottotitoli e di audiodescrizione. Ma non fa riferimento espresso alla lingua dei segni, può essere che una futura revisione dei requisiti questo aspetto venga poi considerato. Poi parlerò a lungo dell'importanza della lingua dei segni, forse è anzi l'aspetto di cui oggi parlerò di più.
[slide 5] Vediamo cosa c'è attualmente nel panorama dei servizi accessibili per il video share, cosa c'è a disposizione degli autori. Non so se avete notato che Google Video da alcuni mesi consente con grande facilità di sottotitolare i video... qualcuno di voi se ne è accorto? Posso farvi vedere un esempio di come Google indicizzi il testo inserito per la sottotitolazione. Possiamo fare una veloce dimostrazione. I video con i sottotitoli si riconoscono in Google Video attraverso questa icona CC, che sta per "closed captioning" (sottotitolatura chiusa: attivabile e disattivabile). Questa icona lo consente ... devo ingrandire la finestra ... ho inserito i sottotitoli in italiano all'interno del video e poi su Google Video ho aggiunto i sottotitoli in inglese. E' possibile attualmente con questa tecnologia di Google sottotitolare in più lingue e di avere con questa tendina la possibilità di avere le varie lingue a disposizione e di fare lo switch da una lingua all'altra.
La sottotitolazione in inglese è ora chiusa perché è disattivabile, questo è importante perché può essere di fastidio per gli ipovedenti.
Se adesso scrivo nella casella di ricerca una frase copiata da un sottotitolo, così com'è, tra virgolette, e facciamo una ricerca, otteniamo un solo risultato che è il mio video. Come vedete, in questo modo il mio video è ben indicizzato e con i sottotitoli ottengo maggiore visibilità. Questo è uno dei vantaggi pratici della sottotitolazione.
Queste alternative, sottotitoli, audiodescrizione e trascrizione, sono molto facili da realizzare, con qualsiasi formato multimediale. Vedremo alcuni esempi.
Per quanto riguarda l'informazione, va detto che a differenza dell'informazione multimediale italiana come su Repubblica online o sul Corriere, all'estero il video non viene considerato un elemento separato dal resto dell'informazione: non si verifica mai che ci sia un video ma sé stante (come avviene ad esempio su multimedia.repubblica.it). La potenza del Web rispetto alla televisione viene dall'integrazione dell'audiovisivo con testi e immagini. E questo è un arricchimento. Nei siti di informazione globale c'è sempre un video con accanto la trascrizione o un riassunto del video. Non c'è mai il solo video con un semplice titolo. E come vedete accanto al video abbiamo un articolo con dei contenuti analoghi al contenuto audiovisivo. C'è un articolo video con un articolo testuale. Questo è Reuters, la stessa cosa avviene su Mediascrape.
YouTube è molto usato dalla comunità dei sordi per caricare filmati in lingua dei segni. Si trovano anche molte poesie in lingua dei segni, che è una lingua che consente - essendo una lingua visiva - una grande espressività attraverso il corpo e di sperimentare nuove forme di poesia e di spettacoli teatrali. Se cercate poesia in lingua dei segni trovate molti esempi interessanti.
Esiste poi il servizio di dotsub.com, che consente facilmente di caricare dei video e di sottotitolarli. E' molto utilizzato perché consente la sottotitolazione multilingue. E' un esempio di collaborazione in comunità: c'è una collaborazione fra sottotitolatori che gratuitamente aggiunge i sottotitoli. E' semplice caricare i video e aggiungere i sottotitoli in molte lingue, si tratta di un interessante esempio di come il Video Share può essere vissuto ed espresso in forma accessibile.
Vediamo ora un altro esempio di Video Share accessibile, italiano, che è la piattaforma www.webmultimediale.it italiana e soprattutto si caratterizza, a differenza di quelle che abbiamo visto, per il fatto che utilizza gli standard di sottotitolazione per il Web. Utilizza DFXP, gli standard commerciali di Real, Apple e Windows che poi vedremo. Si può aggiungere la sottotitolazione ai video che vengono caricati, in modo molto semplice, c'è anche una guida molto chiara che insegna come si fa, e si impara a sottotitolare rispettando le specifiche del W3C dedicate ai sottotitoli come DFXP, e quindi a fare i sottotitoli in un formato basato su XML. In questo modo il risultato finale è questo che vedete, la sottotitolazione è in formato chiuso, quindi è possibile attivarli e disattivarli, ed è possibile passare all'inglese e al francese, in questo caso, perché sono stati prodotti i file con le diverse lingue.
Ora non mi soffermo a mostrare la procedura, però chi sa usare YouTube saprà sicuramente usare anche questa piattaforma, infatti le caratteristiche e le modalità per il caricamento sono le stesse, però in più c'è questa possibilità di conoscere quali sono i formati standard di sottotitolazione per il Web, e anche di provarli e di vedere come funzionano.
In più rispetto a Google Video e all'altro sistema ho anche la trascrizione. L'autore del video, oltre a caricare i sottotitoli, può aggiungere una trascrizione che viene visualizzata... in questo caso non è stata inserita, però in altri casi l'autore ha aggiunto la trascrizione, che è molto importante per sapere velocemente quali siano i contenuti del video senza doverlo vedere. Si tratta di un aspetto di accessibilità pratica che semplifica la vita all'utente.
Passiamo ora da questo aspetto tecnico all'aspetto che riguarda le riflessioni sui contenuti e sui linguaggi che vengono veicolati dalla multimedialità. Ho inserito nella slide 6 una citazione di Graziella Tonfoni, ricercatrice in linguistica che si occupa proprio di multimedialità.
Graziella Tonfoni: "Le modalità di trasmissione di un unico messaggio possono essere varie e assai diverse fra loro.
Il linguaggio è un modo di rappresentare le conoscenze all'interno di un campo più vasto di possibilità.
Anche nel momento in cui si decide di limitare l'orizzonte al testo linguistico, è assolutamente indispensabile mantenere vivo questo senso del possibile e inconcluso, perché di fatto il testo linguistico può essere costruito in molti modi diversi e su più dimensioni."
Vi farò poi vedere degli esempi di traduzione della musica in lingua dei segni, e quindi di come rappresentare in forma visiva un'esperienza uditiva. Ogni mondo generato da un testo, che può essere un testo fatto di parole, oppure di immagini o di suoni, può essere convertito o tradotto da un canale all'altro. Ed è questa traduzione da un canale all'altro, quindi fare vedere con l'udito e far sentire con la vista, questo lavoro che si fa con l'accessibilità dei video consente di abituarsi a passare da un codice all'altro e quindi conoscere le caratteristiche principali di ogni linguaggio. In questo modo, con l'accessibilità, si approfondisce anche la sensibilità per i contenuti e il linguaggio audiovisivi, e si migliora anche la propria capacità di progettare un audiovisivo.
Oggi si assiste all'interesse crescente di integrare la dimensione ipertestuale quindi il solo testo, di cui è fatto in gran parte ancora il Web, con immagini e suoni, per restituire al virtuale la profondità dell'esperienza analogica. Il video sul Web introduce l'aspetto temporale che in precedenza non c'era nel Web. Prima l'unico aspetto temporale era solo il percorso del navigatore attraverso una base di dati che poteva anche essere casuale, e dipendere da clic fatti a caso. Invece l'audiovisivo, salvo i casi della videoarte, deve avere un capo e una coda, deve avere una narratività, una logica. L'elemento narrativo, portato dalla dimensione temporale, è qualcosa che entra nel Web portando l'esperienza della vita reale.
Il problema è che ancora oggi, essendo il Web uno strumento nuovo, si ha una tendenza a far prevalere gli aspetti tecnici e a dare meno importanza ai contenuti. Si assiste pertanto al caricamento di milioni di video di scarsissimo interesse per i contenuti, e li si carica soltanto perché è simpatico, bello e divertente caricarli nelle piattaforme di condivisione. Da qui la necessità di stabilire un collegamento fra l'autoreferenzialità che contraddistingue il mezzo, della tecnica per la tecnica, con la tendenza a integrare la dimensione strettamente verbale con i contenuti multimediali, recuperando la freccia del tempo all'interno del Web. La riflessione sul rapporto fra tecnologia e contenuti è importante perché fa capire che l'audiovisivo per il Web non può essere uguale all'audiovisivo pensato, progettato per la televisione oppure per il cinema. Il Web ha caratteristiche di fruizione diverse rispetto a quelle dei media tradizionali: il Web si fruisce da soli di fronte a un monitor, in modo frenetico, e questo comporta una diversa organizzazione dei contenuti.
[slide 9] In sintesi le differenze sono la fruizione veloce e solitaria, diversa quindi da quella televisiva e cinematografica; poi il Web consente di integrare il video con testi e immagini (vedremo degli esempi); infine la grandezza dell'area video, che è l'aspetto un po' deludente dell'esperienza video su Web. E' infatti molto ridotta, e se la ingrandisco la qualità diviene insufficiente. Dobbiamo compensare questo limite con l'aggiunta di testo e di immagini. Per questo motivo, trasferire un format televisivo così com'è su Web è un'operazione discutibile, che non porta grossi vantaggi.
[slide 10: Radianza Web-centrifuga] Intendere invece il Web nel suo carattere "radiante" significa intenderlo come strumento capace di recepire contenuti provenienti dai media audiovisivi tradizionali e di irradiarli in forma diversa, in modo da attirare l'attenzione del fruitore Web e di spingerlo a voler fare esperienza di quell'audiovisivo nel medium originale. Questo è il grande valore didattico del Web, che secondo me dovrebbe essere sviluppato: cercare di rendere sinteticamente il contenuto di un messaggio audiovisivo ad esempio di tipo televisivo, di adattarlo al Web per catturare l'attenzione dell'utente e di invogliarlo a ricorrere alla sede originaria della comunicazione audiovisiva per conoscere interamente il testo originario.
[slide 11] Tornando agli aspetti pratici dell'accessibilità, quello che già avviene nei teatri, al cinema e alla televisione: la sottotitolazione e l'audiodescrizione, si può fare anche sul Web. Per quanto riguarda il teatro, vi faccio un paio di esempi: si parla di sovratitolazione nei teatri di prosa e anche per gli spettacoli lirici, ed è un servizio che molti teatri fanno in Italia. Per l'audiodescrizione segnalo il teatro lirico di Messina, che ha iniziato una sperimentazione. Per quanto riguarda il cinema già alcune sale a Milano, Roma, Torino... l'iniziatore è stato il cinema Oberdan di Milano, hanno una programmazione con film sottotitolati e audiodescritti per i non vedenti. Alla televisione è noto che vi è la pagina 777 di Televideo per la sottotitolazione, e alcuni programmi vengono trasmessi alla radio con l'aggiunta di una voce narrante che spiega quello che avviene sulla scena per i non vedenti.
Queste cose si possono fare anche sul Web. La sottotitolazione l'abbiamo già vista in alcuni esempi. L'audiodescrizione è una traccia audio aggiuntiva che spiega quanto avviene a video di visuale, non quindi di dialogico, poi c'è l'interpretazione in lingua dei segni che è molto importante e infine la trascrizione del parlato.
[slide 12] Dobbiamo considerare questi aspetti per realizzare le alternative: ci sarà bisogno di scrivere i testi per le audiodescrizioni, ovvero dovremo porci di fronte al video per raccontarlo a chi non vede. Dovrò descrivere ogni scena come si fa per i testi alternativi per le immagini. I video sono immagini in movimento: ciascuna scena, ciascuna ambientazione, i movimenti di scena, l'apertura di una porta ecc.. Tutto quello che una persona che non vede non può percepire dovrà essere scritto e successivamente trasformato attraverso una voce professionale in un file audio che viene aggiunto al filmato. Dovrò fare poi la transcodifica dal codice visuale al linguistico, dovrò semplificare i sottotitoli (che non sempre possono essere infatti uguali al parlato, che può essere troppo fitto o veloce, e dovrò semplificare il parlato per renderlo comunque fruibile in lettura, nel tempo consentito dallo svolgersi del video). Poi dovrò integrare la LIS (Lingua dei segni italiana), adesso vediamo degli esempi di come si inserisce la lingua dei segni all'interno del video. Vedremo anche un esempio per la sottotitolazione in diretta. Finora ho parlato di componenti multimediali preregistrati, ovvero i video che sono disponibili on demand in qualsiasi momento, ma è possibile anche fare la sottotitolazione di un evento live. Pensate a come stamattina è stato mandato in streaming il video del convegno in diretta, esistono delle tecnologie per sottotitolare questo tipo di trasmissioni.
Vediamo in dettaglio allora le alternative.
[slide 13] La trascrizione può essere completa di tutti gli aspetti: potremmo avere la trascrizione del parlato con anche gli aspetti visuali, che compongono l'audiodescrizione, in un unico file, che quindi contiene in forma testuale la grande parte dei contenuti dell'audiovisivo. Si tratta dell'alternativa testuale integrale per il multimedia, con le interazioni. E' questa una formula, una definizione di trascrizione lunga che deriva dalle WCAG, linee guida internazionali per l'accessibilità versione 2.0, che come forse sapete sono attualmente nella fase di "candidate recommendation" e quindi fra non molto diventeranno la versione vigente delle WCAG.
I sottotitoli sono il testo presentato in modo sincronizzato con l'audiovisivo, per fornire il parlato ma anche le informazioni non dialogiche trasmesse con i suoni, gli effetti sonori significativi e l'indicazione di chi sta parlando.
[slide 14] L'audiodescrizione l'abbiamo già vista... vi sono due modalità: c'è l'audiodescrizione sintetica, che sfrutta le pause nel file audio principale; quando c'è spazio si inserisce la voce che descrive gli aspetti visuali del video. E' però possibile fornire una audiodescrizione allungata fermando il video, e utilizzando ad esempio i cartelli neri come avveniva nei film muti, all'inizio della storia del cinema. Avrete visto sicuramente dei film muti che contengono delle parti ferme con il testo su sfondo nero; è possibile fare questo se non vi è lo spazio sufficiente per inserire la traccia aggiuntiva.
[slide 15] Dobbiamo infine considerare l'interpretazione in lingua dei segni italiana, che recentemente, anzi sino ad oggi sostanzialmente... non so se avete visto degli esempi in occasione delle recenti elezioni politiche: sono stati pubblicati dei video che spiegavano come votare, con una piccola finestra interna (come potete vedere nell'esempio della slide 15, figura a sinistra) con l'interprete in lingua dei segni. Il problema è che questa è una tecnologia televisiva.
Non so se avete visto qualche volta il TG2 interpretato in lingua dei segni: è una cosa molto simile a questa, infatti in basso a destra c'è l'interprete in lingua dei segni che interpreta in LIS quanto viene detto dallo speaker.
Alla televisione funziona perché lo schermo è abbastanza grande.
Se però lo schermo televisivo viene compresso a 320 pixel di larghezza questa immagine (con la LIS) risulta molto piccola, pertanto per i sordi riuscire a vedere l'espressione del viso e i movimenti delle mani è molto difficile. La LIS è una lingua che richiede una percezione molto dettagliata del movimento delle mani; in questo caso è come avere un file audio a bassissimo volume, quindi non funziona molto bene.
A partire da queste premesse, io e il mio amico Alessio Cartocci abbiamo pensato di fornire un doppio flusso video, sincronizzato con SMIL (la specifica del W3C dedicata proprio alla costruzione di componenti multimediali complessi). In questo modo abbiamo sincronizzato due video: questa finestra (slide 15, figura a destra) con la lingua dei segni (poi vi faccio vedere un esempio in produzione) è possibile spostarla fuori dal video principale, ed ingrandirla alla stessa grandezza del video principale. Si hanno quindi due video anziché uno soltanto, ed è pertanto possibile avere una interpretazione in LIS comprensibile.
[slide 17 e 18] Ho preparato una disamina dei vari player. Se avete una certa esperienza di video su Web, saprete già che esistono i player dei vendor più importanti: Windows Media player, Real player, QuickTime player, Adobe Flv player, ai quali si affiancano gli strumenti che servono a fare l'encoding del video, e per ogni player e formato abbiamo l'encoder adatto.
Vediamo i singoli player e le loro caratteristiche accessibili.
Ho predisposto una sintesi (slide 18) che avrete sempre la possibilità di rivedere, perché è molto importante capire che i player più noti (QuickTime, Windows Media player e Real player) hanno il grandissimo limite che non interagiscono con i lettori di schermo (screen reader) che utilizzano i ciechi. Chi usa Jaws (una tecnologia assistiva che serve ai ciechi per navigare i siti Internet) non è in grado - sembra una cosa banale - non è in grado di "fare clic su play". Con questi che sono i player più usati nel Web. Questo è gravissimo perché la persona non vedente viene deprivata della possibilità di fare l'esperienza della traccia audio del video. Se quindi è vero che QuickTime e Real player supportano SMIL e consentono teoricamente di audiodescrivere i video con la possibilità di sincronizzare la traccia audio aggiuntiva, questa traccia audio aggiuntiva non può essere percepita dalla persona non vedente in quanto non è in grado di far partire il filmato. Questo è il primo problema. Il secondo è che vi sono grossi problemi di compatibilità crossbrowser e crossplatform per ciascuno di questi player. Se realizzo la sottotitolazione con Windows Media player, questa sottotitolazione non la posso vedere su Macintosh. Negli altri player vi sono altri problemi di compatibilità; se vi interessa avere un'idea più definita su webaccessibile.org, nell'area Multimedia, esiste una tabella di sintesi che consente di vedere tutti i vari problemi di compatibilità che si verificano. Sono così tanti che le ore di lavoro che servono a sottotitolare i filmati e ad audiodescriverli, di fatto sono vanificate perché l'utente può percepirli o meno a seconda della configurazione che usa. E oltretutto, come vedremo, deve anche modificare i settaggi per attivare i sottotitoli, e questo è un ulteriore sforzo che viene richiesto all'utente.
Fino ad oggi la situazione del Web, per quanto riguarda l'accessibilità dei video, è carente anche per questi motivi che dipendono dai vendor, che non hanno sviluppato delle tecnologie facili da usare,user friendly, per le alternative accessibili.
Esistono poi, per il formato Flash Video (Flv), dei player che risolvono questi problemi.
C'è il player dell'NCAM (www.ncam.org), "CC for Flash", un player per il formato FLV, che è liberamente scaricabile e che consente di corredare i filmati di sottotitolazione multilingue, utilizzando il formato standard del W3C DFXP. Si tratta quindi di una ottima soluzione, infatti il formato Flash Video non presenta problemi di compatibilità e si vede su tutti i sistemi operativi e su tutti i browser. Serve naturalmente avere il plugin Flash, ma è ormai universalmente diffuso.
Vi è poi un altro player Flv: Jeroen Wijering FLV Player (www.jeroenwijering.com), che consente di corredare il video di sottotitolazione multilingue (DFXP o Srt) e di audiodescrizione.
Esiste infine lo Smilery player (player.smilery.com), sviluppato da Alessio Cartocci, un player Flv che consente ancora una cosa in più: oltre a consentire i sottotitoli con tutti i formati standard Web, e l'audiodescrizione con SMIL, consente anche questa cosa che abbiamo visto prima, cioè di avere un doppio flusso video per la LIS. Pertanto questo player rappresenta attualmente una facile soluzione ai problemi di accessibilità, facile perché è compatibile con tutti i sistemi e browser, ed è facile da usare. E' stato per un anno e mezzo in beta nel sito www.webmultimediale.org come progetto pilota, dove è possibile vedere molti esempi in produzione (poi ne vedremo un paio). Con questo player possiamo in effetti spendere molte per sottotitolare e audiodescrivere, e però avere delle soddisfazioni.
[slide 19-29] Vediamo velocemente quali sono i passaggi richiesti all'utente dai player tradizionali, per attivare i sottotitoli, ed è uno scoglio pesante, lo dico per esperienza avendo sottotitolato un portale nei formati Windows Media e Real; persone sorde ci hanno chiesto dove fossero i sottotitoli... non riuscivano a vederli perché per una persona sorda dalla nascita leggere il testo che spiega come attivare i sottotitoli paradossalmente è una cosa molto complicata. Da esperienze come questa è sorta l'esigenza di fare ricerca per risolvere questo problema.
[slide 29] Nelle slide trovate le schede dei singoli player, ci fermiamo in quella dedicata al player di Webmultimediale.org, che è stato realizzato da Alessio Cartocci.
[slide 31] Per sottotitolare, abbiamo bisogno di utilizzare un software in grado di semplificarci la vita, io suggerisco di usare MAGpie, una risorsa gratuita liberamente scaricabile dal sito www.ncam.org, che consente con grande facilità di sottotitolare (esistono molto guide disponibili, una in italiano nel sito www.webmultimediale.it). E' molto semplice seguire un video e inserire una dopo l'altra le varie stringhe che compongono le didascalie sincronizzate. Nella slide 31 si trova il collegamento per scaricare un breve filmato che mostra il funzionamento di MAGpie, che comunque è davvero semplice da usare. Il problema della sottotitolazione è che richiede la trascrizione del parlato, quindi il grosso del lavoro è sbobinarsi il video. Si tratta di un lavoro che ovviamente non è molto creativo. Una volta trascritto il parlato, il testo va separato in righe. Una riga vuota per MAGpie significa che si passa alla didascalia successiva, quindi la trascrizione viene importata in questo software che dispone i contenuti in una tabella. A questo punto è facile aggiungere per ciascuna riga una indicazione di tempo che definisce la sincronizzazione dei singoli sottotitoli.
Il procedimento è in effetti più facile a farsi che a spiegarsi.
[slide 32] Trovate in questa slide alcune risorse per analizzare i file di sottotitolazione e di audiodescrizione. Sono tutti link che portano a risorse, in particolare è a disposizione nel sito www.webmultimediale.org una serie di esempi che mostrano per tutti i formati come funzionano i sottotitoli nei vari player. Questo ad esempio è un filmato per Windows Media player [viene mostrato un video nell'area "Le guide" del sito webmultimediale.org]. In questo caso ho deciso di visualizzare i sottotitoli con testo nero su sfondo bianco, mentre solitamente si fa il contrario. E' possibile definire con un foglio di stile interno al file di sottotitolazione di Windows Media player, che è un file in formato proprietario, SAMI, il colore del testo e la grandezza dei caratteri ecc.. Uno dei vantaggi di questo sistema di sottotitolazione di Microsoft è che ingrandendo col browser la dimensione dei caratteri del testo, ingrandisco anche la grandezza dei sottotitoli, che è importante per gli ipovedenti ed è una caratteristica interessante non presente negli altri formati. Trovate poi sempre in questa pagina una versione Real. In questo caso ho deciso di inserire un collegamento per fare aprire Real esternamente perché Real player presenta dei problemi di compatibilità se viene inserito in una pagina Web. In questo caso ho già configurato il player in modo da visualizzare i sottotitoli, ed ottengo la visualizzazione del testo. Posso ingrandire i caratteri insieme all'ingrandimento della finestra.
Sono poi disponibili in questa stessa pagina anche una versione QuickTime, che non vediamo per il poco tempo, e una versione in formato Flash Video (Flv), con il player di Webmultimediale.org, nel momento in cui ancora non era stata sviluppata la caratteristica dell'apertura di una seconda finestra (per la LIS).
Vediamo ora il player di Alessio Cartocci nella versione completa, vediamo un esempio molto rapido. All'interno del sito esistono anche degli altri esempi più interessanti, come spettacoli teatrali. Ovviamente oggi mi sono dovuto soffermare sugli aspetti tecnici, però in realtà il mio lavoro sul multimedia - risolti questi problemi di accesso - è come dicevo già prima è un lavoro di approfondimento dei contenuti audiovisivi.
[Viene fatto partire un esempio di video accessibile] Come vedete, posso spostare, ingrandire, adattare come preferisco questa finestra... questa era la dimensione della finestra per la LIS nella versione tradizionale (all'interno del video principale in overlay), e ora - anche da tastiera con le freccette - posso selezionare la barra del titolo della seconda finestra e spostare il video secondario all'esterno della finestra del video principale. Il player come vedete funziona anche indipendentemente dal mouse, con la tastiera, che è un altro aspetto essenziale di accessibilità. Poi, con il mouse o con il tasto "+" posso ingrandire questa finestra per la LIS fino a una grandezza uguale a quella del video principale.
In questo modo la lingua dei segni è perfettamente percepibile anche sul Web. Poi ho anche la possibilità, grazie a SMIL, di sincronizzare due tracce video, due tracce audio e due tracce di sottotitolazione. Posso ad esempio passare dall'inglese all'italiano, nel testo e anche nell'audio. [Viene fatto partire l'esempio video, e si passa dall'audio in italiano alla versione inglese] E' importante notare che in questo modo con SMIL, una specifica del W3C basata su XML, utilizzando quindi un semplice file di testo nel quale definisco il tempo di partenza per due, tre o anche dieci tracce audio, e attraverso una tendina del player, posso poi selezionare il file audio che mi interessa. Lo stesso avviene per i sottotitoli, con la possibilità di avere quindi la sottotitolazione multilingue, una volta realizzate le varie traduzioni. Posso disattivare la finestra con la LIS, se non serve, posso disattivare l'audiodescrizione - ovvero le tracce audio aggiuntive -, tutto è interoperabile da tastiera, e pertanto in questo modo - con un anno e mezzo di ricerca fatta unicamente per passione e senza fini di lucro - abbiamo risolto quei problemi dei player dei grandi vendor che velocemente ho cercato di trasmettervi. Partendo da webmultimediale.it (il Video Share di Webmultimediale.org), che usa una versione semplificata del medesimo player di Alessio Cartocci, e aprendo un qualsiasi video e cliccando l'icona con la doppia emoticon, raggiungiamo il sito dello Smilery player: player.smilery.com.
Sempre all'interno del sito www.webmultimediale.org [Cfr. 32] trovate una serie di esempi in tutti i formati tradizionali di sottotitolazione e audiodescrizione, in modo da consentire di studiarne il funzionamento, e di sperimentare direttamente i problemi di compatibilità che abbiamo visto prima. Per ciascun formato trovate delle pagine dedicate, con due diverse larghezze di banda, che è un aspetto importante da considerare: si tratta di bilanciare la qualità dando la possibilità a chi ha almeno una ADSL di scarsa qualità di fruire del video. Purtroppo non possiamo fornire un video che funzioni con una connessione col modem analogico a 56 Kbps, perché la qualità sarebbe troppo bassa; però i video che trasmetto su Webmultimediale.org li ho ottimizzati, col doppio flusso video, per un bitrate di 400 Kbps, idoneo per una ADSL media. Si tratta di fare delle scelte, l'accessibilità assoluta non è possibile, per quanto riguarda la larghezza di banda, perché se comprimo troppo il video la qualità diviene troppo bassa e l'esperienza dell'utente risulta insoddisfacente.
Esistono poi altri esempi, ma li potrete vedere con calma a casa.
Facciamo velocemente una carrellata su due strumenti che consentono la sottotitolazione in tempo reale su Web.
[slide 33-36] Il primo è CaptionCaster, di WebAIM (www.webaim.org), che però non è ancora rilasciato e non vi è una demo. Sono nella fase di ricerca degli sponsor per avere i finanziamenti per lo sviluppo. Non so quando verrà rilasciato e se sarà gratuito. Funziona con un'interfaccia di amministrazione (slide 34) nella quale si digitano i sottotitoli che vengono poi inviati al client, al computer dell'utente, che dovrà installare un visualizzatore che rappresenta la sottotitolazione in questo modo (slide 35), con la possibilità di ingrandire i caratteri e di cambiare i colori di testo e sfondo. Una volta termina la connessione, è possibile salvare il lavoro fatto in tutti i formati di sottotitolazione Web, che ripeto avendoli citati prima ma velocemente: sono Rt (Real txt) per Real player, QuickTime txt per QuickTime player, SAMI per Windows Media player, e poi i formati del W3C DFXP e SMIL, supportato da Real in modo particolare, e dal player di Webmultimediale.org sviluppato da Cartocci (player.smilery.com) che abbiamo visto prima. In pratica, Real txt - per fare un esempio - è un file di testo, con una sintassi molto semplice, che si collega tramite il file SMIL. Il file SMIL viene attivato dal link che viene letto dal player, e questi file SMIL "dice" al player di eseguire questo file di testo Rt, e così vengono visualizzati i sottotitoli. Si tratta pertanto di un concatenamento di file: si parte dal file SMIL, che fa partire le varie tracce audio, video e testo, che vengono eseguite dal player. Il funzionamento è analogo in tutti i formati per il Web, è solo una questione di farci un po' la mano, ed in ogni caso il Flash player di Webmultimediale.org consente di utilizzare qualsiasi formato di sottotitolazione. Se ne usate uno soltanto, che vi piace di più, potrete utilizzare quello.
Questo (slide 36) è lo schema di funzionamento di CaptionCaster.
[slide 37] Passiamo alla piattaforma per il "Realtime Captioning" disponibile in Demo su Webmultimediale.org (sezione "Le guide"), sviluppata da Daniela Remogna (www.fimietta.it), un'esperta di sistemi Linux che cura il server di streaming (Red5) che trasmette i video di Webmultimediale.org. E' un server di streaming Red5, la versione Open Source del Flash server di Adobe, che consente, oltre a trasmettere i video in streaming (ricordatemi poi di parlare dell'importanza dello streaming rispetto allo pseudostreaming), consente di fare una videoconferenza con sottotitolazione in tempo reale. Proprio l'altro giorno ho pubblicato su www.webmultimediale.org una demo, raggiungibile dalla home-page cliccando su "Le guide", la sezione che contiene gli esempi video in produzione, e nel menu a sinistra - fra i servizi - trovate la condivisione video (www.webmultimediale.it) e la Demo per i sottotitoli in tempo reale (Real time Captioning).
Si possono aprire due finestre, una per l'area di amministrazione e una che rappresenta quello che vedrà il pubblico nella trasmissione in diretta. Questa è l'interfaccia di amministrazione, cui si accede tramite autenticazione con un account "guest". Si clicca su "connettiti al server" per stabilire la connessione, come vedete in basso c'è la risposta positiva: "connessione avvenuta con successo". A questo punto, cliccando su "pubblica" dopo aver collegato la Webcam al computer... (la vicinanza con le casse genera interferenze e viene ridotto il volume) sto trasmettendo il video e trasmettere il parlato come sottotitolazione, infatti chi si dovesse collegare potrà fruire delle stesse informazioni video e vedere anche i sottotitoli nel momento in cui vengono digitati... in questo modo in tempo reale posso tenere una videoconferenza con sottotitoli. Sarà ovviamente possibile collegare una idonea periferica stenografica di input, per velocizzare la scrittura; il problema della sottotitolazione in tempo reale è che ci vuole una persona in grado di trascrivere rapidamente il parlato. Potrete provare la Demo e se vi interessa c'è la possibilità di scrivere a Daniela Remogna (nella pagina trovate il riferimento al suo sito Web www.fimietta.it) e di avere una versione personalizzata secondo le esigenze questo strumento, e in ogni caso è importante sapere che esiste anche per il Web il servizio che veniva fornito questa mattina al convegno inaugurale: la proiezione su schermo della trascrizione in tempo reale del parlato dei relatori. La stessa cosa, come avete visto, si può fare anche sul Web. Gli strumenti ci sono... anche questa piattaforma, essendo basata su tecnologia Flash, funziona su qualsiasi sistema operativo e qualsiasi browser, senza presentare alcun problema di compatibilità.
[slide 38] Torniamo alle slide, e facciamo una sintesi: ne ho già accennato, sono attualmente poche decine in Italia i filmati sottotitolati o interpretati in lingua dei segni. Naturalmente quelli in lingua dei segni sono molti di più, ma io ora mi riferisco ai video che contengono una finestra interna con l'interprete LIS. Se andate nei siti della comunità dei sordi, ad esempio i siti dell'ENS (Ente Nazionale Sordomuti) troverete moltissimi video ma tutti esclusivamente in lingua dei segni, infatti la comunità dei sordi utilizza la lingua dei segni come lingua madre: la prima lingua dei sordi dalla nascita è la lingua dei segni e il loro modo naturale di comunicare. Ad esempio in questo sito della comunità dei sordi, legato al progetto DeafMedia - Comunicazione senza frontiere (www.deafmedia.eu), che contiene anche una sezione dedicata al cinema dei sordi, c'è il filmato "Cos'è DeafMedia" in lingua dei segni che spiega che cosa è questa iniziativa. Ora, esiste però soltanto questo filmato, questa informazione che spiega il progetto DeafMedia viene trasmessa solo in questo modo, senza sottotitolazione e senza audio, solo in lingua dei segni, che non è composta di "gesti" ma di segni con una grammatica e una sintassi, è una lingua molto complessa e molto ricca, addirittura più ricca della lingua italiana come possibilità espressiva e per la vastità di combinazioni possibili fra i segni e i parametri formazionali (slide 46).
Domanda: Questo sito per i sordomuti non è quindi accessibile? Non è accessibile per noi...
Roberto Ellero: E' accessibile per la comunità dei sordi, lo ho fatto vedere per far capire che la comunità dei sordi ha una propria cultura, e farò poi vedere dei video che hanno l'idea di mettere in dialogo la comunità degli udenti con la comunità dei sordi. La comunità dei sordi ha una propria cultura e una grande forza, si può dire che sia una minoranza linguistica. Non possiamo pertanto ragionare in termini assistenzialistici fornendo un servizio in LIS. La LIS è la loro lingua, si deve cercare piuttosto di mettere in dialogo la cultura degli udenti con la cultura dei sordi. Ho provato con dei video, di cui poi vedremo degli estratti, a mettere in parallelo - grazie a Smilery player con il doppio flusso video - l'esperienza di trasmissione del messaggio in forma visiva e attraverso il canale della parola parlata. Da qui si comprende bene l'importanza della traduzione dei codici: come abbiamo visto nella citazione iniziale di Graziella Tonfoni (slide 6), un messaggio può essere trasmesso in tanti modi diversi, e il segreto della comunicazione senza barriere sta proprio nel riuscire a tradurre quello che si ha in testa in forma visuale o in forma testuale, o con la musica o in altri modi diversi. Però fino a che non si dominano i linguaggi si pensa che il linguaggio che parliamo noi sia l'unico linguaggio giusto da utilizzare. E' una questione culturale. Tutti questi aspetti ci si deve abituare a tradurli costantemente uno con l'altro. E' una ginnastica mentale che alla fine aiuta ad approfondire qualsiasi messaggio io intenda comunicare. Il risultato è che migliora la propria capacità di comunicare.
[slide 38] Torniamo ai problemi generali che fanno sì che attualmente l'accessibilità dei video sia così poco considerata. Una delle cause è che si ritiene che sottotitolare sia complicato, "ci sono tantissimi formati, non mi ci metto nemmeno, figuriamoci ci sono dieci formati diversi di sottotitolazione, non perdo tempo con queste cose tecnicistiche". Questo è il primo problema.
Il secondo è rappresentato dai molti problemi di compatibilità delle soluzioni standard tradizionali.
Il terzo problema è che un video accessibile richiede un sacco di tempo per essere realizzato.
[slide 39] Abbiamo visto che in realtà su Webmultimediale.org è utilizzato un player che consente di unificare il processo di associazione dei file di sottotitolazione: quindi posso usare qualsiasi formato di sottotitolazione. Posso usare quello che preferisco. E' una notevole semplificazione. E poi grazie a SMIL posso associare tracce audio, due video e le tracce di testo che mi servono per la sottotitolazione multilingue. Può sembrare una cosa difficile, in realtà si tratta di semplici collegamenti alle risorse con estensione txt, Mp3 o Flash Video, quindi una volta imparato il meccanismo associare due video, tre audio e quattro tracce testuali è una cosa banale. Il problema è che creare queste tracce richiede molto tempo. Devo fare le riprese video, il montaggio, l'encoding, fare scelte di regia, fare l'audiodescrizione, trascrivere il testo, realizzare i sottotitoli multilingue... si tratta del terzo problema: un video accessibile richiede un sacco di tempo nel processo di produzione. Il video che vi farò vedere, con un cantante in lingua dei segni, mi ha richiesto 40 ore di lavoro. E' chiaro che in un processo produttivo 40 ore di lavoro per un video rappresentano probabilmente un costo eccessivo per una organizzazione. Non entro in questi problemi che riguardano le scelte delle aziende; questo è un problema che si può affrontare solamente con una nuova organizzazione del processo di lavoro e l'impiego di risorse che sanno fare certe cose, ma è una cosa che si deve fare perché continuare a non fare video accessibili significa non solo discriminare (cosa che rileva per diversi aspetti) ma anche rinunciare ad approfondire gli aspetti linguistici dei video, e questo è un danno culturale, ed è una cosa molto importante su cui riflettere.
[slide 40-41] Vi faccio vedere un esempio, uno spettacolo teatrale che ho adattato al Web, e che contiene una audiodescrizione progettata in termini drammaturgici. E' uno spettacolo ideato e diretto da Marco Pernich, di Studio '900 di Milano (www.studionovecento.com), uno spettacolo con sole attrici che interpretano vari aspetti dell'anima femminile attraverso le dee dell'antichità greca ("Il Grande Nudo Rosso"). Lo spettacolo dal vivo ha una durata di un'ora circa, ho effettuato una riduzione a una ventina di minuti, aggiungendo però alcune scene tra un episodio e l'altro con una narratrice che spiega i singoli episodi in modo da renderli comprensibili anche da chi non vede. Essendo realizzate, queste audiodescrizioni, con l'aggiunta di parti anche visive, come si vede nella schermata (slide 40), c'è un arricchimento del video per tutti. Si tratta di un'audiodescrizione che è anche visiva, e che aggiunge interesse perché mentre la scena è all'interno di una scenografia teatrale al chiuso, l'audiodescrizione rappresenta una realtà naturale, un giardino, che serve ad aumentare l'interesse, il coinvolgimento del fruitore Web che cerca sempre di scappare via; lo si tiene fermo il più possibile con dei contrasti cromatici e di ambientazione diversa: questa alternanza di scena teatrale e di ambientazione esterna aumenta l'interesse ed il coinvolgimento. In questo modo c'è la speranza che qualcuno arrivi a vedere tutto il video. Cosa abbastanza rara sul Web, spesso si guarda qualche secondo poi si passa ad altro. La fruizione Web è una fruizione frenetica, e progettando un video si deve considerare questo aspetto. Vediamo qualche minuto del filmato.
Fortunatamente nella rete di Tor Vergata non ci sono problemi di collegamento allo streaming, possiamo vederlo direttamente nel sito Webmultimediale.org. Qui ovviamente, in proiezione, perde un po' di interesse, e al monitor del Pc vi sembrerà più coinvolgente. Questo video non l'ho progettato per essere trasmesso con una modalità di tipo cinematografico, e il video è corredato di una introduzione testuale che spiega il senso di questa operazione culturale. Questa introduzione e un corredo di immagini già danno l'idea di cosa andiamo a vedere. C'è poi un testo dello stesso drammaturgo che fornisce una interpretazione autentica dello spettacolo. Ma naturalmente è possibile anche andare subito al video, grazie a un link a inizio pagina: nel video principale c'è lo spettacolo teatrale, nel video secondario c'è l'interpretazione in lingua dei segni. L'audiodescrizione per i non vedenti, come ho già detto, è realizzata in forma scenografica, e poi ci sono i sottotitoli in italiano e in inglese. [Viene fatto partire il filmato] Vi ho già accennato al fatto che lo streaming presenta dei vantaggi. Non so se avete notato che YouTube, Google Video e le altre piattaforme per lo Sharing non erogano in streaming, ma in pseudostreaming (download progressivo): alla fine della visione il video si trova nella cache del browser. Potete andare a prenderlo direttamente nella cache di Internet Explorer, ad esempio. Inoltre il flusso video non è costante, e la sincronizzazione fra lingua dei segni e lo spettacolo non è precisa come vedete in questo video; ora non abbiamo il tempo per fare un confronto con una versione in pseudostreaming che ho in locale. Grazie allo streaming, posso posizionarmi a metà video senza aspettare di averlo scaricato. Anche da tastiera, mi posso spostare con le freccette verso destra e rilasciando il tasto mi posiziono dove ho deciso, senza dover aspettare di aver scaricato tutto il video prima di spostarmi. Quando il flusso, l'informazione è stata mostrata, viene distrutta, e non ne resta traccia all'interno del Pc client. Questo consente di tutelare la proprietà intellettuale di quanto comunico: non avrei potuto trasmettere questo video in download progressivo, perché avrei leso i diritti del regista, del tecnico delle luci, del suono, degli attori, insomma ci sono grossi problemi legali e lo streaming è importante.
[slide 52] Adesso vi faccio vedere un altro esempio, che approfondisce ulteriormente questa flessibilità di utilizzo: il fatto di disporre di un secondo flusso video consente di avere un maggiore controllo della scena, e di avere due punti di vista. E' possibile farlo anche col montaggio in un singolo video, naturalmente, come avviene in questo video, una bozza a cui sto lavorando, nella quale si vede lo spettacolo da due punti di vista ma in successione, come del resto avviene anche in quest'aula oggi, dato che vi sono due videocamere in azione. [Viene mostrato un breve brano di audiovisivo, dallo spettacolo sulla finanza etica "La moneta di Giuda" di Marco Pernich] Avete visto come in questa bozza si succedano due punti di vista. Avere due punti di vista in successione aumenta l'interesse, poiché posso focalizzare su dettagli che si ritiene possano interessare il fruitore, quindi c'è un approfondimento rispetto a una sola videocamera, e il video diventa più interessante. C'è più lavoro di montaggio, però il risultato finale è più interessante. Questo risultato si può ottenere anche in un altro modo: invece di mettere in successione i due punti di vista, li metto a disposizione simultaneamente. Ed è quello che avviene nell'ultimo video che ho realizzato, e che presento qui oggi; è disponibile su Webmultimediale.org da ieri, ed è un video che rappresenta un musical, teatrale e musicale, "Dio era tra noi", con un gruppo musicale che fa indie rock: i Malazeta, una compagnia di teatro che fa uno spettacolo di tipo Kolossal, e con un attore e ballerino sordo dalla nascita, Antonio Pellegrino, che trasmette con la lingua dei segni e con il corpo la vibrazione musicale alle persone sorde. Ora, se lo vedrete con calma a casa noterete che anche senza conoscere la lingua dei segni, di fatto, questo lavoro di traduzione, di trasmissione attraverso il visivo aumenta molto l'interesse della comunicazione dello spettacolo. Lo spettacolo è basato su testi di Primo Levi, e rappresenta il campo di sterminio nazista di Auschwitz in diversi episodi tratti da libri di Primo Levi. Ho fatto le riprese con due videocamere. A differenza di quanto abbiamo visto nell'esempio di prima, nella seconda finestra si vedono le scene teatrali con il parlato, invece a sinistra (nel video principale) c'è il gruppo musicale e Antonio Pellegrino che trasmette la musica in modo visivo, con la lingua dei segni. Avendo a disposizione uno strumento che mi consente i due punti di vista in modo simultaneo, ottengo un risultato che è sicuramente più interessante rispetto alla successione dei punti di vista all'interno di un solo video, una successione decisa dall'autore. Con la compresenza dei due punti di vista è il fruitore invece a decidere dove guardare, pertanto la selezione dei punti di vista la fa il destinatario del messaggio, il fruitore. Questo aumenta l'interazione multimediale. [Viene mostrato un brano di audiovisivo da "Dio era tra noi"] Anche questo video ha i sottotitoli in italiano e in inglese. Passo alla versione in DVD, perché in questa situazione è ovviamente più adatta, però potrete vederlo a casa col vostro Pc. Bisogna disporsi a seguirlo, dura mezz'ora, e vedrete che la lingua dei segni e il linguaggio del corpo, il linguaggio visivo, riescono a trasmettere i contenuti in maniera tale che l'emozione viene trasmessa in modo più potente rispetto a quello che poteva essere la sola resa musicale e con la voce. Credo che questo sia molto importante, perché il disabile è protagonista e arricchisce la comunicazione: è al centro della comunicazione, non è solo una aggiunta che interpreta, diviene parte dello spettacolo e arricchisce per tutti la comunicazione. E questo, secondo me, diventa nel mio percorso un tentativo di incontro fra una tecnologia che è flessibile e funziona con qualsiasi configurazione, e che consente di trasmettere i codici in modo simultaneo, dando pertanto la possibilità di realizzare un servizio accessibile, e una esperienza culturale di coinvolgimento delle persone disabili all'interno dello spettacolo. In tutto questo non si presentano tutte quelle cose che abbiamo pensato dell'accessibilità in quanto prosciuga il messaggio, costringe a togliere e a semplificare. In questo caso l'accessibilità dei video non è una cosa che impedisca di fare quello che si vuole, richiede più lavoro ma questo lavoro alla fine produce un contenuto che è più ricco di comunicazione per tutti. Quindi rappresenta un vantaggio per tutti gli utenti. Ho fatto la selezione delle scene, passando da 80 minuti a 30 minuti. [Viene mostrato un brano di audiovisivo in DVD, da "Dio era tra noi"] Mi fermo perché poi il filmato richiede di concentrarsi... penso che sia stato un esempio abbastanza chiaro.
[slide 42] La sottotitolazione come ho detto prima serve in particolare a chi è diventato sordo nel corso della vita, e poi serve anche alla didattica, infatti i sottotitoli aumentano le possibilità della memoria visiva, perché scorrendo il testo insieme a quello che si vede nel video si memorizzano meglio i contenuti.
[slide 43-45] Vi sono alcune slide dedicate alle disabilità cognitive, con riferimento al checkpoint 14.2 delle WCAG 1.0, che indica per le disabilità cognitive l'opportunità di aggiungere presentazioni visive e audio per facilitare la comprensione del messaggio. E' chiaro che integrando un testo con video e immagini si aumenta - con il rinforzo dei codici - la possibilità di trasmettere il messaggio.
[slide 45] In particolare, per i dislessici, poter ascoltare i contenuti invece di leggerli permette al dislessico di ridurre i tempi di studio e il dispendio di energie. Se all'audio aggiungiamo un video le possibilità di memorizzazione dei contenuti aumentano.
[slide 46-47] Ho indicato poi nelle slide alcune risorse che illustrano come funziona la lingua dei segni, che è una lingua visiva e che ha una sintassi molto simile a quella del linguaggio cinematografico; Dirksen Bauman, uno studioso statunitense, ha scritto dei testi che riguardano il parallelismo fra il modo di pensare dei cineasti e il modo di pensare dei sordi. La lingua dei segni ha una sintassi che ponendo in successione segni e posture presenta molte analogie con il pensiero visivo dei registi. E' una lingua SOV (soggetto oggetto verbo), ad esempio "io cinema vado" [slide 47, www.istc.cnr.it/mostralis/pannello05.htm]; in questo sito del CNR trovate molti altri esempi.
[slide 48] Poi ho indicato una risorsa, "Linee guida per gli audiovisivi con la Lingua dei segni", utilizzata come riferimento anche nelle WCAG 2.0 [www.sign-lang.uni-hamburg.de/SigningBooks/SBRC/Grid/d71/guide13.htm]. Anche nelle techniques delle WCAG 2.0 vengono indicati degli esempi televisivi. In queste immagini nella slide 48 si vede come alla televisione si sia giunti a questi riquadri con la lingua dei segni, che come abbiamo già notato sul Web è limitativo, però abbiamo anche visto una soluzione che sposta il riquadro fuori dal video principale. Questa soluzione che vi ho mostrato oggi, ve lo dico perché faccio parte del gruppo di lavoro del W3C che sta scrivendo le WCAG 2.0, diventerà una delle tecniche per raggiungere il livello tripla A di conformità al test di verifica di successo 1.2.6, che riguarda appunto la lingua dei segni nei video.
[slide 51] Questa modalità è attualmente l'unica per ottenere una interpretazione in LIS separata. Questa è una slide di Jean-Louis Carvès (IBM), che ha segnalato questa nostra soluzione a "Paris Web 2007"; su Webmultimediale trovate una pagina con le varie segnalazioni (www.webmultimediale.org/world-wide-webmultimediale) che abbiamo avuto nei blog specialistici europei e anche nei più importanti libri sull'accessibilità in Italia, il libro di Roberto Scano sulla verifica tecnica (Legge 4/2004 dalla teoria alla realtà, Edizioni IWA 2007) e il libro di Michele Diodati (Accessibilità. Guida completa, Apogeo 2007) che dedica alcune pagine allo Smilery player e alle audiodescrizioni che trovate nel sito Webmultimediale.org; per quanto riguarda le audiodescrizioni per i non vedenti, per quanto ne so io - se ne conoscete delle altre fatemelo sapere - si trovano sul Web solamente nel mio sito www.webmultimediale.org. Trovate anche un esempio con due modalità diverse, che ho realizzato con la partecipazione di alcuni discenti ad un seminario all'Università di Roma 3 che hanno descritto alcune scene; queste descrizione a più voci è confluita in un testo unificato che ho inserito nel video. In questo modo l'audiodescrizione non è il frutto di un unico punto di vista, ma di un insieme di occhi che hanno visto diverse cose, e le cose più interessanti sono confluite in un testo che poi è stato letto da una voce di attore. Queste cose le trovate nel sito www.webmultimediale.org ("Il Gabbiano Jonathan Livingston").
[slide 53-54] Nelle slide trovate uno scenario tipo per realizzare quanto avete visto negli esempi, per sottolineare che c'è anche un aspetto sociale: per riprendere uno spettacolo teatrale, come quello che avete visto, ho dovuto conoscere il regista, conoscere la compagnia teatrale, conquistare la loro fiducia, parlare del mio progetto sul Web, partecipare alle prove per capire lo spettacolo, fare le riprese, mettermi d'accordo con il drammaturgo per individuare le scene da selezionare, e per realizzare l'audiodescrizione ambientale che avete visto prima. Tutto questo mi ha portato un grande arricchimento nella conoscenza dello spettacolo teatrale, ho conosciuto un drammaturgo con cui ho stabilito un rapporto di fiducia e di amicizia, e ho fatto una esperienza oltre che culturale anche sociale, lavorando nel rispetto del testo del drammaturgo ma nello stesso tempo cercando di adattarlo al Web per coinvolgere il fruitore, per ottenere l'effetto di farlo andare a vedere lo spettacolo a teatro. E secondo me, proprio questo passaggio dal Web alla sede tradizionale, cinema o teatro, può avvenire soltanto se questo mix di testo, audio, immagini e video riesce a trovare un vero dialogo nell'integrazione fra i codici che fa scattare qualcosa nella comunicazione, e coinvolge il fruitore in una operazione culturale. Nella realizzazione delle alternative accessibili ho potuto apprendere a fondo il messaggio, sperimentarlo su me stesso, e anche in qualche modo cercare di trasmetterlo sul Web. Se vedrete "Il Grande Nudo Rosso" su Webmultimediale.org o il musical con Antonio Pellegrino, inviatemi le vostre impressioni ed emozioni; è importante sapere se il messaggio è arrivato, se ha raggiunto qualche mente. Se mi scrivete in proposito a robertoellero@gmail.com mi fate un grande favore: questi sono esperimenti di comunicazione in Rete, e posso sapere se hanno funzionato soltanto se qualcuno mi scrive le sue impressioni rispetto alla fruizione di questi audiovisivi. Si tratta di video impegnativi, che non durano solo tre o quattro minuti, ma per scelta hanno una durata di circa 30 minuti. Ho pensato che un'esperienza troppo breve non costituisce qualcosa che rimane nei ricordi, però nello stesso tempo non è nemmeno della stessa durata dello spettacolo dal vivo, che non sarebbe gestibile sul Web.

Web Senza Barriere 2008 - Roberto Ellero (www.webmultimediale.org),
seminario "Accessibilità e qualità dei contenuti multimediali", Roma,
Università di Tor Vergata, 7 maggio 2008

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